martedì 21 giugno 2011

MOBBING SUL LAVORO

mobbing sul lavoro
Il MOBBING SUL LAVORO riduce la libertà di esprressione del lavoratore.


Il MOBBING SUL LAVORO è spesso condotto con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento (che potrebbe causare imbarazzo all'azienda) o per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all'esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.
Per potersi parlare di mobbing, l'attività persecutoria deve essere funzionale alla espulsione del lavoratore, causandogli una serie di ripercussioni psico-fisiche che spesso sfociano in specifiche malattie (disturbo da disadattamento lavorativo, disturbo post-traumatico da stress) ad andamento cronico.
Va peraltro sottolineato che l'attività mobbizzante può anche non essere di per sé illecita o illegittima o immediatamente lesiva, dovendosi invece considerare la sommatoria dei singoli episodi che nel loro insieme tendono a produrre il danno nel tempo. In effetti, l'ingiustizia del danno, vale a dire dell'evento lesivo non previsto né giustificato da alcuna norma dell’Ordinamento giuridico, deve essere sempre ricercata valutando unitariamente e complessivamente i diversi atti, intesi nel senso di comportamenti e/o provvedimenti.
Si distingue, nella prassi, fra mobbing gerarchico o verticale e mobbing ambientale o orizzontale; nel primo caso gli abusi sono commessi da superiori gerarchici della vittima, nel secondo caso sono i colleghi della vittima ad isolarla, a privarla apertamente della ordinaria collaborazione, dell'usuale dialogo e del rispetto.




La pratica del mobbing consiste nel vessare il dipendente o il collega di lavoro con diversi metodi di violenza psicologica o addirittura fisica. Ad esempio: sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro, dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate, compiti insignificanti, dequalificanti o con scarsa autonomia decisionale) così da rendere umiliante il prosieguo del lavoro; rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico anche per banalità; dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete, arredi scomodi, ambienti male illuminati; interrompere il flusso di informazioni necessario per l'attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull'accesso a Internet); continue visite fiscali in caso malattia (e spesso al ritorno al lavoro, la vittima trova la scrivania sgombra). Insomma, un sistematico processo di "cancellazione" del lavoratore condotto con la progressiva preclusione di mezzi e relazioni interpersonali indispensabili allo svolgimento di una normale attività lavorativa. Altri elementi che fanno configurare il mobbing, possono essere "doppi sensi" o sottigliezze verbali quando si è in presenza del collega oggetto di mobbing, cambio di tono nel parlare quando un superiore si rivolge al collega vittima, dare pratiche da eseguire in fretta l'ultimo giorno utile. Un esempio può essere il seguente: un collega, in presenza di altri colleghi, li invita ad una cena chiedendo ad ognuno di loro "allora te l'ha detto Caio che stasera vieni con noi a cena?", mentre al collega mobbizzato dice invece "tu non vieni?". Molte volte succede che l'"ordine" di aggressione al collega mobbizzato venga dall'alto e sia finalizzato alle dimissioni di qualcuno. In questo caso i colleghi che effettuano il mobbing eseguono servilmente le disposizioni del superiore anche se il collega mobbizzato non ha fatto niente di male a loro.




La SEDUZIONE IN AMBITO LAVORATIVO è il miglior modo per superare il mobbing e raggiungere il successo.    Copyright © Massimo Taramasco All rights reserved.


La SEDUZIONE IN AMBITO LAVORATIVO da questo punto di vista è estremamente efficace per superare le problematiche che si manifestano

Il lavoratore mobbizzato, provato emotivamente e fisicamente, rischia di commettere passi falsi che possono compromettere maggiormente il suo benessere.
La prima indicazione da dare è quella di non prendere decisioni irreversibili. Qualunque decisione, infatti, egli intenda assumere sotto la spinta dell’emozione, si rivelerà in futuro insoddisfacente. I
Le tecniche di seduzione utilizzate in ambito sentimentale, opportunamente adattate, possono essere utlizzate nella “seduzione” in ambito lavorativo.
Vediamo cosa si intende per SEDUZIONE in ambito LAVORATIVO.

La seduzione in ambito lavorativo è finalizzata non solo al raggiungimento dei nostri obiettivi ma a realizarli nel modo giusto e cioè:

  • ottenere il massimo consenso
  • con il minimo della conflittualità
  • nel più breve tempo possibile
  • con il nostro minimo spreco di energie
  • con la massima soddisfazione di tutti

la qualità della nostra vita si basa essenzialmente da come utilizziamo il nostro tempo e dalle gratificazioni che siamo in grado di procurarci dall'utilizzo del nostro tempo.

La vita lavorativa di una persona impegna buona parte del tempo di una persona, normalmente un terzo della giornata ma spesso molto di più soprattutto se si prende in considerazione anche il tempo necessario per recarsi e ritornare dal posto di lavoro.

È quindi di vitale importanza applicare la seduzione e le tecniche di seduzione anche all'ambito lavorativo in modo che il tempo speso al lavoro possa e debba diventare più piacevole, gratificante e fonte di energia.

Ma come si possono applicare seduzione e tecniche di seduzione all'ambito lavorativo?

La prima cosa da fare, come al solito, è definire quelli che sono i miei obiettivi “di vita” e quelli che sono i miei “obiettivi lavorativi” per capire se sono allineati o se per caso ci fossere delle incompatibilità.

Ad esempio se avessi come obiettivo di vita avere tanto tempo libero da dedicare alla famiglia o a degli hobby e contemporaneamente l'obiettivo lavorativo di diventare un grande manager nell'azienda nella quale lavoro sicuramente andrei incontro a delle insoddisfazioni.

In questi casi è necessario per prima cosa utilizzare le tecniche di seduzione su se stessi per effettuare una negoziazione tra le parti.
Va necessariamente trovato un accordo tra la parte di me che desidera avere tempo libero e quella che mira alla scalata dei vertici aziendali.

È importante quindi andare alla ricerca e scoperta dei propri valori e di ciò che è veramente importante nella nostra vita e trovare una negoziazione che garantisca la miglior soddisfazione personale.
Si tratterà quindi di riuscire a fare la “massima carriera possibile” compatibile una quantità di tempo libero sufficiente a realizzare gli obiettivi extra lavorativi importanti e ai quali non si vuole rinunciare.

Una volta definiti ed integrati gli obiettivi lavorativi con gli altri obiettivi di vita sotanzialmente è andata a buon fine la prima ma forse più importante parte della seduzione quella con se stessi.

Sedurre se stessi significa quindi aver allineato verso un obiettivo comune le varie esigenze che si possono avere.

Ora è necessario mettere in atto la seduzione verso gli altri, capi, collaboratori e colleghi affinchè possano essere raggiunti gli obiettivi definiti.

La seduzione e le tecniche di seduzione saranno rivolte essenzialmente a creare una rete di efficaci relazioni sia in ambito interno all'azienda, sia in ambito esterno all'azienda.

Le relazioni interne dovranno sia verticali con capi e collaboratori sia orrizontali con colleghi pari grado.

Il rispetto all'interno dell'organizzazione è l'elemento che rende ogni comunicazione ed ogni scambio più efficaci.
Solo una piena fiducia reciproca ed un elevato coinvolgimento di tutti consentiranno a tutti di vivere bene le ore trascorse al lavoro.
E la fiducia reciproca si conquista solo attraverso la trasparenza e la chiarezza degli obiettivi ed il riconoscimento delle esigenze personali.
Evitare quindi di utilizzare una comunicazione manipolativa verso i collaboratori.

Imporre ad esempio degli straordinari con il ricatto esplicito (se non fai almeno il 15% di straordinario al mese le cose per te si metteranno male) od implicito (emarginare e non considerare chi non fa il 15% di straordinario al mese) produrrà magari un consenso forzato immediato ma a lungo termine i malumori ed il clima negativo porteranno facilmente ad un mancato raggiungimento degli obiettivi.

Il raggiungimento dei propri obiettivi aziendali ed il successo dell'azienda stessa passano dalla soddisfazione e dal coinvolgimento dei collaboratori.

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