martedì 12 luglio 2011

COMUNICAZIONE PERSUASIVA



La COMUNICAZIONE PERSUASIVA permette di raggiunger obiettivi nella vita, nel lavoro, nella SEDUZIONE.
Come comunicare in modo persuasivo?
A volte i condizionamenti ambientali, l’educazione ricevuta, le esperienze sociali deludenti o apportatrici di ansia, l’uso ripetuto di modalità comunicative inefficaci e non appaganti o anche un rapporto con se stessi non fondato su una base di solida autostima non hanno permesso di sviluppare un modo di essere assertivo. Esiste però la possibilità di imparare ad essere assertivi e di migliorare, dunque, la qualità del rapporto con se stessi e con gli altri.
rovate a fare un gioco e confrontatevi con le seguenti caratteristiche tipiche di una persona “assertiva”:

Il suo modo di pensare: è importante credere in se stessi, ogni problema può essere affrontato e risolto nel migliore dei modi, ognuno può commettere degli errori, l’importante è avere fiducia nelle persone, ecc;
L’immagine che ha di sé: ha un’immagine positiva. Accetta se stesso ed è pronto a difendere i propri diritti senza calpestare quelli degli altri. Ha fiducia negli altri, sa che ci possono essere dei problemi, ma con buona volontà si possono risolvere, ecc;
Le emozioni che prova: manifesta liberamente le sue emozioni che sono di solito d’interesse, eccitazione, serenità, gioia di vivere, benessere. È ottimista e realista allo stesso tempo, sa essere fiducioso e riflessivo di fronte ai problemi, ha buone capacità di gestire l’ansia, ecc;
Le motivazioni che lo accompagnano: è molto motivato, attivo, tenace, passionale, ama interagire con le altre persone. È motivato al proprio sviluppo personale nonché a correggere i propri errori. È motivato e determinato ad assumersi le proprie responsabilità e a far valere i propri diritti, ama fare progetti, essere attivo e comunicare, ecc;
I comportamenti che adotta: è attivo nell’affrontare i problemi, sa correre dei rischi, sa dire di no con il sorriso sulle labbra, esprime con franchezza il proprio punto di vista e le proprie convinzioni. Interagisce con gli altri, s’impegna nel proprio lavoro, si assume la responsabilità dei propri errori, ecc;
La sua comunicazione verbale: per esempio, “Ho preso questa decisione, Tu cosa ne pensi?” oppure “Mi piacerebbe conoscere anche il Tuo pensiero su questo problema”, ecc;
La sua comunicazione non verbale: guarda negli occhi le persone con cui parla, mostra interesse. Con l’espressione del viso accompagna ciò che dice e fa, i gesti sono fluenti, non è rigido, la postura è di apertura verso l’altro. Il tono della voce è chiaro e congruente al messaggio,

Come sviluppare le abilità della COMUNICAZIONE PERSUASIVA

• Essere diretto, chiaro e aperto nel sentire ed esprimere i propri sentimenti, opinioni ed esigenze. Le seguenti dichiarazioni potrebbe contribuire ad esprimersi in modo efficace:

"Io voglio ..."

"io non voglio ..."

"Vuoi ...?"

"Ho un punto di vista diverso ..."

• Non lasciare che i familiari, gli amici, i colleghi, ecc. impongano i propri comportamenti, valori e idee su noi stessi.

Far invece sapere cosa si pensa, si sente e o si desidera, in modo adeguato.

• Provare a dire "no" alle richieste irragionevoli. Solo se si desidera veramente, si può anche spiegare quali siano le personali ragioni per dire "no" .

• Cercare di usare "Io" all’inizio di una discussione e non “Tu” in modo da porre l’attenzione sul comportamento degli altri e non sul giudizio delle persone stesse. In tal modo sarà possibile evidenziare gli effetti dell’atteggiamento altrui su noi stessi, evitando accuse e recriminazioni.

• Chiedere sempre un feedback al proprio interlocutore. "Sono stato chiaro?" "Volevo dire ... ...., Che cosa hai capito?" Come vedi la situazione? "

Per sviluppare al meglio le proprie capacità assertive e di autocontrollo emotivo è fondamentale possedere buone doti di self management: acquisendo e coltivando le necessarie “competenze per competere” aumenterà la sicurezza manageriale e, con essa, la capacità di affrontare in maniera adeguata e senza disagio anche le situazioni di emergenza, sia sul piano medico, o infermieristico o laboratoristico, che organizzativo in generale.
Organizzarsi meglio, per svolgere più lavoro qualitativamente migliore in meno tempo, con maggiore soddisfazione e meno stress è uno degli imperativi per il manager oggi.
Rendersi conto di come e quanto i nostri pensieri influenzino lo stato fisico e viceversa, di come influenzino positivamente o negativamente i nostri rapporti interpersonali è la chiave per capire l’importanza dell’uso, deliberato e tecnicamente valido, delle autosuggestioni “in stato di veglia”, allo scopo di innescare e pilotare il circolo psicosomatico “virtuoso”, cioè fonte di benessere anziché di malessere.
Anche eliminare alla radice situazioni (proprie o dei propri colleghi e collaboratori) di insicurezza, ansia, problemi di concentrazione e di memorizzazione può contribuire a ridurre lo stress nell’ambiente di lavoro: apprendere (invitando anche gli altri a fare altrettanto) mnemotecniche, metodologie di studio e di apprendimento, tecniche di lettura
rapida e sistemi per un parlare in pubblico efficace aiuta a svolgere meglio e con maggiore soddisfazione i propri compiti, producendo il “miracolo” della dilatazione del tempo!


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