mercoledì 8 giugno 2011

TIMORE DEL GIUDIZIO



Sicuramente, sia in ambito lavorativo che nelle relazioni in generale, nei sentimenti e nella SEDUZIONE.
vi sarà capitato più di una volta di ricevere commenti e giudizi più o meno positivi sul vostro operato.
Spesso accade che questi giudizi, queste voci , influenzano il nostro modo di essere e non poco anche perchè, normalmente, sono condivisi dai più, diciamo che normalmente trovano l' approvazione dalla società .

Soffermiamoci ora sul tipo di non-spontaneità causato dalla paura del giudizio che le persone possono dare di noi, dalla paura che si possano accorgere della nostra debolezza e rabbia interiore e vogliano rifiutarci e allontanarci.
Spesso i nostri tormenti sono legati a quello che gli altri ci dicono, o pensano di noi e a come noi reagiamo a quanto ci viene riferito. Addirittura si può vivere in angoscia perchè si teme che l'altro, a cui noi ci teniamo, non sia d'accordo con noi o valuti i nostri comportamenti sbagliati.




Mail TIMORE DEL GIUDIZIO come si origina e come si affronta?
La paura del giudizio è legata la fatto che le opinioni degli altri vengono vissute come pericolose.

La paura: ha a che fare con previsioni negative dell'esito degli eventi esterni o delle azioni personali. Inoltre il sentimento ansioso si sviluppa quando vengono formulate convinzioni distorte e proiezioni del futuro catastrofiche.

I giudizi: sono quell'insieme complesso di idee, pensieri e parole altrui percepite come ultimatum. Frasi che sembra annullino il sé . Spesso a frenare è poi il pensiero di poter essere giudicati male.


Quando noi temiamo il giudizio dell’altro e ne siamo perciò condizionati, questo accade sempre perché noi – per primi - abbiamo poca stima di noi stessi e ci giudichiamo. Intendo dire che alla base del timore del giudizio c’è sempre la presenza di un nostro giudice interiore che, confrontando il nostro comportamento con modelli di “normalità” o di “ottimalità” ci condanna… E la pena, la peggiore immaginabile, è quella di doverci uniformare ai modelli che il giudice ci impone, a costo di essere totalmente non spontanei. Il risultato è che : - non siamo noi stessi - non riusciamo a essere come vorremmo apparire - viviamo con ansia il conflitto interiore.


METAFORA SUL TIMORE DEL GIUDIZIO

C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.
Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo.
Così partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "guardate quel ragazzo quanto è maleducato...lui sull' asino e i poveri genitori , già anziani, che lo tirano"

Allora la moglie disse a suo marito: "non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio."
Il marito lo fece scendere e salì sull' asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "guardate che svergognato quel tipo....lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l' asino mentre lui vi sta comodamente in groppa."

Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l' asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "pover' uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull' asino; e povero figlio, chissà cosa gli spetta con una madre del genere !"

Allora si misero d' accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull' asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "sono delle bestie, più bestie dell' asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena !"

Alla fine decisero di scendere tutti e di camminare insieme all' asino.
Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "guarda quei tre idioti; camminano, anche sa hanno un asino che potrebbe portarli!"

Conclusione: ti criticheranno sempre , parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore...ciò che vuoi...una vita è un' opera di teatro che non ha prove iniziali.
Quindi: canta, ridi, balla, ama....e vivi intensamente ogni momento della tua vita...prima che cali il sipario e l' opera finisca senza applausi.
(Charlie Chaplin)



Quando da piccoli cominciavamo a far contatto con le nostre insicurezze e con il bisogno latente di protezione, il nostro giudice interiore è andato formandosi come “strumento guida” che ci indicava come dovevamo essere e comportarci. Voglio dire che all’inizio l’esistenza di una guida interiore era funzionale alla nostra insicurezza. Invece più tardi, quando l’adulto nutre in sé un giudice interiore severo, c’è una patologia; per di più un giudice severo crea ulteriore insicurezza, questa insicurezza viene sottoposta a giudizio e quindi il potere del giudice si rinforza ulteriormente.


il passo principale per superare la paura del giudizio e delle valutazioni negative è sviluppare una convinzione di sé e degli altri più realistica. Il catastofismo non porta a molto e solitamente dietro aspetti negativi si può sempre cercare di trovare parti buone o valide che potrebbero offrire un buon potenziale per cambiare quello che non va.

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