domenica 19 giugno 2011

ARRIVARE AL SUCCESSO



Ecco come ARRIVARE AL SUCCESSO - nella vita, nei sentimenti e nella SEDUZIONE in 4 fasi

1.    senso di responsabilità

Assumersi la responsabilità dei successi e degli insuccessi in campo sentimentale è di fondamentale importanza in quanto se attribuiamo a cause esterne (esempio la sfortuna, o la fortuna) i nostri successi ed i nostri insuccessi ci precludiamo la possibilità di esercitare ogni tipo di controllo sulla nostra vita amorosa.
Perderemo la possibilità di intervenire su noi stessi e sul nostro “oggetto del desiderio” per far si che le cose vadano come ci piacerebbe andassero.
Se attribuiamo la seduzione alla fortuna o alla sfortuna o a capacità innate che non si possono imparare è come attribuire ad un evento esterno la nostra capacità o la nostra incapacità di sedurre.
Questo equivale a non essere in grado di sedurre in quanto non sono in grado di gestire il processo di seduzione

2.    avere un obiettivo

Dobbiamo avere una meta, uno scopo.
In tutti i settori della nostra vita e soprattutto in campo sentimentale.
Se non abbiamo una obiettivo stabile, da raggiungere, da un lato non avremo motivazioni canalizzate e dall'altro tenderemo a fare la stessa fine che fa una barca senza timore: finiremo tra gli scogli, o alla deriva.

Scegliere l'obiettivo non è così banale come forse apparentemente può sembrare, soprattutto se non “siamo allineati “ al nostro interno che equivale a dire se non siamo in armonia con noi stessi.

Talvolta quello che vuole la nostra razionalità non è condiviso dalla sfera emotiva:
le nostre convinzioni coscienti sono ciò che crediamo di volere, le convinzioni inconsce sono ciò che otteniamo.
E' evidente quindi che se convinzioni coscienti e convinzioni inconsapevoli (cioè subliminali-al di sotto della soglia di coscienza-) non sono allineate otterremmo proprio quello che non vogliamo ottenere.

A chi non è mai capitato di innamorarsi proprio di una persona che logicamente rifiuta e che si sa benissimo che ci porterà sofferenza.
E nonostante tutto non riusciamo a farne a meno.
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Se non riusciamo a conciliare le diverse esigenze che abbiamo al nostro interno, saremo perdenti.
Immaginate la parte logica come un generale che ha tutte le strategie per poter vincere la guerra.
Ebbene, questo generale se non ha a disposizione un esercito che lo segue e che gli obbedisce perderà sicuramente la guerra.
Avere le strategie senza la forza serve a poco.
E' vero anche il contrario.
Immaginate la sfera emotiva come l'esercito che ha la forza sufficiente per vincere la guerra.
Se però, questo esercito non ha un generale che lo guidi con strategie efficaci sarà un esercito allo sbando.
Avere la forza senza le strategie serve a poco.
Se vogliamo vincere la guerra dobbiamo far si che il generale (la mente razionale) e l'esercito (la mente emotiva) abbiamo gli stessi obiettivi.

Meglio ancora: far si che la parte emotiva sposi le esigenze e gli obiettivi della parte logica.

Solo così avremo una vita sentimentale felice.
3.    Gestione dell'emotività
 
dobbiamo imparare a gestire le nostre emozioni perchè se non riusciamo ad incanalarle, a gestirle, allora andremo incontro inesorabilmente a fallimenti sentimentali.
La vita non è Walt Disney e se la nostra sfera razionale non impara a gestire le emozioni non raggiungeremo i nostri obiettivi.

Per fare questo è necessario imparare un alfabeto ed linguaggio che è sostanzialmente l'alfabeto ed il linguaggio emotivo perchè nel momento in cui si identifica un “oggetto del desiderio” questo diventa un bisogno e se il bisogno non viene appagato inevitabilmente si vivrà un conflitto, un disagio.

In realtà è la nostra sfera logica che vive il disagio, la nostra sfera emotiva in linea di principio non riconosce il bene dal male, il piacere dalla sofferenza ma riconosce solo le tensioni emozionali ed è appagata sia da quelle piacevoli sia da quelle spiacevoli.
Per la parte emozionale il piacere e la gioia di un matrimonio sono equivalenti al dispiacere ed alla sofferenza del funerale.
Entrambi gli eventi forniscono comunque emotività.
È per questo motivo che ci capita anche di innamorarci di chi ci procura più sofferenza che piacere.

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4. Superare le resistenze al cambiamento
è di fondamentale importanza superare le paure che abbiamo nei confronti dei cambiamenti.
Se ci soffermiamo un attimo a pensare.ci si rende conto che la paura del cambiamento è frutto di un grande paradosso.
I cambiamento è parte integrante della nostra esistenza.
Ogni sette anni le cellule del nostro corpo si rinnovano completamente, inevitabilmente ed inesorabilmente invecchiamo, sicuramente ci capiteranno anche eventi spiacevoli, perdita di persone care.
Tutto questo è inevitabile.
Per cui se cambiare è inevitabile dobbiamo evitare di opporci al cambiamento ma cercare di pilotarlo in modo tale che diventi “miglioramento”.
Se vogliamo far si che l'inevitabile cambiamento si trasformi in miglioramento dobbiamo superare le nostre paure ed imparare ad osare.
Se vogliamo migliorare non dobbiamo avere paura di spingerci oltre, di osare un po'.
E' come nell'allenamento con i pesi:
se continuo ad allenarmi sempre con gli stessi carichi non avrò mai nessun miglioramento.
Per progredire devo osare e mettere progressivamente dei carichi maggiori.
Solo in questo modo avrò miglioramenti di forza e di resistenza.
Allo stesso modo nel gioco della vita per migliorare devo avere il coraggio di affrontare nuove strade, nuovi schemi di pensiero, devo avere il coraggio di provare a guardare il mondo da una finestra diversa da quella da cui ero abituato a guardarlo.

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