giovedì 16 giugno 2011

STARE BENE DA SOLI, PER AMARE



STARE BENE DA SOLI, PER AMARE se stessi e mettere in atto una SEDUZIONE su se stessi prima e sugli altri poi.
La capacità di essere soli è la capacità di amare. Potrà sembrarti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale, solo le persone in grado di essere sole sono capaci di amare, di condividere, di immergersi nell’essenza più intima dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendente dall’altro, senza ridurlo a un oggetto, e senza esserne assuefatto. Permettono all’altro una libertà assoluta, perché sanno che, se l’altro se ne va, saranno altrettanto felici, quanto lo sono adesso.
La loro felicità non può essere portata via dall’altro, perché non è stata data da lui. Ma allora perché vogliono stare insieme a qualcuno? Non è più un bisogno, è un lusso: godono nel condividere, hanno così tanta gioia che vogliono riversarla in qualcuno. 
Sanno suonare la propria vita come un assolo: un solista di flauto sa come godersi il suo strumento in un assolo, ma se incontra un suonatore solista di tabla, si godranno la possibilità di stare insieme e creare un’armonia tra il flauto e le tabla.




La solitudine può essere un peso insopportabile: eppure si può stare bene da soli. L’importante è comprendere le opportunità che la solitudine offre.
A volte è addirittura indispensabile essere soli, per raggiungere alcuni livelli di consapevolezza.
E comunque, la solitudine è un momento di raccoglimento: il disagio che eventualmente si prova, stando soli, indica che c’è qualche tratto della nostra personalità in disequilibrio.



La domanda che viene spontanea è ‘’ perché ad un certo punto gli esseri umani hanno bisogno di sentire che ‘’gli altri’’ sono lo strumento della loro gioia, vita, felicità, compagnia ?  quale meccanismo si scatena nella mente degli esseri umani che provoca il bisogno di dipendere da qualcuno o qualche cosa? La mia risposta è molto semplice e affonda dentro la consapevolezza che intorno ai maestri, ad un certo punto, si creano dei poteri che sfruttano il potere d’amore degli illuminati per soverchiare la libertà umana. Questo quindi conduce le persone, tutte o quasi, a mendicare fuori di se stessi,  nelle religioni, nelle persone, nelle situazioni, ciò che invece è dentro  se stessi. Quando si toglie alle persone la certezza, e consapevolezza, di essere esseri completi e  divini, si ottiene un popolo assoggettato che  diventa servo e schiavo dei pochi detentori del potere che hanno ricevuto lo stesso dall’ignoranza inflitta alla totalità.


Imparare Il Senso-di-  Compagnia-con-Se-Stessi 
Si tratta di un sentimento che ci costruiamo  pian piano nel nostro animo  aumentando l’amore che nutriamo  per noi stessi.  Quando siamo soli dobbiamo quindi  sforzarci di essere pienamente  presenti a noi stessi. È questa la  condizione essenziale per una feconda  vita sociale.



Il primo passo da compiere in questa direzione è liberarsi dai sensi di colpa, inadeguatezza, indegnità. Tutti radicali nevrotici che dipendono dalla pratica del giudizio, del criticismo, delle doverizzazioni, attraverso i quali la cultura oppressiva ed egoica indebolisce i suoi appartenenti, rendendoli schiavi di false percezioni e di bisogni indotti, certamente incapaci di una rivoluzione che vada al centro dei problemi: smascherare la natura impersonale e perversa dell’Ego e del potere dominio.

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