lunedì 11 luglio 2011

CRISI SENTIMENTALE

CRISI SENTIMENTALE


La CRISI SENTIMENTALE porta con sé il cambiamento, ma è necessario viverla perché questo avvenga. Eroe è colui che riesce a sostenere il confronto con le proprie debolezze ed i propri limiti e ad illuminare così le zone buie. 
In momenti come questi è bene ripartire da sè stessi, dai propri punti di forza, dalle proprie motivazioni interiori, valorizzando i propri vantaggi competitivi (le proprie passioni) e concentrandosi su quello che è il vero valore


Non c'è nulla di male o di strano nell'avere un periodo di CRISI SENTIMENTALE, si tratta di momenti che tutti quanti viviamo quasi quotidianamente: anche chi ci sembra avere una vita fantastica prima o poi ne è preda. E' nella natura dell'essere umano avere delle difficoltà, sentirsi "minorati", desiderare di più, essere delusi da ciò che ci circonda, succede a tutti e non ci si deve abbattere, se desideriamo davvero qualcosa occorre combattere e stringere i denti per ottenerla.
Se non ci fossero difficoltà (grandi o piccole che siano) la vita sarebbe ben più terribile di quanto la si vede con gli occhi di uno sconfitto. E' importante dire infine che i suddetti consigli funzionano solo se seguiti alla lettera e "in gruppo"; ad una persona che sta bene possono risultare anche "stupidi" ma per chi è afflitto potrebbero rappresentare la via d'uscita da una condizione






La CRISI SENTIMENTALE porta con sé il cambiamento, ma è necessario viverla perché questo avvenga.


Anche la SEDUZIONE può produrre un cambiamento positivo ed una soluzione della CRISI SENTIMENTALE
E quando ci si trova nel mezzo di un momento di crisi con la convinzione di non riuscire a venirne fuori, è più opportuno chiedersi che cosa stiamo vivendo, cosa stiamo rifiutando, prima ancora di chiedersi come uscirne fuori.






Più le persone sono rigide e intolleranti, più costruiscono confini impenetrabili intorno a sé; ma se disgraziatamente qualcuno o qualcosa riesce dall’esterno a penetrarvi, allora la crisi sarà particolarmente devastante.
Si tratta di persone con grandi debolezze ed insicurezze, a volte ben celate dietro la rigidità delle proprie idee e del modo di proporsi.
Per costoro il confronto con la diversità, con l’altro da sé, col cambiamento, può realmente costituire una minaccia alla sopravvivenza. Per questo motivo coloro che soffrono di gravi patologie psichiche, soprattutto di tipo ossessivo o depressivo, tendono a rinchiudersi all’interno di dimensioni sempre più ristrette e note, rifiutando il contatto con l’esterno e con gli altri, a volte anche costruendo rituali complessi e ripetitivi che fungono da rifugio e protezione contro l’ignoto.
In questi casi anche lo spostamento di un oggetto dentro casa può causare una crisi, e una crisi devastante. Dunque, al di là delle patologie serie, che necessitano di cure opportune, va detto che l’intensità di un conflitto o di una crisi è comunque direttamente proporzionale alla rigidità dei confini che ogni persona costruisce intorno a sé e che segnano il limite tra ciò che ci appartiene e ciò che invece non ci appartiene.
Se tali confini sono sufficientemente permeabili ogni elemento proveniente dall’esterno (idee, persone ecc.) potrà facilmente entrare nella coscienza senza che ciò comporti una destrutturazione e una ristrutturazione totale dell’individuo.
La crisi sarà, cioè, indolore o quasi, garantendo continuità alla crescita e all’apprendimento.
L’entità della crisi dipende anche da cause “esterne” all’individuo, legate cioè ad un evento che la determina. Vi sono situazioni della vita, come per esempio i lutti, le separazioni, la malattia, le disgrazie ecc. che determinano crisi profonde e che spesso comportano anche grosse trasformazioni interne; e in alcuni di questi casi viene difficile, pur mettendoci tutta la buona volontà, riuscire ad afferrare il valore positivo che la crisi può portare con sé.

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