sabato 30 luglio 2011

AMORE E FILOSOFIA

AMORE E FILOSOFIA


L'amore è il grande escluso delle analisi filosofiche e psicologiche che si occupano del comportamento umano. In parte perché il termine stesso è inflazionato o contaminato da molteplici significati. Ma che parola dovremmo usare per definire quel sentimento di forte empatia che vuole il bene dell'altro senza anteporre il proprio?
L'ingegneria della SEDUZIONE supplisce a queste lacune.


L'ingegneria della seduzione (IDS) è la metodologia più moderna ed efficace che studia in modo preciso ed “ingegneristico” tutte le strategie e le tecniche di seduzione formalizzandole in modo chiaro e preciso in modo da renderle fruibili da tutti insegnando in modo pragmatico ed immediatamente applicabile metodologie che ci permettereranno di vivere bene e meglio la nostra vita di “relazioni sociali”.


 Se escludiamo tutti gli altri significati, questo sentimento è la ragione principe del comportamento morale per molte persone. Solo chi non lo vive può non tenerne conto nel fare e nel valutare leggi che devono regolamentare il comportamento umano nella società. La paura delle conseguenze del proprio agire è fondamentale solo per chi non ama nel senso testé definito
Per quanto in generale il concetto di amore non sia uno dei più frequentati dalla filosofia, esso riveste un'importanza notevole nella sua storia. Il primo pensatore a porre esplicitamente il concetto è Empedocle, nel suo vedere il divenire determinato dalla dialettica amore/odio, visti come fattori cosmologici primari.
Platone trasferisce invece il concetto dalla cosmologia alla metafisica, come aspirazione e tensione verso il divino Bene da cui dipendono le Idee come suoi attributi. Questo mondo divino (iperuranio) come mondo delle Idee è l'oggetto cognitivo delle'anime individuali, frammenti dell'Anima del mondo scesi nell'umano.
La poesia da sempre ha colto l’aspetto più contraddittorio ed irrazionale dell’Amore perché sembra che per la sfera emotiva non valgono i principi logici; infatti, scrive Baudelaire che abbiamo anche il diritto di contraddirci, riferendosi probabilmente ai poeti.
Ma che cosa ne pensa la filosofia dei sentimenti? La sfera del Logos come argomenta sull’Amore? Quale tipo di astrazione sulla passione dell’eros?
La storia del pensiero, dal periodo classico al novecento, presenta vari modelli ed in questa occasione si possono ricordare alcuni di questi “paradigmi” di riferimento.
Platone, nel suo famoso “Simposio”, mette al centro della riflessione di alcuni commensali, legati da vincoli amicali e/o amorevoli, il tema dell’Amore come uno dei bisogni fondamentali degli uomini.
Tornando al “Simposio”, è famoso il mito degli androgini - raccontato nel dialogo platonico da Aristofane - ovvero il racconto di quegli esseri circolari e completi, la cui vera natura era doppia ma anche una, che gli dei divisero in due per punirli della loro superbia e felicità.La principale differenza tra l'amore di oggi e quello dei tempi di Platone è che al giorno d'oggi abbiamo in mente un amore "bilanciato", biunivoco, dove i due amanti si amano reciprocamente; ai tempi di Platone era univoco, uno amava e l'altro si faceva amare: nel mondo greco o l'uomo amava la donna o l'uomo amava l'uomo: l'omosessualità era diffusissima. Talvolta ci poteva essere un amore biunivoco, che Platone spiegava ricorrendo sempre alla teoria del flusso che intercorre tra gli occhi: secondo lui poteva venirsi a creare una situazione di "specchio": in realtà l'amato vede negli occhi di chi lo ama se stesso perchè vede riflessa la propria bellezza; è una concezione mitica che rievoca i celeberrimi versi di Dante: "amor, ch'a nullo amato amar perdona. 

Questa impostazione si coniuga poi con la teologia cristiana, trovandovi rispondenza e riformulazione, avendo nel platonico Agostino di Tagaste il suo estensore, ma con una inversione di direzione, poiché se in Platone l'amore è movimento dall'uomo a Dio, per Sant'Agostino è da Dio all'uomo.
In Spinoza l'amore torna ad essere movimento "verso Dio", come unità-totalità perfetta e compiuta, da parte delle menti umane quali parti "pensanti" verso Dio quale suprema "Cosa Pensante".


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