venerdì 24 giugno 2011

LINGUAGGIO DELLA GESTUALITA'

linguaggio della gestualità

LINGUAGGIO DELLA GESTUALITA' può influenzare le relazioni interpersonali e determinare la riuscita od il fallimento della SEDUZIONE o dell'amore.


Giocare con l'anello, pizzicarsi il naso, grattarsi la nuca o aggiustarsi un polsino e numerosi altri comportamenti simili sono tutti segnali che produciamo senza sosta, in modo del tutto inconscio e senza motivo apparente. 

Tramite gesti e movimenti che ritenuti abituali e a cui nemmeno si fa caso osi dà  poca importanza, il corpo trasmette dei segnali che espressi nel proprio linguaggio possono essere più sinceri delle parole che lo accompagnano.
Quante volte è capitato durante una conversazione con un amico, un familiare oppure una collega, e osservare l'interlocutore cambiare posizione, pizzicarsi il naso, incrociare le braccia, inclinare il busto verso in avantii o al contrario allontanando il busto verso lo schienale della sedia. O magari tutti questi gesti in sequenza.
Tutto ciò accade ogni volta che si interagisce con qualcuno, e questo perchè quando si vuole comunicare qualcosa lo si fa con le parole e con il corpo. Soprattutto con il corpo. E nemmeno ci si accorge.


    Eppure é proprio sulla base di queste azioni involontarie che sviluppiamo sentimenti di attrazione, diffidenza o disagio nei nostri comuni rapporti umani. 



Il corpo parla. Eccome. E il suo linguaggio è molto più importante e incisivo, a livello emotivo, di quello delle parole. Pare che l’impatto psicologico della comunicazione verbale, cioè di quello che diciamo, corrisponda soltanto al 7% del totale. La comunicazione non verbale, cioè il linguaggio dei gesti (ciò che vediamo, ma che non sentiamo) corrisponde ben al 55%. Mentre il restante 38% è il linguaggio paraverbale, vale a dire il tono di voce.
le posizioni del corpo, i segni e i gesti che l'individuo esprime, durante un pensiero, durante un dialogo o altre forme di interazione, non sono casuali, ma correlati ai suoi stati emotivi. Il toccarsi in determinate zone del viso, l'accarezzarsi le labbra, il toccare gli oggetti in un certo modo sono gesti che permettono all'esperto della comunicazione non verbale di decodificare il linguaggio del corpo attraverso il quale parla la sfera inconscia. Se siete ad un colloquio di lavoro, ad esempio, un gesto di cui non vi rendete neanche conto potrebbe tradire la vostra insicurezza anche se state andando benissimo e vi sembra di rispondere ottimamente a tutto. E' importante conoscere il linguaggio non verbale perchè questo permette di migliorare moltissimo le proprie relazioni sia professionali che private.




Come ogni linguaggio, anche quello del corpo ha le proprie regole ed è fondamentale capire e fissare bene che prima di dare per assodato un certo comportamento od una certa sensazione, i gesti del corpo vanno sempre letti, raccolti assieme e contestualizzati evitando di interpretare situazioni che non esistono.

Il gesto e il linguaggio non può essere espressivo solo del proprio sentire: ci si può parlare
addosso e non parlare all’altro. Ci possono essere dei lunghi monologhi dei cosiddetti ‘amanti’ che
sono solo sfogo di tensione propria, come quelle persone psichicamente deboli che incontriamo sul
bus, che parlano ad alta voce, senza rivolgersi a nessuno in particolare e quando si rivolgono a
qualcuno, non è per comunicare, ma solo per sfogarsi e nessuno capisce che cosa vogliano. Il
linguaggio e i gesti devono essere espressivi del proprio volere, non solo del proprio sentire. Ma
perché sia linguaggio di amore non basta che sia voluto, occorre che dica qualcosa di bene e di bello
all’altro coniuge. Che sia espressione di una volontà di bene nei suoi confronti.
Da qui nasce la triplice attenzione che gesti e linguaggio amoroso devono avere: attenzione
all’altro coniuge e non solo al proprio sentire o al proprio desiderio; attenzione al bene dell’altro
coniuge; attenzione al bene della coppia da cui deriva il bene di ciascuno dei due coniugi. Non
esiste un bene personale che non sia collegato e strettamente conseguente dal bene della coppia.
Ecco perché i gesti amorosi, frutto certo di una spinta anche erotica, non possono essere responsivi
solo della spinta erotica.7 Se la spinta erotica rende attenti all’altro e porta ad avvicinarsi a lui, la
vicinanza autentica non si realizza solo nell’attuazione della spinta erotica, bensì nell’integrare
questa con le esigenze del bene della persona e della coppia. È per questo che il gesto che esprime
la vicinanza e l’attenzione non può essere qualsiasi gesto (non ogni parola è adeguata alla situazione
in cui la persona si trova), ma solo quel gesto che sa accogliere la persona nella sua integralità di
corpo e spirito, anche quando non corrisponde, per la condizione in cui si trova, al proprio
desiderio


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