mercoledì 15 dicembre 2010

SEDUZIONE AMOROSA


Quando qualcuno ci piace o siamo alla ricerca di una storia, non c’è altro modo di far pervenire le nostre intenzioni che esporci e mostrarle, almeno in un certa misura.Quanto ne sappiamo di seduzione? Sicuramente una bella fetta di conoscenze, per lo più empiriche, ci vengono dalle nostre esperienze passate. Ma di certo, più si cresce, più ci si rende conto che ogni storia è a sè, e che la seduzione è un gioco che si fa in due, le cui regole sono spesso labili e difficili da inquadrare. Molte volte la tecnica che funziona di più è essere se stessi e fidarsi del proprio istinto.
Ma dove non arriviamo noi con l'intuito o con l'esperienza, dobbiamo sopperire con le tecniche e le strategie.
Questa necessità di seduzione rende però l’interazione amorosa un terreno pieno di insidie e di trabocchetti e la consapevolezza di questo ci può far incorrere in situazioni spiacevoli e imbarazzanti. L’insicurezza, l’ansia o la paura della sofferenza possono indurci così a commettere gaffe, a perdere occasioni o a travisare i segnali dell’altro. Certe paure sono legate al proprio carattere, all’educazione ricevuta e alle esperienze precoci; altre prendono piede dopo cocenti delusioni sentimentali.

Molta ipocrisia si muove attorno al discorso sulla seduzione. Mai come in questo tempo si sente parlare dell'esistenza vera o presunta di modelli, che si rifanno alternativamente a Casanova, o a Don Giovanni. Ritengo inutile andare a scomodare la storia, per Casanova, o la filosofia, per Don Giovanni, soltanto al fine di legittimare le proprie relazioni. Un incontro carnale non significa per ciò stesso né, come detto, capacita di amare, né, tantomeno, capacita di sedurre. La seduzione, come l'amore, è un ideale puro e altissimo. L'atto di sedurre non si concentra sull'oggetto d'amore, si proietta invece verso un valore assoluto, di perfezione ed eternità. Don Giovanni, sovente citato a sproposito, è l'incarnazione letteraria dei valori nobili e illuministici; egli testimonia la supremazia della ragione sulla superstizione. Stando alle fonti letterarie, e precisamente all'opera di Mozart, Don Giovanni si disinteressa dell'amore femminile come tale, al punto che non consuma mai relazioni carnali. Paradossalmente, dunque, il più grande seduttore non ha mai cercato le donne come scopo.

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