giovedì 24 febbraio 2011

IL SENTIMENTO



il sentimento, soprattutto il sentimento d'amore è spesso fonte di sofferenza
PER GLI UOMINI e PER LE DONNE.
Con il termine sentimento (derivato dal latino sentire, percepire con i sensi) si intende una condizione affettiva che dura più a lungo delle emozioni e che ha una minore incisività rispetto alle passioni. Per sentimento genericamente si indica ogni forma di affetto: sia quella soggettiva, cioè riguardante l'interiorità della propria individuale affettività, sia quella rivolta al mondo esterno.
Quando il termine viene usato nel significato di "senso (sentimento) di sè" esprime la coscienza della propria esistenza come complesso dei moti spirituali e corporei.

Le donne usano spesso il meccanismo della lettura del pensiero per interpretare il sentimento degli uomini a lettura del pensiero è dunque la capacità di anticipare i suoi pensieri, emozioni, idee, comunicandogliele ancora prima che lui stesso le abbia focalizzate in modo razionale, individuando uno o più particolari di un’esperienza che il potenziale partner sta vivendo o ha vissuto e restituendogliela con parole adeguate, così da risultare in estrema sintonia mentale ed emotiva. In termini più tecnici, si tratta quindi di ricalcare la sua esperienza emotiva, il suo stato d'animo, e dimostrargli che siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

Dovendo suggerire alcune frasi specifiche, in una situazione in cui il nostro ascoltatore dimostra curiosità e interesse per quello che stiamo raccontando, possiamo anticiparlo con una frase del tipo “So che adesso ti stai chiedendo... dove voglio arrivare con le mie parole”. O ancora, se il suo atteggiamento fa trasparire una sensazione di tranquillità e benessere, possiamo sottolinearla con “Ora so che ti stai domandando... fino a che punto puoi sentirti così a tuo agio”, creando in lui la sensazione che davvero riusciamo a leggere nella sua mente. In pratica, mentre pronunciamo espressioni tipo “ti stai chiedendo... ti stai domandando...”, egli davvero si domanderà cosa stiamo per dire e dove vogliamo arrivare; quindi in apparenza sembrerà una vera e propria lettura del pensiero e a livello inconscio potremo creare una sensazione di sintonia molto forte.
L'amore è il grande escluso delle analisi filosofiche e psicologiche che si occupano del comportamento umano. In parte perché il termine stesso è inflazionato o contaminato da molteplici significati. Ma che parola dovremmo usare per definire quel sentimento di forte empatia che vuole il bene dell'altro senza anteporre il proprio? Se escludiamo tutti gli altri significati, questo sentimento è la ragione principe del comportamento morale per molte persone. Solo chi non lo vive può non tenerne conto nel fare e nel valutare leggi che devono regolamentare il comportamento umano nella società. La paura delle conseguenze del proprio agire è fondamentale solo per chi non ama nel senso testé definito. La mera paura delle conseguenze del proprio agire è già di per sé il segno di un handicap morale. I deterrenti non possono costituire l’unica forma di educazione morale nella società. Se uno crede di essere nel giusto non ha paura delle conseguenze; al limite, se ne guarda, per comprensibili ragioni di opportunità. Ma un Gandhi non sarebbe stato possibile se nell'animo umano l'ultima frontiera dell'agire morale fosse la paura. Allo stesso modo, i kamikaze non possono essere fermati con meri strumenti polizieschi. Non possiamo dunque contare solo sui freni inibitori della paura. La stessa presenza di un superego è un handicap morale, perché l'amore non è, da esso, soltanto diminuito, o indebolito, è addirittura sostituito con valori che antepongono l’Io all’Altro, valori che non hanno in sé nulla di morale, di autoresponsabile. Anche se può sembrare più rassicurante, per la sua prudenza programmata e per la sua incapacità di azzardo, un pilota automatico, senza la supervisione di un pilota reale, è un azzardo puro e semplice. La capacità di agire nella realtà esige la libertà e la responsabilità.
Usare bene la lettura del pensiero per entrare in sintonia con gli interlocutori può servire per produrre un forte sentimento.
Ancora, la persona che vogliamo conquistare ci potrebbe raccontare come ha trascorso la giornata precedente. Ci dice di aver avuto una brutta lite con un collega di lavoro; la cosa l’ha amareggiata a tal punto da farla rimanere di malumore per tutta la sera. E ci dice: “Sai, quando mi capita di stare così giù avrei davvero bisogno di uscire. Mi ricordo che da piccola mia madre mi portava alle giostre, mi comprava lo zucchero filato e il cattivo umore passava subito. Invece oggi la tristezza prende il sopravvento e finisco col restare a casa, e con l’intristirmi ancora di più…”. In questo racconto la persona ci ha fornito un’informazione preziosa, anche se molto probabilmente non se ne sarà neanche resa conto, visto che l’ha raccontata piuttosto distrattamente, focalizzandosi sul ricordo della lite con il suo collega e sul suo stato d’animo attuale. Noi però , grazie alla nostra abilità nell’ascoltare attivamente, abbiamo saputo coglierla: ora sappiamo che quando il nostro potenziale partner è giù di morale, il suo inconscio lega il bisogno emotivo di rivivere quell’esperienza infantile al ritorno del suo buonumore; basterà riutilizzare questa informazione al momento opportuno.

Nessun commento:

Posta un commento