domenica 12 giugno 2011

FIDUCIA IN SE STESSI




la
FIDUCIA IN SE STESSI è il presupposto fondamentale per i successo in tutti gli ambiti della vita, rapporti sentimentali e SEDUZIONE compresi.

Sviluppiamo maggiore fiducia in noi stessi quando prendiamo decisioni, riusciamo in qualcosa e ci assumiamo la piena responsabilità dei nostri successi quanto dei nostri fallimenti. Tuttavia, nulla ha più successo del successo.

La FIDUCIA IN SE STESSI passa anche attraverso la fiducia negli altri.
Incomincia col decidere di esporti un po’ di più ogni giorno. D’altro canto è importante distinguere l’ “esporsi” dal “lamentarsi” o dal “voler cambiare l’altro”. Esporsi significa avere fiducia negli altri, aprirsi, parlare di sé, di ciò che si prova senza cercare la pietà, il consenso o l’approvazione degli altri. Alcuni credono che quando parlano agli altri dei loro problemi, automaticamente si espongono. Tuttavia spesso parlano con l’intenzione di cambiare, o di voler spesso manipolare o controllare l’altra persona. Ciò che dicono si fonda sulla paura. Coloro che hanno davvero fiducia negli altri, lo fanno senza paura, senza secondi fini.


La FIDUCIA IN SE STESSI non è ereditaria, non sta scritta nel DNA. L’ autostima si impara, come si impara a camminare, a parlare e come si imparano tutte le cose che un adulto è in grado di essere e fare. In fondo la FIDUCIA IN SE STESSIè proprio la capacità di valutare la somma di quello che si è imparato, di come lo si è messo a frutto, di che risultati ne abbiamo ottenuto.

E questa capacità di avere stima in se stessi, in quello che si è e nelle proprie potenzialità dovrebbe essere qualcosa in continua crescita ed evoluzione dentro di noi, a prescindere da quello che ci succede intorno. Ma questo non è semplice in quanto, come dicevamo prima, nasce naturale il paragone e non ci sono, di fatto, unità di misura per la FIDUCIA IN SE STESSI
Un italiano potrà definirsi alto se supera il metro e ottanta, perché ci sono statistiche di riferimento. Ma quale riferimento usare per la nostra autostima? Chi sei oggi o chi vorresti diventare? Chi ti sta intorno, famiglia, amici, colleghi o personaggi di successo? A prescindere dalla scelta, siamo tutti inevitabilmente influenzabili nella valutazione della nostra FIDUCIA IN SE STESSI


Nel
coaching è senz’altro essenziale che il cliente produca i risultati
desiderati dalla sessione di coaching. Per i coach è
doveroso comprenderlo e assicurarsi di aver aiutato il proprio
cliente a raggiungere una chiarezza e un impegno ottimale.

L’obiettivo di un coach è aumentare la consapevolezza, la responsabilità e la fi ducia in se stessi.
timali per l’azione, il che comprende anche la prevenzione di tutti gli ostacoli. Spesso i coach esitano a spingere un cliente al successo assicurato perché temono di essere visti
come aggressivi. Ciononostante, il coaching che non produce come risultato il successo – e il riconoscimento del proprio successo da parte del cliente stesso – non farà altro
che causare una diminuzione della fi ducia del cliente in se stesso e minare l’obiettivo primario del coaching.
Affi nché le persone sviluppino maggiore fi ducia in se stesse, oltre ad accumulare successi, occorre che sappiano che questi successi si devono interamente al loro impegno
e ai loro sforzi. È necessaria anche la consapevolezza che altri credono in loro, e questo signifi ca sentire che gli altri si fi dano di loro, che consentono loro di agire, che li
sostengono e incoraggiano a compiere le proprie scelte e a prendere le proprie decisioni. Signifi ca essere trattati in modo paritario, anche se il lavoro svolto è etichettato come
meno importante, invece che con aria di superiorità o condiscendenza. Signifi ca non sentirsi fare la paternale, non essere ignorati, rimproverati, minacciati o denigrati,
a parole o con le azioni. Purtroppo il comportamento che generalmente ci si attende e si accetta in un manager prevede molti di questi elementi negativi, e riduce effi cacemente
la fi ducia dei collaboratori in loro stessi.
L’obiettivo onnipresente alla base del coaching è sviluppare negli altri una maggiore
fi ducia in se stessi, indipendentemente dal contenuto dell’incarico in questione.
L’intento sotteso a ogni interazione di coaching è sviluppare nel cliente una
maggiore fiducia in se stesso.
re da esso, rimarranno sorpresi dai miglioramenti che avrà generato, nelle relazioni interpersonali quanto nelle prestazioni.

Aspetti spirituali della FIDUCIA IN SE STESSI

Ciò che importa è la vita, non l'aver vissuto. L'energia cessa nel momento in cui si posa; essa si concentra nel momento di transizione da un passato a un nuovo stato, nel superare un abisso, nel mirare a uno scopo. C'è una cosa che il mondo particolarmente ha in odio, il fatto cioè che l'anima diviene; poiché ciò degrada per sempre il passato, volge le ricchezze in povertà, ogni reputazione in vergogna, confonde il santo col briccone, spinge dalla stessa parte sia Gesù che Giuda. Perché allora discorriamo di fiducia in se stessi? Nella misura in cui l'anima è presente, vi sarà un'energia non fiduciosa ma agente. Parlare di fiducia è un misero modo esteriore di dire. Parlate piuttosto di ciò che dà fiducia in quanto opera ed esiste. Chi ubbidisce più di me è padrone di me, pur senza alzare me pur senza alzare neppure un dito. Intorno a lui dovrò girare per effetto della legge di gravitazione spirituale. Quando parliamo di eminente virtù pensiamo che si tratti di un'espressione retorica. E non vediamo che virtù è Altezza, e che un uomo o una società d'uomini, plastici e permeabili ai principi, devono per legge di natura dominare e cavalcare città, nazioni, re, ricchi, poeti, che tali non siano.
Ed è questo il fatto ultimo al quale rapidamente perveniamo a questo proposito, così come per ogni altro argomento: alla conclusione che tutto si risolve insomma nel sempre-beato UNO. L'autoesistenza è l'attributo della Suprema Causa, e costituisce la misura del bene a seconda del grado in cui entra in ogni forma inferiore. Tutte le cose reali sono tali per quel tanto di virtù che contengono. Commercio, condizione familiare, caccia, spedizioni di baleniere, guerra, eloquenza, peso personale, rappresentano qualcosa, ed esigono il mio rispetto come esempi della sua presenza e di un'impura azione. Vedo che la stessa legge opera in natura sia per la conservazione che per la crescita. La natura non tollera niente nei suoi regni che non sappia sostenersi da sé. La genesi e maturazione di un pianeta, la sua posizione e la sua orbita, l'albero piegato che si raddrizza dopo il forte colpo di vento, le risorse vitali di ciascun animale e vegetale, sono dimostrazioni dell'anima che basta a se stessa e che è pertanto fiduciosa in se stessa.

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