domenica 1 maggio 2011

TECNICHE DI COMUNICAZIONE


Le TECNICHE DI COMUNICAZIONE ci permettono di raggiungere il consenso ed assenso.
Le TECNICHE DI COMUNICAZIONE possono essere usate anche nella persuasione e nella SEDUZIONE,
Comunicazione è quanto si cambia dopo il coinvolgimento con qualcuno ) non c'è passaggio di informazioni perché l'informazione non c'è, è solo nella mia testa e posso solo sintonizzarmi in una danza con l'altro, dopo la quale ne so più di prima. Pensiamo alle domande che hanno costruito la storia e pensiamo a come sia stato possibile dare un senso a ciò che circondava l'uomo, a come si siano costruite le cose; la danza che si crea con gli altri è comunicazione.

La memoria é storia, solo con la storia noi diamo continuità alla conoscenza ed identità agli individui, coerenza, presenza e significato.

C'è una storia taoista che forse aiuta a mettere a fuoco i concetti ora espressi:

Il maestro Chuan Tze, vissuto attorno al l2OO a.C., si trovò un giorno vicino ad un rivo d'acqua con i suoi discepoli. Guardando i pesci che nuotavano nell'acqua disse: "Ecco la gioia dei pesci". I suoi discepoli rimasero attoniti e senza parole finché: "Come fai a saperlo - gli chiede il suo discepolo più intraprendente - tu non sei un pesce, come puoi conoscere la loro gioia?". Chuan Tze allora disse loro: "La mia gioia è la gioia dei pesci".

Ciò che mi rappresento è ciò che esiste o, per dirla con Bateson: "Ciò che è essen-ziale è il presupposto che le idee (in un senso molto lato del termine) abbiano una loro forza e realtà. Esse sono ciò che noi possiamo conoscere e al di fuori di esse non pos-siamo conoscere nulla. Le regolarità o leggi che legano insieme le idee: ecco le verità. Esse sono la nostra massima approssimazione alla verità ultima".
  È assai importante “fare amicizia” con le nostre emozioni e gli stati tensionali
anche se negativi: infatti il nostro inconscio non può stare senza di essi,
diversamente li ricerca, soprattutto in relazione alle nostre paure e ad una in
particolare, quella dell’emulazione del mito genitoriale.
L'universo, o la realtà, nacque esattamente il giorno della nostra nascita, le due nascite avvennero allo stesso posto, nello stesso momento. C'é un mondo per ogni nascere, e il non nascere non ha nulla di personale, significa semplicemente che il mondo non c'è. Nascere senza trovare un mondo non è possibile, non si è mai visto un essere ritrovarsi senza mondo alla nascita, il che induce a credere che siamo noi stessi a portare la realtà che vi si trova, e che non rimarrà nulla di ciò che si conosce nel momento che ci allontaneremo da questa terra, come molti temono.
Il mondo é inseparabile dal soggetto, da un soggetto che altro non è se non una proiezione del mondo, il soggetto è inseparabile dal mondo, da un mondo che il soggetto stesso proietta.
Non possiamo che considerare ciò che conosciamo, tutto il percepibile, il mondo attorno a noi, è fatto di cose a cui noi abbiamo dato nome e forma definendole e confinandole entro una cornice che si è fatta sempre più complessa man mano che è cresciuta la nostra conoscenza.
Ora la comunicazione è al centro del nostro cammino conoscitivo e merita una particolare attenzione, dal momento che ci permette di condurre noi stessi e gli altri per la strada della conoscenza, guidando la nostra esperienza in ogni suo momento esplorativo e cognitivo.
Una comunicazione efficace permette di sviluppare una gestione professionale delle risorse a disposizione, in particolare attraverso la cura dei rapporti interpersonali.
Sapere quando e in quale modo dare emozioni alla propria emotività , come pure
calibrare penalizzazioni (ciò che piace alla parte emotiva e non a quella logica) e
gratificazioni (ciò che consente di scaricare la tensione, gratificando la ragione, ma
non alimenta l’emotività) costituisce dunque la chiave di volta di una corretta azione
da perseguire per sé oltre che nel rapporto con gli altri:

Più che nel nostro consueto modo intuitivo o istintivo, comunicare può voler dire riflettere in modo consapevole e progettuale. Utile, a questo riguardo, è considerare l'individuo in un preciso contesto dove si trovi ad operare in un preciso e riconosciuto ruolo.
Il livello intuitivo della comunicazione si appoggia al pensiero intuitivo, attraverso grandi abilità di sintesi, rimanendo però legato all'esperienza personale. I vantaggi del livello intuitivo nella comunicazione derivano dalla sua immediatezza, nessuno ha bisogno di imparare a parlare da zero, al massimo può migliorare i propri strumenti comunicativi; il suo limite, d'altro canto, è la proiezione che involontariamente facciamo, attraverso la comunicazione, di noi stessi sugli altri, perdendo in tal modo efficacia e direttività nella nostra comunicazione.
Il livello logico, che al contrario utilizza il pensiero analitico e sequenziale, sviluppando un preciso metodo ha il vantaggio di offrire maggiore consapevolezza nei comportamenti e nella progettualità, attività queste rese possibili dal momento meditativo del pensiero stesso. Il suo limite all'interno della comunicazione, risulta da un comportamento eccessivamente standardizzato o burocratizzato. Un valido metodo per sviluppare una comunicazione efficace è partire da buone basi concettuali, sperimentare direttamente ed incamerare delle indicazioni operative precise.

Gli elementi per comunicare efficacemente:

empatia: entrare in sintonia con i nostri interlocutori, cercare di dire quello che dobbiamo dire ma non come vogliamo dirlo noi, bensì usando modi e comportamenti che il pubblico vuole da noi;

credibilità: dobbiamo essere credibili, dobbiamo costruire la nostra credibilità per far sì che la nostra comunicazione sia efficace. Curare l'abito e la nostra immagine può essere un modo di costruire la propria credibilità, scegliere le parole giuste, adottare un linguaggio tecnico laddove necessario, preparare con anticipo quello che dovremo dire, possono essere strumenti molto validi che ci aiutano a rafforzare la nostra credibilità.
D'altronde, noi crederemmo a qualcuno che ci sembra poco credibile? Ricordiamoci che essere creduti è inizialmente più importante che essere capiti: in linea di principio, nessuno ci presterà mai attenzione se non siamo credibili;

carisma, personalità: la nostra comunicazione sarà tanto più efficace quanto più riusciamo a lavorare sulla nostra personalità e a renderla dominante nel corso della comunicazione. Se il pubblico si identifica con il comunicatore tenderà ad ascoltarlo maggiormente;

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