sabato 30 aprile 2011

COPPIA


Qual è lo scopo di una COPPIA ?

La risposta potrebbe essere : lo scopo della COPPIA è L'AMORE , la SEDUZIONE di procreare, di lavorarsi reciprocamente.

Queste due risposte sono valide, ma la terza, che è molto più importante, è che lo scopo è d’imparare ad amare.

Avete l’impressione di saper amare umanamente, e vi sbagliate. Quando non vi siete ancora risvegliati, a volte, vi amate nel tumulto, avete bisogno di questo ‘stimolante’ per provarvi che esistete attraverso l’Amore. Per ‘tumulto’ intendiamo le perpetue zuffe verbali, o fisiche per alcuni. Quindi, coloro che agiscono così, si amano spesso molto profondamente.


La coppia può essere considerata come un'opportunità di crescita a più livelli:



- MENTALE: un arricchimento dei propri schemi mentali, della propria "mappa"

- EMOTIVO: uno spazio dove poter essere se stessi e ritrovare il proprio Io autentico, la propria anima e vivere le emozioni più intense che nella vita ci è dato di provare. E' nello specchiarci nell'altro che possiamo conoscerci meglio e imparare ad accettarci di più e a migliorarci. Un partner sufficientemente "completo" ci rimanderà senza giudicarci l'immagine che ha di noi, dei nostri pregi e dei nostri difetti: starà a noi poi analizzarci senza giudicarci a nostra volta, ma correggendo, valorizzando modificando quello che riconosciamo essere un nostro limite.

- FISICO: conferma della propria identità sessuale, delle proprie capacità seduttive ed erotiche; serbatoio di energie

- SPIRITUALE: a questo livello la coppia trova il suo senso ed il suo fine "Perchè proprio noi ci siamo incontrati, che cosa abbiamo da imparare l'uno dall'altro, cosa dobbiamo compiere per noi stessi e per gli altri?" .



La coppia può diventare un incontro d'anime. Un'unione tra anime si verifica quando due persone complete si incontrano sulla base di valori comuni.

Le persone possono incentrare la propria vita sul "FARE" anzichè sull' "ESSERE" e così le coppie.
Gli studi sull'attaccamento nella vita adulta rivelano che, alla base del concetto di formazione della coppia, sembra esserci il tipo di attaccamento che si è instaurato nell'infanzia con la figura di riferimento principale (spesso rappresentata da un genitore), che determina nel futuro dell'individuo la ricerca di un certo tipo di partner a seconda del modello di relazione che si vuole ripetere. In questo senso, i modelli di attaccamento si perpetuano per più generazioni.
Nella crescita di ogni individuo può intervenire qualcosa che permette un certo grado di differenziazione dalla famiglia di origine ma, se questo processo viene ostacolato per qualunque motivo, da adulti ci si trova 'costretti' a scegliere un certo tipo di partner.
Ho individuato quattro tipi di coppie che possono essere definite 'malate' perché, appunto, i due partner soddisfano reciprocamente i propri bisogni inconsci. Il fatto che la relazione sia sana o malata non dipende semplicemente dall'appartenenza a una di queste categorie ma dal livello di collusione che i due partner hanno instaurato.
Due tipi di relazione di coppia:

1) RELAZIONE TRA PERSONE AFFINI: coppie in cui i due partner rimangono due entità separate, tenendo distinti i loro Io, oppure uno dei due rinuncia alla propria identità x mantenere lo status quo. C'è affinità di valori e di interessi, manca però una vera INTIMITA', non c'è comunicazione emotiva profonda. Non c'è impegno per aiutarsi a imparare e crescere, psicol e spirit insieme e così può succedere che si cerchi solo all'esterno del rapporto la soddisfazione delle proprie esigenze emotive e spirituali;

Spesso vi sono LOTTE DI POTERE , visto che vivono come due Io separati, ognuno parte dal presupposto di aver ragione; spesso risolvono il tutto ignorando i veri problemi (si accaniscono sul contenuto e non guardano la relazione) o sperando che si risolvano da sè magicamente. C'è condivisione solo a livello del "fare" e per lo più non si considera la coppia un mezzo per progredire sul sentiero psicospirituale.

Per molti va bene così, è tutto ciò che sanno e che vogliono e di cui hanno bisogno.

I problemi nascono quando uno dei due fa un cammino di crescita personale e spirituale e l'altro no ed è contento dello status quo. Anche se l'amore continua ad essere presente, la relazione non soddisfa più l'esigenza di intimità emotiva e spirituale di uno dei due, il quale sente il bisogno di una connessione più profonda e il vecchio rapporto non funziona più. A questo punto la coppia deve decidere:

- se fare insieme un cammino spirituale

- se continuare a restare insieme anche se uno dei due si sente insoddisfatto, scontento, "vuoto"

- separarsi



IMMAGINA IL NS RAPPORTO COME UNA PORTA CHE STA X APRIRSI. COSA C'E' DIETRO? QUALI SONO LE TUE PAURE NELL'APRIRE QS PORTA? QUALI COSE MERAVIGLIOSE POTREBBERO ACCADERTI SE LA APRI?



2) RELAZIONE TRA ANIME GEMELLE-UNIONE SPIRITUALE:

negli "amori d'anima" assume primaria importanza la crescita spirituale di entrambi fatta insieme; dove uno incoraggia l'altro e le lotte di potere non hanno senso.

C'è condivisione sia a livello del fare che dell'essere. C'è consapevolezza del senso della relazione, il cui obiettivo principale è dare un contributo al mondo come una forza sola e unita.

I partner si accettano senza riserve, senza critiche nè giudizi nell'ambito della coppia (amore incondizionato).

L'Io è elevato al Noi, traggono forza ed energia dal rapporto, non c'è bisogno di litigare x difendere il proprio territorio xchè il Noi è più importante.



L'unione spirituale non è e non dovrebbe essere l'obiettivo di tutti, poichè richiede una preparazione personale e un coraggio enormi, oltre a un intervento divino.


La cura, l'attenzione, l’amicizia e la solidarietà per l'altro non dovrebbero mai venire meno fra coniugi o conviventi che vogliono restare uniti: per questo bisogna imparare a ritagliarsi del tempo libero da dedicare al benessere della coppia, all’uso della creatività nei progetti di vita da realizzare insieme.
I motivi di conflitto in una coppia di lunga durata possono essere molteplici, ma il principale è sicuramente legato alla sessualità. La donna infatti, prima o poi dovrà fare i conti con un vistoso calo del desiderio, che nell’uomo invece resta generalmente invariato, malgrado la routine. Diminuiscono i baci, le carezze, i preliminari, le coccole e le donne, che nutrono il loro erotismo di fantasie di seduzione, emozioni e sentimenti, sentono che il rapporto sessuale perde di significato e di intensità, anche orgasmica. Per questo i rapporti sessuali diminuiscono e, laddove non spuntano amanti, si vive in uno stato di forte tensione.



COSA SIGNIFICA DIVENTARE PERSONE COMPLETE

- Conoscere e accettare se stessi

- Chiarire i propri valori, credenze, obiettivi

- Essere consapevoli delle proprie capacità e accettare i propri limiti

- Essere responsabili di se stessi e dei propri comportamenti

- Individuare e guarire le ferite passate

- Utilizzare le lezioni di vita per crescere

- Impegnarsi nel processo di apprendimento e di crescita personale

OMOSESSUALITA'


L'OMOSESSUALITA' è una delle tante modalità con cui si può sperimentare l'amore, la passione, la seduzione.

Una persona si definisce omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento, desideri, ed attrazione erotica nei confronti di altre persone dello stesso sesso. Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un'altra eterosessuale.
L'orientamento sessuale viene comunemente dibattuto come una caratteristica dell'individuo, così come per il sesso biologico, l'identità di genere o l'età. Questa prospettiva è incompleta dal momento che l'orientamento sessuale viene sempre definito sulla base dei termini relazionali e necessariamente concerne relazioni con altri individui. Atti sessuali e attrazioni romantiche vengono categorizzati come omosessuali o eterosessuali sulla base del sesso biologico dell'individuo coinvolto in essi, relativamente ai partner. Effettivamente, è tramite la prestazione – o il desiderio di prestare – con un'altra persona che gli individui esprimono la loro eterosessualità, omosessualità o bisessualità. Così, l'orientamento sessuale è integramente connesso alle intime relazioni personali che gli esseri umani formano con altri per incontrare le loro più profonde necessità sentimentali di amore, legame e intimità. Oltre al comportamento sessuale, questi vincoli comprendono affezioni fisiche non-sessuali tra partner, la condivisione degli obiettivi e dei valori, il reciproco sostegno e l'impegno costante.
Conseguentemente, l'orientamento sessuale non è meramente una caratteristica personale che può essere definita isolatamente. Altresì, il proprio orientamento sessuale definisce l'universo di persone con cui una persona è in grado di trovare soddisfacenti e appaganti relazioni che, per molti individui, comprendono un'essenziale componente di identità personale
L'omosessualità si riscontra in molte specie animali. La diffusione dell'omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse. Nel corso della storia, alcuni aspetti individuali dell'omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società.
Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società[6]; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia, ed alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti dalla legge.

Non esiste una risposta ufficiale o provata scientificamente, o meglio, ogni ipotesi non e' stata avvalorata da risultati sufficienti.
Quella piu' probabile ad identificare cio' che determina l'orientamento sessuale, sembra essere una combinazione di piu' fattori, tra cui oltre alle possibili motivazioni biologiche, vi sono il modo con cui la persona si percepisce, i modelli educativi sia sociali che familiari, le esperienze che la persona vive giorno dopo giorno.

L’unica cosa di cui si è certi è che l’omosessualità sia semplicemente una variante normale della sessualità umana.

Puo' essere tuttavia molto difficile il percorso che deve affrontare una persona per vivere una condizione che e' ancora soggetta a critiche e pregiudizi anche da parte della propria famiglia, e anche questo puo' determinare il bisogno di essere aiutati in questo percorso, soprattutto quando questa consapevolezza diventa completa in età adulta e dopo che si sono fatte scelte di vita eterosessuali.
Possono essere difficoltà legate all'accettazione (omofobia interiorizzata), alla gestione del segreto (coming out), alla decisione di parlarne alle persone importanti (outing), alle relazioni familiari, sentimentali e sessuali, alla progettualità di vita.

Tra i pregiudizi troviamo quelli espressi dalla chiesa Cattolica Romana.

In qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Benedetto XVI ha firmato diversi documenti che trattavano di omosessualità: una lettera ai vescovi della Chiesa cattolica, una lettera riservata ai vescovi degli Stati Uniti, la notifica di un provvedimento disciplinare a due religiosi americani e una nota ufficiale rivolta ai politici cristiani sulle unioni di fatto tra persone dello stesso sesso.

Prima di analizzarli è però utile ricordare che l'omosessualità, pur essendo stata sistematicamente condannata da numerosi autori cristiani, non era mai stata praticamente presa in considerazione dal magistero della Santa Sede prima del 1975 quando, con la dichiarazione Persona Humana, la Congregazione per la Dottrina della Fede ribadiva la tradizionale condanna degli atti omosessuali (che "in nessun caso possono ricevere una qualche approvazione") anche se suggeriva prudenza nell'attribuire la piena responsabilità di questi atti agli omosessuali stessi.

Quando, nel 1981, Joseph Ratzinger lasciò la cattedra di Monaco di Baviera per diventare Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in alcune diocesi degli Stati Uniti e del Nord Europa si andava ormai diffondendo l'idea che fosse importante offrire alle persone omosessuali spazi in cui confrontarsi sui loro problemi specifici, per aiutarle a vincere quel senso di emarginazione che spesso accompagnava il vissuto di lesbiche e gay


l'atteggiamento di Benedetto XVI nei confronti della questione omosessuale è stato sempre e comunque condizionato non solo da una condanna degli atti omosessuali (ripresa integralmente dal magistero tradizionale), ma anche dalla condanna sistematica di qualunque forma di affermazione pubblica da parte delle persone omosessuali, del proprio orientamento specifico.
In questo senso gli interventi del cardinal Ratzinger hanno aggiunto elementi nuovi al tradizionale atteggiamento di rifiuto dell'omosessualità che si osserva tra gli alti vertici della gerarchia cattolica.

PER AMORE


PER AMORE:

L'innamoramento è il punto di incontro tra il male ed il bene, in esso coesistono piacere e sofferenza.


Massimo Taramasco

AMINA GEMELLA


Trovare l' AMINA GEMELLA è un'esperienza fondamentale.
Ogni essere umano è spinto a cercare, durante la propria vita, quella che poeti, scrittori e alchimisti chiamano l'Anima gemella. Quando siamo in cerca dell'AMORE nulla riesce ad eludere la tristezza e la sottile sofferenza della solitudine che spesso finisce per inaridire il cuore.

L'anima gemella esiste nella misura in cui siamo disponibili a credere che esista.
Quindi l'anima gemella esiste soltanto se siamo disposti a credere che esista.
La realtà in realtà non esiste.
Esiste solo nella mente degli esseri umani e quindi noi possiamo ristrutturare le nostre credenze e la nostra realtà in modo che sia allineata con le nostre esigenze ed i nostri valori.
Una volta deciso di costruirsi la credenza dell'anima gemella la seconda domanda sorge spontanea:
Come trovare l'anima gemella?

Per trovare l'anima gemella dobbiamo avere prima un'idea chiara di come dovrebbe essere l'anima gemella.

La persona che ci interessa deve essere anche gradita dalla sfera logia, non soltanto da quella emotiva. inoltre con la vera anima gemella è necessario avere un'intesa spirituale e cerebrale oltre che dei valori profondi.

La ricerca dell'anima gemella è molto importante perchè le relazioni d'amore con l'anima gemella sono elettive e se non durano tutta la vita ci accompagnano comunque per tempi molto lunghi e ci fanno crescere interiormente.

come fare a capire quando abbiamo trovato l'anima gemella?
innanzi tutto non dovremmo avere fretta di avere contatti erotici con questa persona, o meglio i contatti erotici devono avvenire successivamente a contatti di tipo intellettuale.
Solo attraverso una comunicazione che vada oltre quelle che sono le modalità fisiche sensoriali infatti possiamo capire se l'intesa a livello di sensibilità, di valori siano compatibili ed arricchenti.
Partire dal sesso comporta un possibile offuscamento emotivo-istintivo ed una deformazione della realtà, per cui potremmo non renderci conto nella fase iniziale di tutte le caratteristiche della persona che abbiamo di fronte.
Il contatto fisico, affettivo erotico che si manifesterà in una seconda fase ovviamente deve essere anch'esso coinvolgente, infatti l'anima gemella ci farà crescere e ci completerà anche da questo punto di vista.
La relazione con l'anima gemella non può limitarsi ad aspetti platonici ma deve riguardare anche la fisicità.
Fisicità che non vuol dire necessariamente prestazioni record ma che sostanzialmente significa la conoscenza fisica, istintiva emotiva, intima reciproca.
Per riassumere l'anima gemella gemella è quella persona con la quale siamo in sintonia sia mentalmente o intellettualmente, sia cognitivamente, sia emozionalmente e sia istintualmente.

Per capirlo è importante rispettare la sequenza: intellettuale o cerebrale- emozionale- istintuale.
Ultima cosa: la voglia di trovare l'anima gemella e non ferm,arsi alla superficialità è il primo fondamentale passo per trovarla


Trovare l'anima gemella è un evento che capita 1 volta nella vita e per farlo accadere entrano in gioco una serie di componenti.

Il concetto è molto semplice. Tutte le persone che hanno trovato l'anima gemella, nel periodo in cui l'hanno trovata:

Avevano un atteggiamento mentale armonizzato con l'universo
Si comportavano con strategie comportamentali adeguate
Usavo il giusto body language
Comunicavano in un certo modo empatico

L’empatia rende possibile la percezione e la comprensione della struttura interna di riferimento della persona. La relazione empatica considera l’esperienza dell’individuo dal suo punto di vista dell’individuo stesso, senza porre presupposti di alcun tipo. In questo modo, il cliente sente che le caratteristiche uniche e irripetibili della sua personalità sono accolte e valorizzate.

L’empatia ha dunque il significato di:

1. Abilità di percepire i sentimenti di altri.

2. Esperienza cognitivo/affettiva suscitata da un altro.

3. Identificazione parziale nello dello stato emozionale di un’altra persona.

Entrare in empatia con il partner o la partner consente un forte miglioramento dell' affinità di coppia.
Il corso di AFFINITÀ di COPPIA insegna come sviluppare le caratteristiche fondamentali per vivere le relazioni di coppia all'insegna del benessere e dell'armonia.
Può essere seguito sia in coppia sia individualmente.
Le basi sono quelle Dell'ingegneria della seduzione il piu' efficace metodo di comunicazione seduttiva che unisce scienza e creatività.
L'ingegneria della seduzione è un nuovo metodo di comunicazione e seduzione che permette di Facilitare l'incontro tra universo maschile e quello femminile;

Favorire il superamento dei conflitti, dei pregiudizi e dellle incomprensioni che allontanano gli uni dagli altri e rendono difficili le relazioni Uomo/Donna.

Le metodologie dell'ingegneria della seduzione consistono in:

Tecniche di seduzione che facilitano la conquista dell' anima gemella

Tecniche di pnl per il miglioramento dell' autostima

Tecniche su come come conquistare una donna e mantenere il rapporto nel tempo

Tecniche su come conquistare un uomo e mantenere il rapporto nel tempo


INFORMAZIONI:
DOTT. MASSIMO TARAMASCO
TEL.: 333 1511703
MAIL: centrostudicomunicazione@yahoo.it

POSSIBIILITA' ANCHE DI CONSULTI TELEFONICI E TRAMITE E MAIL CON INVIO DI file ed MP3



L'ingegneria della seduzione è un nuovo metodo di comunicazione e seduzione che permette di Facilitare l'incontro tra universo maschile e
quello femminile;

Favorire il superamento dei conflitti, dei pregiudizi e dellle incomprensioni che allontanano gli uni dagli altri e rendono difficili le relazioni
Uomo/Donna.

Le metodologie dell'ingegneria della seduzione consistono in:
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Tecniche su come come conquistare una donna e mantenere il rapporto nel tempo
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CORSO ON LINE PER TROVARE L'ANIMA GEMELLA CON LE TECNICHE DELL'INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE

COSA INSEGNA L'INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE

 1) LE LEGGI E LE REGOLE DELL'ATTRAZIONE

2) COINVOLGERE SENTIMENTALMENTE CHI CI PIACE REALMENTE

3) COME RICONQUISTARE CHI AMIAMO ANCORA

4) IMPARARE A FAR SI CHE LA PERSONA CHE DESIDERIAMO CONTINUI AD AMARCI NEL TEMPO

5) IL PIACERE DI PIACERE: COME SVILUPPARE UNA PERSONALITA' ATTRAENTE E COINVOLGENTE

6) IMPARARE COME COSTRUIRE IL SUCCESSO SENTIMENTALE

7) AMORE E PERSUASIONE: TATTICHE PERSUASIVE PER COINVOLGERE LA PERSONA DI TUO INTERESSE

8) COME RAGGIUNGERE IL BENESSERE SENTIMENTALE ED AFFETTIVO CHE MERITI

9) COME DIVENTARE CARISMATICI ED ESERCITARE FASCINO E MAGNETISMO PERSONALE

10) COME RAGGIUNGERE IL SUCCESSO NEI SENTIMENTI E NELLE RELAZIONI IN GENERE

11) FELICITA' SENTIMENTALE E SEGNALI NON VERBALI DELLA MENZOGNA E DEL TRADIMENTO

12) LE REGOLE DELL'INNAMORAMENTO E L'ILLUSIONE D'AMORE

13) IMPARARE A TRASFORMARE L'ILLUSIONE D'AMORE E LA DELUSIONE IN AMORE

14) IMPARARE COME SVILUPPARE UNA PERSONALITA' SEDUTTIVA CHE PRODUCE ATTRAZIONE E DESIDERIO ED EVITA COINVOLGIMENTI CHE PROVOCANO SOFFERENZA

15) COME SUPERARE L'ILLUSIONE E LE DELUSIONI D'AMORE E VIVERE RELAZIONI SENTIMENTALI basate sull' AMORE

16) METODI DI AUTOCONTROLLO EMOZIONALE (Positive Control Mind ed Emotional Program System) per VIVERE RELAZIONI
SENTIMENTALI basate sull' AMORE
 


Come funziona il CORSO ON LINE?

In modo molto semplice:
il pagamento avviene in 3 tranche da 60 euro utilizzando

POST PAY o PAYPAL:

1) Il pagamento della prima tranche avviene all’atto di iscrizione al corso
2) Il pagamento della seconda tranche avviene ad 1/3 del corso
3) Il pagamento della terza tranche avviene a 2/3 del corso

Una volta effettuata l’iscrizione cosa succede?
l’iscrizione ti consentirà di stabilire un dialogo interattivo VIA MAIL con il docente


In secondo luogo riceverai il primo invio del materiale inedito (ma coperto da copyright) sulla
seduzione (il secondo invio lo riceverai ad 1/3 del corso, il terzo invio a 2/3 del corso.

Questo materiale proviene dall’innovativo metodo di INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE
Ideato dal dott. Massimo Taramasco.
Acquisirai anche il diritto ad un contatto telefonico diretto con il dott. Massimo Taramasco di 15
minuti che potrai utilizzare subito o cumularlo con gli ulteriori 15 minuti alla regolarizzazione della
seconda tranche e con gli altri 15 minuti acquisiti con la regolarizzazione della terza tranche.
In sostanza avrai a disposizione 45 minuti di colloquio telefonico con il dott. Massimo Taramasco
che ti darà strategie efficacissime per raggiungere velocemente e con efficacia gli obiettivi che ti sei
prefisso.

N.B.: l’iscrizione al primo terzo del corso non ti vincola a proseguirlo, deciderai liberamente, cosa
fare di volta in volta.
Per ulteriori informazioni contattami:


dott. Massimo Taramasco: 333- 1511703
mail to: centrostudicomunicazione@yahoo.it


ISCRIVITI ORA AL PRIMO MODULO DEL CORSO










venerdì 29 aprile 2011

AMARE UNA PERSONA


Per AMARE UNA PERSONA bisogna imparare a comunicare in modo profondo.

L'AMORE e la SEDUZIONE sono figli della comunicazione, soprattutto quella NON VERBALE

"Il linguaggio è come una pelle: io sfrego il mio linguaggio contro l'altro. E' come se avessi delle parole a mò di dita o delle dita sulla punta delle mie parole"

(R. Barthes - Frammenti di un discorso amoroso - '79)
Sei tu il creatore della tua felicità. “Tanto più capisci come funziona la tua vita, tanto meglio riesci a proteggerti dagli influssi esterni e tanto più intensamente il tuo magnete attrae ciò che ti appartiene”, si legge ne Il Segreto del Cuore.


"Chiunque sia a contatto con un bambino...continua a spiegargli com'è fatto il mondo, fino al momento in cui è in grado di percepirlo come gli è stato spiegato...Da quel momento egli è un membro (della società). Conosce la descrizione del mondo e raggiunge...la totale appartenenza allorchè è in grado di interpretare tutte le sue percezioni in modo che coincidano con queste descrizioni e ne trovino conferma"

(C. Castaneda - Viaggio a Ixtlan - '73)

Capire se si è innamorati, a volte è complicato. Da sempre vengono elencati una serie di sintomi: pensare continuamente alla persona amata, avere manifestazioni psicosomatiche, perdere interesse per tutto ciò che prima intrigava, soffrire di insonnia e inappetenza. E altri ancora. Tanto che, nei secoli, si è spesso parlato di mal d'amore o, addirittura, follia d'amore. Oggi la scienza lo conferma: d'amore non solo ci si può ammalare, ma pure impazzire.
oltre al modo di presentarsi, sia molto importante anche la disponibilità a dare all'altro, a dare affetto, attenzione, ascolto, a condividere con lui i diversi aspetti della vita, seppur in modo nn invadente. Ci vuole il giusto compromesso tra lo stare vicini alla persona amata e il non esserle troppo addosso soffocandola.
Sicuramente in una prima fase attira il senso di mistero che c'è in una persona, il fatto di nn conoscerla, il suo farsi un po' desiderare. Però, per quanto mi riguarda, ho imparato a nn perdere poi troppo tempo con queste persone, se vedo che di concreto nn si riesce a costruire niente.
A volte noi dobbiamo limitarci ad essere scelti dal momento che nn dobbiamo chiedere amore, ma sperare che questo ci venga offerto
Intendiamoci, non è l'amore in sé a farci uscire di senno. Piuttosto tutto ciò che l'attaccamento e la dipendenza da una persona scatena nella nostra mente e nel nostro cervello. Chi è stato molto attratto, diciamo pure innamorato, di qualcuno, sa benissimo che basta poco per soffrire da cani. Non essere corrisposti. Non ricevere quella benedetta telefonata o sms tanto attesi. O riceverli, ma non col tono che ci saremmo aspettati.

Ciascuno di noi può imparare a descrivere in modo più completo e più ricco la realtà ; se un Maidu, cioè un indiano del Nord California, imparasse l'italiano non userebbe più solo due parole per descrivere i colori, bensì imparerebbe altri nomi di colori e così facendo migliorerebbe le sue percezioni, vedendo cose che fino ad allora non aveva visto perchè non facevano parte della sua descrizione del mondo.

Se noi impariamo e diveniamo più consapevoli del linguaggio del nostro corpo, del linguaggio non verbale appunto, possiamo arricchire la nostra vecchia descrizione del mondo.

Solo una minima percentuale delle impressioni che riceviamo dalle altre persone dipende dalla comunicazione verbale, il maggiore impatto è dato dai messaggi non verbali, eppure pochi capiscono e controllano il linguaggio corporeo, di solito siamo inconsapevoli sia del nostro corpo e dei suoi messaggi che di quello altrui.

Le ricerche fatte in questo campo ci forniscono oramai dei parametri più che attendibili per l'analisi e l'interpretazione del linguaggio n.v.; la conoscenza di questi parametri ed un buon allenamento all'osservazione possono ad esempio permetterci di "sospettare a ragion veduta" se la persona con la quale stiamo comunicando è bugiarda, annoiata, aggressiva, d'accordo o in disaccordo con noi, nervosa, insicura, attratta eroticamente da noi e via dicendo.

Il corpo manda sempre segnali, messaggi, avvisi: siamo noi che a volte non sappiamo rispondergli, perchè non conosciamo il suo linguaggio.

Istintivamente, cioè inconsapevolmente siamo portati a dare più importanza al come viene detta una cosa piuttosto che al contenuto (cioè, ad esempio, con che voce è stata pronunciata e con che espressione del viso), anche se poi a livello cosciente pensiamo che sia il contenuto della frase ad essere la cosa più importante. Come mai il nostro istinto o il nostro inconscio "sa" che i segnali non verbali sono fondamentali per la comprensione di una comunicazione ( e di una persona)?

Perchè "sa" che il corpo difficilmente può mentire, il linguaggio del corpo è più autentico e dunque più affidabile del linguaggio verbale; neanche un attore consumato può riuscire a controllare certi segnali corporei perchè questi sono per lo più automatici e involontari (come la dilatazione della pupilla, ad esempio).

Questo non vuol dire che il linguaggio verbale sia da sottovalutare: così come l'osservazione del linguaggio di un nostro interlocutore contiene molte informazioni sulla sua struttura mentale, anche le posizioni, i movimenti e le tensioni del corpo rivelano la persona che vi sta dentro.

Già Alexander Lowen ('58) diceva che l'atteggiamento corporeo diventa la seconda natura dell'individuo, entra cioè a far parte del suo carattere: "dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei"; quando la struttura muscolare si fissa (perchè mantenuta per la maggior parte del tempo) in determinate posizioni (spalle curve o dritte e rilassate, capo reclinato od eretto, labbra contratte o morbide..), diventa un segnale anche della personalità di un individuo.


Cerchiamo di capire come utilizzare il linguaggio che ci consenta di farci AMARE UNA PERSONA



CONTENUTO E RELAZIONE



Nella "Pragmatica della comunicazione umana "('71) Watzlawick affermò che ogni comunicazione avviene contemporaneamente su due livelli: quello analogico o non verbale (diretto, figurato o che rappresenta un'analogia) e quello digitale o verbale (simbolico, astratto, specificamente umano). Il primo livello è detto della relazione, l'altro del contenuto.

I segnali non verbali si accompagnano sempre alle parole e danno informazioni supplementari sul senso che chi parla intende dare a ciò che dice (serietà, scherzo, rabbia...)



I segnali di contenuto danno informazioni, i segnali di relazione danno informazioni sulle informazioni.



Se la relazione è vissuta a livello emotivamente negativo (per paura, rancore, ira), diventano più importanti i segnali n.v.: sentiamo solo la collera e non più il contenuto delle parole.

I segnali di contenuto si possono comprendere tanto meglio quanto più è positiva la relazione tra gli interlocutori.

Spesso è solo dai segnali n.v. che deduciamo che il nostro interlocutore sta dicendo il contrario di quello che pensa, ma può anche succedere che chi parla si "tradisca", ossia che intenda trasmettere una certa impressione ma che non ci riesca, perchè i suoi segnali n.v. lo tradiscono.



La comprensione del linguaggio del corpo



Chi è in gradi di rivolgere consapevolmente la propria attenzione ai segnali non verbali ha almeno due vantaggi:

primo, può riconoscere sin dall'inizio eventuali segni di deterioramento della relazione e porvi rimedio. Infatti, quando l'interlocutore alza la voce anche l'inesperto sa che "è andato fuori dai gangheri", mentre l'esperto è in grado di cogliere subito i primi segnali di malumore e di intervenire. I vantaggi di questa capacità nella vita professionale come in quella privata sono più che evidenti.

Secondo, l'esperto può anche verificare le osservazioni che ha consapevolmente registrato, dal momento che sa che i segnali n.v. non sono sempre univoci (si può infatti piangere di dolore o di gioia, sorridere con presunzione o per imbarazzo, tacere perchè si riflette o ci si rifiuta di dire qualcosa o perchè si è insicuri,...).

E' facile fraintendere i segnali corporei, soprattutto se non si è allenati e consapevoli; anche l'intuito a volte può sbagliare, perciò forse non c'è da meravigliarsi se tanti individui inibiti e timidi sono ritenuti arroganti!

Senza una verifica, ad esempio, possiamo interpretare come negativo un segnale solo perchè siamo noi ad avere uno stato d'animo negativo!



CONGRUENZA E INCONGRUENZA



Nella maggior parte dei casi inviamo e riceviamo segnali che "vanno nella stessa direzione", cioè che comunicano la stessa informazione sia a livello verbale che corporeo; i segnali corporei confermano quello che si dice a parole e queste ultime, cioè il contenuto della comunicazione, vengono così sottolineate, evidenziate e rafforzate. In questo caso si dice vi sia congruenza (tra piano verbale e corporeo). A volte invece una persona trasmette un'informazione a livello verbale ("Sono sicuro di quello che dico") e a livello n.v. ne trasmette un'altra (voce bassa e incerta, sguardo non diretto all'interlocutore, posizione di "chiusura" che in generale danno un'impressione di insicurezza), in questo caso si verifica una incongruenza. L'incongruenza suscita un vago senso di disagio, d'incredulità o di confusione in chi la coglie, per lo più a livello inconscio (si avverte che c'è qualcosa di non chiaro, anche se un inesperto in linguaggio corporeo non lo sa spiegare).

Se un oratore ci colpisce favorevolmente, tale nostra impressione positiva non si basa mai soltanto sui segnali di contenuto (per quanto brillanti possano cioè essere le sue parole), bensì sul fatto che i suoi segnali n.v. sono estremamente congruenti con le parole dette. Altrimenti non potrebbe convincerci. Infatti:

la congruenza convince.



Un individuo insicuro, ad esempio, può inviare segnali incongruenti proprio a causa della sua insicurezza e venire così mal interpretato; per questo motivo spesso le persone timide e schive danno l'impressione di essere "arroganti" e "distaccate".


I SEGNALI DEL CORPO



Il corpo parla attraverso vari segnali:



segnali della voce (urlare, bisbigliare, voce acuta, parlare velocemente, ...) cioè il PARAVERBALE
segnali del viso (bocca serrata, sopracciglia aggrottate, sorriso, ...) cioè la MIMICA
segnali del busto (spalle curve, impettito, busto proteso in avanti, ...) e segnali delle gambe e dei piedi (accavallare le gambe, pestare i piedi, stare a gambe divaricate, camminare, ...) cioè la POSTURA
segnali delle braccia e delle mani (braccia conserte, mani a pugno, grattarsi,...) cioè la GESTUALITA'
segnali di distanza dagli altri (stare appiccicato, stare alla larga, ...) cioè la PROSSEMICA
- segnali sociali (abbigliamento, cosmesi)
- segnali della pelle (morbidezza o ruvidezza, calore o freddezza, peluria)
- segnali di malattia (somatizzazioni come emicrania, ulcera, psoriasi,...)
- segnali automatici (arrossire, impallidire, sudare, accellerazione del battito cardiaco o del ritmo respiratorio, dilatazione della pupilla,...)


Tra tutti questi segnali ne prenderemo in considerazione solo alcuni, quelli che solitamente sono più utili e immediati nel quotidiano, quando abbiamo bisogno di formulare velocemente delle ipotesi o "impressioni" su di una persona; è chiaro che riducendo i punti di analisi rischiamo maggiormente di sbagliare, soprattutto poi se ci fermiamo ad uno solo di questi (un'espressione del viso da sola non basta a darci un'idea sufficientemente chiara e corretta, infatti, ad esempio, delle sopracciglia aggrottate sono sia indice di tensione/rabbia sia indice di attenzione/concentrazione).

E' importante prendere in considerazione sempre almeno quattro delle cinque categorie qui di seguito riportate e poi cercare sempre di verificare (se la situazione lo richiede e lo permette) ciò che si è osservato tramite:

* domande aperte (tipo "Cosa ne pensa?", "Qual è la sua opinione in proposito?")

* domande chiuse (tipo "Mi sembri arrabbiato, è così?", "Mi sembra che non ti interessi, vero?" "Ti fa piacere, no?")



LE CINQUE CATEGORIE DI ANALISI



1- VOCE

Riguarda tutto ciò che si osserva o, meglio, si ascolta nel modo di parlare di una persona ( non ciò che dice, ma come lo dice): tono, timbro, volume e ritmo della voce sono le caratteristiche principali di una voce che può quindi essere acuta o grave (tono), sonora o sussurrata (volume), nasale o "a singhiozzo" (timbro) o ancora la parlata può essere senza pause o lentissima (ritmo).



2- POSTURA

Con ciò si intende sia l'atteggiamento che l'individuo assume col corpo in un dato momento, sia i movimenti che cambiano o modificano la posizione del corpo, come ad esempio spostare il peso sporgendosi in avanti o indietro, dondolarsi, il modo di camminare o di stare seduti, ...



3- MIMICA

Tutti i segnali che si possono osservare sul volto di una persona (movimenti degli occhi, posizione delle labbra, delle sopracciglia, ...)



4- GESTUALITA'

Tutti i gesti delle braccia e delle mani, come aprire una porta, incrociare le braccia, lisciarsi i capelli, dare la mano, togliersi gli occhiali, giocare con gli anelli,...)



5- DISTANZA/PROSSEMICA

Con ciò si intende la lontananza o la vicinanza che si assume ripetto agli altri ed anche tutti quei movimenti volti a modificare tale distanza

TANTRA


Il TANTRA è la via dell'AMORE e della SEDUZIONE

Nel Tantra, il "maithuna" (unione sessuale) diventa un esercizio "yoga" . La pratica consente di andare oltre le sensazioni fisiche per proiettare l'intensità delle energie erotiche verso piani superiori di esperienza.
In sanscrito “tantra” significa “metodo per ampliare la consapevolezza”.
Nella dottrina e nella pratica è del tutto assente e impensabile l'idea di una carnalità separata dal sentimento d'amore. Sesso e amore costituiscono un unicum, tant'è che in Oriente si usa la parola "kama" che significa indistintamente tanto "amore" quanto "sesso"; essa abbraccia tutti i livelli dell'esperienza, da quella fisica a quella spirituale.
Più che un sistema coerente, il Tantra è un insieme di pratiche e idee, caratterizzato da una grande importanza dei rituali, la manipolazione dell'energia (śakti), azioni talvolta considerate "trasgressive", l'uso del mondano per accedere al sopramondano e l'identificazione del microcosmo con il macrocosmo[5].
Alla base delle dottrine tantriche vi è infatti la concezione, già presente nelle Upaniṣad, di una stretta correlazione tra il macrocosmo e il microcosmo.
Tale correlazione consentirebbe all'adepto dei Tantra (il tantrika) di poter accedere, mediante delle precise tecniche, all'energia cosmica presente nel proprio corpo e quindi raggiungere la liberazione con questo corpo e in questa vita (jīvanmukti).
Il tantrika cerca di utilizzare il potere divino che scorre in tutte le manifestazioni universali (compreso il proprio corpo) al fine di ottenere i propri risultati, siano essi spirituali, materiali o entrambi[6].
I praticanti del Tantra considerano la guida di un Guru un prerequisito indispensabile[7]. Nel processo di manipolazione dell'energia il tantrista ha diversi strumenti a disposizione: tra questi lo Hatha Yoga, con pratiche anche estreme che portano a un controllo pressoché completo del proprio corpo; la visualizzazione e verbalizzazione della divinità, attraverso i mantra e la meditazione su di essi; e l'identificazione e internalizzazione del divino, con pratiche meditative tendenti ad una totale immedesimazione con una divinità[8].
Secondo la visione del mondo hindu, la storia si svolge in modo ciclico e in discesa, partendo da un'età dell'oro per arrivare ad ere cosmiche di progressivo declino spirituale. Gli adepti del Tantra credono che sia possibile raggiungere l'illuminazione anche nelle peggiori condizioni morali e sociali: l'età oscura in cui siamo immersi presenta innumerevoli ostacoli, che rendono difficile la maturazione spirituale. Per questo sono necessarie misure drastiche come, appunto, il metodo tantrico.
Liberare la propria energia sessuale. Non in senso di sesso sfrenato, ma in senso affettivo: sentirsi a proprio agio, ricollegare cuore e sesso, rilassarsi nell’atto amoroso e goderselo fino in fondo, distanziarsi dai tanti ideali che si ha in testa (il supermaschio, la donna sempre bella), ritrovare il piacere nel tempio del proprio corpo, coltivare una comunicazione intima col partner, abbandonarsi alle sensazioni più intime e condividerle in due. Dopo aver guardato in faccia i propri mostri interiori, dopo essersi ricollegati con l’energia cruda del primo chakra, tutto questo non rimane più un sogno, ma diventa molto concreto: iniziamo ad accettarci per quello che siamo, con le paure, con la follia, i sentimenti, i desideri e bisogni più intimi e profondi.
Aumentare il piacere: molti faticano con la meditazione, non perché sia una prassi che viene dall’oriente o perché non sono abbastanza disciplinati, ma perché non sopportano il piacere che ne deriva. Siamo tutti abituati a un certo limite di piacere e appena lo superiamo, inconsciamente mettiamo in atto delle strategie per ridurlo di nuovo. Per questo anche il periodo di innamoramento prima o poi finisce, non sopportiamo di essere così aperti, amorevoli e vulnerabili.


Negli antichi testi tantra si dice che l'energia nella sua forma originaria é una, detta Energia Cosmica, ma essa trova una sua duplice manifestazione come forza maschile (yang) e femminile (yin). Una tappa del tantra yoga consiste nel realizzare una loro fusione e la coppia è il veicolo attraverso il quale ciò è possibile. Le polarità energetiche sono entrambe presenti nell'individuo, tuttavia il Tantra afferma che Dio ha riprodotto se stesso nascondendosi all'interno dell'essere umano. Un obiettivo spirituale consiste allora nell'unione dei due aspetti fondendo la parte dominante con quella nascosta. Per questo motivo è necessario cercare nella nostra esistenza l'amante complementare, per ritrovare rispecchiato nell'altro la nostra completa natura divina.

I partners attraverso l'unione sessuale hanno l'opportunità di superare l'esperienza della dualità e quindi ritornare all'unità primordiale, quella che il filosofo Platone descriveva nel mito dell'Androgino; in esso si narra l'esistenza, in un tempo remoto, di una razza di esseri maschio e femmina in un unico corpo. Temerari e orgogliosi, gli androgini avrebbero attaccato la sovranità degli Dei sfidando Zeus che li punì separando le due metà. Esse conservarono la struggente nostalgia dell'unità originaria. Da qui la causa del sentimento d'amore: il desiderio e la ricerca della parte mancante di sé. L'alchimìa sottile del ricongiungimento degli opposti ha il significato di ricreare la sacralità della condizione di androginia che rappresenta il felice stato dell'uomo primigenio. La sessualità è la forza di attrazione verso l'integrazione di polarità opposte. E' importante sottolineare che superare la dualità per divenire Uno con l'altro non significa affatto annullarsi nell'altro, ma trascendere verso un Terzo, il Divino; dall'unione nasce il terzo che non è una semplice somma delle parti, ma un'entità nuova, così come dall'unione della madre e del padre nasce il figlio.

Questo è lo scopo principale del tantra, la Via che conduce ad un'integrazione di tutti i livelli dell'uomo (fisico, mentale, emotivo e spirituale) insieme al proprio partner/amante.



L'anima gemella

Il Tantra è un percorso che va intrapreso unicamente in coppia. E' una crescita interiore da fare insieme e si tratterà di una relazione amorosa molto intensa e profonda, sarà una ricerca congiunta portata avanti da due anime gemelle, chiamate "amanti universali".
Nell'amore romantico, per anime gemelle si intendono due persone fra cui esiste una affinità spirituale e sentimentale talmente profonda da poter essere interpretata come segno che tali persone fossero predestinate ad amarsi. Nel linguaggio comune, lo stesso concetto viene comunemente espresso facendo riferimento alla metafora della "mezza mela", per cui le due anime gemelle sono complementari come le due parti ottenute tagliando di netto una mela a metà. Il concetto di "anima gemella" è in genere associato all'implicazione che esista un solo partner amoroso predestinato per ciascuna persona, e quindi è affine e correlato a quello di vero amore.
Sarà la magia della legge del Karma a far sì che i loro destini si incontrino; all'inizio nascerà la consapevolezza del bisogno di trovare la parte complementare di se stessi, l'anima gemella e si comincerà a pregustare nell'immaginazione tale incontro. Una volta intrapresa la scelta spirituale, quando la sensibilità sarà sufficientemente sviluppata, riconosceremo finalmente la persona giusta. La necessità spirituale di questa unione farà sì che le circostanze producano l'incontro degli amanti; l'ineluttabile legge del Karma, operando sulle "coincidenze", attrarrà le persone per adempiere ai loro scopi esistenziali, per cui legherà nuovamente tra loro i due individui. Nuovamente perchè in passato gli amanti furono già uniti: l'attrazione di adesso è l'eco del passato rapporto nelle vite precedenti.

Sono realmente anime gemelle che nel corso dei millenni hanno condiviso le medesime esperienze, realizzando l'unione perfetta non solo attraverso i corpi e la sessualità, ma anche con le emozioni e con le menti.

Può capitare che uno dei dei membri della coppia abbia una maggiore consapevolezza dei processi spirituali: sarà allora suo compito permettere all'altro di raggiungerlo sul suo cammino.

giovedì 28 aprile 2011

RELAZIONI INTERPERSONALI


Le RELAZIONI INTERPERSONALI anche nell' AMORE e nella SEDUZIONE dipendono dalla COMUNICAZIONE.

La qualità delle RELAZIONI INTERPERSONALI determina la qualità della vita.

Quel che facciamo nel corso dell'esistenza è determinato dal nostro modo di comunicare. Nel nostro mondo, la qualità della vita è tutt'uno con la qualità delle comunicazioni: da quel che pensiamo e diciamo di noi stessi, dal nostro modo di muoverci e di servirci del nostro corpo dipenderà fino a che punto saremo in grado di servirci di quel che sappiamo.

Quando due persone comunicano non si scambiano solo delle informazioni, ma creano anche un rapporto, una relazione interpersonale, una piattaforma indispensabile perché lo scambio avvenga. In questo scambio si possono verificare dei disturbi che costituiscono le barriere comunicative e nelle RELAZIONI INTERPERSONALI


Tutti noi produciamo due forme di comunicazione: interne (sono le cose che immaginiamo, diciamo e sentiamo interiormente) ed esterne (parole, tonalità della voce, espressioni del viso, azioni fisiche, ...).



Ogni comunicazione è un'azione ed ha una conseguenza per noi e per gli altri. Coloro i quali hanno imparato a servirsi in maniera efficace della comunicazione hanno cambiato la propria esperienza del mondo e l'esperienza che il mondo ha di loro.



Dal livello di padronanza della comunicazione col mondo esterno dipendono le relazioni (affettive, professionali, sociali, ...) positive ed efficaci che instauriamo con gli altri. E ancor più importante , il livello di soddisfazione, di felicità, di "successo" che si prova nella vita è il diretto risultato del nostro modo di comunicare con noi stessi. Come ci sentiamo, non deriva da ciò che ci accade nella vita, ma dalla nostra interpretazione di ciò che accade, da quello che ci diciamo o ci chiediamo ("Non ci riuscirò mai" piuttosto che "Posso provarci"; "Perchè nessuno mi ama?" invece di "Come posso cambiare per essere più amato?).

La maggior parte delle persone considera i propri stati d'animo e i propri pensieri alla stregua di cose che sfuggono al controllo, in realtà noi possiamo essere i maggiori artefici dei nostri stati mentali e dei nostri comportamenti.
L’attenzione all’altro è un atteggiamento affettivo che fa parte di una personalità armonica, solida, libera da condizionamenti, serena, amante di condivisione che vive i rapporti interpersonali senza reprimersi e senza spontaneismi.

La repressione è uno dei classici meccanismi di difesa con cui porre un freno a tutto il mondo in ebollizione dei sentimenti, delle emozioni, delle realtà conflittuali talvolta sgradevoli del nostro cuore. Si cammina paralizzati da una pesante armatura, che si evidenzia con l’ostilità contro se stessi e gli altri.

Lo spontaneismo appare come un fuoco d’artificio, come un fuoco di paglia, senza consistenza; tutto viene espresso senza filtri e senza discrezione, perché animato dall’unico culto della propria libertà, del primato di quanto appare "un bene per me", che si frantuma rovinosamente dinanzi alle difficoltà e agli imprevisti.

Ciò che è di impedimento allo sviluppo di un gruppo può essere identificato nelle situazioni indicate qui di seguito, riconosciuto nella presenza all’interno del gruppo di alcune personalità devianti perché invischiate ancora nel proprio vissuto personale in maniera pregnante:

Una persona incapace di sostenere la stima di sé senza ricercarla continuamente nelle attenzioni da parte degli altri. Vive esigendo tributi e lodi ma una volta ottenuti, subito dopo, diventa annoiato e inquieto.
Una persona dalle relazioni parassitarie e calcolate, spesso mascherate da una facciata di attrazione e simpatia. Manca però la profondità e l’intimità della relazione: c’è il vuoto sotto un grande luccichio emotivo e la tentazione dello sfruttamento è sempre in agguato.
Una persona priva di sentimenti genuini di tristezza, di partecipazione, di commozione. Vive i sentimenti di rabbia e di rancore come momenti di apparente depressione.
Una persona piena di risentimenti e intense forme di gelosia inconscia unita a un profondo sentimento di autosvalutazione. Si comporta da una parte cercando l’approvazione continua degli altri, dall’altra sfrutta, disprezza, degrada ciò che gli altri hanno e lui non ha.
Una persona che vive una girandola di relazioni, ma non è mai soddisfatto da nessuna, per cui si sente sempre frustrato e vuoto.


Per orientare al meglio la nostra mente è indispensabile seguire una serie di passi:

- conoscere e programmare l'obiettivo che si vuole ottenere, cioè definire esattamente ciò che si vuole;

- agire, compiendo quelle azioni che hanno la massima probabilità di produrre l'obiettivo desiderato;

- riconoscere se i risultati raggiunti ci allontanano o ci avvicinano all'obiettivo e, se necessario, cambiare il proprio comportamento finchè non si ottiene ciò che si vuole.



La comunicazione è al centro del nostro cammino conoscitivo e merita una particolare attenzione, dal momento che ci permette di condurre noi stessi e gli altri per la strada della conoscenza e della realizzazione, guidando la nostra esperienza in ogni suo momento esplorativo, cognitivo ed emotivo.

Una comunicazione efficace permette di sviluppare una gestione professionale delle risorse a disposizione, in particolare attraverso la cura dei rapporti interpersonali.

Più che nel nostro consueto modo intuitivo o istintivo, comunicare può voler dire riflettere in modo consapevole e progettuale. Utile, a questo riguardo, è considerare l'individuo in un preciso contesto dove si trovi ad operare in un preciso e riconosciuto ruolo.



Comunicazione è quanto si cambia dopo il coinvolgimento con qualcuno, se non si é cambiati, almeno in parte, non si é avuta comunicazione.



La comunicazione è uno strumento di cambiamento attraverso il coinvolgimento attivo, la buona circolazione delle informazioni, nonché l'integrazione delle forze disponibili.Le responsabilità fondamentali nel processo comunicativo sono quelle di ottenere la comunicazione in tutte le direzioni, e di canalizzarla verso gli obiettivi voluti.

Fondamentale per attivare e canalizzare la comunicazione è conoscere la situazione di riferimento necessaria a portare avanti le proprie mansioni; ad esempio informare in modo preciso sui risultati, gli obiettivi e le strategie da seguire, fornire a ciascuno le informazioni sulle relazioni organizzative necessarie allo sviluppo del proprio lavoro, come ci si deve muovere, cosa si ha a disposizione, in che modo si è liberi di operare, in altre parole, dare i limiti e le possibilità operative per ogni persona; dunque favorire lo sviluppo di comunicazioni dal basso verso l'alto mirando ad una collaborazione reciproca.

Preparare una comunicazione dunque significa studiare un percorso logico attraverso obiettivi, tempi, modalità e tipologie di differenti interlocutori.



E' fondamentale domandarsi quali obiettivi si desiderano o si possono raggiungere piuttosto che domandarsi, prima di parlare, "che cosa devo dire?". Nell'identificare il destinatario di un discorso, è utile che mi chieda a chi mi rivolgo, chi rappresenta, che cosa conosco del suo modello culturale, che linguaggio usa, quale modello del mondo possiede, solo così posso arrivare a concludere e decidere quale reazione desidero attivare in lui, dunque quale obiettivo stabilisco di voler raggiungere.

martedì 26 aprile 2011

RELAZIONE E COMUNICAZIONE


RELAZIONE E COMUNICAZIONE sono strettamente legati.
RELAZIONE E COMUNICAZIONE definiscono il rapporto di coppia ed il tipi di AMORE e di SEDUZIONE che si produce e si sperimenta.

Sempre più di frequente le coppie “scoppiano” e alla base di molte separazione c’è la mancanza di comunicazione.

La comunicazione è fondamentale nella vita interpersonale di ognuno di noi: la comunicazione è ovunque ed è impossibile non comunicare. È risaputo, infatti, che anche il silenzio, apparentemente privo di significato, comunica molto più di quanto possiamo immaginare.

Il problema della comunicazione nella coppia è un problema molto ampio perché nella coppia tutto è comunicazione: presenza e assenza, gesti, parole e silenzi, abitudini belle o brutte, ritardi o puntualità... Tutto è comunicazione perché può suscitare reazioni, sentimenti, emozioni, ansie, chiusure, sorrisi.. è comunicazione perché concorre a costruire o a appesantire la relazione

Il bisogno d'amore, secondo un famoso psicologo di nome Maslow, e' uno dei bisogni umani (e non solo umani) piu' importanti da soddisfare dopo quelli primari della fame, della sete e del sonno. Stare in coppia e' attualmente la soluzione piu' adottata per soddisfare questo bisogno nell'eta' adulta, anche se purtroppo molte volte ne diviene un ostacolo, quando la comunicazione (verbale e corporea, affettiva e intellettiva) e la conseguente intesa tra i due partners non e' piu' sufficiente o non è mai raggiunto un livello soddisfacente per il mantenimento di un buon rapporto. E cosi' puo' anche succedere di dimenticare che l'altro e', come tutti gli esseri umani, qualcosa di dinamico, in continua evoluzione ed e' dunque ogni giorno da scoprire perche' diverso; gradatamente l'altro diventa usuale, scontato...: l'anti- SEDUZIONE piu' potente!
Esprimere i propri sentimenti significa identificare e poi dare voce alle proprie emozioni. Comunicare i propri bisogni significa pianificare in anticipo come chiedere "cosa vuoi" e essere assertivo rispetto a ciò, piuttosto che essere passivo o aggressivo. Essere abili in queste competenze migliora la propria relazione di coppia. Spesso ci si abitua a nascondere le proprie emozioni e di conseguenza a non comunicarle, a volte per motivi di natura familiare, l'educazione e le primissime esperienze di vita, a volte per valori culturali e sociali

La coppia è innanzitutto il singolo che per costruire una solida intesa all'interno di un rapporto d'amore deve come prima cosa partire da sè per trasformarsi e crescere; questo percorso è possibile che lo facciate separatamente, ma, per realizzare con l'altro questo progetto, di certo sarà molto più breve la strada che vi permette di camminare insieme, affinchè, quando uno di voi tentennerà, ci sarà l'altro a stimolarlo; in tal modo, facendovi da specchio reciprocamente, potrete "vedervi" meglio e insieme vi troverete a immaginare lo stesso futuro, a creare le stessa armonia, a perdervi nello stesso piacere.
È importante che la comunicazione tenga conto dell'altro. È a lui o a lei che voglio dire quella cosa che mi sta a cuore. Mentre a volte parliamo semplicemente a noi stessi ad alta voce nella speranza che l'altro comprenda. È perché l'altro com-prenda, prenda dentro di sé, quello che voglio dire, che devo tenere conto di chi è. Per questo sono importanti i confini. So cosa voglio dire, perché lo dico. Mentre sfogarsi con l’altro, confidargli tutti i particolari del proprio vissuto interiore, significa prenderlo per un terapeuta. Si può credere di comunicare, ma si parla solo a se stessi, e si utilizza l'altro.
O ancora voler comunicare a ogni costo induce a far pressione sull’altro per farlo parlare. Invece parlerà se sente che gli si offre uno spazio d’ascolto, di attenzione alla sua persona. Si tratta prima di tutto di creare in sé un clima di accoglienza, di apertura, di non giudizio… Se vivo realmente questo atteggiamento costruttivo, l’altro lo sentirà e il dialogo potrà instaurarsi.
La comunicazione è fatta di parole e ascolto.

Se all'inizio si stava insieme soprattutto grazie alle somiglianze, col tempo ci si allontana prevalentemente a causa delle differenze.

Bisogna impegnarsi nel rapporto di coppia, al di là della conoscenza reciproca, al di là dello stress e della stanchezza quotidiana. L’amore cambia, le persone cambiano ed è bello continuare a conoscerle e a riscoprirle giorno dopo giorno, anno dopo anno. Quando tutto questo sembra impossibile e quando i problemi sono radicati e ben strutturati nella coppia ci si può avvalere di un aiuto esterno, di un professionista specializzato in consulenze e problemi coniugali.


La vita quotidiana e' la prova del nove per una coppia, nel momento in cui ci si deve alzare, ci si trova davanti alla routine, il momento in cui o si continua a progettarsi o si scivola lungo un declino fatto di consuetudini, luoghi comuni, impliciti che poco alla volta allontanano da quel momento di fusione, di passione che e' l'avvio di una vita insieme.

Se si vuole veramente arricchire il proprio rapporto, se si desidera che abbia un valore per entrambi la vita passata assieme, e' indispensabile che quotidianamente si investano forze ed energie in una direzione voluta.

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA


La Programmazione Neuro Linguistica o PNL costituisce uno dei modelli di interpretazione e di studio delle potenzialità umane. Tramite l’analisi dei processi inconsci alla base di pensieri, emozioni e comportamenti umani, essa è finalizzata a potenziare le risorse di ciascun individuo.

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA nasce agli inizi degli anni ’70 dalla collaborazione di due studiosi: un linguista, John Grinder ed un matematico, Richard Bandler,

Programmazione: è possibile progettare un cambiamento nell'apprendimento, nei comportamenti, nella fisiologia, nel pensiero e nelle emozioni di un individuo grazie alla conoscenza del suo "hardware" e "software".

Neuro: ogni comportamento ha origine nei processi neurologici. Poiché l'esperienza di origine "interna" utilizza le stesse vie neurali dell'esperienza di origine "esterna" o "oggettiva", la creazione di nuovi modelli del mondo, rappresentazioni, strategie etc... avrà la stessa forza ed efficacia di ciò che la persona esperisce "realmente". *

Linguistica: i processi neurologici sono comunicati, in modo ridondante, dal linguaggio, verbale ed extra-verbale. Il linguaggio è un modo con cui gli esseri umani organizzano la loro rappresentazione del mondo e comunicano i loro pensieri al fine di costruire una realtà consensuale: esiste una forte correlazione tra le parole da noi utilizzate e il modo in cui rappresentiamo l'esperienza stessa.

Per chiarire questo concetto possiamo fare l'esempio di noti campioni sportivi che si allenano anche mentalmente ripetendo ogni movimento e immaginandosi completamente la scena della gara tramite tutti i sistemi sensoriali.

Ci sono vari esperimenti che dimostrano la validità di questo principio:

"Uno studio ha guardato agli effetti dell'esercizio mentale opposto a quello fisico nel tendere e rilassare un dito della mano sinistra. Questo piccolo esercizio muscolare venne ripetuto per cinque sessioni alla settimana su di un periodo di quattro settimane; per un totale di venti sessioni d'allenamento. Metà dei partecipanti eseguì fisicamente l'esercizio, mentre un secondo gruppo ne immaginò soltanto l'esecuzione per lo stesso numero di sedute d'allenamento.

Al termine delle quattro settimane, la forza del dito di ogni partecipante venne confrontata con quella degli appartenenti ad un gruppo di controllo che non avevano praticato lo stesso allenamento. Per il gruppo che aveva eseguito fisicamente l'esercizio la potenza del dito era aumentata del 30%, mentre il gruppo di controllo fece registrare un incremento di potenza del tutto trascurabile. [...] Ma cosa era successo agli individui che si erano esercitati soltanto nella palestra della mente? La forza nel loro dito era aumentata del 22%, quasi quanto in seguito all'allenamento fisico! [...] l'incremento osservato nella forza era dovuto unicamente a variazioni a livello cerebrale, le quali a loro volta erano state causate dalla stimolazione del circuito di neuroni interconnessi che controllano i movimenti delle dita. Attivandosi insieme ripetutamente, questi circuiti cerebrali si erano irrobustiti ed espansi, proprio come nel cervello dei violinisti e dei lettori Braille." (Ian H. Robertson, Il cervello plastico, Rizzoli, 1999, pp. 53-54)

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA è ottimo aiuto per chi ha, ad esempio, difficoltà a parlare in pubblico. Le tecniche di adattamento del proprio modo di comunicare a quello dell’interlocutore supportano seriamente chi ha bisogno presentare il proprio operato davanti ad una platea con la giusta dose di sicurezza e di padronanza del linguaggio.

Altro campo nel quale LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA trova terreno fertile è quello della motivazione personale, professionale e sportiva nell'AMORE e nella SEDUZIONE.

Barak Obama, incontestabilmente ha studiato ed utilizzato in maniera sapiente la comunicazione persuasiva esplicitata nel modello della programmazione neuro linguistica.


LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA è ampiamente usata anche nel marketing e nella pubblicità. Credo che anche l’utente cittadino, elettore e consumatore, debba conoscere i meccanismi comunicativi per blindarsi e proteggersi rispetto a chi gli vuole proporre valori lontani dai suoi.


Gli autori partono dal presupposto che il comportamento umano come il linguaggio è riducibile a un numero finito di elementi strutturali e a una sintassi

Ogni comportamento, per quanto complesso possa essere, sarebbe riducibile a una sequenza di rappresentazioni sensoriali interne o esterne.

L'uomo crea continuamente dei modelli di comportamento e gli elementi fondamentali con cui codifichiamo questi schemi di comportamento sono le cinque categorie sensoriali: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Questi vengono definiti dalla PNL: sistemi rappresentazionali, proprio perchè essi ci servono a rappresentare la realtà e vengono abbreviati con la sigla VAK (V= visivo, A= auditivo, K= cenestesico, cioè tattile olfattivo e gustativo).

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA non è interessata al contenuto, non ricerca i perché? È interessata bensì al processo, al come facciamo le cose e alle regole che governano l'interazione di questi elementi strutturali.

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA si interessa a quello che nella teoria della comunicazione viene chiamato "rumore" mentre il contenuto, il messaggio viene detto 'segnale'. È il rumore infatti che finisce per qualificare il messaggio...

Watzlawick (nella Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio,1971) spiega che ogni comunicazione ha una componente di contenuto (paraverbale o digitale) e una di relazione (parte non verbale o analogica). La seconda definisce la prima.

Anche Bridwistell (The Cistercian sign language. A study in non verbal communication, University of Pennsylvania Press, Filadelfia, 1970) specifica che il grosso del messaggio (il 65%) sarebbe trasmesso non verbalmente e che quindi il carisma è da attribuirsi alla comunicazione analogica (alla prossemica, alla cinesica, alla paralinguistica).

Le componenti analogiche (ana=sopra; logos=discorso) sono particolarmente importanti poiché è come se fossero dei metamessaggi (messaggi sui messaggi) capaci di definire la natura della relazione e quindi il contesto entro il quale i messaggi verbali devono essere interpretati.

La cosa curiosa è che qualsiasi cosa si faccia è impossibile non comunicare, in altre parole il comportamento non ha un suo opposto: non possiamo fare altro che comportarci in qualche modo e quindi comunicare. In particolare tutto il nostro corpo parla il più delle volte a livello inconsapevole cioè attraverso risposte ideomotorie che sorgono in risposta al variare dei nostri stati interni:

"Ogni stimolazione sensoriale suscita una rappresentazione interna che, a sua volta, genera un comportamento che si può facilmente osservare dall'esterno".

Poiché ciascun interlocutore possiede una mappa a lui peculiare il significato di un messaggio viene definito dalle reazioni che suscita nell'interlocutore, piuttosto che dalle intenzioni del mittente.


Strategie

Bandler e Grinder ritengono che sia possibile utilizzare una strategia creativa e motivante che usiamo efficacemente in certi contesti della nostra vita applicandola ad altri contesti e realtà nelle quali siamo limitati.

Oltre ai predicati (vedo, sento, odo, odoro, assaporo) e ai segnali di accesso oculari, la respirazione è uno degli elementi fondamentali per influire sul nostro stato interno. Il cambiamento di respirazione produce tutta una serie di variazioni su altri parametri come il volume, il tono di voce e la cadenza; la tensione oppure il rilasciamento muscolare etc...

Tra l'altro si può persino presumere che l'uso reiterato di un sistema rappresentazionale arrivi a modellare la forma corporea:

"I rapporti costanti che abbiamo osservato fra tipi somatici e sistemi rappresentazionali principali sembrano in qualche modo corrispondere al lavoro sulla psicologia costituzionale proposto da W.H. Sheldon.

a. Il corpo esile, teso (l'ectomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con orientamento visivo.

b. Il corpo atletico, muscoloso (il mesomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con prevalente orientamento cenestesico (tattile e motorio).

c. Il corpo pieno, molle (l'endomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con prevalente orientamento cenestesico (viscerale o interno).

d. Il corpo dell'individuo con orientamento auditivo tende a situarsi in una posizione mediana rispetto ai precedenti" (Programmazione neurolinguistica, p. 93)



Ad ogni modo lo scopo della PNL è quello di estendere la mappa del mondo dell'individuo e le sue possibilità di scelta.

Esempio:

Un marito si lamenta che la moglie non lo ama. Egli ha come sistema rappresentazionale primario il visivo e scorge nella moglie quando gli dice che lo ama una espressione che interpreta come menzognera.

Allora si richiama la sua attenzione sul tono dolce e caldo della moglie e sul modo in cui tocca il marito.

Un volta che si hanno maggiori informazioni e il mondo viene rappresentato diversamente si può anche agire diversamente.

Nota: Quando pensiamo in visivo viene irrorata maggiormente l'area del cervello deputata alla elaborazione dei dati visivi. Con una rappresentazione completa della realtà si può presumere che una più ampia regione del cervello venga coinvolta nel processo.



Il cervello

Il cervello è un sistema di archiviazione, non un sistema di riscrittura. Non possiede una funzione di cancellazione; perciò non potete riscrivere il vostro passato. Ciò che dovete fare è insegnare al cervello ad andare in una nuova direzione, 'qui' invece che 'là'.

È come quando avete cambiato casa, ma con la macchina andate ancora a quella vecchia, finché non vi costruite nel cervello qualcosa che regoli in anticipo il pilota automatico. [...] La nostra evoluzione cognitiva è appena iniziata. D'ora in avanti questa evoluzione può essere più consapevole e intenzionale. [...] La sfida della PNL è mettere le persone in grado di controllare la loro evoluzione cognitiva e di comprendere che le proprie immagini, voci, e sentimenti interiori gli appartengono e possono essere manipolate nello stesso modo con cui girano con la mano la maniglia di casa.

La sfida è aiutare le persone a capire che quella che pensavano fosse la realtà è solo il loro modello della realtà, ed è anche portarle in una posizione dalla quale possono dire: "Se questo è solo un modello, io piuttosto preferirei quello lì". (Richard Bandler, Magia in azione, Astrolabio, 1993 Roma, pp. 8-11)

Si potrebbe dire che l'essenza della PNL non sta nelle tecniche terapeutiche ma in uno stile di pensiero, un atteggiamento, una serie di convinzioni. Bandler insegna che possiamo imparare da qualunque situazione piacevole o spiacevole o anche apparentemente insignificante, ciò che conta è mantenere la curiosità per ciò che accade poiché c'è sempre qualcosa d'altro da imparare, non ci sono limitazioni alle scelte, alle novità e alle possibilità di cambiamento.

La gente dedica più tempo a imparare a usare un frullatore di quello che dedica a imparare a usare il proprio cervello." (Richard Bandler, Usare il cervello per cambiare, Astrolabio, 1986 Roma, p. 14-15)

"...Ciò di cui mi sono accorto da allora è che le persone funzionano perfettamente. Quello che fanno può non piacermi, o può non piacere a loro, ma sono pur sempre in grado di farlo ripetutamente, sistematicamente. Non è che non funzionano più; stanno facendo qualcosa di diverso da ciò che noi, o loro, vorremmo che facessero. Se voi create nella vostra mente delle immagini veramente vivide, e specialmente se riuscite a produrle a posteriori, potete imparare a fare l'ingegnere o, in alternativa, lo psicotico. Delle due occupazioni, una rende più dell'altra, ma non è altrettanto divertente. Ciò che la gente fa ha una struttura, e se riuscite a scoprire quella struttura, potete inventare un sistema per trasformarla. Potreste anche pensare a dei contesti nei quali quella struttura sarebbe perfettamente adeguata. Pensate all'abitudine di rimandare. Che ne direste di usare questo talento quando qualcuno vi insulta, per rimandare al futuro il momento in cui star male? [...] La maggior parte delle persone non la pensa in questo modo. Il fondamento che sta sotto alla maggior parte delle teorie psicologiche è: "Che cosa c'è di sbagliato in questo?" [...] Un'altra difficoltà con la maggior parte delle scuole psicologiche è che esse studiano le persone che non funzionano più per scoprire in che modo è possibile ripararle. Questo sistema potrebbe essere paragonato a quello di studiare tutte le automobili nel piazzale dello sfasciacarrozze per trovare un modo per farle funzionare meglio." (Id. ibid., p. 19-23)

"Pensate a cosa potrebbe essere la vostra vita se voi rammentaste tutte le vostre esperienze più belle come delle foto in bianco e nero, oscure, lontane e sfocate, e ricordaste invece tutte le vostre esperienze più brutte come dei film tridimensionali ravvicinati, panoramici e vivacemente colorati. È un ottimo sistema per deprimersi e pensare che la vita non valga la pena di essere vissuta. Tutti noi abbiamo avuto esperienze belle e brutte; ciò che conta è spesso come le ricordiamo.

Una volta, a una festa, mi misi a osservare una signora. Per tre ore si divertì un mondo: chiaccherò, ballò, si mise in mostra. Proprio mentre si stava preparando ad andarsene, qualcuno le versò del caffé proprio sul davanti del vestito. Mentre cercava di togliere la macchia, disse: "Oh, ecco che mi sono rovinata la serata". Pensate un po': un unico brutto momento era stato sufficiente a rovinare tre ore di felicità! Volevo capire come avesse fatto, e le chiesi informazioni sul tempo trascorso a ballare. Mi disse che ora si vedeva ballare con una macchia di caffè sul vestito! Aveva preso la macchia di caffè e con questa aveva letteralmente macchiato tutti i ricordi delle fasi precedenti della sua serata.

Sono in molti a fare così. Un tale una volta disse: "Per una settimana ho pensato di essere veramente felice. Ma poi mi sono guardato alle spalle, e mi sono reso conto che in realtà non ero affatto felice; era stato tutto uno sbaglio". Guardandosi indietro, aveva ricodificato tutte le sue esperienze, e si era convinto di aver trascorso una settimana orrenda. Mi chiesi: "Se è capace di rivisitare la propria storia in questo modo, perché non lo fa in senso opposto?"

La gente rivisita spesso il proprio passato quando divorzia, o quando scopre che il proprio coniuge ha avuto una storia con qualcun altro. Di colpo tutti i momenti belli trascorsi insieme nel corso degli anni assumono un aspetto diverso. "Era tutta una fregatura". "Mi stavo illudendo". (Id. ibid., p. 30)



Sistema rappresentazionale dominante e sistema guida

Per determinare il sistema rappresentazionale dominante è necessario fare particolare attenzione ai predicati (sensorialmente basati) più utilizzati. Oltre a ciò ci sono anche tutta una serie di altre informazioni che vengono emesse a livello non verbale: il respiro, i gesti delle mani, la postura del corpo, il paraverbale...

Sistema dominante

In genere la persona nel descrivervi l'esperienza passata o l'esperienza in corso utilizza più canali sensoriali secondo una strategia per il recupero delle informazioni. In questa strategia potremmo rilevare tutti i passaggi e individuare al contempo il sistema rappresentazionale che ha un segnale di intensità maggiore rispetto agli altri (il sistema rappresentazionale dominante). Ciò è possibile facendo attenzione ai predicati utilizzati (per esempio: vediamo un po'..., ho la sensazione che..., mi chiedo se...).

Quando si chiede a una persona come fa a fare una certa cosa egli riaccede automaticamente alla strategia utilizzata. Ma se si tratta di un comportamento inconscio, la persona non avrà coscienza della maggior parte delle rappresentazioni che passano per i suoi sistemi neurologici mentre percorre le varie fasi della strategia.



Sistema guida

"Appena cominciate ad ascoltare i predicati delle persone e ad osservare i loro segnali di accesso, noterete che, qualche volta, essi non corrispondono. Quando fate una domanda, qualcuno guarderà in alto a sinistra, cominciando la sua risposta con: "Mi sento..." [...] Vuol dire che queste persone stanno elaborando le informazioni attraverso un sistema, e le esprimono consciamente tramite un altro sistema. Nella PNL, il primo è il 'sistema guida', mentre il secondo è, come abbiamo detto, il sistema rappresentazionale primario. Questi due sistemi non possono essere diversi per ua persona, in un dato momento; quando sono diversi, il 'sistema guida' vi apparirà attraverso i segnali di accesso e il sistema dominante sarà individuato dai predicati della persona.

In altre parole in sistema guida è il sistema utilizzato per il recupero dei dati. L'intera strategia può essere più o meno conscia all'individuo.

il modellamento, cioè la pratica di rilevare e riprodurre modelli comportamentali, può essere di due tipi: intuitivo o analitico.
Nel primo caso, il modellamento avviene tramite un'imitazione inconsapevole degli schemi di comportamento di un modello: questo processo avverrebbe nella relazione tra bambino e genitori, i quali sono imitati e presi ad esempio senza alcun genere di consapevolezza da parte del bambino.
Il modellamento analitico invece prevede una meticolosa raccolta di informazioni relative alla strategia messa in atto dalla persona per ottenere un certo risultato. Tramite l'ascolto di racconti ed esperienze, si estrapolano i meccanismi chiave dell'abilità desiderata, e si cerca di replicarli.
I sostenitori della PNL pongono attenzione sulla persona oggetto dell'intervento, e sostengono che gli esseri umani possiedono tutte le risorse di cui hanno bisogno[15], pur essendo queste risorse non sviluppate o inesplorate. Il ruolo del "programmatore", cioè del praticante di PNL, sarebbe dunque quello di aiutare la persona ad esplorare la sua "mappa del mondo", svolgendo domande specifiche per stimolare questo processo del ricevente.
L'analisi dei diversi punti di vista di un problema viene usata per definire ed eliminare convinzioni ritenute limitanti, e tramite l'esplorazione dell'"ecologia", cioè del tessuto di relazioni di una persona, si cercano di definire le conseguenze del raggiungimento degli obiettivi predeterminati e gli influssi sul benessere di una persona.

Le strategie e la loro utilizzazione



Lankton spiega alcune cose di fondamentale importanza nell'individuare gli aspetti peculiari delle strategie. Per esempio quando una persona si ricorda qualcosa inizia a vedere o sentire ciò che era successo e questo è già un particolare che fa una differenza: "Il canale attraverso il quale riattivate il ricordo è molto probabilmente il canale con cui normalmente vi regolate e che guida i vostri contatti con la realtà. È inoltre il primo gradino di una delle vostre strategie predilette, con cui date significato al mondo che vi circonda. [...] La gente in genere si basa su un particolare sistema guida per rintracciare i propri ricordi." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 126)

La cosa curiosa è che le persone elaborano delle strategie che si generalizzano ad ampi settori della loro vita:

"Le strategie sono una sorta di sintassi 'basilare': ciascuno possiede solo poche selezionate sequenze attraverso le quali crea la propria esperienza. [...] Una volta verificato che la gente possiede solo un ristretto repertorio di sequenze sensoriali, noterete che gran parte delle diverse fasi della sequenza sono, per l'individuo, inconsapevoli. In genere più un comportamento diventa abituale e inconscio, tanto più possiamo dire di averlo totalmente assimilato e integrato alla nostra personalità. Ciò rappresenta per gli esseri umani uno straordinario vantaggio: infatti gran parte delle nostre azioni quotidiane, come guidare la macchina, conversare con gli amici, usare il telefono, ecc..., le svolgiamo in modo del tutto inconscio. Questo vale anche per comportamenti più complessi. [...] Ma quando la strategia inconsapevole genera le tensioni e sofferenze, questo procedimento rappresenta una grave limitazione. Una persona può elaborare continuamente le informazioni attraverso una sequenza che ha al suo interno una fase collegata al ricordo di un penoso fallimento." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 127)

Alcuni esempi:

"...qualcuno può avere una strategia ideale per scrivere poesie: molto dialogo interno, un sentimento viscerale, ma che sono totalmente inopportuni e inutili per imparare a cavalcare o a dipingere. Allo stesso modo una persona può crescere in un ambiente che percepisce come ostile e sviluppare strategie adatte a interagire con il mondo circostante in quel momento e in quel luogo specifici, ma poi continua a utilizzare questa strategia anche nell'età adulta. In altri termini, possiamo dire che le strategie adatte in una serie di circostanze, spesso vengono utilizzate per contesti e compiti che richiedono in realtà risposte diverse." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 128)

Lo scopo della PNL è dare maggiori possibilità di risposta alterando, ampliando e istallando nuove strategie.



Strategie e ricalco

Il ricalco ha l'efficacia maggiore quando ciò che viene duplicato è un comportamento al di fuori della consapevolezza dell'individuo.

Un buon modo per ricalcare non si limita solo al ricalco del sistema rappresentazionale primario ma all'intera strategia sul piano verbale (predicati) e non verbale (tutti i segnali d'accesso non verbali: occhi, postura, gesti, tono della voce).

Sono due i modi di ricalcare efficacemente: ricalcare la strategia passo per passo dall'inizio alla fine oppure fare il percorso all'incontrario,

Si possono utilizzare a proprio favore le strategie già esistenti nell'interlocutore basta fare domande del tipo: "Hai mai preso una decisione sicuro di fare la cosa giusta!" o "Sei mai stato motivato a fare veramente qualcosa"

Per un terapeuta una domanda efficace è la domanda miracolo: "Ti è mai capitato di sentirti sicuro?" oppure se la persona dice di non trovare un ricordo specifico: "Come sarebbe se tu riuscissi a..." oppure "OK. Facciamo finta che domani Lei si sveglia e tutti i tuoi problemi per miracolo sono scomparsi; cosa cambierebbe, cosa farebbe, come si sentirebbe?"

La persona è letteralmente obbligata a una ricerca transderivazionale che vi presenterà la soluzione al problema, la strategia efficace per raggiungere quel particolare risultato.

La risposta ci giungerà prima della risposta verbale.

ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE


Gli ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE della SCUOLA DI PALO ALTO, in California, sono il presupposto per la COMUNICAZIONE EFFICACE.
E' giusto tenerne conto anche nella SEDUZIONE.

Il significato della propria comunicazione è in ciò che l'altro ha recepito; infatti quello che trasmettiamo è già diverso da quello che volevamo dire ed è una decima parte di quello che viene ricevuto.

I cinque assiomi (principi) della comunicazione costituiscono i famosi presupposti da cui si è sviluppata la
"Pragmatica della comunicazione umana" (Watzlavich, Beavin, Jackson, '71), li riassumiamo in questo modo:


1) Il presupposto principale è che in una relazione tra persone non è mai possibile non comunicare, dunque ogni atteggiamento, comportamento o silenzio costituisce per l'altro una precisa comunicazione.



2) Si può comunicare sia a livello verbale, che attraverso gesti, comportamenti (non verbale) nonché con l'uso del tono, del timbro e del ritmo della voce (paraverbale).


3) Ogni comunicazione ha due aspetti, uno di contenuto (ovvero il "che cosa" viene detto) e uno di relazione (cioè il "come" viene detto) tra le persone coinvolte. Il contenuto viene espresso con segnali verbali, la relazione con segnali non verbali.



4) Il senso della comunicazione, nonché il suo significato, dipendono dalla punteggiatura che viene fatta dagli interlocutori, o che viene tracciata da un osservatore esterno.



5) Gli scambi comunicativi tra due o più persone possono essere simmetrici (qualora siano basati sull'uguaglianza) o complementari (nel momento in cui sono basati sulla differenza).

AMORE LONTANO


Come vivere bene un AMORE LONTANO?

A non pochi di noi è certamente capitato di prendersi una cotta per una persona conosciuta durante le vacanze, di tornare a casa tra le lacrime e di studiare il metodo per poterla rivedere al più presto nonostante la distanza.
Un AMORE LONTANO si nutre molto più di DESIDERIO che di POSSESSO.

Un rapporto sentimentale tra due persone che vivono in città sufficientemente lontane da non permettere loro di incontrarsi più di una volta la settimana, quante probabilità ha di andare a buon fine?
Ci sono perone che sognano una storia romantica, un incontro folgorante e struggente con un lui seducente ed accogliente, un amore totale, perfetto, gratuito ed immediato e sotto casa, e poi si innamorano di chi è molto lontano e potranno vedere con difficoltà
A questo ideale amoroso, si contrappone un atteggiamento di diffidenza e di ritiro dalle relazioni e soprattutto una profonda paura per il proprio desiderio.

Un rapporto può durare anche da lontano, se solo lo si vuole, se si riesce a non farsi distrarre.
Certo non è cosa semplice, ma ci sono anche persone a cui sono le cose difficili a piacere.

Per innamorarsi bisogna essere coscienti che la storia che si vive nel presente è migliore di quelle passate e che regala più emozioni. L’innamoramento vive sul futuro, sui sogni e sui desideri. Come si possono confrontare le emozioni vissute in una storia in cui ci si vede diverse volte alla settimana con quelle vissute in poche ore alla settimana?
La lontananza in amore comporta molto spirito di sacrificio e di adattamento, ma se l'amore e' piu' forte di ogni cosa ogni problema viene superato

Si apprende, a godere degli istanti che si possono condividere, a condensare in quei pochi momenti tutto il proprio sentimento, donandosi totalmente. Si impara a sfruttare appieno, davvero, le poche occasioni che si ha di vedersi, di stare assieme, anche perché parto dal presupposto che a rendere speciale un rapporto non sia la quantità del tempo trascorso assieme, bensì la qualità.
Se nel passato di una persona sussiste solo buio, anche una storia di poche ore al mese a 1000 km di distanza potrebbe provocare in lei un forte innamoramento, ma questo sentimento deve coesistere anche nell’altra persona, se no la storia sarà instabile e non durerà molto.
Non credo che la lontananza sia una discriminante per decidere di intraprendere o meno una storia o per porvi fine.
Se si ha la volontà di portare avanti un rapporto, se di amore si tratta, tutto si può gestire e si impara ad affrontare la lontananza, a non viverla come un fatto negativo, si impara a convivere con la mancanza nella vita quotidiana della persona amata.


Per tenere viva una storia a distanza occorre quindi puntare più possibile sull’intensità dei momenti passati insieme. Solo in questo modo i ricordi diventeranno indelebili, le emozioni associate saranno grandissime e l’innamoramento potrà nascere e crescere sempre di più.

AFORISMI DI GIBRAN



Raccolta di AFORISMI DI GIBRAN

L'amore, come la morte, cambia tutto.
-- Kahlil Gibran

Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie.
Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.
-- Kahlil Gibran


Quanto più a fondo scava il dolore nel nostro cuore,
tanta più gioia potremo contenere.
-- Kahlil Gibran

Dirti ciò che ho fatto, non significa dirti ciò che io sono.
-- Kahlil Gibran

I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro
anima,
perché la loro anima abita nella casa dell'avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma
a ieri.
Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani.
-- Kahlil Gibran

Le parole sono senza tempo. Si dovrebbero dire e scrivere con la consapevolezza della loro atemporalità.
-- Kahlil Gibran


Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell'onda.
L'alta marea cancellerà l'impronta e il vento svanirà la schiuma.
Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.



La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.



La mente è una spugna; il cuore è acqua che corre.
Non è strano che la maggior parte di noi preferisca assorbire anzichè correre?



Il ricordo è una forma di incontro.



L'oblio è una forma di libertà.



Tu bevi vino per ubriacarti; io lo bevo perchè mi renda sobrio da quell'altro vino.



Ogni seme è un desiderio.



Tutte le nostre parole non sono che briciole cadute dal banchetto dello spirito.



Come potrà disiggillarsi il mio cuore senza spezzarsi?



Persino le maschere della vita sono maschere di un mistero più profondo.



Se vedi solo cio' che la luce rivela e odi solo cio' che il suono annuncia,
allora in realtà non vedi e non senti.



C'è nel mio cuore più di quel che ho sulle labbra,
c'è nel mio desiderio più di quel che ho tra le mani.



Solo chi ha segreti nel cuore potrà indovinare i segreti del nostro cuore.



Quando gioia e dolore diventano grandi il mondo diventa piccolo.



Cio' che è più amaro, nel dolore di oggi, è il ricordo della gioia di ieri.

Ci sono misteri nell'anima che nessuna ipotesi può scoprire, nè nessuna intenzione può rivelare.


Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.


Anelo all'eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.


Aver paura del diavolo è uno dei modi di dubitare di Dio.


Alcuni sentono con le orecchie, altri con lo stomaco ed altri ancora con le tasche; ce ne sono poi altri che non sentono affatto.


Io non conosco verita' assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza : in cio' e' il mio onore e la mia ricompensa.


Il significato di un uomo non va ricercato in cio' che egli raggiunge, ma in cio' che vorrebbe raggiungere.


Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.


Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada.


Ascolta la tua donna quando ti guarda, non quando ti parla.

l'apparenza delle cose è mutevole in funzione delle nostre emozioni;
e così noi vediamo la magia e bellezza in loro,ma in realtà ,magia e bellezza sono in noi.

conoscete a quanto ammonta il vostro reale valore,e non vi perderete

nessuno può insegnarvi nulla,
tranne ciò che è già latente nelle praterie del vostro sapere.

gli angeli sanno bene che molti uomini pratici mangiano
il loro pane col sudore della fronte del sognatore.

la bellezza risplende nel cuore di colui che ad essa aspira
più che negli occhi di coului che la vede.

il dolore è troppo grande per regnare in piccoli cuori.