lunedì 6 dicembre 2010

SEDUZIONE E GESTIONE DELLE EMOZIONI


Seduzione e gestione delle emozioni rappresentano il fulcro della comunicazione interpersonale ed ovviamente della seduzione.
E’ importante la capacità di ascoltare le proprie emozioni, di seguirle e
gestirle a nostro vantaggio per un buon adattamento. Il bambino
apprende nel corso del suo sviluppo come gestire le emozioni all’interno
di relazioni significative con figure di attaccamento primarie; la madre ha
la funzione anche di dare senso alle esperienze pre-simboliche del
neonato, gli fornisce un senso di sé coesivo e determina una
sintonizzazione degli affetti; nell’interazione con il genitore riconosce gli
stati d’animo negli altri e in sé, impara ad interpretarli, a gestirli e a dare
ad essi una risposta coerente. L’interiorizzazione delle competenze delle
figure di attaccamento forniscono al bambino il passaggio dalla
dipendenza all’autonomia.
Le emozioni possono essere trasmesse attraverso tre modalità.
I tre livelli della comunicazione
Tecnicamente comunicare significa “semplicemente”:
“trasmettere e ricevere informazioni”
Sostanzialmente nei processi di comunicazione la trasmissione dei messaggi
avviene tramite l’utilizzo di tre canali:
VERBALE – il contenuto, le parole con cui trasferiamo le informazioni e i
dati
PARAVERBALE – la forma, il modo in cui pronunciamo le parole, il
tono, il volume, il ritmo, la velocità, le pause
NON VERBALE – l’interpretazione, la mimica, i gesti e i movimenti, la
postura, lo sguardo.
Lo schema emotivo, è la modalità attraverso la quale si elaborano le
informazioni che generano dei comportamenti. Esistono persone che non
si sono mai ascoltate ed altre che dalle emozioni ne sono sopraffatte.
Punti centrali:
Il valore positivo di tutte le emozioni anche di quelle a valenza negativa
(intese come emozioni che generano sensazioni negative) prese nel loro
significato adattivo all’ambiente al di là della loro valenza soggettiva; le
emozioni a valenza negativa proteggono l’individuo da pericoli o da
situazioni che mettono a rischio la sopravvivenza, ci aiutano a rispondere
all’ambiente. Le emozioni ci fanno capire quali sono i nostri obiettivi
mentre il pensiero ci aiutano a programmare come raggiungerli.
§ Esistono emozioni primarie condivise con il mondo animale che hanno
una connotazione adattiva specifica (paura,rabbia) e le emozioni
secondarie che derivano da apprendimenti di tipo sociale o derivanti da
emozioni di tipo primario. Le emozioni primarie sono collegate alla salute
fisica dell’individuo (la loro alterazione prolungata genera patologie) e
costruiscono anche per il mondo animale un rudimentale senso di sé:
sento quindi sono.
In ogni caso le emozioni e la loro gestione passa attraverso la gestione dei canali sensoriali
Fin dalla più remota antichità gli esseri umani hanno posto l’accento su come la
percezione della realtà sia un prodotto dei sensi.
Noi non percepiamo direttamente la realtà: noi vediamo e sentiamo ciò che la
nostra mente percepisce della realtà.
Ciò che noi percepiamo della realtà lo traduciamo poi in rappresentazioni interne
che influiscono sul nostro comportamento e lo condizionano.
Si creano delle strategie di comportamento in base alle informazioni che
riceviamo dall’ambiente tramite i nostri 5 canali sensoriali, che sono:
VISTA - UDITO - TATTO – GUSTO - OLFATTO
I canali sensoriali fungono da filtri nelle creazione della propria mappa del
mondo che ci circonda, tanto che se ci venisse chiesto di disegnare una carta
geografica dettagliata del nostro paese e la confrontassimo con quella proposta
da altre persone, già da un primo colpo d’occhio ci renderemmo conto che tutte
avrebbero sicuramente solo una certa somiglianza.
Ogni soggetto avrà rappresentato ciò che per il suo sistema neurologico è la
realtà, la sua rappresentazione personale che sarà stata condizionata dai suoi
modi di essere, dalla sua cultura, dalle sue personalissime esperienze.
Esiste uno studio sulle caratteristiche delle diverse emozioni primarie e
sui trattamenti da riservare ad ogni emozione.
Centralità dell’emozione
A volte un’emozione è sequenziale ad un’altra essendo da essa
richiamata; la vergogna può scatenare la rabbia. La rabbia e la tristezza
forniscono delle risposte adattive sane, la paura e la vergogna hanno un
effetto di inibizione; alcuni sentimenti positivi derivano dalla elaborazione
di altri a valenza negativa, l’apprezzamento può essere espresso dopo
che è emerso ed è stato elaborato il risentimento

Gli schemi delle emozioni
Lo schema emotivo è il meccanismo che produce l’esperienza
emozionale, un insieme di principi organizzativi a partire da un repertorio
innato di risposta dell’individuo e dall’esperienza passata; strettamente
personale, è una sintesi complessa di affetto, cognizione, motivazione,
azione e fornisce a ciascun individuo un senso integrato di sé e del
mondo. Gli schemi emotivi influenzano profondamente l’esperienza, il
comportamento e l’interazione; la memoria emozionale è ricca di aspetti
percettivi, sensoriali e cenestesici. Le risposte emotive automatiche
spesso precedono o influenzano i significati consci degli eventi. La
struttura del sé che ci guida e che ci informa, è suscettibile di
cambiamento solamente quando viene attivata; è solo allora che
sperimentiamo le nostre emozioni e che le elaborazioni cognitive ad esse
associate sono attive.
L’emozione è una combinazione di processi affettivi ed intellettivi, in cui il
sentimento riflette uno stato affettivo arricchito dal significato e dalla
base razionale.

Affetto: si riferisce ad una risposta biologica inconscia alla stimolazione;
semplicemente insorgono, mentre sia le emozioni che i sentimenti sono
prodotti coscienti di tali processi affettivi inconsci.
Sentimento: (feeling), implica la consapevolezza delle sensazioni di
base dell’affetto. Sentirsi giù, sentirsi umiliati, sentire che qualcosa non
va, vengono chiamati sentimenti complessi. Si ha la connessione tra
l’affetto e l’immagine di sé.
§ Emozione: sperimentate a livello cosciente sono esperienze che
emergono quando le tendenze all’azione e gli stati affettivi sono collegati
con situazioni elicitanti e con il sé. Comprendono l’esperienza di emozioni
discrete come la paura, la rabbia, la tristezza che possiedono delle
tendenze all’azione ed espressioni facciali specifiche ed emozioni più
complesse come la gelosia e l’orgoglio collegate ad una storia o ad un
copione script di complessità maggiore. Le emozioni attribuiscono un
significato soggettivo alla nostra esperienza.
Integrare emozione e ragione
Le tecniche dell'ingegneria della SEDUZIONE
permettono istantaneamente un potenziamento personale in tale direzione,
nell’ottica di imparare un nuovo modo di affrontare la vita in tutte le sue
sfaccettature, di diventare protagonisti di un viaggio guidato all’interno di noi
stessi che infonde un significato e una corposità alla nostra esistenza che può
ora diventare un susseguirsi di conquiste, successi, emozioni autentiche,
avvalorate dall’opportunità di vivere senza la necessità di identificarci con
quello che c’è al di fuori di noi e che non ci appartiene.
Molte teorie enfatizzano l’elemento irrazionale dell’emozione invece le
emozioni guidano e favoriscono i processi decisionali (decision making) e
la soluzione dei problemi (problem solving); stabiliscono degli obiettivi
per l’elaborazione cognitiva, pongono alla cognizione dei problemi perché
li risolva; importante è integrare emozione e ragione per la produzione di
un nuovo significato se esiste la consapevolezza della emozione emersa.
Le emozioni emergono alla coscienza quando viene rivolta l’attenzione ad
una sensazione corporea e quest’ultima viene simbolizzata in modo
consapevole.

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