giovedì 21 luglio 2011

DONNE CHE AMANO LE DONNE


DONNE CHE AMANO LE DONNE



Le DONNE CHE AMANO LE DONNE sono definite lesbiche o bisessuali.
lesbica" e "bisessuale" sono solo definizioni;

In effetti la storia dell'affermazione della propria sessualità da parte delle lesbiche è stata ancora più complessa rispetto a quella dei gay.
Considerate che in ben 39 paesi essere lesbica significa ancora essere una persona che trasgredisce la legge.
Anche nei paesi apparentemente più liberi, i problemi esistono, più o meno nascosti nelle scuole, sul lavoro, nei locali dove si esce la sera.



• come tali non sempre corrispondono all'effettivo comportamento sessuale 
della singola donna;
• questo può significare che una donna vive solo rapporti d’amore con altre donne 
oppure che ha rapporti sia con uomini che con donne, magari a fasi alterne. La SEDUZIONE di una donna verso un'altra donna è meno marcata e più discreta rispetto a quella degli uomini.

Con il termine lesbica si indica una donna con orientamento sessuale e affettivo nei confronti di altre donne. Il termine deriva dall'isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo nel VII secolo a.C., che nei suoi versi esaltò la bellezza della femminilità e dell'eros tra donne.

Gli studi sembrano dimostrare che gli uomini tendono ad essere più omofobici rispetto alle donne. Culturalmente, comportamenti affettuosi tra donne possono essere più accettate rispetto a quelle fra uomini e quindi questi ultimi possono attirare più reazioni violente. D’altra parte, le relazioni lesbiche possono essere più invisibili e pertanto i loro problemi spesso possono essere ignorati.
In origine il termine fu usato in senso dispregiativo; in seguito, tuttavia, le lesbiche se ne sono riappropriate in termini di rivendicazione e di orgoglio(pride). Uraniste, tribadi, saffiche, urninghe... dal 1886, anno di pubblicazione della Psycopathia Sexualis di Richard von Krafft-Ebing, i nomi che definiscono le lesbiche si sono moltiplicati e, per certi versi, sprecati. Si deve a Charlotte Wolff, una psichiatra di origine tedesca, che nel 1971pubblica Amore tra donne, il primo studio del lesbismo che utilizzi come oggetto della ricerca donne non portatrici di patologie psichiatriche particolari, lo sdoganamento del termine lesbismo per definire quelle donne che preferiscono a livello emozionale, amoroso, affettivo e sessuale le relazioni con altre donne.

Anche se il titolo della presente discussione potrebbe sembrare provocatorio e l’inizio alquanto bizzarro e fantasioso, non c’è verso che di questi tempi, sia facilmente possibile (per me una regola) incontrare, conoscere, frequentare donne le quali non abbiano avuto almeno una volta nella loro vita, un rapporto sessuale con lo stesso sesso…e per quelle che ancora devono arrivare alla praticità della questione, nelle loro fantasie non escludono o al limite, non disdegnerebbero, l’esperienza saffica.
Non si parla di lesbismo ma di bisessualità, più o meno marcata ove quasi tutte dettano percentuali di preferenza per il sesso opposto ma riservano comunque una parte di attenzioni allo stesso sesso.
Quindi, mentre qualche uomo in crisi d’identità sta ancora ricercando la vergine principessa, si consumano sotto gli occhi degli, a volte ignari uomini, esperienze di sesso tutto al femminile dal quale traspare in maniera evidente la capacità delle donne di saper vivere la sessualità in maniera più serena, libera e priva di particolari complessi.
La definizione che sta alla donna stessa adottare o rifiutare: lesbica è ogni donna che si definisca tale, a partire dal proprio oggetto del desiderio, ma riconoscendo altresì nel lesbismo un tratto importante della propria personalità, identificandosi con le altre lesbiche e riconoscendosi nella cultura lesbica.

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