domenica 17 aprile 2011

OTELLO (TRAMA)


La Trama di Otello costituisce un buon esempio nell'ambito della SEDUZIONE.
Lo storico conflitto tra flotte cristiane e musulmane per il controllo del Mediterraneo orientale adesso si svolge fra la Repubblica veneta e l’Impero turco. Principale obiettivo è l’isola di Cipro, occupata da Venezia. Il comandante della flotta veneziana è Otello, il quale riveste anche l’incarico di governatore di Cipro. Eccezionalmente, Otello è un moro, un musulmano convertito alla religione cristiana, sposato ad una nobile veneziana, salito al più alto grado delle forze armate della Serenissima.

Il moro Otello, generale della Serenissima, ama Desdemona, nobile giovane veneziana, che ricambia il suo affetto. Malgrado l'opposizione del padre di Desdemona, i due innamorati si sposano. Mentre la sposa viene condotta a Cipro, Otello affronta e batte la flotta ottomana: sbarcato nell'isola festeggia, ad un tempo, la vittoria delle sue armi e il coronamento del suo sogno d'amore. Il perfido Jago, che gode la fiducia del generale, accomuna nel suo odio Otello e Cassio, giovane ufficiale, nominato governatore. L'odio e l'ambizione insoddisfatta suggeriscono a Jago un piano diabolico.
Otello, vincitore della flotta turca, deve scampare una terribile tempesta prima di giungere in porto. La gente di Cipro e la guarnigione veneziana si uniscono nel salutare la duplice vittoria e portano in trionfo Otello. La folla e i marinai accendono un falò per festeggiare, mentre il moro si ritira per incontrare la propria consorte, Desdemona.
È presente Jago, l’alfiere di Otello. Nel suo intimo egli è un feroce razzista e brama la rovina del moro. A dispetto di una simulata devozione al padrone, Jago odia Otello perché costui ha promosso Cassio al rango di capitano al posto suo. Roderigo, un nobile veneziano è innamorato di Desdemona: Jago si offre di aiutarlo nell’allontanarla dal marito. Quando comincia a scorrere il vino, Jago spinge Cassio a ubriacarsi. Cassio è molto intimo di Otello, avendogli fatto da tramite nel corteggiamento di Desdemona. Nello stato d’ebbrezza in cui si trova, Cassio si azzuffa con Roderigo e nella rissa che segue costui ferisce Montano, un ufficiale. Appare Otello a ristabilire l’ordine, ma toglie i gradi a Cassio e lo scaccia.
La folla si allontana, lasciando Otello solo con Desdemona. I due considerano la natura e la forza del loro reciproco amore. È evidente che per Otello quest’amore equivale ad una forma di venerazione.
Caduto in disgrazia, Cassio è convinto da Jago che il mezzo migliore per ritornare nelle grazie di Otello sia Desdemona, attesa a momenti nel giardino. Rimasto solo, Jago proclama il suo credo nella supremazia del demonio e rivela che il suo destino consiste nel diffonderla; alla fine arriva la morte, ma dopo non c’è nulla.
Cassio intrattiene Desdemona in conversazione fino all’arrivo di Otello. Jago finge sospetti sul loro incontro, per poi scacciarli come semplici illazioni. Desdemona è accolta da un gruppo di isolane e dai loro bambini che recano fiori e doni. Costoro mostrano verso la donna sincero amore e rispetto. Nel mettere in guardia Otello contro la gelosia, Jago riesce ad istillare nella sua mente il seme del dubbio, cosicché quando Desdemona difende la causa di Cassio, egli si mostra insolitamente scortese e accusa segni di malessere. Lei cerca di portargli sollievo con un fazzoletto da lui donatole come pegno d’amore. Il moro l’allontana spazientito, lasciandolo cadere. Quando la confidente Emilia va per raccoglierlo, Jago lo reclama per sé. Pur essendo sua moglie, Emilia, intravede un recondito scopo e rifiuta, ma Jago infine se ne impossessa.
Allontanatesi le donne, Jago comincia la sua opera di persuasione su Otello. Sostiene di aver udito Cassio che sognava di amoreggiare con Desdemona, ed introduce lo stratagemma del fazzoletto, che Otello poco prima aveva avuto fra le mani. Questo è il punto debole del moro, all’idea del disonore femminile. Jago lo ha messo in trappola. I due si uniscono in un inno alla vendetta, che invoca a testimone l’intero creato, in cui Otello aveva proiettato, solo poco tempo prima, tutto il suo amore per Desdemona.

Con l'ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un prezioso fazzoletto di Desdemona tra le mani di Cassio, convincendo Otello (che lo osserva di nascosto su consiglio di Iago) del tradimento di Desdemona. Le false difese di Cassio da parte di Iago e le sue studiate reticenze sono la parte centrale dell'opera di persuasione che sfocia nella furia cieca del Moro. Otello uccide Desdemona nel letto nuziale, travolto dalla gelosia.
Nell'immediato epilogo, Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto un'invenzione del marito Iago, il quale freddamente la uccide seduta stante. Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita. Iago infine viene portato via, condannato a subire tortura. Cassio, invece, prende il posto di Otello.

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