venerdì 29 aprile 2011

TANTRA


Il TANTRA è la via dell'AMORE e della SEDUZIONE

Nel Tantra, il "maithuna" (unione sessuale) diventa un esercizio "yoga" . La pratica consente di andare oltre le sensazioni fisiche per proiettare l'intensità delle energie erotiche verso piani superiori di esperienza.
In sanscrito “tantra” significa “metodo per ampliare la consapevolezza”.
Nella dottrina e nella pratica è del tutto assente e impensabile l'idea di una carnalità separata dal sentimento d'amore. Sesso e amore costituiscono un unicum, tant'è che in Oriente si usa la parola "kama" che significa indistintamente tanto "amore" quanto "sesso"; essa abbraccia tutti i livelli dell'esperienza, da quella fisica a quella spirituale.
Più che un sistema coerente, il Tantra è un insieme di pratiche e idee, caratterizzato da una grande importanza dei rituali, la manipolazione dell'energia (śakti), azioni talvolta considerate "trasgressive", l'uso del mondano per accedere al sopramondano e l'identificazione del microcosmo con il macrocosmo[5].
Alla base delle dottrine tantriche vi è infatti la concezione, già presente nelle Upaniṣad, di una stretta correlazione tra il macrocosmo e il microcosmo.
Tale correlazione consentirebbe all'adepto dei Tantra (il tantrika) di poter accedere, mediante delle precise tecniche, all'energia cosmica presente nel proprio corpo e quindi raggiungere la liberazione con questo corpo e in questa vita (jīvanmukti).
Il tantrika cerca di utilizzare il potere divino che scorre in tutte le manifestazioni universali (compreso il proprio corpo) al fine di ottenere i propri risultati, siano essi spirituali, materiali o entrambi[6].
I praticanti del Tantra considerano la guida di un Guru un prerequisito indispensabile[7]. Nel processo di manipolazione dell'energia il tantrista ha diversi strumenti a disposizione: tra questi lo Hatha Yoga, con pratiche anche estreme che portano a un controllo pressoché completo del proprio corpo; la visualizzazione e verbalizzazione della divinità, attraverso i mantra e la meditazione su di essi; e l'identificazione e internalizzazione del divino, con pratiche meditative tendenti ad una totale immedesimazione con una divinità[8].
Secondo la visione del mondo hindu, la storia si svolge in modo ciclico e in discesa, partendo da un'età dell'oro per arrivare ad ere cosmiche di progressivo declino spirituale. Gli adepti del Tantra credono che sia possibile raggiungere l'illuminazione anche nelle peggiori condizioni morali e sociali: l'età oscura in cui siamo immersi presenta innumerevoli ostacoli, che rendono difficile la maturazione spirituale. Per questo sono necessarie misure drastiche come, appunto, il metodo tantrico.
Liberare la propria energia sessuale. Non in senso di sesso sfrenato, ma in senso affettivo: sentirsi a proprio agio, ricollegare cuore e sesso, rilassarsi nell’atto amoroso e goderselo fino in fondo, distanziarsi dai tanti ideali che si ha in testa (il supermaschio, la donna sempre bella), ritrovare il piacere nel tempio del proprio corpo, coltivare una comunicazione intima col partner, abbandonarsi alle sensazioni più intime e condividerle in due. Dopo aver guardato in faccia i propri mostri interiori, dopo essersi ricollegati con l’energia cruda del primo chakra, tutto questo non rimane più un sogno, ma diventa molto concreto: iniziamo ad accettarci per quello che siamo, con le paure, con la follia, i sentimenti, i desideri e bisogni più intimi e profondi.
Aumentare il piacere: molti faticano con la meditazione, non perché sia una prassi che viene dall’oriente o perché non sono abbastanza disciplinati, ma perché non sopportano il piacere che ne deriva. Siamo tutti abituati a un certo limite di piacere e appena lo superiamo, inconsciamente mettiamo in atto delle strategie per ridurlo di nuovo. Per questo anche il periodo di innamoramento prima o poi finisce, non sopportiamo di essere così aperti, amorevoli e vulnerabili.


Negli antichi testi tantra si dice che l'energia nella sua forma originaria é una, detta Energia Cosmica, ma essa trova una sua duplice manifestazione come forza maschile (yang) e femminile (yin). Una tappa del tantra yoga consiste nel realizzare una loro fusione e la coppia è il veicolo attraverso il quale ciò è possibile. Le polarità energetiche sono entrambe presenti nell'individuo, tuttavia il Tantra afferma che Dio ha riprodotto se stesso nascondendosi all'interno dell'essere umano. Un obiettivo spirituale consiste allora nell'unione dei due aspetti fondendo la parte dominante con quella nascosta. Per questo motivo è necessario cercare nella nostra esistenza l'amante complementare, per ritrovare rispecchiato nell'altro la nostra completa natura divina.

I partners attraverso l'unione sessuale hanno l'opportunità di superare l'esperienza della dualità e quindi ritornare all'unità primordiale, quella che il filosofo Platone descriveva nel mito dell'Androgino; in esso si narra l'esistenza, in un tempo remoto, di una razza di esseri maschio e femmina in un unico corpo. Temerari e orgogliosi, gli androgini avrebbero attaccato la sovranità degli Dei sfidando Zeus che li punì separando le due metà. Esse conservarono la struggente nostalgia dell'unità originaria. Da qui la causa del sentimento d'amore: il desiderio e la ricerca della parte mancante di sé. L'alchimìa sottile del ricongiungimento degli opposti ha il significato di ricreare la sacralità della condizione di androginia che rappresenta il felice stato dell'uomo primigenio. La sessualità è la forza di attrazione verso l'integrazione di polarità opposte. E' importante sottolineare che superare la dualità per divenire Uno con l'altro non significa affatto annullarsi nell'altro, ma trascendere verso un Terzo, il Divino; dall'unione nasce il terzo che non è una semplice somma delle parti, ma un'entità nuova, così come dall'unione della madre e del padre nasce il figlio.

Questo è lo scopo principale del tantra, la Via che conduce ad un'integrazione di tutti i livelli dell'uomo (fisico, mentale, emotivo e spirituale) insieme al proprio partner/amante.



L'anima gemella

Il Tantra è un percorso che va intrapreso unicamente in coppia. E' una crescita interiore da fare insieme e si tratterà di una relazione amorosa molto intensa e profonda, sarà una ricerca congiunta portata avanti da due anime gemelle, chiamate "amanti universali".
Nell'amore romantico, per anime gemelle si intendono due persone fra cui esiste una affinità spirituale e sentimentale talmente profonda da poter essere interpretata come segno che tali persone fossero predestinate ad amarsi. Nel linguaggio comune, lo stesso concetto viene comunemente espresso facendo riferimento alla metafora della "mezza mela", per cui le due anime gemelle sono complementari come le due parti ottenute tagliando di netto una mela a metà. Il concetto di "anima gemella" è in genere associato all'implicazione che esista un solo partner amoroso predestinato per ciascuna persona, e quindi è affine e correlato a quello di vero amore.
Sarà la magia della legge del Karma a far sì che i loro destini si incontrino; all'inizio nascerà la consapevolezza del bisogno di trovare la parte complementare di se stessi, l'anima gemella e si comincerà a pregustare nell'immaginazione tale incontro. Una volta intrapresa la scelta spirituale, quando la sensibilità sarà sufficientemente sviluppata, riconosceremo finalmente la persona giusta. La necessità spirituale di questa unione farà sì che le circostanze producano l'incontro degli amanti; l'ineluttabile legge del Karma, operando sulle "coincidenze", attrarrà le persone per adempiere ai loro scopi esistenziali, per cui legherà nuovamente tra loro i due individui. Nuovamente perchè in passato gli amanti furono già uniti: l'attrazione di adesso è l'eco del passato rapporto nelle vite precedenti.

Sono realmente anime gemelle che nel corso dei millenni hanno condiviso le medesime esperienze, realizzando l'unione perfetta non solo attraverso i corpi e la sessualità, ma anche con le emozioni e con le menti.

Può capitare che uno dei dei membri della coppia abbia una maggiore consapevolezza dei processi spirituali: sarà allora suo compito permettere all'altro di raggiungerlo sul suo cammino.

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