domenica 21 novembre 2010

SCIENZA DELLA SEDUZIONE


Cosa e' la seduzione?

La scienza cerca di analizzare, capire, definire questo comportamento comune a tutti eppure così sfuggente. La psicologia è in grado di spiegarne le fasi, i meccanismi, i possibili sviluppi; l'etologia ne ha individuato le radici nel comportamento dei nostri antenati;
L'amore , la seduzione e la matematica e l'ingegneria hanno qualcosa in comune. A sostenerlo sono oltre a me gli scienziati dello University College di Londra, che hanno realizzato un modello teorico del corteggiamento uomo-donna, a cui è dedicato un articolo sull'ultimo numero del Journal of Theoretical Biology.

Innanzitutto NON esiste una formula unica della seduzione.

Sesso, successo, possesso sono le parole chiave della seduzione. Ma come imparare a sedurre? Come acquisire il fascino di grandi ammaliatori come Casanova e Don Giovanni? In ciascuno di noi ci sono due personalità, una impacciata e una coraggiosa.
La Programmazione Neuro-Linguistica ci aiuta a volgere in positivo le nostre carenze, a diventare attraenti e simpatici anche se siamo timidi. Si tratta di sviluppare l'acutezza sensoriale, di comunicare con suggestione, imparare il linguaggio non verbale, plasmare la propria voce, apprezzare ciò che è bello, morbido e piacevole, muoversi in modo elegante, curare l'aspetto esteriore. La seduzione non ha età, è maschile e femminile insieme, ma soprattutto è un'idea che sorge dal gusto di attirare l'attenzione.

"In genere si è attratti da chi ha un atteggiamento positivo verso la vita - spiega il sessuologo G. Abraham - eppure, talvolta, un uomo timido, una donna fragile, sanno risvegliare sentimenti protettivi. A tutti piacciono i belli, le donne fatali, gli uomini forti, ma poi ci innamoriamo della ragazza della porta accanto, tutt'ossa e un po' introversa, o dal compagno di banco con gli occhiali e le spalle strette. Questo per dire che ciascuno è a suo modo seducente. C'è chi sostiene che il desiderio non è altro che il desiderio del desiderio dell'altro. In altre parole se una persona si dimostra interessata a noi è impossibile non ricambiarla".
La seduzione si esprime attraverso due canali di comunicazione, quello verbale e quello non verbale (l'insieme dei messaggi che il nostro corpo invia attraverso i gesti). Ecco un breve alfabeto della comunicazione gestuale, in caso di seduzione.
Proprio per questo da anni molti si sono cimentati nel tentativo di spiegare “scientificamente” quella strana alchimia che porta due persone a stare insieme per un periodo o per tutta la vita. Vero banco di prova è la fase del corteggiamento, durante la quale testiamo, più o meno inconsapevolmente, il nostro potenziale partner. E se c'è una possibilità che due persone diventino una coppia, molto dipende dalla prima impressione e dal primo appuntamento, quando molto forte è la parte che chiamiamo di comunicazione non verbale.
Conoscere il linguaggio non verbale è molto utile per controllare e giudicare una situazione, anche la più difficile, in questo Focus File vi sveliamo qualche segreto. Perché il nostro corpo parla; in quali situazioni il non detto è più forte delle parole; l'amore a prima vista non è solo una questione di aspetto; compatibilità e incompatibilità: quando è il corpo a giudicare.

Segnali che indicano disponibilità a proseguire.
Al primo incontro: guardare negli occhi per un periodo più lungo di quello dettato dalla cortesia. Occhiata falsamente casuale al corpo.
Aggiustarsi l'abito, ravvivarsi i capelli, sistemare la cravatta o il trucco.
Raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro (comportamento tipico di tutti i bipedi).
Parlare lentamente e con tono pacato. La qualità della voce è tra le prime ad essere alterata dall'interesse verso un'altra persona.
Durante la conversazione sorridere spesso, annuire anche impercettibilmente, piegando il capo sulla spalla.
Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.
Giocherellare con un oggetto (un bicchiere, un mazzo di chiavi, ecc.).
Segnali maschili.
Infilare i pollici nella cintura o nelle tasche dei pantaloni (si tende a puntare l'attenzione sui genitali).
Appoggiare una caviglia sul ginocchio dell'altra gamba.
Segnali femminili.
Cercare un contatto apparentemente innocente (sistemargli il bavero della giacca, prendergli un polso per vedere l'ora).
Mostrare il palmo della mano e il polso, mentre con l'altra mano si accarezza i capelli o altre parti del corpo.
Segnali di rifiuto.
Ginocchia incrociate, gambe strette, piedi uniti.
Braccia incrociate sul petto.
Mani unite in grembo o che stringono uno il polso dell'altra, all'altezza del seno.
Coprirsi il viso con le mani.
Tenere un bicchiere in mano fra se e l'altra persona.
Toccarsi il naso o passarsi una mano sulla nuca guardandosi intorno.
Mordicchiarsi le labbra o muovere nervosamente un piede.
Evitare ogni contatto fisico, anche accidentale.
La conoscenza del linguaggio del corpo, cioè di quei segnali prodotti involontariamente con gesti, movenze, variazioni di postura ed altro, ci consente di conoscere meglio l'altro e quindi di acquisire sicurezza, disinvoltura e di renderci, di conseguenza, più intraprendenti e sciolti nelle nostre interazioni umane. Capire, ad esempio, nel rapporto con l'altro sesso, se piacciamo ad una data persona, se trova piacevole conversare con noi o, addirittura, se mostra chiari segni di eccitamento sessuale, ci avvantaggerebbe moltissimo in questo senso.
I comportamenti che illustrano questi atteggiamenti sono molteplici, qui ne indicheremo alcuni, rimandando chi è interessato alla letteratura sull'argomento.
Uno dei più comuni motivi conduttori dell'attrazione e del corteggiamento nel comportamento non verbale è l'esaltazione delle caratteristiche proprie del sesso di appartenenza.
Un esempio? La donna, davanti ad un uomo da cui si senta attratta, può leccarsi le labbra; questo gesto, all'apparenza innocuo e insignificante, ha l'effetto di un potente richiamo sessuale; per affinità nella struttura e nelle proprietà (le labbra sono infatti una parte del corpo cava, densa di vasi sanguigni, capace di gonfiarsi e di arrossare), questo dettaglio anatomico evoca i lembi esterni dell'apparato genitale femminile; passarci sopra la lingua esalta questa somiglianza, simulando la lubrificazione dovuta all'eccitamento erotico.
E per l'uomo? Tra i primati, nostri diretti cugini nella scala evolutiva, uno dei modi più frequenti per conquistare la femmina è la cosiddetta "esibizione fallica", cioè l'ostentazione del pene eretto. Benché anche nella nostra specie ci siano adulti, spesso abbigliati dal solo impermeabile, che si mostrano tenacemente ancorati alle "tradizioni", in genere questa manovra seduttiva non è molto apprezzata dalla donna moderna. Per lo meno nella forma … nel contenuto però … il maschio attuale, convinto che in fondo questa tecnica sia tuttora vincente, ha cominciato ad usare dei sostituti simbolici del proprio "fiore all'occhiello";


BIOLOGIA DELLA SEDUZIONE
E lui cosa vuole da lei?
«Le femmine della nostra specie», «raggiungono il massimo della fertilità attorno ai 20 anni e hanno un calo vertiginoso subito dopo i 30. Dunque i maschi della nostra specie, alla ricerca delle caratteristiche biologiche che garantiscono maggiormente la salute riproduttiva della femmina, tendono a prediligere le donne giovani e attraenti». Questo spiega perché la seduzione femminile punta soprattutto su bellezza e strategie anti-età. «L'uomo sia per una notte sia per la vita tende a scegliere soggetti che meglio rappresentano la buona salute riproduttiva femminile, e cioè: giovinezza e un rapporto ottimale tra la vita e i fianchi di 0,67-0,69 (corrispondente al famoso 90-60-90). I giurati di Miss America dagli anni Cinquanta a oggi hanno sempre scelto, seppure inconsciamente, questa proporzione, al di là delle variazioni che nel tempo si sono registrate nella misura del seno e nell’altezza».
lei cosa vuole da lui?

«Fondamentalmente la sessualità femminile è selettiva», «L'uomo cioè tende a proporsi, mentre la donna tende a disporre delle proposte». Questo si spiega ancora una volta con la storia dell’evoluzione: la nostra specie ha conquistato la posizione eretta, ma il canale del parto (la dimensione del bacino) non si è evoluto di pari passo, «perciò le donne sono costrette a partorire figli immaturi, che necessitano di cure parentali estremamente lunghe. Dunque la donna deve scegliere il proprio partner in modo oculato». Il maschio pertanto deve dimostrare anzitutto di essere fedele e affidabile. Come? Sfoggiando un surplus «in atto» (es. ricchezza, potere...) o un surplus «in potenza» (intelligenza, umorismo, coraggio, creatività artistica...).

Riguardo all’aspetto fisico, la scelta delle donne è diversa nel corso della vita e nelle diverse epoche. In prossimità del parto, ad esempio, ricade su uomini con lineamenti di tipo più femminile (garanzia di stabilità, quiete e protezione), nei periodi di maggiore fecondità predilige caratteristiche più mascoline come la mascella pronunciata (indice di potenza, virilità e buon patrimonio genetico). Analogamente in passato, quando la donna dipendeva maggiormente dall’uomo dal punto di vista economico, le caratteristiche maschili più apprezzate erano legate alla forza e prestanza fisica, oggi sono più orientate alla bellezza e mitezza del carattere.

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