mercoledì 20 luglio 2011

PROSSEMICA


prossemica



La PROSSEMICA è la gestione dello spazio, è utile impararla per gestire la fase iniziale della SEDUZIONE, muovere il corpo per comunicare e per sedurre.
La prossemica studia l’uso che le persone fanno della distanza e dello spazio nell’ organizzazione sociale e lavorativa e nelle relazioni interpersonali.
In particolare, nell’ambito della comunicazione, distanza interpersonale e orientazione degli
interlocutori, hanno importanti conseguenze sull’ efficacia dell’interazione.
Sebbene le persone non riescano a dare una valutazione accurata della distanza interpersonale,
esse sono molto sensibili anche a piccole variazioni della stessa.
La distinzione dei diversi tipi di distanza comprende quattro zone, che possono variare ciascuna da un
massimo ad un minimo a seconda dell’influenza dovuta a fattori socioculturali.
Le quattro zone sono:
distanza intima (da 15 a 45 cm) gli interlocutori sono molto vicini, per questo
motivo i canali sensoriali che hanno maggiore importanza sono l’udito, l’olfatto e il tatto,
mentre ha poco rilevanza la vista;
distanza personale (da 45 a 75 cm) quella in cui gli interlocutori possono toccarsi
allungando un braccio, ma anche evitare di essere toccati se non vogliono;
distanza sociale (da 75 a 120 cm ) è quella in cui un interlocutore può essere percepito e
stabilire un contatto comunicativo senza creare disagio; in questa zona non ci è
possibile ignorare una persona conosciuta semplicemente evitando di guardarla, a meno
di ridurre ostentatamente il nostro campo visuale;
distanza pubblica (da 120 a 210 cm) quella all’interno della quale non è sempre possibile
riconoscere le altre persone. All’interno del campo visivo posso entrare da due a cinque
persone separate fra loro.
In genere l’uomo preferisce avere vicino persone che gli piacciono e che gli sono amiche, e che non
dirigono lo guardo verso di lui.
Anche il contatto corporeo viene compreso all’interno della prossemica indicando generalmente
un senso di intimità. Il contatto fisico è anche in relazione anche allo status degli interlocutori: gli
individui di status più elevato si impegnano maggiormente in contatti fisici rispetto a quelli di
status inferiore. 
Per quanto riguarda l’orientazione degli interlocutori normalmente esistono due posizioni, la posizione
frontale e quella laterale. La prima permette un contatto visivo diretto e crea un coinvolgimento
emotivo maggiore, la posizione laterale invece è meno impegnativa e procura una
minore tensione emotiva.
A seconda della disposizione, possono essere compresi i tipi di collaborazione, intimità e gerarchia.
Tra amici o in una situazione collaborativa si assumerà la posizione fianco a fianco o a 90 gradi;
mentre in una relazione gerarchica il superiore tenderà a porsi di fronte al dipendente-inferiore.
Attraverso l’osservazione dell’orientazione dei membri di un gruppo diventa quindi possibile comprendere il ruolo occupato da ciascuno di essi, anche se si deve
sempre considerare l’influenza delle norme culturali.
L’ultimo aspetto della prossemica che ha una grande influenza all’interno delle relazioni interpersonali è la postura. Esso è un segnale generalmente involontario che partecipa alla comunicazione del
proprio stato emotivo.
Alcune posizioni sono infatti tipiche di situazioni di amicizia, altre per le situazioni di ostilità, altre ancora indicanti il proprio status sociale. Ciò che le differenzia è soprattutto lo stato di rilassamentotensione.
Anche l’aspetto emotivo può trovare la possibilità di esprimersi attraverso la postura. Inoltre data la
minore capacità delle persone di controllare questo indicatore sociale esso, se osservato con attenzione, sarebbe in grado di rivelare emozioni che gli individui vorrebbero invece nascondere attraverso altri indicatori come l’espressione del viso o il tono della voce più facili da controllare.

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