lunedì 28 febbraio 2011

FESTA DELLA DONNA


L'8 Marzo si celebra la donna con la FESTA DELLA DONNA

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.


L'8 marzo quindi assunse un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nei secoli.
La scelta della mimosa come simbolo dell’8 Marzo è stata fatta in Italia, esattamente nel 1946. L’UDI (Unione Donne Italiane) stava preparando il primo "8 Marzo" del Dopoguerra, e si pose il problema di trovare un fiore che potesse caratterizzare questa Giornata femminile. Il tulipano è il simbolo mondiale.

Nel settembre del 1944 si costituì a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce Rita Montagnana e di Teresa Mattei.
Negli anni Cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell'Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[10] Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
La donna, pur nella sua eguaglianza con l'uomo, ha ricoperto (e ricopre) ruoli molto diversi rispetto all'uomo, nella società ella, anche nei paesi più avanzati, viene discriminata in vari ambiti, anche se dal passato sono stati fatti ampi progressi. In molti paesi del mondo la donna viene ancora considerata inferiore all'uomo nel lavoro, nella famiglia, nella politica, a volte anche nella scuola o comunque nel campo culturale.
Si spera che nel terzo millennio il suo nuovo ruolo di protagonista sia accanto all'uomo, ma alla pari con lui, per le sue specifiche caratteristiche psicofisiche finalmente conosciute e valorizzate.
Il primo piano il suo ruolo di donna non deve essere imitazione di quello dell'uomo. In tutte le nazioni democratiche dell'occidente il mondo femminile sta superando alla grande, come numeri, quello maschile.
Questo è il millennio della donna, basta che sappia valorizzare se stessa per quello che è, la sua forza, la sua intuizione, non contro l'uomo ma per sé. Se l'uomo è più portato al comando, alla tecnologia, la donna coprirà i ruoli delle comunicazioni e dei rapporti sociali.

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