venerdì 1 luglio 2011

LA MEDITAZIONE

la meditazione

La meditazione non è fuga dal mondo; non è un isolarsi e chiudersi in sé, ma piuttosto la comprensione del mondo e delle sue vie.
   Jiddu Krishnamurti


La meditazione è utile anche nello sviluppo della forza interiore per la SEDUZIONE.
Ci sono molti punti di contatto con l'ipnosi

Uno degli strumenti più immediati e più rigorosi ai fini della conoscenza di sé è la meditazione. Meditare significa letteralmente andare al centro di sé stessi, del proprio Sé profondo, e mettersi in connessione con esso, stabilire un contatto diretto con ciò che vi è di più significativo, con l’assolutamente significativo e l’incondizionatamente presente e reale, dove il significato e la realtà sono di tipo esistenziale – esperienziale, al di là di ogni teoria, di ogni mistica, filosofia, insomma di ogni struttura di pensiero codificata. Questo può avvenire in vari modi e attraverso varie tecniche, ma il fine ultimo resta sempre lo stesso: arrestare, bloccare per qualche attimo, minuto, decina di minuti o ora il dialogo interiore, quel flusso ininterrotto di pensieri e sentimenti che costituisce una sorta di rumore di sottofondo, di costante brusio della nostra mente e che la rende così spesso deconcentrata, depotenziata, stanca, priva o carente di energia e vitalità. Meditare in senso proprio, ossia neutro e aggiungerei laico, come atto immanente, ossia non religioso, mistico, trascendente, significa sviluppare uno sguardo intenso e chiaro verso la propria interiorità più profonda, verso la propria essenza più intima, uno sguardo che con il perfezionarsi della abilità e della capacità meditative, si fa sempre più limpido, lucido e penetrante, fino a diventare col tempo e la pratica una percezione definita del proprio sé, che può essere sempre più affinata e perfezionata.  




“Meditazione”, è un termine che nel mondo occidentale viene spesso erroneamente usato per indicare una non ben definita sorta di estasi mistica. Benché queste esperienze mistiche, ad alti livelli di pratica siano possibili, in realtà con “meditazione” si vuole intendere più genericamente tutta una serie di pratiche contemplative che mirano a sviluppare una maggiore concentrazione e consapevolezza di se stessi.
Nel Buddhismo Tibetano ad esempio, al contrario di quanto certa fantasia popolare potrebbe immaginare, la meditazione non ha nulla a che fare con cose come il “levitare”, ma bensì la parola tibetana corrispondente a meditazione è “Gom”, il cui significato è semplicemente quello di “Abituarsi” o “Familiarizzarsi”. Dunque, nessuna acquisizione di poteri miracolosi, ma esercizi che hanno la finalità di sviluppare in noi l’abitudine, la consuetudine e se vogliamo anche un  “sano vizio” nei confronti di un certo tipo di comportamento e di visione del mondo.

Mentre la meditazione può essere considerata come una strategia cognitiva con cui la coscienza guadagna un controllo sui normali stati di consapevolezza inconsci, inclusi i processi corporei involontari, la fisiologia della meditazione ha ottenuto più attenzione rispetto ad altri aspetti, dagli scienziati Occidentali, in modo sproporzionale ad altre dimensioni dell'esperienza meditativa. Storicamente, questo è stato largamente dovuto, per 300 anni, al dualismo di Descartes, che richiedeva un'assoluta separazione tra mente e corpo, mentre la ricerca recente e il positivismo scientifico, asseriscono meccanicisticamente che quello che è immediatamente fisico e materiale, costituisce tutto ciò che è la realtà. La forma più visibile e palpabile di un fenomeno è il solo proprio oggetto dello scrutinio scientifico.

  • Siediti comodo. Un posto tranquillo e' consigliato, ma non necessario.
  • Chiudi gli occhi. Respira naturalmente. Siediti per circa un minuto prima di iniziare a pensare al mantra per permettere al tuo cuore e respiro di rallentare.
  • Con dolcezza porta la tua attenzione sul tuo respiro e inizia a pensare al mantra, senza sforzarti. Lascialo venire, non forzarlo. Pensa "am" quando inspiri e "sa" quando espiri. Lasciati andare in questo.
  • Permetti ai tuoi pensieri e emozioni di venire e andarsene con distacco. Non provare a controllarle in alcun modo. Notali solo, e quando scopri che non stai piu' ripetendo il mantra, ricomincia a ripeterlo con dolcezza. Non provare a forzarti a pensare al mantra sino all'esclusione di tutti gli altri pensieri. Potresti provare un profondo stato di rilassamento. Medita in questo modo per 20 minuti 
  • Quando hai fatto, prenditi un minuto per ritornare lentamente allo stato di attenzione naturale. Non sforzarti ad aprire gli occhi o alzarti dopo la meditazione. 
  • Tieni la spina dorsale dritta, testa bilanciata sulla colonna vertebrale.
  • A molte persone piace pregare o fare visualizzazioni dopo aver meditato, mentre sono ancora in uno stato alterato. 
  • Come preparazione pre-meditativa, sposta la tua attenzione sull'azione fisica di respirare. Respira naturalmente e durante ogni ciclo della respira-zione concentrati su una parte differente del tuo corpo, facendo attenzione ai cambiamenti in quella parte come risultato della respirazione

Nessun commento:

Posta un commento