domenica 10 luglio 2011

SESSO O AMORE?

SESSO O AMORE

SESSO O AMORE?
inizio con un concetto che spiegherò e riprenderò successivamente:

Per integrare il sesso con l'amore bisogna passare attraverso la seduzione.


Che cos'è l'amore? Già il sesso non è la stessa cosa per l'uomo e per la donna. L'amore poi, che di per sè è una parola dai mille significati, è un concetto totalmente diverso nell'uomo e nella donna. All'inizio di un rapporto c'è il caso (che fa incontrare due persone che hanno "bisogno" di un/a compagno/a e non lo/a trovavano) o l'attrazione (che fa scegliere fra diverse possibilità). L'attrazione è un mix di pulsioni biologiche e culturali, tutte però finalizzate a livello inconscio a far incontrare un buon partner per la "riproduzione". E qui arriva il sesso, dato che per riprodursi bisogna far sesso. Poiché da un paio di generazioni la nostra cultura ha spostato in secondo piano la funzione riproduttiva del sesso e in alcune persone è riuscita a eliminarla completamente dal livello di consapevolezza, l'attrazione "appare" a molti come pura attrazione sessuale finalizzata a trovare qualcuno con cui soddisfare il bisogno di "sesso". Nella donna questa prevalenza della sessualità è meno forte perché rimane molto forte la prevalenza del bisogno di sicurezza (per sè stessa e la prole in origine, per sè stessa solamente in chi ha obliterato il bisogno riproduttivo). E un uomo sessualmente dotato viene equiparato nel subconscio a un uomo "forte". 



Cosa vede una donna che guarda per la prima volta in viso un uomo? Dipende. Se l'uomo ha lineamenti dolci, occhi grandi, sorriso facile, un possibile marito con cui fare figli, viceversa, se l'uomo ha la mascella squadrata, zigomi alti, occhi piccoli, aspetto virile, un partner con cui andare a letto, senza alcun desiderio di mettere su famiglia.
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Chicago afferma infatti che le donne, a colpo d'occhio, sembrano essere in grado di capire, guardando i lineamenti di un uomo, se questi sarebbe un buon marito o se andrebbe meglio per una storia di sesso. 

Dunque l'"amore" che la donna prova per il maschio è sostanzialmente attrazione per un uomo forte capace di proteggerla: il sesso diventa o la prova a sè stessa della bontà della sua acelta, o il prezzo da pagare per avere quell'uomo. Apparentemente quindi nella donna viene prima l'"amore", poi il sesso. Nell'uomo accade il contrario: l'uomo ha bisogno di un ricettacolo per il suo seme, ma ha anche bisogno di depositare il suo seme nel maggior numero possibile di "ricettacoli", e questo vale anche nel caso che, per motivi culturali, l'uomo non voglia (per il momento o per sempre) figli.


 Nell’entusiasmo dell’innamoramento forse non si sa, o non si vuol vedere, che l’esaurimento dell’attrazione sessuale è un fenomeno assolutamente normale, fisiologico e strettamente connesso con la riproduzione. La Natura ha stabilito che la fregola amorosa durasse quel tanto che serve ad ottenere la fecondazione, quindi anche chi ha intrapreso seriamente una relazione di profonda conoscenza non si deve crucciare se dopo il primo figlio (e spesso anche prima) riscontra un indebolimento o addirittura un esaurimento dell’attrazione sessuale: Madre Natura infatti non spreca nulla, e poiché il sesso – in barba a tutte le rivoluzioni sessuali – non esiste per far divertire gli esseri umani, ma solo in funzione della riproduzione, di lui non c’è più bisogno quando la femmina è ingravidata, anzi è nocivo perché la distrae dall’allevamento della prole. Basta osservare quello che succede fra gli animali. E’ vero che nella donna il desiderio, e quindi la vita sessuale, può continuare anche durante la gravidanza; tuttavia, non essendo più così urgente la fecondazione, essa assume un ritmo più tranquillo, quello puramente fisiologico guidato dagli ormoni e soprattutto dall’amore, e serve biologicamente a tenere unita la coppia per le cure parentali: la diminuzione del desiderio, che in queste circostanze viene percepito da qualche persona immatura con sorpresa e amarezza come diminuzione dell’amore, è invece giusto e naturale perché, non essendoci più l’assillo fuorviante ed estraniante della fregola iniziale, permette di attendere alle occupazioni quotidiane necessarie per l’allevamento della prole e il mantenimento della famiglia. Per la gente semplice le occupazioni parentali, con la fatica che comportano di educare e mantenere la famiglia, sono sufficienti a tenere in piedi il rapporto di coppia; per i più esigenti deve sopperire l’intesa intellettuale, culturale e affettiva. Ed ecco allora che non il colpo di fulmine, ma l’oculatezza nella scelta del partner gioca il ruolo maggiore nel prolungare la durata dell’amore.


Per integrare il SESSO CON L'AMORE BISOGNA PASSARE ATTRAVERSO LA SEDUZIONE


Come imparare la seduzione ?
Bisogna per prima cosa rendersi conto che la capacita' di sedurre, la capacita' di coinvolgere e quella di persuadere non sono delle doti innate o "per grazia ricevuta" ma si possono imparrare.

La seduzione e' quindi una scienza, una scienza sperimentale (con fondamenta teoriche) e statistiche e pertanto una scienza.
La metodologia Dell'ingegneria della seduzione ha protocollato le  strategie di seduzione rendendola fruibili a tutti quelli che hanno voglia e desiderio di sperimentare nuove modalità comportamentali piu efficaci e produttive nell'area esistenziale che e' o si ritiene essere piu' debole delle altre nella quale i risultati non sono stati allineati con le aspettative.
Evidentemente le aree della vita sono tutte collegate e producendo un beneficio su una di esse si ottiene indirettamente un beneficio anche sulle altre aree.
Sembra evidente che quando i rapporti sentimentali vanno bene anche il rapporti sociali ed il lavoro ne tardammo benefici.

Questo perché il successo produce motivvazione ed autostima.



Quando parlo di seduzione mi riferisco al senso olistico del termine, andando quindi oltre la seduzione legata all'ambito sentimentale ma estendendolo a tutte le aree della nostra vita, dalla famiglia (sia originaria che acquisita), al lavoro, alle amicizie, alle relazioni sociali in genere.

Introduco qui un altro concetto importante il concetto di gioco.
Cosa intendo con gioco:
intendo un atteggiamento che dobbiamo mantenere nella gestione delle relazioni con gli altri ma anche nella gestione delle relazioni con noi stessi.

Se prenderemo il processo di seduzione troppo sul serio innescheremo dei meccanismi sabotatori che ci impediranno di raggiungere l'obiettivo.

Questo perchè ciò che è obiettivo per la parte logica diventa strumento per la parte emotiva.
Se il mio obiettivo logico fosse andare a Milano, l'obiettivo emozionale sarebbe il viaggio, cioè è dal percorso che traggo emozioni e quindi la sfera emotiva cercherà di non farmi mai arrivare a Milano.

Dovrò giocare al gioco della seduzione dandomi non tanto l'obiettivo ri riuscire quanto quello di allenarmi.

Il successo sarà quello che si potrebbe definire un “guadagno secondario”.


Dobbiamo avere o acquisire la consapevolezza che anche la vita di per sé è comunque un gioco, un gioco che ha le sue regole, regole che non abbiamo definito noi e che quindi dobbiamo conoscere, imparare ed utilizzare al meglio.

Giocare al gioco della seduzione equivale a giocare al gioco della vita e le probabilità che ho di vincere sono inversamente proporzionale alla paura che ho di perdere: maggiore è la paura di perdere minori sono le probabilità di vincere.

Quando parlo di “vincere” in realtà intendo una vittoria sia nostra sia del nostro interlocutore in un'ottica, per usare una terminologia transazionalista win-win.

Un buon obiettivo può essere quello di “giocare” al meglio.
Con un buon gioco, sicuramente massimizzerò le probabilità di vincere, potrò magari perdere qualche battaglia, ma alla fine vincerò la guerra.

Per giocare bene, come negli sport, anche nella seduzione è necessario allenarsi.

Un buon modo per mettere in pratica un programma di allenamento è quello di pensare alla seduzione in particolare ed alla vita in generale come ad un processo e non come ad un evento.

I processi sono modificabili, gli eventi nò.

Una credenza utilissima per impostare un programma di allenamento efficace ed efficiente è quello di costruirsi (se per caso non facesse già parte del nostro modo di essere) la seguente credenza:

“non esistono sconfitte ma solo risultati”

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