giovedì 16 giugno 2011

SBAGLIARE IN AMORE



SBAGLIARE IN AMORE e nella SEDUZIONE  dipende dalle nostre paure.
La possibilità di commettere errori è nella natura umana. Qualunque forma di apprendimento, infatti avviene per “prove ed errori”, l’esempio più immediato è quello del bambino che impara a camminare.
Molto spesso chi ha paura dell’errore è cresciuto con la convinzione infantile: “Non devi commettere errori. I tuoi errori causano problemi agli altri. Pertanto, se fai un errore devi sentirti in colpa e lasciare che siano gli altri a controllare il tuo comportamento perché non sei più all’altezza della loro fiducia”.
Imparare la SEDUZIONE minimizza gli errori in amore, e facilita il successo sentimentale.
Quando parlo di seduzione mi riferisco al senso olistico del termine, andando quindi oltre la seduzione legata all'ambito sentimentale ma estendendolo a tutte le aree della nostra vita, dalla famiglia (sia originaria che acquisita), al lavoro, alle amicizie, alle relazioni sociali in genere.

Introduco qui un altro concetto importante il concetto di gioco.
Cosa intendo con gioco:
intendo un atteggiamento che dobbiamo mantenere nella gestione delle relazioni con gli altri ma anche nella gestione delle relazioni con noi stessi.

Se prenderemo il processo di seduzione troppo sul serio innescheremo dei meccanismi sabotatori che ci impediranno di raggiungere l'obiettivo.

Questo perchè ciò che è obiettivo per la parte logica diventa strumento per la parte emotiva.
Se il mio obiettivo logico fosse andare a Milano, l'obiettivo emozionale sarebbe il viaggio, cioè è dal percorso che traggo emozioni e quindi la sfera emotiva cercherà di non farmi mai arrivare a Milano.

Dovrò giocare al gioco della seduzione dandomi non tanto l'obiettivo ri riuscire quanto quello di allenarmi.

Il successo sarà quello che si potrebbe definire un “guadagno secondario”.


Dobbiamo avere o acquisire la consapevolezza che anche la vita di per sé è comunque un gioco, un gioco che ha le sue regole, regole che non abbiamo definito noi e che quindi dobbiamo conoscere, imparare ed utilizzare al meglio.

Giocare al gioco della seduzione equivale a giocare al gioco della vita e le probabilità che ho di vincere sono inversamente proporzionale alla paura che ho di perdere: maggiore è la paura di perdere minori sono le probabilità di vincere.

Quando parlo di “vincere” in realtà intendo una vittoria sia nostra sia del nostro interlocutore in un'ottica, per usare una terminologia transazionalista win-win.

Un buon obiettivo può essere quello di “giocare” al meglio.
Con un buon gioco, sicuramente massimizzerò le probabilità di vincere, potrò magari perdere qualche battaglia, ma alla fine vincerò la guerra.

Per giocare bene, come negli sport, anche nella seduzione è necessario allenarsi.

Un buon modo per mettere in pratica un programma di allenamento è quello di pensare alla seduzione in particolare ed alla vita in generale come ad un processo e non come ad un evento.

I processi sono modificabili, gli eventi nò.

Una credenza utilissima per impostare un programma di allenamento efficace ed efficiente è quello di costruirsi (se per caso non facesse già parte del nostro modo di essere) la seguente credenza:

non esistono sconfitte ma solo risultati”

Questa credenza ci da la possibilità di poter interpretare eventuali “sconfitte” o mancati raggiungimenti dei traguardi prefissati come un'importante informazione che ci consentirà, in futuro, di mettere in atto strategicamente dei comportamenti diversi che possano portarci nella direzione voluta.
Per impostare un buon gioco di seduzione dobbiamo tenere presente le modalità di funzionamento della mente umana.
La mente umana ha due modalità fondamentali, una logico-razionale ed un analogico emozionale.
Queste due modalità o parti della nostra mente hanno esigenze diverse.
La sfera logica che è quella con la quale noi ci identifichiamo ha ad esempio l'esigenza di “conquistare” l'oggetto del desiderio di riuscire a sedurla, ha l'esigenza di rapportarsi in modo convincente con il mondo esterno, di ottenere assenso e consenso dagli interlocutori.
La sfera emozionale invece non ha queste esigenze ma ha esclusivamente l'esigenza di vivere delle emozioni, delle tensioni emotive.
Per questa istanza vanno anche bene le emozioni che la sfera logica (la parte della quale siamo consapevoli) ritiene dannose e sbagliate, come ad esempio essere trattati male dal nostro oggetto del desiderio.
Quando quindi non abbiamo successo in amore a soffrire sarà la parte logica, mentre il fatto di non avere successo in amore potrebbe appagare attraverso il dispiacere, la sfera emozionale.
Per la parte emozionale va bene anche la frustrazione di non riuscire a conquistare la persona desiderata, oppure tenderà a farmi coinvolge a farmi innamorare di persone (ma anche idee e situazioni) che presentano un alto grado di difficoltà a lasciarsi conquistare.
Tenderò cioè ad innamorarmi di “oggetti” di desiderio difficili sia perchè lo sono di loro oppure perchè ci sono degli antagonisti che mi impediscono di soddisfare il mio desiderio.
Gli antagonisti possono essere molteplici, ad esempio potrebbe essere la distanza-mi innamoro di qualcuno che abita a 3000 Km di distanza da me- oppure mi innamoro di una persona impegnata, sposata, oppure innamorata di un altro.

Alle volte l'antagonista è un nostro stesso pensiero o una nostra stessa credenza:
io potrei credere di non saperci fare con le donne per cui non ci provo nemmeno, una donna potrebbe credere di non meritarsi una relazione sentimentale felice per cui inconsapevolmente attirerà uomini che la renderanno infelice.

Nessun commento:

Posta un commento