domenica 9 gennaio 2011

SULLA CONSAPEVOLEZZA


Sulla consapevolezza:

Solo la conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni, può preservare dalla sofferenza sentimentale.
Massimo Taramasco

5 commenti:

  1. a conoscenza di sé dà sicurezza e serenità, significa sapere quello che si vuole e che si può raggiungere. Così è anche più facile lasciarsi coinvolgere dalle emozioni. Credo però che il rischio di soffrire non sia mai escluso.... ma almeno non ce la andiamo a cercare!

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  2. da Heisemberg in poi sappiamo che nella vita nulla è certo..in questo modo diminuiamo drasticamente le probabilità di essere sentimentalmente infelici

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  3. Certo che è così, e diminuire le probabilità di essere infelici è segno di rispetto per noi stessi. E secondo me diminuiscono anche le probabilità di rendere sentimentalmente infelice la persona che ci è accanto.

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  4. e emozioni che abbiamo non le potremo
    mai conoscere completamente perché le situazioni e le persone ce ne possono far nascere delle nuove che noi neppure immaginavamo, quindi non si sara' mai al riparo dalle sofferenze finche' riusciremo a sentire emozioni

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  5. "non si sara' mai al riparo dalle sofferenze finche' riusciremo a sentire emozioni"
    credo che le emozioni diano un senso al propio cammino,con esse si potrebbe capire se si è nel giusto o nel sbagliato,dico potrebbe perchè solitamente non si è consapevoli di ciò che si prova o regna il menefreghismo per le emozioni del prossimo.la sofferenza non dipende tanto dal provare emozioni,sentimenti e sensazioni,ma dal fatto che esiste l'attaccamento e il risentimento,i quali,radicati nell'uomo per pura ignoranza del vero senso che ci è stato dato,pongono l'uomo stesso in una spirale di negatività.se si riuscisse ad ascoltare meglio ogni emozione e a capirne l'origine,allora anche il modo per riportare la serenità verrebbe meno difficile.perdonate,voi credete che la sofferenza sia il frutto dell'emozione,perchè?..vorrei riportarvi un esempio personale:una mia amica,dopo averglielo fatto presente in differenti modi,continuava a ripetere con coscienza o meno, la stessa mancanza nei miei confronti.ovviamente,in me provocava sofferenza che a sua volta provocava rabbia,che a sua volta provocava impulsività,che a sua volta provocava litigi,che a loro volta provocavano rancore.Era la solita scenetta.Ed era la solita scenetta perchè ogni volta provavo emozioni che non riuscivo a controllare perchè non mi fermavo a riflettere.Un giorno l'ho fatto:ho voluto analizzare il presunto torto subito,ho posto l'attenzione su ogni singola sensazione ed emozione,arrivando ad un unica domanda:perchè io reagisco in questo modo?perchè provo sofferenza?la risposta l'ho trovata anni dopo,quando dopo un determinato percorso spirituale ed emozionale,sono riuscita a essere consapevole.Oggi sono serena e al riparo dalla sofferenza, perchè ho compreso. Eppure, la mia vita, continua ad essere gonfia di emozioni stupende e laceranti

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