domenica 7 novembre 2010

LE EMOZIONI DEI SENTIMENTI


Le emozioni sono delle manifestazioni diverse di condizionamenti innati o acquisiti,
esse sono fugaci, furtive. Le emozioni hanno una causa, un oggetto, hanno un inizio
ed una fine e una durata limitata. Ad ogni stimolo sensoriale corrisponde
un’emozione, la quale a sua volta determina una risposta programmata del nostro
cervello, che consiste in un comportamento riflesso.
La ragione per cui le emozioni sono furtive é che la loro funzione é di spingerci
all’azione, ed é per questo che esse appartengono solo ed esclusivamente al presente,
perché é in esso che noi agiamo. Da un punto di vista temporale, quindi, esse sono
circoscritte al momento stesso in cui le proviamo, o almeno cosi dovrebbe essere.
Quante volte, nel provare una qualsiasi emozione, ci siamo sentiti completamente
incapaci di prendere il sopravvento su di essa ? Quante volte ci siamo detti che
dovremmo arrivare a controllare meglio le nostre emozioni ? In realtà, non si tratta
esclusivamente di un problema di autocontrollo. Nella maggior parte delle situazioni

che occorrono nella nostra vita, non sappiamo definire le emozioni che proviamo,
non captiamo i pensieri che le accompagnano, non decifriamo le immagini che a loro
volta sorreggono i pensieri.
Per poter agire direttamente sulle nostre emozioni é necessario capire la loro
importanza e la loro utilità. Siamo esseri emotivi, impossibile non provare emozioni !
In realtà, tutti i nostri gesti, atteggiamenti, pensieri, azioni possono essere ricondotti
ad una nostra emozione del momento.
Addirittura, il nostro corpo, con i suoi difetti fisici, ci parla di emozioni represse,
esperienze o sentimenti che abbiamo nascosto nel nostro inconscio. Il fatto di
provare le emozioni deve essere però un atto circoscritto alla loro utilità.
Accade invece spesso che le emozioni del passato restino nel presente in quanto
memorizzate come risposte ad un medesimo stimolo. Accendiamo la radio ed
ascoltiamo una vecchia canzone dimenticata, che evoca un’emozione di gioia, un
momento felice della nostra vita messo in un angolo della memoria.
Cosi come in questo caso riviviamo un’emozione “positiva », accade però di provare
vecchie emozioni “negative” in quanto risposte memorizzate a stimoli innati o
acquisiti. Se a tre anni abbiamo paura del buio, e rispondiamo con un certo
comportamento come per esempio non poter dormire da soli, a trent’anni possiamo
ancora associare al buio la medesima paura e quindi il non potere dormire da soli,
anche se questo comportamento non é più consono alla nostra età. Ecco che i ricordi
delle nostre emozioni del passato possono bloccare la nostra evoluzione, in quanto
creano percorsi mentali che associano ad un certo avvenimento o esperienza, la stessa
emozione vissuta già nel passato in occasione di un’esperienza analoga.
Diventa allora indispensabile per la nostra crescita capire quali sono le nostre
emozioni e individuare quelle « negative » che necessitano di essere « revisionate » e
«positivizzate». Il passato, in definitiva, deve essere semplicemente informativo e
non deve possedere una carica emotiva ancora nel presente.
Se continuiamo a sentire un’emozione al di là della sua utilità, essa non é più
un’emozione, ma diventa un sentimento.
I sentimenti possono appartenere al presente, al passato e al futuro, sono duraturi e
stabili.

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