lunedì 4 luglio 2011

SEDUTTIVITA'


seduttività



Seduzione e seduttività, pur avendo numerosi aspetti in comune a livello superficiale, sono – di fatto – realtà differenti nella loro natura. 
Dal termine se-durre derivano sia seduttività che seduzione. Ma nell’uso i significati dell’una e dell’altra parola risultano sostanzialmente diversi.
Si può essere seduttivi e si può essere seduttori, due ruoli che agiscono però su due piani diversi.
La seduttività attiene ad un modo di essere e di porsi all’esterno, che attrae, che affascina, perché riflette modalità dell’essere,valori - e comportamenti conseguenti - introiettati e assunti in un tutt’uno che la persona (seduttiva) restituisce all’esterno. La seduzione sottende un “agire per”, ed è il “per” che fa la differenza, in quanto sottende uno scopo, un calcolo.
La seduttività è sempre stata un’arma importante nelle mani di alcune donne. Non c’è niente di male ad utilizzarla. Anzi.Quello che succede però,oggi è particolare,al di là di ogni valutazione etica ma riflettendo solo dal punto di vista antropologico e sociologico,non passa inosservata  la preponderanza di  segnali sessuali presenti ad ogni livello.A discapito di altri aspetti più evoluti che dovrebbero essersi fatti strada prepotentemente nell’evoluzione dell’essere umano.Certamente nella preistoria era assolutamente decisiva la seduttività della donna: i segnali sessuali, di giovinezza e di bellezza  che provenivano da lei, non spingevano: costringevano il maschio – per una sorta di corto-circuito ormonale – a prendersi cura della donna con cui si era accoppiato, e della prole nata da questo rapporto fisico.
Mentre la seduzione è una esperienza profonda e molto intensa che coinvolge la totalità dell’organismo e della mente , la seduttività costituisce un atteggiamento  esteriore con cui affrontare differenti ambiti delle relazioni umane.
La seduzione  è una potente forma di energia che può essere molto utile, o molto dannosa, a seconda di come venga usata. Sta a noi divenirne coscienti per poterla usare nel migliore dei modi.
La seduttività è parte integrante della personalità, è la capacità di interessare ed attrarre l'altro.
Si può essere seduttivi in qualsiasi momento, mentre si lavora, si gioca o si stira una camicia: l'essere attraenti, "sexy", è questione assai soggettiva. E' necessario sgomberare il campo dagli stereotipi che associano il termine "sexy" ad elementi esclusivamente esteriori, sessualmente espliciti: forme procaci, muscoli ostentati, abiti provocanti. Spesso è sexy un particolare unico, personale, speciale, come un tono della voce, un modo di
guardare o di muoversi, la capacità di ascoltare e di esprimere emozioni, finanche una lieve imperfezione estetica. Ed allora la chiave per essere più seduttivi è innanzitutto diventare più sicuri di sé: i più impensabili aspetti di noi stessi (estetici o interiori), se vissuti autenticamente e a fondo, si riveleranno immancabilmente sexy agli occhi di qualcuno.
Nel corso dell'evoluzione, le femmine di innumerevoli specie animali hanno imparato a scegliere con attenzione il proprio partner, selezionando il maschio che, in virtù di qualità superiori, prima fra tutte la forza fisica, desse maggiori garanzie di generare una prole sana.
E, allo scopo di accoppiarsi, durante il corteggiamento, il maschio cerca di mettere in evidenza il suo vigore. E' un po' quello che accade anche per gli uomini (e le donne) che si "pavoneggiano" per attirare l'attenzione, privilegiando la cura dell'estetica, del corpo.
Tenendo bene a mente che è estremamente limitante investire tutte le proprie energie e aspettative sulla propria immagine (comunque imperfetta), è importante imparare a conoscerla e ad accettarla: si tratta del primo passo sulla via che porterà a "piacersi di più" e "sentirsi più sexy"


La ricerca del compagno\a può andare incontro a svariati problemi quando la persona non si sente suffi­cientemente equipaggiata nell’avventurarsi in un rischio, dove un ipotetico fallimento potrebbe minare l’integrità dell’Io.
In questi casi non si riesce a tollerare la frustrazione e la competizione con altri pretendenti.
Il blocco dell’iniziativa potrà essere determinato da:
  1. Riedizione della paura infantile di ritrovare altre frustrazioni come quelle passate.
  2. Desiderio di conquista onnipotente, dove l’altro assume il si­gnificato di trofeo. Tale desiderio è in realtà una difesa contro sentimenti d’impotenza e d’inadeguatezzache non potranno mai essere placati da nessun trofeo . Nel voler giocare il ruolo del "macho pimpante" o della "top model irresistibile" , si rischia di rimanere paralizzati nell’attenersi a falsi modelli che soffoche­ranno la spontaneità e il contatto con la realtà
  3. Mancanza di decodificazione del codice corporeo dell’altro con difficoltà nell’invio di segnali seduttivi. I malintesi possono sorgere quando non si riesce carpire il "linguaggio corpo­reo" del partner (causa imbranamento!!); oppure non si riescono ad inviare segnali efficaci in grado far capire le proprie inten­zioni. Al contrario segnali troppo diretti, senza l’attesa del giusto tempo per dichiararsi, potrebbero spaventare l’altro senza dargli la possibilità di metabolizzare la richiesta.
La seduttività si mette in atto quando si voglia piacere a determinate persone per disarmarle e indurle a fare ciò che si desideri. In genere si è portati a pensare che la seduttività sia qualcosa riservato alle belle donne, ma la cosa non risponde alla realtà. Le modalità della seduzione hanno una gamma vastissima, e possono essere usate da chiunque, ovviamente con più o meno successo a seconda delle capacità e dell’abilità di chi le attua.

Bisognerebbe quindi comprendere ciò che è in essenza la seduttività, per essere in grado di spogliarla degli attributi sia negativi che positivi che le si sono attribuiti, e poterla vedere da un punto di vista equanime. Innanzitutto, la seduttività è un mezzo per sviluppare attrazione
Nella fase di seduzione tutta la comunicazione è retta da un pro­cesso di “negoziazione” e da comportamenti tendenti a favorire l’intimità, dove ogni partner cerca di sedurre l’altro, per poisperimentare l’adeguatezza di questo rispetto ad un possibile rapporto di coppia.

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