venerdì 27 agosto 2010

TECNICHE di SEDUZIONE e REGOLE DELLA SEDUZIONE


Il linguaggio della seduzione è una funzione complessa , per mezzo della quale l'uomo,
con l'uso di simboli mimici, gestuali, verbali, ed altro, comunica con gli altri
ottiene la possibilità di raggiungere la seduzione in tempi rapidi. È largamente accettato che il linguaggio della seduzione rappresenti un insieme di forme particolari,
appartenenti al concetto molto più generale di comunicazione, soprattutto della comunicazione non verbale

In linea di principio:

COMUNICARE = INFORMARE

Tale identità è però molto limitativa in quanto esclude tutto ciò che determina nell'individuo l'accoglimento di
una informazione.

Inoltre la comunicazione informativa non consente di innescare il processo della seduzione .
La seduzione come capacità di coinvolgere  infatti ha bisogno di emozioni.
Una regola fondamentale della seduzione è che:
chi si dimostra affamato difficilmente verrà sfamato.

L’essere umano utilizzerà l'informazione nel modo che riterrà più consono alle sue esigenze e il comportamento che
ne scaturirà sarà conseguente a tali esigenze, indipendentemente dagli oggettivi contenuti logici
dell'informazione stessa.
COMUNICARE = DEFINIRE UNA NATURA DI
RELAZIONE E TRASMETTERE UN CONTENUTO.
A questo punto possiamo ben definire che la comunicazione permette agli individui di identificare un
comune CONTENUTO e di definire la loro NATURA DI RELAZIONE.
Il fatto di comunicare con gli altri, di scambiare esperienze, idee, emozioni con le persone che ci
circondano, di interagire in vari modi con coloro che condividono con noi l'ambiente sociale,
di lavoro o famigliare, rientra nell'esperienza vitale primaria di ciascuno di noi.

Tutto questo complesso di fenomeni si può riassumere nell'espressione "comunicazione interpersonale",

che si è rivelato, soprattutto negli ultimi decenni, come un nodo cruciale per una serie di discipline
relativamente indipendenti fra loro: la psicologia, la linguistica, la pedagogia, la sociologia, la teoria dell'informazione, l'etologia, l'antropologia, le scienze sociali etc. etc.

Come e perchè si comunica con le altre persone?

La comunicazione umana e animale non è solo il mezzo per trasmettere reciprocamente delle informazioni, ma
costituisce una fonte di stimolazioni che assolvono a diversi tipi di funzione, in un modo non sempre consapevole.

Le tecniche di seduzione si basano proprio sul presupposto che:
l’attrazione non è una scelta logica.
La seduzione come l’attrazione e l’innamoramento affondano le radici nella parte istintiva ed
in quella emozionale dell’uomo. Il cervello umano infatti è triadico, ha infatti una funzione istintiva, una emotiva ed una logica.

E ancora, nonostante la parola sia per l'uomo la principale forma di comunicazione interpersonale,
noi comunichiamo anche mediante lo sguardo, i gesti, il comportamento, le variazioni
di postura ed altre forme di comunicazione non verbale .
Questi messaggi non verbali possono modificare e spesso rovesciare il senso delle parole e si rivelano
un potente mezzo di gestione del comportamento di coloro che sono in rapporto di relazione con noi
ed un potente mezzo per la seduzione della persona di nostro interesse.

LE FUNZIONI LOGICHE DELLA COMUNICAZIONE



Ogni individuo che comunica si pone un obiettivo, ossia ha sempre uno scopo per il quale imposta una comunicazione.
Tali obiettivi vengono da noi definiti "FUNZIONE" del messaggio comunicativo.

Proviamo a condensarli tecnicamente.
FUNZIONE STRUMENTALE/INFORMATIVA

Fare la spesa pagare le bollette chiamare l'idraulico, andare dal dentista, leggere un libro:
ecco alcuni esempi di comunicazione finalizzata al soddisfacimento di esigenze elementari.
Quando una Società comporta una divisione per compiti altamente specializzati, la comunicazione a fini strumentali diviene assolutamente imprescindibile, talmente vasta e diversificata nelle sue variabili da farci ritenere inutile ed impossibile non utilizzarla.
Questo tipo di comunicazione è praticamente ininfluente nella seduzione.
La nostra consapevolezza della realtà è in larga misura determinata dal contesto sociale; i nostri concetti, le nostre idee, il nostro modo di pensare vengono plasmati dalla socializzazione e dal contatto con
le altre persone. Allo stesso modo, molti dei nostri giudizi dipendono, almeno in parte,
dalle opinioni trasmesseci dagli altri.

Il più delle volte, il fatto di ritenersi attraente o simpatico dipende per lo più dalle reazioni e dai
commenti di altre persone.
Se si provasse a ripetere ad un bambino per dieci volte al giorno che è scemo, non ci si dovrà poi stupire se, alla fine, lui stesso si convincerà di esserlo per davvero.
Questo meccanismo di funzionamento della mente umana viene utilizzato efficacemente per
la seduzione al punto che la cosiddetta preselezione rientra a ragione tra le
tecniche di seduzione. Quando si nota che una persona è attraente per gli altri, automaticamente diventa attraente anche per noi.
Le tecniche di seduzione prevedono in alcuni casi il supporto di “spalle” o “gregari” che ci aiutano per
far si che gli altri ci trovino più attraenti di quanto siamo in realtà.

Tornando alla funzione informativa della comunicazione viene ad essere espletata quando con essa il
suo fruitore arricchisce in senso qualitativo o quantitativo la propria capacità di elaborazione mentale.

FUNZIONE MANIPOLATIVA della COMUNICAZIONE UMANA



Un genitore che educa il figlio, un insegnate che impone delle regole, la società che ci consegna dei doveri , un commerciante che cerca di vendere la sua merce, un uomo politico impegnato in una campagna elettorale, si avvalgono spesso della funzione manipolativa della comunicazione.

Costoro cercano di servirsi della comunicazione per stabilire un controllo su altre persone, per gestire, suggerire o pilotare il comportamento dei diretti interlocutori verso un fine diverso da quello che si otterrebbe senza comunicare.

La comunicazione diventa manipolativa quando si utilizza un ricatto emotivo per raggiungere il proprio obiettivo, facendo leva ad esempio sul senso di colpa.

Questo tipo di comunicazione non seduce, anzi spesso genera rancori ed aggressività.

LA FUNZIONE EMOTIVA DELLA COMUNICAZIONE




L’emozione è la vera essenza della seduzione .
Indipendentemente da ogni finalità, è una caratteristica umana che l'individuo manifesti il desiderio della compagnia con altre persone, per il semplice gusto di stare insieme.
Normalmente si ricercano contatti con persone dagli atteggiamenti e dalle esperienze simili, con le quali si possa instaurare una interrelazione dal ricco potenziale comunicativo.
Il contatto sociale può nascere dall'esigenza di trovarsi per soddisfare così il desiderio o il possesso dei bisogni umani, bisogni spesso più emotivi che oggettivi.
Senza alcun dubbio, l'esigenza di contatto sociale è connessa alla natura stessa dell'esistenza umana.

La funzione emozionale della comunicazione è sicuramente la meno nota e la più importante, essa rappresenta la costante di ogni interazione o necessità di comunicazione e come dicevo rappresenta il nucleo fondamentale delle tecniche di seduzione e della seduzione in se.

Tutte le altre funzioni menzionate rappresentano delle variabili, che motivano logicamente la comunicazione, ma non gli interiori effettiemozionali che espressamente scaturiscano dalla sua funzione stimolante.
L'esigenza profonda di comunicare nasce dalla funzione emozionale che la comunicazione stessa esplica.

ATTI COMUNICATIVI DELLA SEDUZIONE (come sedurre una donna e come sedurre un uomo )



Gli atti comunicativi della seduzione sono azioni eseguite con la finalità di produrre nell’ interlocutore precisi effetti emozionali allo scopo di rafforzare il servizio emotivo reso dai contenuti analogici del discorso.
Per i cultori della comunicazione integrale , essi acquistano il loro pieno significato e cioè quello di essere lo strumento per la modulazione degli stati emozionali altrui.
Tutti gli atti comunicativi possono essere o gratificanti o penalizzanti con varia intensità.
Dal momento che a noi interessano gli effetti emozionali di tali atti ai fini della seduzione e non le loro varie possibili attribuzioni logiche, ci basterà prevedere prima e quantificare poi il loro effetto penalizzante o gratificante. La quantificazione dell’effetto soggettivo ( a livello della seduzione ) prodotto è la loro sola vera misura,
ma siccome esistono nel cervello, oltre ai fotogrammi degli eventi emotivi passati, anche gli strumenti atti al riconoscimento innato di stimoli esterni, si può cercar di dare un significato univoco a taluni tipi di stimolazione.
Siamo ancora agli inizi nello studio che riguarda queste chiavi interpretative innate.
Solo molto recentemente ci si è resi conto che, se si è in grado di reagire fin dalla nascita in un modo
prevedibile alle varie situazioni, è perché deve esistere un codice interno in ognuno di noi che ci permette di
catalogare gesti, espressioni, atteggiamenti ecc. e di innescare risposte adeguate.

Gli atti comunicativi della seduzione



possono venir espressi tramite i canali della CNV , che abbiamo già avuto modo di analizzare o essere contenuti
naturalmente nell'argomento trattato; sempre però tenendo presente che sono le implicazioni analogiche ad avere effetti di tipo stimolante ed a poter quindi essere indicate quali veri atti comunicativi creanti tensione. Oltre ad avere una funzione induttiva gli Atti Comunicativi svolgono anche un importante ruolo nei confronti
dell'operatore: quello di consentirgli il necessario scarico di tensioni.

Ora vi decodifichiamo i principali atti comunicativi non verbali della seduzione .


Avvicinamento al soggetto (in condizioni di non affollamento dell'ambiente e in assenza di rapporti particolarmente confidenziali all'origine) oltre i 50-60 cm. È estremamente penalizzante.
Il fatto che sia molto più penalizzante per il soggetto che per l'operatore (colui che compie consapevolmente l'atto), dimostra quanto conoscenza e volontarietà garantiscano già un notevole scarico tensionale.
Allontanarsi oltre i due metri equivale al non esser più registrati dal soggetto come unità, ma come parte dell'ambiente; aumenta enormemente da parte del soggetto la facoltà di dedicare attenzione alle fonti di stimolo sensoriale che appartengono all'ambiente. Si possono produrre opportune microtensioni con questo tipo di atti
comunicativi, spingendo le penalizzazioni fino al limite tollerato analogicamente.
Non aspettare quindi di ricevere chiari segni di fastidio, ma porre attenzione alle verifiche
analogiche ed usare l'allontanamento quale strumento di riduzione tensionale.
Ottenuto il flash passare immediatamente ad un altro tipo di comunicazione, adattandosi però
alle nuove distanze critiche venutesi a creare nel corso dell'induzione.
Nell'ambito della gestualità sono vari i tipi di comportamenti efficaci, possiamo distinguere:

• Movimenti spaziali, tipici dei religiosi ed in generale di chi sta gestendo un potenziale nei confronti delle masse; sono movimenti ampi, spesso eseguiti con maggior lentezza rispetto ai gesti di scarico tensionale;
vengono eseguiti con una o entrambi le braccia ed eventuali spostamenti del tronco, il viso del trasmittente si
mantiene generalmente rivolto un poco al di sopra della fascia cui appartengono gli occhi degli interlocutori.
Questi gesti caricano di emotività il messaggio verbale concomitante; tra i loro risvolti penalizzanti sicuramente
importante è il fatto che si proiettino in uno spazio estendentesi al di là dell'interlocutore e che lo comprende.
• Espressioni eco-posturali ripetizione degli atti analogici di scarico tensionale dell'interlocutore.
Questo comportamento ha l'effetto di bloccare tale scarico, determinando così un forte stato tensionale nell'altro.
Potete facilmente verificare che in analogo stato può trovarsi l'interlocutore se gli parlate con uno
specchio alle spalle, in modo che possa vedervisi riflesso.
La causa scatenante di tali emozioni non viene attribuita all'operatore, purché questi, durante la "ripetizione
speculare" non fissi troppo intensamente sia le singole posture, sia gli occhi del soggetto. In tal caso possono
avvenire da parte del soggetto due cose entrambe dannose: o il riconoscimento di tali atti, sia pure senza la
sicura attribuzione di intenzionalità, oppure la registrazione di un fastidio di cui l'operatore è ritenuto causa.
Si tratta, in entrambi i casi, di penalizzazioni analogiche, non subliminali ed al di sopra del livello di
tolleranza. La ripetizione speculare difficilmente da sola produce flash ipnotico, il suo ruolo è unicamente
quello di bloccare gli scarichi tensionali in atto del soggetto; occorrerà quindi non insistere troppo,
per il corto circuito, e far seguire ad essa con immediatezza atti producenti emozioni con conseguente scarico di tensione ed innesco del processo della seduzione


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mail : centrostudicomunicazione@yahoo.it
tel: 333 1511703
SITO:http://laseduzione.altervista.org

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