giovedì 9 giugno 2011

CREA LA TUA FELICITA'



CREA LA TUA FELICITA' attraverso il controllo dei tuoi pensieri.

La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri. La felicità passa attraverso la SEDUZIONE di se stessi.
L'uomo ha delle necessità primarie, secondarie e sovrastrutturate, di solito l'appagamento di queste necessità e il raggiungimento dell'obiettivo dettato da un bisogno procura gioia da cui deriva anche la felicità.
La felicità studiata sotto il profilo dei bisogni (primari, secondari, ecc) porta a valutazioni e definizioni non solo psicologiche e filosofiche diverse, ma anche materiali, per questo motivo la felicità è stato ed è studio di ogni scienza umanistica. Rimane chiaro che la divisione è fatta per chiarire le varie componenti di quello che è lo stato della felicità della persona, ma essendo l'uomo una unità indissolubile di psiche-corpo-spirito è chiaro che si parla sempre di tutte le componenti che si influenzano tra di loro. Se mi fa male un piede è molto più facile che io sia triste piuttosto che allegro e felice.
In India, quando catturano elefanti ancora piccoli, per trattenerli, li legano ad un paletto sufficientemente robusto. Nonostante ci provino gli elefantini non riescono a liberarsi.
Passano gli anni, gli elefanti diventano adulti e forti, eppure rimangono attaccati allo stesso paletto. Potrebbero facilmente sradicarlo con una sola zampata, se solo ci provassero, poiché diventano enormi pachidermi con un peso medio di 4.000 kg. ma continuano a credere di non poterlo fare, continuano a credere che il paletto sia più forte di loro…
Anche gli uomini, proprio come gli elefanti, una volta adulti, rimangono legati a tutta una serie di schemi mentali ormai obsoleti che soffocano le loro potenzialità; non sanno che questi non costituiscono in alcun modo una realtà immutabile come invece loro credono.
Tutti noi impariamo a percepire il mondo sulla base delle nostre esperienze infantili, del pensiero dei nostri genitori, dei nostri insegnanti, della collettività, della classe sociale a cui apparteniamo e, il più delle volte, assorbiamo dentro di noi passivamente un’enorme quantità di idee che poi nella vita diamo per scontate, senza neppure sospettare che scontate non sono affatto.

Le persone hanno dentro di sé una necessità di elevare la propria psiche a cose trascendentali che le portino a soddisfare la loro sete di conoscenza di verità e di infinito.
Le grandi religioni a tal proposito cercano di dividere il concetto di felicità procurato dalle cose materiali, definendolo piuttosto piacere, da quello che è la felicità in senso spirituale, raggiungibile con categorie come la semplicità e la serenità dell'anima.
Un esempio nella storia dei santi è quella di San Francesco, che era ricco, forse anche felice, ma era una felicità non completa; ha lasciato tutto è diventato povero ma completamente felice interiormente.
La felicità assoluta per il Cristianesimo per esempio è la visione di Dio. Nel Vangelo in visione escatologica c'è il passo delle beatitudini dove Gesù elencando una serie di azioni dice come raggiungere lo stato di beatitudine.

Non siamo consapevoli che qualsiasi schema mentale rappresenti un limite per noi può essere rimesso in discussione e spazzato via con una sola ‘zampata’ perché abbiamo uno straordinario potere dentro di noi ed è appunto quello di liberarci da tutti i paletti che ci tengono incatenati a quella che crediamo essere l’unica realtà possibile.
Le realtà possibili sono infinite così come illimitato è il nostro potere di crearle. Con un po’ di umiltà ed un pizzico di apertura mentale possiamo rimettere in discussione tutti quelli che crediamo essere i nostri limiti, che consideriamo fissi, immutabili, reali, mentre non c’è nulla di più irreale di questo.

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