giovedì 2 dicembre 2010

SEDUZIONE DEI SENSI E SEDUZIONE CON I SENSI


La seduzione dei sensi e la seduzione con i sensi se manifesta attraverso gli ANCORAGGI EMOZIONALI NEI RAPPORTI SENTIMENTALI
Siamo in vacanza, ci troviamo di sera su uno stabilimento balneare con
la persona amata, è una splendida serata,LA SEDUZIONE è nell'aria c’è la luna alta nel cielo e l’aria è
piacevolmente calda e profumata di mare, un gruppo musicale sta suonando
in sottofondo e ad un certo punto, ci avviciniamo alla nostra compagna, la
guardiamo negli occhi, percepiamo il suo profumo, e abbiamo la sensazione
di essere, in quel preciso istante, veramente felici.
Come sappiamo una qualsiasi esperienza ed anche LA SEDUZIONE è data dall’insieme delle
rappresentazioni che ne facciamo attraverso i vari sistemi rappresentazionali.
Un’esperienza è sempre data dall’insieme delle rappresentazioni visive (V),
uditive (A), cenestesiche (C), olfattive (O) e, perché no, gustative. Nella
cenestesia, per semplificare il modello, potremmo includere, oltre alle
sensazioni corporee e tattili, anche le sensazioni olfattive e gustative.
Tornando alla nostra storia di seduzione possiamo estrapolare alcune parti
dell’esperienza ed elencarle:
· la luna alta nel cielo (rappresentazione visiva);
· l’aria calda e profumata di mare (rappresentazione cenestesica);
· la musica in sottofondo (rappresentazione uditiva);
· gli occhi della donna amata (rappresentazione visiva);
· il suo profumo (rappresentazione cenestesica);
· la sensazione corporea di felicità (rappresentazione cenestesica).
Ovviamente l’elenco non è esaustivo, l’esperienza include, ad esempio, il
luogo (lo stabilimento balneare), lo stato d’animo generato dall’essere in
vacanza e così via ma, per il nostro scopo, le parti dell’esperienza elencate
sono più che sufficienti.
Il principio sul quale si fonda l’ancoraggio è il seguente: ogni qualvolta si
reintroduca una parte qualsiasi di un’ esperienza si riprodurranno in qualche
misura altre parti della stessa esperienza.

Riascoltare la canzone che il gruppo musicale suonava sulla spiaggia, ad
esempio, potrebbe farci rivivere la sensazione di felicità che provammo
quella sera sullo stabilimento balneare.
L’intensità dell’esperienza e della seduzione sarà più o meno forte a seconda del ruolo che
occupa nella nostra rappresentazione l’”elemento canzone” e quindi
dipenderà dal nostro canale rappresentazionale preferito.
Una persona principalmente cenestesica rivivrà l’esperienza con maggior
intensità se gli capiterà di risentire l’odore del mare, il profumo della donna
amata o l’aria calda e piacevole di una serata estiva. Chi privilegia il canale
visivo potrebbe ritrovarsi a rivivere l’esperienza o parti di essa ogni qualvolta
la luna splenderà alta nel cielo o quando guarderà intensamente negli occhi la
propria compagna. Tutti questi elementi sensoriali che costituiscono la
rappresentazione dell’esperienza, sono altrettante ancore che agiscono
autonomamente dalla nostra volontà in quanto collocate nel cervello emotivo
ma possono essere anche utilizzate volontariamente per riaccedere allo stato
d’animo che vogliamo rivivere. Non è necessario, infatti, ritrovarsi
effettivamente a rivivere una delle parti che costituiscono l’esperienza, è
sufficiente ricrearla, interamente o in parte, nella nostra mente per avere lo
stesso risultato. Come abbiamo già avuto modo di dire, il cervello non
distingue tra la realtà e ciò che immaginiamo intensamente; le vie neurali
attraverso le quali passano gli stimoli sensoriali per giungere al cervello sono
le stesse pertanto parleremo di sensazione visiva (uditiva, cenestesica) interna
o esterna a seconda che l’immagine (suono, sensazione corporea) nasca da
uno stimolo esterno o da uno stimolo interno (creata o ricordata).
Le ancore non sono, ovviamente, solo positive ma possono essere molto
negative. Le sensazioni negative, del resto, hanno lo scopo di aiutarci a
sopravvivere pertanto si ancorano spesso con intensità maggiore. La durata
dell’ancora dipende dall’intensità dell’emozione che abbiamo vissuto (sia
positiva sia negativa) e in alcuni casi può durare tutta la vita. Chi ha paura del
buio potrebbe aver vissuto una qualche esperienza negativa associata
all’oscurità di conseguenza il buio diventa l’ancora che richiama
incosciamente la sensazione della paura e a nulla serve razionalizzare: se
l’ancora è abbastanza forte avrà la meglio. La maggior parte delle volte
siamo inconsapevoli delle ancore che agiscono in ogni istante su di noi. I
pubblicitari, al contrario, le conoscono bene e sanno come usarle infatti sono

attenti ad associare (ancorare) al prodotto che vogliono vendere immagini
(belle donne svestite), musiche e sensazioni (l’amore, la forza, la potenza a
seconda dei casi) che ci inducano a comprare facendo leva sul nostro cervello
emotivo.
Imparare ad installare le ancore nella seduzione e riutilizzarle all’occorrenza può rendere
estremamente efficace il nostro modo di comunicare ed ovviamente nella seduzione .
La cosa è piuttosto semplice anche perché spesso e volentieri ne facciamo
uso senza rendercene conto
. Quante volte, per sciogliere una tensione che si sta creando, abbracciamo il
partner oppure lo guardiamo in un certo modo o ancora moduliamo il tono
della voce. Si tratta di tante ancore che utilizziamo sperando di spezzare la
catena di eventi che ci sta portando verso la tensione e lo facciamo
utilizzando espedienti che sono ancorati a situazioni piacevoli vissute nel
passato.
A volta la seduzione funziona altre volte no - dipende dall’intensità della tensione
e dalla forza delle ancore – ma ciò che importa è capire il concetto.
Vediamo ora come è possibile utilizzare l’ancoraggio non solo per
migliorare la nostra comunicazione ma anche per guarire noi stessi e gli altri
risolvendo in pochi minuti problemi che ci attanagliano da una vita:

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