sabato 20 novembre 2010

SEDUZIONE ED EROTISMO


la seduzione non è una questione fisica, ma una questione mentale. Il fatto che una persona sia attratta da noi, che voglia conoscerci e scoprirci (anche in senso letterale) di volta in volta, dipende in gran parte da quello che immagina sul nostro conto. In altre parole, sedurre significa accendere la fantasia dell’altro e farsi desiderare.

Attraverso lo specchio prismatico della seduzione si perviene a un alto spazio di rifrazione. Essa consiste non nell'apparenza semplice, non nell'assenza pura, ma nell'eclissi di una presenza. La sua unica strategia è esser là e non esser là, e assicurare così una sorta di ammiccamento intermittente, dispositivo ipnotico che cristallizza l'attenzione al di là di ogni effetto di senso. Qui l'assenza seduce la presenza.
Per una donna è importante emettere stimoli di attrazione per uomini.

"Nella seduzione e nel flirtare", “bisogna mettere in atto una perturbazione strategica, lasciando piccoli indizi che catturino l’attenzione e scatenino l’immaginazione del partner. Bisogna stuzzicare la sua fantasia”, con una strategia “alla Hansel e Gretel”: tu lasci delle tracce e lui le segue.
Ad esempio, se ti se comprata della lingerie mozzafiato, invece di farti trovare già “impacchettata”, prova a concentrarti su come ti senti sexy indossandolo. Magari ti muoverai in modo un po’ diverso, più sensuale... oppure: perché non lasciare che lui trovi il nuovo completino, mentre sei fuori casa? Lo stesso meccanismo è applicabile a tutte le situazioni. E quando avrai messo in moto la sua immaginazione, che lui sia attratto verso di te è solo questione di tempo...

Comunicare con il corpo è antico come l’uomo. L’abbiamo fatto dall’inizio dei tempi. Noi lo facciamo, ma la maggior parte di noi non si rende conto che lo facciamo. Come dicevamo prima, semplici gesti possono essere segnali molto forti per coloro che sanno come leggerli.
Distinguere questi linguaggi del corpo e comprenderne il significato all'interno di una conversazione
o di un'interazione ci dà un enorme vantaggio sul piano interpersonale: possiamo scoprire quello
che l'interlocutore non dice, le cose che nasconde e, talvolta, le emozioni e gli impulsi di cui non
è ancora consapevole.

Il linguaggio del corpo, conosciuto e studiato sotto l'etichetta di "comunicazione non verbale",
ha un peso decisivo in tutti gli scambi comunicativi.

E’ importante imparare a riconoscere tali segni. Vi comunicano quando avvicinarvi, quello che state facendo e quando una persona sta osando troppo.
Gli occhi sono le nostre finestre sul mondo, da bambini, incominciamo a creare contatto oculare con nostra madre a partire da quattro settimane.
Crescendo, usiamo i nostri occhi non solo per segnalare interesse nelle cose che vediamo, ma anche i nostri stati fisici ed emozionali.
Quando ci innamoriamo, i nostri segnali oculari, inconsci ed incontrollabili, sono il segnale di quello che stiamo sentendo.
Gli occhi rendono semplice segnalare o rendersi conto della presenza dell’attrazione iniziale quando lo spazio pubblico non è ancora stato superato, in quanto l’osservazione del bianco degli occhi rende semplice rendersi conto della direzione nella quale una persona sta guardando.
Dopo questo primo elemento, i giochi dello sguardo divengono semplici da giocare. Quando siamo distanti, possiamo prolungare uno sguardo reciproco oltre quello che normalmente sarebbe accettabile; oppure possiamo guardare fissamente, guardar via, e poi ritornare a ricatturare lo sguardo della persona di fronte.
Dopo che è stato stabilito contatto oculare, le regole cambiano.
Quando siamo vicini a qualcuno, è semplice rendersi conto di sottili messaggi di disinteresse, cosicché tendiamo a fare più attenzione a quello che riveliamo attraverso i nostri sguardi ed a rispettare la “privacy” dell’altra persona non sostenendo troppo il suo sguardo.
Nello stesso tempo, tuttavia, continuiamo a giudicare le intenzioni in base a quello che è rivelato dagli occhi.
Quanto tempo dedichiamo a guardare un’altra persona indica sia interesse che confidenza.
Gli uomini tenderanno a guardare spesso più lungamente e più apertamente delle donne; ed uno sguardo prolungato da parte di una donna è generalmente interpretato come una sfida od un invito.
D’altro canto, gli uomini tenderanno anche a non guardare più a lungo, questo è un segnale della dominanza nella nostra società.
Le donne tendono a guardar via e di nuovo più spesso a qualcuno in cui sono interessate, mostrando attraverso il loro costante controllare che si preoccupano del benessere e della felicità degli altri.
La direzione nella quale gli occhi sono rivolti può indicare le emozioni che una persona può avere. Le ricerche hanno mostrato come uno sguardo costantemente rivolto verso il basso spesso riflette una forte emozionalità interiore; uno sguardo verso l’alto può indicare il formarsi di un’immagine mentale, mentre uno uno sguardo a lato ma a livello può indicare che noi stiamo ricordando suoni o rumori.
La forma degli occhi così come lo sguardo sono anche importanti; occhi aperti, specie quando accompagnati dalla dilatazione delle pupille, mostra interesse. Gli occhi vicini possono indicare sia desiderio, in quanto noi focalizziamo il nostro sguardo sulla persona che vogliamo, o incertezza mentre ripassiamo mentalmente e con sopracciglia aggrottate quali sono le alternative.

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