martedì 26 aprile 2011

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA


La Programmazione Neuro Linguistica o PNL costituisce uno dei modelli di interpretazione e di studio delle potenzialità umane. Tramite l’analisi dei processi inconsci alla base di pensieri, emozioni e comportamenti umani, essa è finalizzata a potenziare le risorse di ciascun individuo.

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA nasce agli inizi degli anni ’70 dalla collaborazione di due studiosi: un linguista, John Grinder ed un matematico, Richard Bandler,

Programmazione: è possibile progettare un cambiamento nell'apprendimento, nei comportamenti, nella fisiologia, nel pensiero e nelle emozioni di un individuo grazie alla conoscenza del suo "hardware" e "software".

Neuro: ogni comportamento ha origine nei processi neurologici. Poiché l'esperienza di origine "interna" utilizza le stesse vie neurali dell'esperienza di origine "esterna" o "oggettiva", la creazione di nuovi modelli del mondo, rappresentazioni, strategie etc... avrà la stessa forza ed efficacia di ciò che la persona esperisce "realmente". *

Linguistica: i processi neurologici sono comunicati, in modo ridondante, dal linguaggio, verbale ed extra-verbale. Il linguaggio è un modo con cui gli esseri umani organizzano la loro rappresentazione del mondo e comunicano i loro pensieri al fine di costruire una realtà consensuale: esiste una forte correlazione tra le parole da noi utilizzate e il modo in cui rappresentiamo l'esperienza stessa.

Per chiarire questo concetto possiamo fare l'esempio di noti campioni sportivi che si allenano anche mentalmente ripetendo ogni movimento e immaginandosi completamente la scena della gara tramite tutti i sistemi sensoriali.

Ci sono vari esperimenti che dimostrano la validità di questo principio:

"Uno studio ha guardato agli effetti dell'esercizio mentale opposto a quello fisico nel tendere e rilassare un dito della mano sinistra. Questo piccolo esercizio muscolare venne ripetuto per cinque sessioni alla settimana su di un periodo di quattro settimane; per un totale di venti sessioni d'allenamento. Metà dei partecipanti eseguì fisicamente l'esercizio, mentre un secondo gruppo ne immaginò soltanto l'esecuzione per lo stesso numero di sedute d'allenamento.

Al termine delle quattro settimane, la forza del dito di ogni partecipante venne confrontata con quella degli appartenenti ad un gruppo di controllo che non avevano praticato lo stesso allenamento. Per il gruppo che aveva eseguito fisicamente l'esercizio la potenza del dito era aumentata del 30%, mentre il gruppo di controllo fece registrare un incremento di potenza del tutto trascurabile. [...] Ma cosa era successo agli individui che si erano esercitati soltanto nella palestra della mente? La forza nel loro dito era aumentata del 22%, quasi quanto in seguito all'allenamento fisico! [...] l'incremento osservato nella forza era dovuto unicamente a variazioni a livello cerebrale, le quali a loro volta erano state causate dalla stimolazione del circuito di neuroni interconnessi che controllano i movimenti delle dita. Attivandosi insieme ripetutamente, questi circuiti cerebrali si erano irrobustiti ed espansi, proprio come nel cervello dei violinisti e dei lettori Braille." (Ian H. Robertson, Il cervello plastico, Rizzoli, 1999, pp. 53-54)

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA è ottimo aiuto per chi ha, ad esempio, difficoltà a parlare in pubblico. Le tecniche di adattamento del proprio modo di comunicare a quello dell’interlocutore supportano seriamente chi ha bisogno presentare il proprio operato davanti ad una platea con la giusta dose di sicurezza e di padronanza del linguaggio.

Altro campo nel quale LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA trova terreno fertile è quello della motivazione personale, professionale e sportiva nell'AMORE e nella SEDUZIONE.

Barak Obama, incontestabilmente ha studiato ed utilizzato in maniera sapiente la comunicazione persuasiva esplicitata nel modello della programmazione neuro linguistica.


LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA è ampiamente usata anche nel marketing e nella pubblicità. Credo che anche l’utente cittadino, elettore e consumatore, debba conoscere i meccanismi comunicativi per blindarsi e proteggersi rispetto a chi gli vuole proporre valori lontani dai suoi.


Gli autori partono dal presupposto che il comportamento umano come il linguaggio è riducibile a un numero finito di elementi strutturali e a una sintassi

Ogni comportamento, per quanto complesso possa essere, sarebbe riducibile a una sequenza di rappresentazioni sensoriali interne o esterne.

L'uomo crea continuamente dei modelli di comportamento e gli elementi fondamentali con cui codifichiamo questi schemi di comportamento sono le cinque categorie sensoriali: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Questi vengono definiti dalla PNL: sistemi rappresentazionali, proprio perchè essi ci servono a rappresentare la realtà e vengono abbreviati con la sigla VAK (V= visivo, A= auditivo, K= cenestesico, cioè tattile olfattivo e gustativo).

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA non è interessata al contenuto, non ricerca i perché? È interessata bensì al processo, al come facciamo le cose e alle regole che governano l'interazione di questi elementi strutturali.

LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA si interessa a quello che nella teoria della comunicazione viene chiamato "rumore" mentre il contenuto, il messaggio viene detto 'segnale'. È il rumore infatti che finisce per qualificare il messaggio...

Watzlawick (nella Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio,1971) spiega che ogni comunicazione ha una componente di contenuto (paraverbale o digitale) e una di relazione (parte non verbale o analogica). La seconda definisce la prima.

Anche Bridwistell (The Cistercian sign language. A study in non verbal communication, University of Pennsylvania Press, Filadelfia, 1970) specifica che il grosso del messaggio (il 65%) sarebbe trasmesso non verbalmente e che quindi il carisma è da attribuirsi alla comunicazione analogica (alla prossemica, alla cinesica, alla paralinguistica).

Le componenti analogiche (ana=sopra; logos=discorso) sono particolarmente importanti poiché è come se fossero dei metamessaggi (messaggi sui messaggi) capaci di definire la natura della relazione e quindi il contesto entro il quale i messaggi verbali devono essere interpretati.

La cosa curiosa è che qualsiasi cosa si faccia è impossibile non comunicare, in altre parole il comportamento non ha un suo opposto: non possiamo fare altro che comportarci in qualche modo e quindi comunicare. In particolare tutto il nostro corpo parla il più delle volte a livello inconsapevole cioè attraverso risposte ideomotorie che sorgono in risposta al variare dei nostri stati interni:

"Ogni stimolazione sensoriale suscita una rappresentazione interna che, a sua volta, genera un comportamento che si può facilmente osservare dall'esterno".

Poiché ciascun interlocutore possiede una mappa a lui peculiare il significato di un messaggio viene definito dalle reazioni che suscita nell'interlocutore, piuttosto che dalle intenzioni del mittente.


Strategie

Bandler e Grinder ritengono che sia possibile utilizzare una strategia creativa e motivante che usiamo efficacemente in certi contesti della nostra vita applicandola ad altri contesti e realtà nelle quali siamo limitati.

Oltre ai predicati (vedo, sento, odo, odoro, assaporo) e ai segnali di accesso oculari, la respirazione è uno degli elementi fondamentali per influire sul nostro stato interno. Il cambiamento di respirazione produce tutta una serie di variazioni su altri parametri come il volume, il tono di voce e la cadenza; la tensione oppure il rilasciamento muscolare etc...

Tra l'altro si può persino presumere che l'uso reiterato di un sistema rappresentazionale arrivi a modellare la forma corporea:

"I rapporti costanti che abbiamo osservato fra tipi somatici e sistemi rappresentazionali principali sembrano in qualche modo corrispondere al lavoro sulla psicologia costituzionale proposto da W.H. Sheldon.

a. Il corpo esile, teso (l'ectomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con orientamento visivo.

b. Il corpo atletico, muscoloso (il mesomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con prevalente orientamento cenestesico (tattile e motorio).

c. Il corpo pieno, molle (l'endomorfo di Sheldon) è caratteristico dell'individuo con prevalente orientamento cenestesico (viscerale o interno).

d. Il corpo dell'individuo con orientamento auditivo tende a situarsi in una posizione mediana rispetto ai precedenti" (Programmazione neurolinguistica, p. 93)



Ad ogni modo lo scopo della PNL è quello di estendere la mappa del mondo dell'individuo e le sue possibilità di scelta.

Esempio:

Un marito si lamenta che la moglie non lo ama. Egli ha come sistema rappresentazionale primario il visivo e scorge nella moglie quando gli dice che lo ama una espressione che interpreta come menzognera.

Allora si richiama la sua attenzione sul tono dolce e caldo della moglie e sul modo in cui tocca il marito.

Un volta che si hanno maggiori informazioni e il mondo viene rappresentato diversamente si può anche agire diversamente.

Nota: Quando pensiamo in visivo viene irrorata maggiormente l'area del cervello deputata alla elaborazione dei dati visivi. Con una rappresentazione completa della realtà si può presumere che una più ampia regione del cervello venga coinvolta nel processo.



Il cervello

Il cervello è un sistema di archiviazione, non un sistema di riscrittura. Non possiede una funzione di cancellazione; perciò non potete riscrivere il vostro passato. Ciò che dovete fare è insegnare al cervello ad andare in una nuova direzione, 'qui' invece che 'là'.

È come quando avete cambiato casa, ma con la macchina andate ancora a quella vecchia, finché non vi costruite nel cervello qualcosa che regoli in anticipo il pilota automatico. [...] La nostra evoluzione cognitiva è appena iniziata. D'ora in avanti questa evoluzione può essere più consapevole e intenzionale. [...] La sfida della PNL è mettere le persone in grado di controllare la loro evoluzione cognitiva e di comprendere che le proprie immagini, voci, e sentimenti interiori gli appartengono e possono essere manipolate nello stesso modo con cui girano con la mano la maniglia di casa.

La sfida è aiutare le persone a capire che quella che pensavano fosse la realtà è solo il loro modello della realtà, ed è anche portarle in una posizione dalla quale possono dire: "Se questo è solo un modello, io piuttosto preferirei quello lì". (Richard Bandler, Magia in azione, Astrolabio, 1993 Roma, pp. 8-11)

Si potrebbe dire che l'essenza della PNL non sta nelle tecniche terapeutiche ma in uno stile di pensiero, un atteggiamento, una serie di convinzioni. Bandler insegna che possiamo imparare da qualunque situazione piacevole o spiacevole o anche apparentemente insignificante, ciò che conta è mantenere la curiosità per ciò che accade poiché c'è sempre qualcosa d'altro da imparare, non ci sono limitazioni alle scelte, alle novità e alle possibilità di cambiamento.

La gente dedica più tempo a imparare a usare un frullatore di quello che dedica a imparare a usare il proprio cervello." (Richard Bandler, Usare il cervello per cambiare, Astrolabio, 1986 Roma, p. 14-15)

"...Ciò di cui mi sono accorto da allora è che le persone funzionano perfettamente. Quello che fanno può non piacermi, o può non piacere a loro, ma sono pur sempre in grado di farlo ripetutamente, sistematicamente. Non è che non funzionano più; stanno facendo qualcosa di diverso da ciò che noi, o loro, vorremmo che facessero. Se voi create nella vostra mente delle immagini veramente vivide, e specialmente se riuscite a produrle a posteriori, potete imparare a fare l'ingegnere o, in alternativa, lo psicotico. Delle due occupazioni, una rende più dell'altra, ma non è altrettanto divertente. Ciò che la gente fa ha una struttura, e se riuscite a scoprire quella struttura, potete inventare un sistema per trasformarla. Potreste anche pensare a dei contesti nei quali quella struttura sarebbe perfettamente adeguata. Pensate all'abitudine di rimandare. Che ne direste di usare questo talento quando qualcuno vi insulta, per rimandare al futuro il momento in cui star male? [...] La maggior parte delle persone non la pensa in questo modo. Il fondamento che sta sotto alla maggior parte delle teorie psicologiche è: "Che cosa c'è di sbagliato in questo?" [...] Un'altra difficoltà con la maggior parte delle scuole psicologiche è che esse studiano le persone che non funzionano più per scoprire in che modo è possibile ripararle. Questo sistema potrebbe essere paragonato a quello di studiare tutte le automobili nel piazzale dello sfasciacarrozze per trovare un modo per farle funzionare meglio." (Id. ibid., p. 19-23)

"Pensate a cosa potrebbe essere la vostra vita se voi rammentaste tutte le vostre esperienze più belle come delle foto in bianco e nero, oscure, lontane e sfocate, e ricordaste invece tutte le vostre esperienze più brutte come dei film tridimensionali ravvicinati, panoramici e vivacemente colorati. È un ottimo sistema per deprimersi e pensare che la vita non valga la pena di essere vissuta. Tutti noi abbiamo avuto esperienze belle e brutte; ciò che conta è spesso come le ricordiamo.

Una volta, a una festa, mi misi a osservare una signora. Per tre ore si divertì un mondo: chiaccherò, ballò, si mise in mostra. Proprio mentre si stava preparando ad andarsene, qualcuno le versò del caffé proprio sul davanti del vestito. Mentre cercava di togliere la macchia, disse: "Oh, ecco che mi sono rovinata la serata". Pensate un po': un unico brutto momento era stato sufficiente a rovinare tre ore di felicità! Volevo capire come avesse fatto, e le chiesi informazioni sul tempo trascorso a ballare. Mi disse che ora si vedeva ballare con una macchia di caffè sul vestito! Aveva preso la macchia di caffè e con questa aveva letteralmente macchiato tutti i ricordi delle fasi precedenti della sua serata.

Sono in molti a fare così. Un tale una volta disse: "Per una settimana ho pensato di essere veramente felice. Ma poi mi sono guardato alle spalle, e mi sono reso conto che in realtà non ero affatto felice; era stato tutto uno sbaglio". Guardandosi indietro, aveva ricodificato tutte le sue esperienze, e si era convinto di aver trascorso una settimana orrenda. Mi chiesi: "Se è capace di rivisitare la propria storia in questo modo, perché non lo fa in senso opposto?"

La gente rivisita spesso il proprio passato quando divorzia, o quando scopre che il proprio coniuge ha avuto una storia con qualcun altro. Di colpo tutti i momenti belli trascorsi insieme nel corso degli anni assumono un aspetto diverso. "Era tutta una fregatura". "Mi stavo illudendo". (Id. ibid., p. 30)



Sistema rappresentazionale dominante e sistema guida

Per determinare il sistema rappresentazionale dominante è necessario fare particolare attenzione ai predicati (sensorialmente basati) più utilizzati. Oltre a ciò ci sono anche tutta una serie di altre informazioni che vengono emesse a livello non verbale: il respiro, i gesti delle mani, la postura del corpo, il paraverbale...

Sistema dominante

In genere la persona nel descrivervi l'esperienza passata o l'esperienza in corso utilizza più canali sensoriali secondo una strategia per il recupero delle informazioni. In questa strategia potremmo rilevare tutti i passaggi e individuare al contempo il sistema rappresentazionale che ha un segnale di intensità maggiore rispetto agli altri (il sistema rappresentazionale dominante). Ciò è possibile facendo attenzione ai predicati utilizzati (per esempio: vediamo un po'..., ho la sensazione che..., mi chiedo se...).

Quando si chiede a una persona come fa a fare una certa cosa egli riaccede automaticamente alla strategia utilizzata. Ma se si tratta di un comportamento inconscio, la persona non avrà coscienza della maggior parte delle rappresentazioni che passano per i suoi sistemi neurologici mentre percorre le varie fasi della strategia.



Sistema guida

"Appena cominciate ad ascoltare i predicati delle persone e ad osservare i loro segnali di accesso, noterete che, qualche volta, essi non corrispondono. Quando fate una domanda, qualcuno guarderà in alto a sinistra, cominciando la sua risposta con: "Mi sento..." [...] Vuol dire che queste persone stanno elaborando le informazioni attraverso un sistema, e le esprimono consciamente tramite un altro sistema. Nella PNL, il primo è il 'sistema guida', mentre il secondo è, come abbiamo detto, il sistema rappresentazionale primario. Questi due sistemi non possono essere diversi per ua persona, in un dato momento; quando sono diversi, il 'sistema guida' vi apparirà attraverso i segnali di accesso e il sistema dominante sarà individuato dai predicati della persona.

In altre parole in sistema guida è il sistema utilizzato per il recupero dei dati. L'intera strategia può essere più o meno conscia all'individuo.

il modellamento, cioè la pratica di rilevare e riprodurre modelli comportamentali, può essere di due tipi: intuitivo o analitico.
Nel primo caso, il modellamento avviene tramite un'imitazione inconsapevole degli schemi di comportamento di un modello: questo processo avverrebbe nella relazione tra bambino e genitori, i quali sono imitati e presi ad esempio senza alcun genere di consapevolezza da parte del bambino.
Il modellamento analitico invece prevede una meticolosa raccolta di informazioni relative alla strategia messa in atto dalla persona per ottenere un certo risultato. Tramite l'ascolto di racconti ed esperienze, si estrapolano i meccanismi chiave dell'abilità desiderata, e si cerca di replicarli.
I sostenitori della PNL pongono attenzione sulla persona oggetto dell'intervento, e sostengono che gli esseri umani possiedono tutte le risorse di cui hanno bisogno[15], pur essendo queste risorse non sviluppate o inesplorate. Il ruolo del "programmatore", cioè del praticante di PNL, sarebbe dunque quello di aiutare la persona ad esplorare la sua "mappa del mondo", svolgendo domande specifiche per stimolare questo processo del ricevente.
L'analisi dei diversi punti di vista di un problema viene usata per definire ed eliminare convinzioni ritenute limitanti, e tramite l'esplorazione dell'"ecologia", cioè del tessuto di relazioni di una persona, si cercano di definire le conseguenze del raggiungimento degli obiettivi predeterminati e gli influssi sul benessere di una persona.

Le strategie e la loro utilizzazione



Lankton spiega alcune cose di fondamentale importanza nell'individuare gli aspetti peculiari delle strategie. Per esempio quando una persona si ricorda qualcosa inizia a vedere o sentire ciò che era successo e questo è già un particolare che fa una differenza: "Il canale attraverso il quale riattivate il ricordo è molto probabilmente il canale con cui normalmente vi regolate e che guida i vostri contatti con la realtà. È inoltre il primo gradino di una delle vostre strategie predilette, con cui date significato al mondo che vi circonda. [...] La gente in genere si basa su un particolare sistema guida per rintracciare i propri ricordi." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 126)

La cosa curiosa è che le persone elaborano delle strategie che si generalizzano ad ampi settori della loro vita:

"Le strategie sono una sorta di sintassi 'basilare': ciascuno possiede solo poche selezionate sequenze attraverso le quali crea la propria esperienza. [...] Una volta verificato che la gente possiede solo un ristretto repertorio di sequenze sensoriali, noterete che gran parte delle diverse fasi della sequenza sono, per l'individuo, inconsapevoli. In genere più un comportamento diventa abituale e inconscio, tanto più possiamo dire di averlo totalmente assimilato e integrato alla nostra personalità. Ciò rappresenta per gli esseri umani uno straordinario vantaggio: infatti gran parte delle nostre azioni quotidiane, come guidare la macchina, conversare con gli amici, usare il telefono, ecc..., le svolgiamo in modo del tutto inconscio. Questo vale anche per comportamenti più complessi. [...] Ma quando la strategia inconsapevole genera le tensioni e sofferenze, questo procedimento rappresenta una grave limitazione. Una persona può elaborare continuamente le informazioni attraverso una sequenza che ha al suo interno una fase collegata al ricordo di un penoso fallimento." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 127)

Alcuni esempi:

"...qualcuno può avere una strategia ideale per scrivere poesie: molto dialogo interno, un sentimento viscerale, ma che sono totalmente inopportuni e inutili per imparare a cavalcare o a dipingere. Allo stesso modo una persona può crescere in un ambiente che percepisce come ostile e sviluppare strategie adatte a interagire con il mondo circostante in quel momento e in quel luogo specifici, ma poi continua a utilizzare questa strategia anche nell'età adulta. In altri termini, possiamo dire che le strategie adatte in una serie di circostanze, spesso vengono utilizzate per contesti e compiti che richiedono in realtà risposte diverse." (Steve Lankton, Magia pratica, Astrolabio, Roma, p. 128)

Lo scopo della PNL è dare maggiori possibilità di risposta alterando, ampliando e istallando nuove strategie.



Strategie e ricalco

Il ricalco ha l'efficacia maggiore quando ciò che viene duplicato è un comportamento al di fuori della consapevolezza dell'individuo.

Un buon modo per ricalcare non si limita solo al ricalco del sistema rappresentazionale primario ma all'intera strategia sul piano verbale (predicati) e non verbale (tutti i segnali d'accesso non verbali: occhi, postura, gesti, tono della voce).

Sono due i modi di ricalcare efficacemente: ricalcare la strategia passo per passo dall'inizio alla fine oppure fare il percorso all'incontrario,

Si possono utilizzare a proprio favore le strategie già esistenti nell'interlocutore basta fare domande del tipo: "Hai mai preso una decisione sicuro di fare la cosa giusta!" o "Sei mai stato motivato a fare veramente qualcosa"

Per un terapeuta una domanda efficace è la domanda miracolo: "Ti è mai capitato di sentirti sicuro?" oppure se la persona dice di non trovare un ricordo specifico: "Come sarebbe se tu riuscissi a..." oppure "OK. Facciamo finta che domani Lei si sveglia e tutti i tuoi problemi per miracolo sono scomparsi; cosa cambierebbe, cosa farebbe, come si sentirebbe?"

La persona è letteralmente obbligata a una ricerca transderivazionale che vi presenterà la soluzione al problema, la strategia efficace per raggiungere quel particolare risultato.

La risposta ci giungerà prima della risposta verbale.

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