domenica 6 febbraio 2011

COMUNICARE IN PUBBLICO



COMUNICARE IN PUBBLICO nella vita lavorativa e sociale è di fondamentale importanza.
Per COMUNICARE IN PUBBLICO in modo efficace bisogna applicare alcune regole:
• Utilizzo di metafore;
Quando parliamo in pubblico, saper comunicare efficacemente è fondamentale.
Spesso, però, si assiste a situazioni in cui la modalità espositiva carente di un relatore prende il sopravvento sui contenuti, per quanto quest'ultimi possano essere validi ed interessanti.

Non bisogna abusare, soprattutto nel linguaggio colloquiale, ma in contesti in cui si spiegano concetti complessi sono molto utili. Se il clima è formale, evitate accuratamente
riferimenti sessuali, politici o religiosi.
• Utilizzo di linguaggio concreto;
Evitare concetti complessi (a meno di specifiche necessità), terminologie specialistiche
(filosofiche, sociologiche ecc.), parole usate raramente, acronimi poco noti.
• Atteggiamenti di rassicurazione;
Quando l’intervento è particolarmente lungo o complesso è opportuno fare periodici
“incisi” per spiegare l’evoluzione del discorso. Importante è anche rassicurare il pubblico in merito alla relativa complessità, alla possibilità di affrontare insieme le difficoltà,
allo spazio concesso per eventuali domande.
In cosa consiste il public speaking? E' la modalità di comunicare davanti ad un gruppo di persone in modo strutturato e deliberato. Nell'antica Grecia esso veniva chiamato oratoria ed era utilizzato sia per trasmettere il pensiero sia come arma di persuasione, nella convinzione che la parola avesse un fluido quasi magico in grado di catturare la platea. Oggi, viene utilizzato per informare, motivare, intrattenere...coinvolgere
utilizzare le tecniche della Programmazione Neuro-Linguistica per coinvolgere mentalmente ed emotivamente gli ascoltatori, presentando in modo convincente informazioni, idee e progetti; mantenere alto il livello di attenzione da parte del pubblico.
Anche la gestione della propria emotività è un'abilità che può essere appresa e consente di utilizzare le emozioni trasformandole in risorse utili. Riconoscere e governare gli stati d'animo interiori permette di comunicare generando l'interesse degli ascoltatori, di argomentare con coerenza e lucidità una sequenza di contenuti, di gestire le critiche per trasformarle in opportunità e di tenere sotto controllo i tempi di esposizione, divertendosi. L'apprendimento sarà teorico ed esperienziale, con modalità interattive e giochi didattici II° Intervento Public Speaking : dare voce al corpo e il corpo alla voce La voce è un dono. È il dono di chi la emette per chi la ascolta. La voce è un bene. A volte trascurato, perfino perduto, o conosciuto così poco da sembrare un mistero. Questo stage propone un viaggio nelle risorse del corpo alla scoperta, o riscoperta, del prezioso bene della voce. Attraverso una piena respirazione, una corretta postura, una sana emissione vocale. Giocando con alcune semplici regole di dizione e con esercizi mirati a rendere timbri, toni, volumi e sfumature. L’incanto di una voce è il suo vero mistero.
Possiamo dire che la CNV comprende tutte le risposte umane che non possono essere
descritte come parole espresse manifestamente (oralmente o per iscritto).
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Una classificazione abbastanza comprensiva dei fenomeni non verbali può essere basata,
ad esempio, sui canali sensoriali interessati (acustico, visivo, olfattivo-gustativo e tattile).
Tra i comportamenti non verbali si possono indicare il contatto diretto, la postura, l'aspetto
fisico, i movimenti mimici e gestuali, la direzione dello sguardo e le variabili paralinguistiche
indicative dello stato emotivo, come il tono di voce, il ritmo del discorso e la sua accentuazione,
i movimenti del corpo o comportamenti cinesici, espressioni facciali, caratteristiche
fisiche, comportamenti oculari, comportamenti di contatto diretto, paralinguaggio,
prossemica, artefatti e fattori ambientali; in più l'olfatto, la sensibilità cutanea alla temperatura
e al contatto e l'uso di artefatti.
In genere, la maggior parte degli Autori hanno classificato i comportamenti non linguistici
principalmente in termini di zona (la faccia, gli occhi) o di attività del corpo (i gesti, l'avvicinamento
o l'allontanamento), cioè il "linguaggio delle azioni", il "linguaggio dei segnali" e
"linguaggio degli oggetti".
I segnali non verbali hanno tre diversi livelli funzionali:
1. definiscono, condizionano e limitano il sistema: il tempo, il luogo, la situazione possono
dare ai soggetti che interagiscono delle indicazioni su chi partecipa al sistema,
su quali saranno le interazioni prevedibili e su quale è di conseguenza il contenuto
più appropriato della comunicazione;
2. contribuiscono a regolare il sistema, indicando la gerarchia e la priorità tra gli interlocutori,
segnalando il fluire e il ritmo delle interazioni, fornendo metacomunicazione e
feedback;
3. comunicano il contenuto, a volte in modo più efficiente dei segnali linguistici, ma per
lo più in modo complementare e ridondante rispetto al flusso verbale.

Per COMUNICARE IN PUBBLICO producendo consenso si deve imparare l'assertività
Cosa significa

essere assertivi?


L'assertività è un insieme di comportamenti coerenti ed equilibrati che da un lato evidenzia

l autostima di se stessi

dall'altro countribuisce ad aumentare l'autostima stessa.
Il comportamento assertivo è la coniugazione positiva del comportamento passivo con quello aggressivo.

Le persone assertive hanno ben chiaro nella loro mente quelli che sono i loro diritti ed ovviamente i diritt degli altri.
Ed hanno la determinazione nel mettere in atto comportamenti che non ledano i loro diritti ma contemporaneamente non si fanno calpestare i propri.

Per essere assertivi dobbiamo imparare a controllare e a gestire la nostra comunicazione sia verbale che soprattutto non verbale.
Una comunicazione non verbale insicura ed incerta spingerà inconsapevolmente gli altri a non rispettare quelle che sono le nostre esigenze ed i nostri diritti.

Un linguaggio del corpo appropriato invece farà che nessuno istintivamente sia indotto a mancarci di rispetto.
Questo non vuol dire assolutamente essere aggressivi.

Mettere in atto un comportamento assertivo farà si che avremo dei riscontri positivi dalle persone che ci circondano e questo contribuirà ad innescare un circolo virtuoso di rafforzamento dell'autostima.
Tra i tanti diritti che abbiamo in quanto esseri umani non dobbiamo mai dimenticarci che abbiamo:

diritto di essere rispettati
diritto di esprimere le nostre opinioni
diritto di dire di no
diritto di sbagliare (in buona fede)
diritto di prendersi tempo per decidere

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