giovedì 21 aprile 2011

COMUNICARE EFFICACEMENTE


Saper COMUNICARE EFFICACEMENTE permette di raggiungere il successo in tutte le aree relazionali della vita, nel lavoro, nelle relazioni sentimentali, nella SEDUZIONE, in società.
Nella seduzione è molto importante creare rapport. Durante un processo comunicativo prevale
l'emisfero destro. In percentuale il 38% è costituito dal tono di voce e il 55% dalla mimica e dal
linguaggio del corpo, rappresentando una percentuale pari al 93%. Il restante 7% è gestito dalla parte
logica ovvero dalla parola. Quindi sembra evidente che se vogliamo raggiungere il nostro scopo
dobbiamo interagire con l'inconscio.
Saper decifrare quello che il corpo sta esprimendo, perché può diventare importante? Di
solito quando intraprendiamo un dialogo ed abbiamo un obiettivo preciso, tutto la
nostra concentrazione è incanalata nella possibilità di fare una buona conversazione,
breve o lunga che sia, piena di contenuto, ben articolata, possibilmente priva di
ripetizioni inutili o di digressioni che tendono a farci perdere il filo del discorso.
Scopo finale: riuscire nel nostro intento, ovvero portare a buon fine quello che stiamo
chiedendo, quello che stiamo proponendo o solamente attirare l’attenzione per farci
ascoltare, (un esempio può essere: un colloquio con il capoufficio o direttore,
l’affrontare un colloquio con una persona in uno stato di disagio, parlare ad un
dipendente, ad un cliente ecc). Le nostre parole, però se non guidate nel modo giusto,
possono creare uno stato di tensione eccessivo, e causare così una chiusura da parte del
nostro interlocutore, e far cortocircuitare il discorso. Nel caso tutto ciò avvenisse,
diventerà per noi molto difficile poter in breve tempo riprendere quel discorso.

ALCUNI SEGNALI NON VERBALI
Per quel che riguarda la mimica è ormai d’uso comune basarsi sulla seguente
separazione:
regione frontale (incluse le sopracciglia);
parte mediana : regione degli occhi naso e guance;
bocca e mento
Le pieghe della fronte orizzontali indicano che qualcosa attrae fortemente la tensione.
Quelle verticali invece indicano la focalizzazione della tensione su qualcosa. Gran parte
dei movimenti delle sopracciglia avviene in concomitanza o in preparazione della
formazione delle pieghe. I movimenti fondamentali posso essere: i movimenti
dell’attenzione, della tristezza, del dolore, della disperazione e dell’aggrottamento.

Gli occhi in base alla loro morfologia posso essere suddivisi in: occhi grandi e tondi che
riflettono una personalità affettuosa ricca di calore umano, occhi sporgenti che indicano
un modo di essere nervoso, occhi incassati spesso indicano una tristezza repressa ed
espressione trattenuta, occhi da neonato sono caratterizzati da un’espressione aperta e
supplichevole.
La bocca rappresenta un acuto desiderio di percepire nell’atto di aprirsi, al contrario la
sua chiusura indica un non voler percepire. La bocca stretta con gli angoli abbassati fa
pensare ad una persona delusa ed infelice. La bocca aperta fa pensare ad un
atteggiamento di apertura interiore (la bocca aperta può anche indicare spavento)


Ogni persona inoltre ha degli schemi di comportamento stereotipati che si chiamano metaprogrammi
Metaprogrammi
I metaprogrammi sono mappe delle mappe, metastrategie, ovvero gli automatismi attraverso cui una persona decide
quale strategia adottare.
Sono schemi di comportamento standardizzati e tendenzialmente costanti che permettono all'individuo di accelerare i
processi con i quali vengono selezionate ed organizzate le informazioni in entrata, nonché i tempi di reazione ad esse.
I metaprogrammi sono le porte di accesso alle mappe altrui poiché ci permettono di analizzare e identificare gli stili
di pensiero e di apprendimento delle persone. Lo stile di pensiero di ciascuno è infatti una combinazione di questi
schemi e indica come ciascuno struttura la propria mappa mentale del mondo e nel contempo come sceglie ed
organizza le proprie esperienze.
i metaprogrammi principali:
• Differenze/similitudini: in fase di apprendimento noi confrontiamo l'informazione che ci arriva con le
conoscenze che già possediamo: alcune persone tendono ad identificare le differenze tra i vari elementi e
sono quindi maggiormente sensibili alle novità, mentre altre si focalizzano sulle somiglianze e apprendono
quindi più facilmente ciò che possono immediatamente ricollegare a qualcosa di familiare.
• Via da/verso: è un metaprogramma legato alla motivazione: alcune persone tendono ad avvicinarsi alle cose
alla ricerca di esperienze piacevoli e sono motivati soprattutto dal desiderio di raggiungere determinati
traguardi; altri, al contrario, focalizzano la propria attenzione sui rischi e agiscono preoccupandosi di evitare
situazioni spiacevoli.
• Riferimento interno/esterno: per sapere se un compito portato a termine è ben fatto alcuni cercheranno una
conferma dall'esterno mentre altri attueranno una verifica interna, con se stessi, valutando se si sentono
soddisfatti o meno, indipendentemente dalla reazione degli altri e da qualsiasi tipo di gratifica o punizione.
• Motivazione stimolata dalla possibilità/necessità: chi è motivato principalmente dalla necessità focalizza la
propria attenzione su ciò che "deve" fare, è tendenzialmente conservatore, è appagato dalla prima soluzione
che presenti i requisiti necessari e sufficienti, utilizza in genere predicati del tipo "si deve", "è necessario". Le
persone motivate principalmente dalla possibilità, invece, vivono nella costante ricerca di novità, sono curiose
verso tutto e sono attratte dalle potenzialità e dallo sviluppo. Le espressioni che utilizzano sono del tipo
"questo andrebbe bene…ma forse si potrebbe provare anche…", "è sempre possibile migliorare/trovare di
meglio…"
Individuare i metaprogrammi del nostro interlocutore ci consente di strutturare meglio il nostro messaggio e
comunicare quindi in maniera più efficace evitando il rischio di proiettare sull'altro la nostra mappa del mondo. Se ad
esempio ci troviamo di fronte ad una persona con un metaprogramma "verso" sarà più efficace una comunicazione
che sottolinei i lati positivi che possono derivare da un determinato comportamento, mentre se dobbiamo motivare
una persona con un metaprogramma "via da" sarà più utile evidenziare i rischi derivanti dalla mancata attuazione del
comportamento.

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