martedì 28 dicembre 2010

LINGUAGGIO E SEDUZIONE


linguaggio e seduzione e La comunicazione seduttiva si avvalgono soprattutto delle MODALITÀ NON VERBALI per attirare
l’attenzione e sedurre l’eventuale partner.
1. Contatto oculare esprime fiducia, disponibilità, credibilità, interesse; la dilatazione della
pupilla è un potente microsegnale di attrazione verso il partner che suscita, a sua volta,
attenzione ed attrazione. Altri giochi di sguardi tipici della seduzione sono gli sguardi fugaci e di
sbieco. Più è elevata la tendenza a ricambiare lo sguardo e a prolungare il contatto oculare,
maggiori sono le probabilità di ridurre la distanza interpersonale; nella cultura occidentale le
donne vi farebbero più ricorso (lanciare e ricercare sguardi) e si baserebbero di più sul
feedback visivo.
2. Sorriso timido è un indicatore ricorrente nella seduzione (specie nelle donne).
3. Riduzione dello spazio prossemico è un modo rilevante di ridurre la distanza interpersonale
e di comunicare attrazione con il corpo orientato verso l’altro.
4. Sincronizzazione dei gesti favorisce l’interesse reciproco poiché suscita la percezione di
un’intesa reciproca. In particolare il sorriso, lo sguardo reciproco e i gesti illustratori.
5. Voce attraente è associata ai giudizi di piacevolezza e desiderabilità sociale. I seduttori
efficaci sanno modulare la voce in modo più flessibile e mutevole durante l’interazione
seduttiva: sanno esibire dapprima la loro socievolezza, entusiasmo e virilità con una voce
altisonante e piena per richiamare l’attenzione.

LA COMUNICAZIONE PERSUASIVA
Rappresenta una modalità centrale per generare e sostenere l’influenza sociale, in quanto
ha lo scopo di modificare uno stato mentale. La sua efficacia consiste nella capacità di
ottenere successo presso i destinatari in condizione di libertà.
LA LETTURA DEL PENSIERO
La lettura del pensiero è l'errore cognitivo con il quale si presuppone di conoscere i
pensieri o le emozioni altrui senza che siano stati esplicitamente espressi. È concesso
ritenere che una persona possa individuare gli stati d'animo del suo interlocutore
attraverso l'interpretazione della sua mimica facciale, ma la lettura del pensiero implica la
conoscenza del contento di quegli stati d'animo. Questa "certezza indovinata" circa i
pensieri e le emozioni altrui conduce a distorsioni interpretative.
L'interpretazione si riferisce alle situazioni ed ai comportamenti, la lettura del pensiero ai
processi mentali ed alle emozioni. Così come è errato ritenersi in grado di leggere il
pensiero altrui, è errato supporre -o pretendere- che gli altri siano in grado di leggere i
nostri pensieri. Questo secondo tipo di errore spesso sfocia in valutazioni del tipo causaeffetto
fondate su presupposti non verificati.
Comuni sono frasi del tipo: "Se tu mi amassi veramente non lo avresti fatto, sapevi che mi
avrebbe ferito!", laddove il giudizio poggia sulla presupposizione che l'altro sia stato in
grado di conoscere i nostri stati d'animo ed i nostri pensieri. Le persone passive spesso
credono che gli altri possano leggere i loro pensieri, il che li fa sentire ancora più giudicati
e vulnerabili.
Per la stessa ragione i Passivi tendono ad aspettarsi che gli altri capiscano da soli le loro
intenzioni ed opinioni - leggendole nei loro pensieri. Quando gli altri non capiscono da soli
li giudicano "insensibili" - non capaci di leggere i pensieri altrui.
Per tali persone è importante rendersi conto che così come loro non possono leggere i
pensieri altrui neanche gli altri possono leggere i loro pensieri.

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