mercoledì 31 agosto 2011

ARMONIZZAZIONE INTERIORE



ARMONIZZAZIONE INTERIORE


L'armonizzazione interiore è sinonimo di SEDUZIONE verso se stessi.
Vivere bene o vivere male, vivere in armonia o in disarmonia, con se stessi e con gli altri non dipende da fortuna o sfortuna, ma solo dalla capacità di scegliere. 

Quindi la prima cosa da ricordare è: una relazione cresciuta nell'infelicità non potrà che essere amara. Sii prima felice, sii gioioso, festoso; solo allora troverai un'altra anima gioiosa e vi sarà l'incontro di due - anime danzanti, e da questo nascerà un'immensa danza. Non cercate una relazione perché siete soli, no. In questo caso vi muovete nella direzione sbagliata: userete l'altro come un mezzo, e l'altro userà voi come un mezzo. E nessuno vuole essere usato come un mezzo! Ogni singolo individuo è fine a se stesso. Dobbiamo imparare ad accettarci, perdonarci, concederci un po' di tempo per la nostra mente e il nostro corpo.
Stare bene, anche da soli, ci può far guadagnare un'autonomia e un'indipendenza dagli altri la cui presenza potrà essere piacevole, ma non indispensabile.

E quando dai, ricevi: non è mai il contrario. Allora nasce il bisogno di amare qualcuno. Normalmente il bisogno è di essere amato da qualcuno. È un bisogno sbagliato. È un bisogno infantile: non sei maturo. È un atteggiamento da bambino. Nasce un bambino. ovviamente il bambino non è in grado di amare la madre; egli non sa cos'è l'amore e non sa chi è la madre o chi è il padre. È completamente inerme. Il suo essere deve ancora integrarsi: non è un individuo, non è ancora un insieme.
Vivete pienamente il presente
E' difficile poter godere di ogni attimo che passa: la vita odierna è fatta di ritmi veloci ed incalzanti che ci fanno perdere il senso delle cose: cercate di ritrovarle e di assaporare lentamente tutti i momenti.
Riconoscete la vostra soglia di resistenza allo stress
Lo stress è un brutto ostacolo per la tranquillità: d'altronde un po' di stress è anche indispensabile a non impigrirci, l'importante è acapire quale sia il nostro limite e correre ai ripari qualora lo superassimo.
Fate progetti
E' indispensabile avere degli obiettivi nella vita: in questo modo avrete una maggiore sensazione di pienezza della vostra vita.
Capire le proprie modalità di comportamento, analizzare il proprio assetto cognitivo, 
costruire una buona immagine di sé, superare le inibizioni, comunicare con sicurezza ed 
efficacia, perfezionare la propria competenza “sociale”, realizzando un comportamento 
equilibrato e costruttivo nonostante le provocazioni che l’ambiente lavorativo ed umano 
che lo circonda gli invia continuamente, sono le nuove quotidiane sfide alle quali 
l’operatore sanitario, quale che sia il suo ruolo istituzionale,  deve saper rispondere. 
E la risposta deve essere data sempre, o quasi, con tempestività, coerenza, professionalità 
ed una molteplicità di altre buone qualità, non sempre facili da possedere e tutt’altro che 
facili da conservare nelle situazioni stressanti, sia di tipo medico-infermieristico, che di tipo 
manageriale-organizzativo e tecnico, come in genere avviene nella realtà del  laboratorio di 
patologia clinica, per esempio. 
Individuare ed attuare strategie interpersonali calibrate sulle esigenze delle situazioni e 
degli obbiettivi (propri e del team) è, infatti, una delle caratteristiche fondamentali dei 
managers naturalmente assertivi, specie  se dotati di un forte autocontrollo emotivo: capaci, 
cioè, di giocare al meglio anche nei contesti di stressante imprevedibilità . 
Per questa loro capacità di trasformare gli imprevisti in una sfida   che sicuramente 
vinceranno, le persone dotate della capacità di governare e di sfruttare l’emotività, sia 
propria che degli altri (pazienti, collaboratori, colleghi, familiari e addirittura superiori 
gerarchici) vengono spesso considerati dei leaders carismatici o, addirittura, veri “maestri” 
di vita:
Anche la comunicazione telefonica può avvalersi degli 
strumenti di SEDUZIONE della  comunicazione analogica e 
subliminale: il sorriso si  “sente”, infatti,  anche 
all’altro capo del filo.            
E, anche se manca il contatto “cenestesico”, l’uso sapiente 
delle domande, delle pause, dei segnali paralinguistici di attenzione, del tono della 
voce, del mirroring verbale,  
trasmettono all’altro la 
sensazione di ricevere da noi 
sia “ascolto attento”, sia 
“buona disponibilità”
Ecco alcuni errori che vanno evitati
• Ascoltare in modo negativo ed ipercritico; 
• Basare il “sistema premiante” sull’anzianità, o sull’attività manifesta in 
orario ed ambito lavorativo, o sui titoli di studio formali, o sulla razza ed 
il colore della pelle, o sul nepotismo, o sulle raccomandazioni; 
• Essere avaro di complimenti e di gratificazioni, sia logiche che
analogiche (le “carezze” positive dell’Analisi Transazionale-AT); 
• Imporre comportamenti inutilmente formalizzati anche per cose 
irrilevanti; 
• Incoraggiare la conflittualità all’interno dei membri della squadra, 
anziché sviluppare il gusto dell’ empowerment  e della competizione con 
sé stessi verso mete sempre più ambiziose; 
• Mettere sempre sé stesso al primo posto; 
• Ostentare indifferenza verso le attività formative, privilegiando il  “to 
do” piuttosto che il “Know  why and how”; 
• Ostentare una preconcetta opposizione verso qualcosa o qualcuno; 
• Preoccuparsi eccessivamente, ed in chiave negativo-pessimistica, degli  
eventuali punti deboli del Collaboratore; 
• Pretendere che la squadra si conformi sempre ed ossequiosamente alle 
regole stabilite; 
• Privilegiare la lettera anziché lo “spirito” delle norme; 
• Reagire ai sintomi di malessere espressi da qualche membro del team, 
anziché cercare di appurare ed approfondire le vere cause del problema;
• Richiedere continuamente prove e documentazioni su qualsiasi richiesta 
avanzata dai Collaboratori; 
• Rispondere bruscamente e senza tenere alcun conto delle osservazioni 
dei Collaboratori; 
• Stare sempre attento e sulla difensiva nei riguardi di qualsiasi proposta 
dei Collaboratori.
l’”inconscio” è un insieme di “servomeccanismi” orientati ad uno scopo; 
2. per l’inconscio tutto è possibile e “logico”; 
3. l’inconscio possiede “energie” e risorse di creatività impensabili per la mente 
cosciente 
4. una volta che, sulla base di meccanismi pulsionali  inconsci, sia stata presa una 
decisione o effettuata un’azione, la “mente cosciente” tenderà per sua natura a 
“razionalizzarla” e giustificarla; anche se “prima” l’aveva considerata assurda ed 
inaccettabile. 
5. è più facile convincere una folla che un piccolo gruppo, convincere un piccolo gruppo 
che un individuo;

MOTIVATI E FELICI

MOTIVATI E FELICI




Essere MOTIVATI E FELICI contribuisce a raggiungere i propri obiettivi, nella vita, nella SEDUZIONE, nelle relazioni sentimentali.
Per essere MOTIVATI E FELICI è importante imparare la creatività.

1) La creatività può essere sviluppata attraverso la motivazione
2) Creare è realizzare qualcosa di nuovo, più bello, più semplice e più utile, partendo da 
elementi preesistenti. 
3) Si può creare in ogni campo della nostra vita: arte e letteratura, scienza e tecnica, 
società e politica, vita quotidiana professionale e familiare. 
4) La creatività e la capacità di risolvere creativamente i problemi sono potenzialmente 
presenti in tutti gli individui, come un qualsiasi altro organo psicofisiologico. Esistono 
però dei blocchi che possono talvolta rendere difficoltoso scoprire e sfruttare tale 
potenziale creativo, peraltro esistente in ognuno di noi. 
5) L’educazione alla creatività si propone pertanto di aiutare le persone a prendere 
coscienza della ricchezza del proprio potenziale creativo, dei blocchi che lo fermano, 
dei mezzi idonei per superare tali blocchi.
Il concetto di motivazione viene spesso inteso come spinta o pulsione, per l'influenza nel discorso e nel pensiero comune di concezioni comportamentiste (motivazione come bisogno) e psicodinamiche (motivazione come pulsione). Il difetto di questa convinzione è che semplifica indebitamente il problema della motivazione, mettendone in rilievo le manifestazioni più vistose e trascurandone altri aspetti rilevanti.
Nella ricerca sulla motivazione si è avuto in tempi recenti un interessante cambiamento di prospettiva, che ha portato al superamento dell'idea che la motivazione dell'individuo - nella fattispecie, la motivazione ad apprendere - possa essere ricondotta a una "spinta" unitaria.


attraverso la ”comunicazione 
motivante” e l’uso dei “modelli comunicativo-relazionali” il  manager  potrà finalmente 
sganciarsi dal criterio di “equità” (trattare cioè  tutti allo stesso modo), per adottare invece, 
lucidamente e consapevolmente, il mistico criterio dell’”unicuique suum“: assolutamente più 
adatto per motivare alla prestazione quello specifico individuo, anche nel caso che faccia parte 
di un complesso team  di collaboratori, ovviamente orientati, almeno in teoria, tutti allo stesso 
scopo del benessere.

Una motivazione si manifesta quando per una qualsiasi ragione si è perso uno stato di equilibrio, e permane sino a quando l'equilibrio non si è ristabilito. P.es. dopo un certo numero di ore di digiuno intervengono dei meccanismi che ci segnalano la necessità di reintegrare il cibo metabolizzato.
Il comportamento motivato è caratterizzato dalla presenza di tre fattori:
  • mobilitazione di energia (se è molta, la motivazione è molto forte);
  • persistenza (se c'è reiterazione, nonostante sforzi e insuccessi, la motivazione è molto intensa);
  • variabilità (lo scopo non raggiunto, può esserlo modificando il comportamento o i mezzi).






  • I principali modelli operativi della “comunicazione motivante”, splendidi riduttori di 
    complessità, sono variamente integrabili in un “super modello interattivo” che ognuno, 
    deliberatamente o per pura abitudine, può costruirsi ed adattarsi alle proprie specificità 
    personali, caratteriali e situazionali. 
    Storicamente, dopo l’Enneagramma, il primo modello moderno di efficace gestione della 
    complessità tipologica nei rapporti interpersonali  è l’Analisi Transazionale-AT, con i suoi 
    specifici strumenti:(stati dell’”IO” GAB / Genitore-Adulto-Bambino, “giochi transazionali”, 
    “carezze” positive e negative, “buoni premio”, sentirsi e far sentire l’altro “OK” o “non OK” 
    L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice", la cui radice "fe-" significa abbondanza, ricchezza, prosperità.
    La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri[
    La nozione di felicità, intesa come condizione (più o meno stabile) di soddisfazione totale, occupa un posto di rilievo nelle dottrine morali dell'antichità classica, tanto è vero che si usa indicarle come dottrine etiche eudemonistiche (dal greco eudaimonìa) solitamente tradotto come "felicità".


     
    Quello che forse spesso ci manca è un qualcosa di importante per andare avanti nella vita di tutti i giorni, per decidere cosa fare, quasi per poter “giustificare” il fatto di essere felici, anche se non ci sarebbe bisogno di giustificazioni...  
    Be’ secondo questo ragionamento, siccome la nostra vita va avanti come la impostiamo noi, la nostra felicità dipende da noi, e quindi ognuno di noi ha il suo particolare tipo di felicità: non esiste “la felicità”, esiste la tua felicità, la mia felicità, la felicità di ciascuna singola persona che vive nel mondo. 




    “Gli obiettivi essenziali da raggiungere in ogni interazione comunicativa,  
    soprattutto in ambito lavorativo”. 
    1. Ottenere il massimo di consenso, 
    2. con la minima conflittualità, 
    3. nel più breve tempo possibile, 
    4. al nostro minimo costo  
    (esistenziale, non soltanto economico!), 
    5. con la massima soddisfazione per tutti (verifica “ecologica”, “giochi a 
    somma 2”, logica del “win-win”.




    martedì 30 agosto 2011

    IMMAGINE DI SE'


    IMMAGINE DI SE'





    Capire le proprie modalità di comportamento, analizzare il proprio assetto cognitivo è utile nella vita, nella SEDUZIONE, nella gestione delle relazioni sentimentali.
    costruire una buona immagine di sé, superare le inibizioni, comunicare con sicurezza ed 
    efficacia, perfezionare la propria competenza “sociale”, realizzando un comportamento 
    equilibrato e costruttivo nonostante le provocazioni che l’ambiente lavorativo ed umano 
    che lo circonda gli invia continuamente, sono le nuove quotidiane sfide alle quali 
    l’operatore sanitario, quale che sia il suo ruolo istituzionale,  deve saper rispondere. 
    E la risposta deve essere data sempre, o quasi, con tempestività, coerenza, professionalità 
    ed una molteplicità di altre buone qualità, non sempre facili da possedere e tutt’altro che 
    facili da conservare nelle situazioni stressanti, sia di tipo medico-infermieristico, che di tipo 
    manageriale-organizzativo e tecnico
    La capacità di intraprendere, di decidere, di scegliere, di investire è nell’uomo e tuttavia queste non dipendono dalla forza economica in senso stretto, bensì dalle caratteristiche personali insite negli atteggiamenti tenuti e nei comportamenti manifestati.
    Saper vedere le potenzialità che offre il mercato richiede dunque, tra le altre variabili, anche una grande consapevolezza di sé e del contesto, accompagnate da un elevato autocontrollo emotivo che deve far superare ansie e stress, preoccupazioni e azioni intempestive o troppo difensive.



    L’Intelligenza Emotiva si può definire come la capacità di rendere le relazioni 
    interpersonali funzionali agli obiettivi di  tutte le parti in causa, grazie alla 
    comprensione di ciò che fa “star bene” e “star male” noi e i nostri interlocutori. 
    Senza vivere le emozioni non si riuscirebbe a prendere le decisioni; senza 
    conoscere le emozioni si potrebbero prendere le decisioni sbagliate: vivendo, 
    conoscendo ed utilizzando consapevolmente l’energia delle emozioni si possono 
    prendere le migliori decisioni possibili. 
    Individuare ed attuare strategie interpersonali calibrate sulle esigenze delle situazioni e 
    degli obbiettivi (propri e del team) è, infatti, una delle caratteristiche fondamentali dei 
    managers naturalmente assertivi, specie  se dotati di un forte autocontrollo emotivo: capaci, 
    cioè, di giocare al meglio anche nei contesti di stressante imprevedibilità . 
    Per questa loro capacità di trasformare gli imprevisti in una sfida   che sicuramente 
    vinceranno, le persone dotate della capacità di governare e di sfruttare l’emotività


    Essere assertivi, direbbe Anthony Robbins,  vuole anche dire confrontarsi continuamente 
    con la realtà in un modo non solo più soddisfacente per se stessi, ma anche più utile per 
    tutti; tollerando le contraddizioni e le ambiguità della vita senza entrare in crisi, senza 
    subire passivamente ma anche senza risolvere aggressivamente gli inevitabili conflitti 
    interpersonali della vita quotidiana.

    BRAINSTORMING



    BRAISTORMING



    I campi di utilizzo del metodo del brainstorming sono praticamente illimitati, pure le relazioni sentimentali e la SEDUZIONE.
    Certamente interessanti ed utili sono la ricerca di soluzioni innovative al 
    problema del raggiungimento e del mantenimento dell’”eccellenza operativa e 
    gestionale”; o al problema dell’ottimale smaltimento-ricupero dei rifiuti 
    (anche quelli tossici); o al problema della creazione e mantenimento di un 
    adeguato “spirito di squadra”; o al problema di come massimizzare la 
    percezione nella persona di interesse della buona qualità dei servizi oggettivamente 
    erogati; 

    Il brainstorming (letteralmente: tempesta cerebrale) è una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Sinteticamente consiste, dato un problema, nel proporre ciascuno liberamente soluzioni di ogni tipo (anche strampalate o con poco senso apparente) senza che nessuna di esse venga minimamente censurata. La critica ed eventuale selezione interverrà solo in un secondo tempo, quando la seduta di brainstorming è finita.
    Il risultato principale di una sessione di brainstorming, che apparentemente sembra un metodo sciocco e quasi infantile, è invece in genere molto produttivo: può consistere in una nuova e completa soluzione del problema, in una lista di idee per un approccio ad una soluzione successiva, o in una lista di idee che si trasformeranno nella stesura di un programma di lavoro per trovare in seguito una soluzione.



    Nel brain storming, così come in una grande orchestra affiatata e ben diretta, è 
    necessario realizzare una concordia discors, un’armoniosa discordanza, che ci 
    faccia scoprire la ricchezza della diversità rispetto al grigiore rassicurante 
    della routine



    Secondo Edward De Bono, la migliore e più semplice definizione della sua rivoluzionaria 
    scoperta nell’ambito del managerial problem solving (il cosiddetto lateral thinking) è riducibile 
    a queste semplici parole: il pensiero laterale non  sarebbe altro che un percorso logico, ma 
    assolutamente insolito per la grande maggioranza delle persone, in grado di portare il decision 
    maker ad una soluzione decisamente originale relativamente ad una qualche questione; 
    questione  nei riguardi della quale i normali strumenti della logica, ed il ricorso all’esperienza 
    (individuale e del gruppo), non abbiano dato i frutti sperati. 
    Partendo dalla domanda se la creatività sia o meno una dote innata (e certamente lo è, 
    anche se si tratta di una dote coltivabile, esattamente come tutte le altre abilità manageriali), 
    De Bono evidenzia innanzitutto come esistano diversi tipi di creatività; e spiega che, mentre il 
    pensiero normale può essere sinteticamente descritto come “verticale”, quello creativo è 
    meglio definibile come “laterale”.


    Le diverse attribuzioni di valore fatte agli artisti, che portano da una parte a paragonarli a semplici artigiani dall'altra a divini creatori, riflettono e sono in relazione anche alle molteplici spiegazioni che nelle epoche si diedero al sorgere dell'idea[11]. Attualmente, si tende ad attribuire a tutti gli individui la capacità di produrre atti creativi, imprevedibili e originali; ed esistono corsi e pubblicazioni il cui intento formativo è di svilupparli e moltiplicarli. Le tecniche sono molteplici così come lo sono gli approcci e le definizioni; ma la creatività non è più blasfema, o eccezionale, non sfida più la collera divina, anzi è patrimonio molteplice che viene cercato e sviluppato al fine di una miglior economia individuale e sociale.






    Uno stile manageriale partecipativo ed una leadership carismatica non hanno difficoltà a 
    trovare nelle tecniche creative e di soluzione dei  problemi dei fantastici strumenti di 
    realizzazione e di sviluppo di un  team  affiatato e vincente; specialmente se, con l’ausilio di 
    adeguati supporti formativi, le dinamiche psicologiche ed operative dei piccoli e dei grandi 
    gruppi vengano integrate per costruire, mantenere e motivare la squadra, attraverso i 
    processi del forming-storming-norming-performing. 
    La cosa più importante di tutte, però, per poter gestire in maniera ottimale tutti i 
    problemi posti non tanto dalle risorse materiali (danaro, ambienti, strumenti ecc.) quanto da 
    quelle “umane” (soprattutto nella complessa ed anche eticamente difficile realtà sanitaria), è 
    imparare a porsi i giusti “perché”, come precondizione per poter trovare le giuste soluzioni.


    RITROVARE LA FORZA INTERIORE



    È successo a tutti di innamorarsi perdutamente. E quando si è innamorati si pensa che non finirà mai. Ma se Lui/lei ti lasciano bisogna ritrovare la nostra forza interiore per andare avanti e superare il dolore. Questo è anche l'unico modo per riuscire a mettere in atto strategie di seduzione per recuperare la relazione.

    Massimo Taramasco

    lunedì 29 agosto 2011

    PAURA DI FALLIRE



    PAURA DI FALLIRE


    Se esiste una paura che davvero accomuna la maggior parte degli esseri umani, questa è la PAURA DI FALLIRE. 
    Tale paura impedisce ad esempio agli uomini di superare la timidezza con le donne e diventare seduttori.
    Si manifesta in tutte le aree della vita, comprese relazioni sentimentali e SEDUZIONE
     Solitamente le conseguenze di uno sbaglio non sono poi così dannose per noi o per gli altri. Eppure  blocca molti , limitandone le  azioni, privandoli di esperienze emozionanti e di opportunità che potrebbero arricchirne l' esistenza. 
    Il superamento della paura di parlare in pubblico si riflette
    positivamente su tutto ciò che facciamo. Coloro che raccolgono la
    sfida sperimentano al tempo stesso un miglioramento della loro
    personalità: la vittoria sulla paura di parlare in pubblico li
    apre ad una vita più ricca e più piena. 


    Uno degli errori più comuni è, infatti, il parlare a senso unico, dal podio agli ascoltatori 
    (comunicazione lineare dall’emittente al ricevente, senza tenere conto delle reazioni); per 
    contro, il modo più semplice per farsi ascoltare con interesse è quello della comunicazione 
    ciclica, che tiene conto, aggiustando continuamente il tiro, delle reazioni dell’uditorio 
    (feedback  visivo-uditivo-comportamentale) mediante una modalità comunicativa fortemente 
    interattiva. 
    Per mandare a segno il messaggio occorre sempre, comunque, mostrare un genuino 
    interesse per i presenti i quali, in genere  volentieri, ricambieranno l’oratore prestandogli la 
    loro attenzione: specialmente se il presentatore terrà ben presente l’universale regola, 
    tipicamente giornalistica, che fa più notizia e “colpo” l’informazione di tre vittime per 
    incidente stradale a Firenze che l’informazione  relativa a diecimila morti per un terremoto in 
    Cina! 

    Tutti hanno scoperto che è facile superare paure ed angosce, e riuscire là dove prima avevano fallito. Anche voi scoprirete che parlare in pubblico vi consentirà di affrontare la vita di ogni giorno con la sicurezza che nasce dalla fiducia in se stessi.
    Sarete capaci di affrontare problemi e conflitti con un nuovo senso di padronanza. Quella che è stata una serie di situazioni insolubili diventerà così una luminosa sfida ad un maggior piacere di vivere! 

    A volte abbiamo timore di ciò che immaginiamo possa accadere qualora uscissimo dalla nostra zona di sicurezza. E’ fin troppo facile convincere noi stessi di avere ottime ragioni per avere paura. Come disse un saggio, “Più importante di ciò che ci accade è come noi parliamo a noi stessi di ciò che ci accade”. Ciò è così vero che siamo in grado di immaginare tutte le più funeste conseguenze quando pensiamo a qualcosa che ci intimorisce. Ma dobbiamo essere consapevoli che ciò che immaginiamo non è reso reale dal nostro pensiero.

    E’ estremamente naturale avere timore di ciò che non conosciamo. Non sai cosa potrebbe accadere se davvero telefonassi a quella persona che ti intimorisce, non sai come il tuo capo potrebbe reagire se davvero gli dicessi ciò che pensi. Prova a fare una lista di ciò che potrebbe accadere se agissi. Cosa hai veramente da perdere se corri il rischio? Visualizzare quella lista su un foglio potrebbe aiutarti a comprendere quanto irrazionali siano alcune delle tue paure. E non dimenticare di includere nella tua lista la possibilità che le cose, quando assumi un rischio, possano andare per il meglio.


    Occorre poi imparare ad usare bene l’effetto “voce”: le cose importanti devono “suonare” importanti, le pause devono “sacralizzare” quanto appena detto o quanto si stia per dire, il silenzio permette alle idee presentate di “sedimentare”, le variazioni di 
    CORPO, VISO E VOCE            
    SONO TRE FATTORI DEL NOSTRO COMPORTAMENTO ESTERIORE   
    ASSOLUTAMENTE DA TENERE SOTTO CONTROLLO         
    (SIA PURE CON DISCREZIONE E NATURALEZZA). 
    CORPO 
    Abbigliamento, Cinesica, Deglutizione, Gestualità, 
    Manierismi, Postura, Prossemica, Scarichi di 
    tensione, “Scrocchiamenti”, Sgranchimenti, Tic 
    VISO 
    Ammiccamenti, “Baci analogici”, Cinesica, Contatto 
    visivo, Espressione del viso, Mimica, Scarichi di 
    tensione, Sguardo, Tic 
    VOCE 
    Cadute della voce, Inflessioni dialettali, Monotonia,
    Paralinguistica, Raschiamenti, Ritmo, Stridulità, 
    Tono, Velocità, Volume - 12 -
    modulazione e di tono devono ridurre le probabilità che l’ascoltatore si annoi, si distragga o 
    perda interesse e coinvolgimento. 
    Anche i tic del relatore vanno tenuti sotto controllo e, per quanto possibile, evitati; così 
    come l’ansia la quale, se percepita in modo troppo evidente, produce un calo di fiducia e di 
    credibilità nei riguardi dello speaker.

    La regola d’oro rimane però sempre la stessa: che le tecniche di autocontrollo emotivo 
    abbiano già fatto effetto oppure no, che siate divorati dall’insicurezza oppure no, che siate 
    molto preparati oppure no, quello che veramente interessa al pubblico è che voi tocchiate o 
    stimoliate un loro bisogno, un loro desiderio (possibilmente represso), il loro orgoglio e la loro 
    autostima; nonché, ovviamente, che voi diate una risposta, possibilmente preventiva nel corso 
    della vostra esposizione, alle loro domande e dubbi.

    ILLUDERSI DI AMARE


    ILLUDERSI DI AMARE



    Illudersi di amare vuol dire sentirsi realizzati esclusivamente all'interno di un rapporto di coppia nel quale si soffre continuamente. 
    Qual è la differenza tra l'amore e l'illusione d'amore?
    Ci sono molte differenze.
    Ma una è fondamentale.
    L'illusione d'amore è permeata dall'attaccamento e dal senso del possesso:
    si ama una persona pechè questa ci ami a sua volta.

    Potrai amare solo quando sarai libero interiormente.
    Si è liberi interiormente quando non si resta non si attaccati al passato ormai morto, non si trasportano cadaveri.
    Il passato è andato e andato per sempre

    La seduzione non ha tempo e non ha spazio è una magia che ha però la sua struttura, le sue regole, le sue leggi che possono essere apprese ed utilizzate.
    Sedurre è esercitare fascino

    Per essere affascinanti non serve - e in ogni caso non basta - essere belle/i: il vero segreto della seduzione sta nella perfetta sintonia tra parte logica e parte emozionale
    Il legame nell'illusione d'amore è centrato sull'attaccamento emotivo.L'amore autentico è invece scevro da ogni tipo di attaccamento o senso del possesso. Per questo motivo è intinsecamente stabile.
    I rapporti che sono purtroppo la stragrande maggioranza, basati sull'illusione d'amore sono intirnsecamente instabili perchè si basano sul controllo dell'altra persona

    COME COSTRUIRE IL SUCCESSO SENTIMENTALE


    COME COSTRUIRE IL SUCCESSO SENTIMENTALE





    IMPARARE COME COSTRUIRE IL SUCCESSO SENTIMENTALE ed una SEDUZIONE POSITIVA è possibile.
    Andiamo ad analizzare quali ingredienti servono affinchè possiamo vivere una
    relazione sentimentale felice, di successo.
    Sicuramente è fondamentale la motivazione.


    Una relazione sentimentale per essere realmente di successo deve essere
    impostata con una logica WIN-WIN, cioè in cui entrambi i partner sono vincenti
    e felici.
    Quando ci relazioniamo con una persona ci possono essere quattro tipi di
    modalità interattive : IO VINCO – TU VINCI, IO VINCO TU PERDI, IO PERDO
    TU VINCI, IO PERDO – TU PERDI.
    Il successo sentimentale è ovviamente possibile quando entrambi i partner
    sono vincenti, cioè felici ed appagati.
    L'essere umano è un animale sociale per cui ha bisogno affinchè una relazione
    si mantenga deve poter soddisfare:
    · bisogni
    · interessi
    · obiettivi
    · motivazione
    ovviamente non esiste una ricetta che ci garantisca come una bacchetta
    magica di raggiungere istantaneamente il benessere nella vita sentimentale
    però esistono dei principi, dei metodi che consentono di migliorare quella che è
    la nostra vita sentimentale.
    Il punto di partenza per raggiungere il benessere sentimentale è creare delle
    credenze idonee.
    Che cosa è una credenza?
    Una credenza abbiamo visto è una mera ipotesi che faccio diventare l'unica
    realtà.
    Il nostro cervello funziona in modo tale da andare a ricercare le coincidenze
    che faranno sì che le mie credenze siano confermate. Se io credo fermamente
    che arriverò in ritardo e non ce la farò ad essere puntuale, il mio cervello andrà
    automaticamente a ricercare tutte le possibilità per farmi arrivare in ritardo. Ad
    esempio sbaglierò strada.
    Quando le parole mancano perché l'imbarazzo ha il sopravvento, meglio non sforzarsi; il cervello tende a ripescare dalla memoria frasi fatte che non servono per aumentare l'indice di gradimento, anzi di solito lo affossano. La simpatia, se dono di natura, è sempre un'ancora di salvataggio ma attenzione a non abusare: i messaggi verbali codificati come divertenti e simpatici vanno a finire direttamente in una parte del cervello diversa da quella in cui sono state conservata le parole passione e amore e relative sensazioni.




    Se abbiamo delle credenze profonde, radicate nella struttura profonda, che
    sentimentalmente non saremo appagati, il nostro cervello farà di tutto affinchè
    questa profezia si avveri.
    Chi vuole, fortissimamente vuole, è focalizzato solo sull'obiettivo... alla fine attira a sè quello che desidera. Se non succede niente, vuol dire che - da qualche parte - ci sono delle nostre resistenze. Se si mette in dubbio il raggiungimento, è più probabile che non ci sarà il successo: indirettamente con i nostri atti lo renderemo impossibile.





    Molte cose accadono perchè il nostro cervello, inconsapevolmente, è stato
    programmato per far si che, di tutti gli accadimenti possibili, accadano proprio
    quelli allineati con le nostre credenze profonde.
    Noi abbiamo la possibilità di ristrutturare le credenze profonde.

    ESSERE ABBANDONATI


    ESSERE ABABNDONATI


    ESSERE ABBANDONATI  può DARE SOFFERENZA.
    Chi soffre per essere stato abbandonato si era illuso di aver posseduto. Il primo passo per recuperare la relazione o trovarne una nuova appagante è imparare ad agire restando distaccati dal risultato. Questo vale sia nella SEDUZIONE , sia nelle relazioni, sia nella vita in generale.

    Massimo Taramasco

    domenica 28 agosto 2011

    IL VALORE DELL'EROTISMO

    IL VALORE DELL'EROTISMO




    Il IL VALORE DELL'EROTISMO è molto importante nella SEDUZIONE sentimentale.
    Che cosa sono i valori?
    In linea di principio tutto ciò che per noi è importante, che ci è caro può essere definito un valore.
    In questa sede ci riferiamo ai valori di vita, cioè che sono più importanti nella nostra vita.
    I valori possono essere di due tipi, possono cioè essere un fine oppure un mezzo.
    Ad esempio se chiedessi ad una persona quali sono i suoi valori più importanti questa
    potrebbe rispondere:
    “la famiglia, l’amore, il denaro”
    Di questi tre l’amore è il fine, cioè lo stato emotivo desiderato, mentre la famiglia ed il
    denaro sono il mezzo per arrivare al fine cioè l’amore.
    LA SEDUZIONE è un valore mezzo che serve per arrivare ad un valore-fine: l'amore.
    La seduzione e le tecniche di seduzione servono per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati nella vita.
    LA SEDUZIONE permette sotto certi aspetti di migliorare la qualità della vita.
    Ma cosa è importante nella vita?
    Ognuno darà le sue risposte.
    La seduzione e le tecniche di seduzione possono essere applicate in tutte le aree della vita.
    Se chiedessi che cosa da la famiglia si potrebbe rispondere amore, sicurezza, felicità, che sono i valori profondi, il fine.
    Il denaro potrebbe significare libertà, sicurezza.

    Un problema è che spesso le persone confondono valori – fine con valori – mezzo, cioè
    perseguono valori – mezzo senza sapere quali sono i valore fine, che sono quelli che
    appagano veramente la nostra vita, per cui spesso quando raggiungono i valori mezzo
    continuano a non essere appagati, a non essere felice.
    Per essere veramente felici bisogna accertarsi di stare perseguendo i valori fine e non i valori mezzo.
    I valori guidano tutte le nostre scelte e quindi il nostro destino.
    Per realizzarsi bisogna decidere quali sono i nostri valori più alti e poi impegnarsi a vivere in base ad essi.
    Troppo spesso le persone non hanno un’idea precisa di che cosa sia importante per loro.
    Ad esempio le persone che bevono lo fanno per colmare un vuoto che hanno dentro, per
    cambiare il proprio stato emozionale, perché non gli piace come si sentono, ma il loro non è
    una problema di alcool ma di valori: non sanno che cosa è importante per loro per cui si
    rifugiano in un surrogato (l’alcool) che gli consente di provare uno stato emozionale piacevole.
    La forza di prendere decisioni si basa sulla chiarezza dei valori.
    Quando si sa che cosa conta veramente nella vita allora è anche più semplice prendere le decisioni;
    se non lo sappiamo prendere le decisioni può diventare una specie di tortura.
    Quello che vale per gli individui vale anche per le aziende, affinchè abbiano successo
    devono perseguire dei valori che siano condivisi dal managemnet.
    Conoscere i propri valori è quindi essenziale per la propria felicità.
    Gli stati emozionali piacevoli che per noi sono importanti sono dei “valori positivi” .
    Ognuno però più importanza a certi valori che ad altri, cioè ognuno ha una propria gerarchia (o scala) vi valori.
    Certi danno più importanza alla comodità che all’avventura (per ciò non lascerà un lavoro sotto casa per uno più
    lontano e più redditizio, a meno che il “il far soldi” non sia più importante della comodità.
    La gerarchia dei valori determina il modo in cui si prendono le decisioni in ogni modo in cui si prendono in ogni momento.
    Una persona che al primo posto della scala mette l’avventura prenderà decisioni diverse da una che mette al primo posto la
    sicurezza (farà lavori diversi, comprerà auto diverse, ecc.)
    La prima cosa da fare è rendere il tutto cosciente, bisogna quindi scrivere la propria scala di valori (dal primo al decimo)
    con al primo posto quello a cui si attribuisce più importanza ed al decimo posto quello a cui se ne attribuisce di meno. Una volta noti i propri valori si capisce anche perché si va in una certa direzione.
    Inoltre analizzando la propria gerarchia di valori si capirà perché a volte nascono dei conflitti nella nostra vita ed anche

    perché qualche volta abbiamo dei problemi a prendere delle decisioni.
    Per esempio se il valore N.1 di una persona è la libertà ed il valore N. 2 è l’intimità,
    questi valori contrastanti così vicini in classifica possono creare problemi che si sentirà
    spesso in bilico, indecisa e incapace di prendere decisioni.
    Nella SEDUZIONE  si sta perdendo l'aspetto erotico.

    Meno visibile è quello che dicono le statistiche: l’attività sessuale effettiva diminuisce, ci tocchiamo meno efacciamo meno sesso. Quel che cresce è il sesso in solitudine della masturbazione e del voyeurismo, l’atto di osservare altri, soprattutto immagini in movimento, la pornografia.
    . Aumentano la dipendenza da diversi tipi di droghe, e principalmente quella da farmaci e l’alcolismo, ma anche la dipendenza dal cibo (o il suo rifiuto), il consumo di televisione e Internet, o la dipendenza dal lavoro.



    Cambiare la scala dei valori può dare molto potere.
    È anche molto importante capire quali sono i valori (di affari, sentimentali, di amicizia) perché si può prevedere come si comporteranno e le decisioni che prenderanno.
    Per capire qual è il valore primario di una persona basta chiedergli :
    “Qual è la cosa più importante per nella vita” e poi andare avanti dettagliando per risalire al valore fine e non fermarsi ai valori mezzo.
    Così come ci sono esperienze/ emozioni che desideriamo sperimentare (valori positivi), perché per noi sono piacevoli, esiste
    una linea di emozioni che vorremmo in ogni modo evitare (valori negativi).
    Anche per i valori negativi è necessario fare una scala delle emozioni che si vogliono evitare
    in ordine di priorità dal primo al decimo.
    Anche i “valori negativi” influiscono sui nostri comportamenti e sulle nostre decisioni.
    Per esempio se una persona in cima alla lista delle emozioni da evitare mette “l’umiliazione
    “ cercherà di evitare tutte quelle situazioni dove potrebbe essere trattato duramente, se
    invece mettesse la solitudine cercherà di essere generoso e di dedicarsi agli altri per evitare di essere solo.
    Per scoprire il valore più negativo di una persona bisogna chiedergli:
    “che cosa temi di più nella vita”.
    Una volta redatta la lista di valori positivi e negativi vanno confrontate per scoprire eventuali conflitti di valori.
    Se per esempio una persona ha come valore positivo primario “il successo” e come valore negativo primario ‘l’essere respinto”
    , questa persona probabilmente si auto- saboterà prima di giungere al successo, per evitare di trovarsi nella
    situazione di essere respinto (per avere successo è evidente che bisogna agire, interagire con delle persone e quindi è
    ovvio correre il rischio di essere respinti, bisogna anzi essere capaci di non scoraggiarsi di fronte a dei rifiuti ed
    avere la capacità di persistere).








    Anche l'erotismo è un valore in ambito SEDUZIONE.

    Il prossimo passo da fare sarà dunque quello di sentirsi libere all’interno del rapporto, non dipendenti, né indipendenti, ma interdipendenti. E lo stesso vale per l’uomo.
    Se provi questa condizione almeno una volta, non vorrai mai più perderla, perché offre un senso di libertà incredibile, un immenso piacere della connessione. Questo sentirti libera all’interno del rapporto di coppia e sessuale esce infatti dal vecchio dilemma di «o con lui, ma dipendente, o libera, ma sola» e crea una nuova base per coniugare sesso e amore.
    Fare questo passo è il grande compito delle generazioni attuali. A letto affidarsi non significa quindi né fare il pesce lesso, che sopporta qualsiasi cosa, né tenere continuamente le redini in mano.
    È un equilibrio delicato tra aprirsi ai propri impulsi sessuali e a quelli del partner, è una danza armonica, dove uno conduce il passo mentre l’altro lo segue. E ci si può scambiare di ruolo. Allora chi finora ha condotto il ritmo si permette di accordarsi all’altro, mentre chi prima seguiva ora determina l’andatura.
    Nell’esempio concreto della donna che viene stimolata al punto sacro, affidarsi significa aprirsi completamente alle proprie esperienze. Il punto G è il fulcro della ricettività, perciò è meglio se lei si cala dentro se stessa e lascia fare al compagno.
    Se come donna provi a essere ricettiva e simultaneamente cerchi di dirigere gli eventi, diventa molto difficile. Ti contraddici in te stessa, e il risultato può essere soltanto un disastro. Che non dipende dal tuo partner, ma da te.






    È come se questa persona avesse due padroni che gli ordinano cose inconciliabili per cui si troverà in un’empasse.
    Con le due liste si devono prendere decisioni consapevoli su quali siano i valori in base ai quali vivere e quali emozioni
    negative vanno necessariamente evitate, in modo tale da non generare conflitti di valori.
    Cerchiamo pertanto di capire quale sia la nostra scala di valori rispondendo alla domanda:
    “Che conta di più per me nella vita”
    Bisogna rendersi conto che noi non siamo i nostri valori, ma siamo molto di più dei nostri valori.
    I valori che ci guidano, nella maggior parte dei casi, non sono il risultato di scelte razionali e di un piano fondamentale,
    per cui la prima cosa da fare è renderli coscienti.
    Se vogliamo cambiare profondamente la nostra vita per ottenere ciò che desideriamo
    dobbiamo crearci una scala di valori idonea a farci ottenere questo.
    Per far questo prendiamo i nostri valori uno per uno e chiediamoci:
    “Che vantaggio traggo dall’avere questo valore a questo punto della mia scala gerarchica? ”.
    Dopo che ci siamo risposti poniamoci la domanda:
    “Quanto potrebbe costarmi mantenere questo valore a questo punto della mia scala
    gerarchica?”.

    Dopo che ci siamo risposti poniamoci le domande: “Quali devono essere i miei valori per realizzare ciò che desidero?”
    In che ordine devono essere i miei valori per realizzare ciò che desidero?’.
    Una volta scritta la scala dei valori bisogna condizionarci ad usarli (condizionamento neuro – associativo) e farli diventare
    la nostra bussola per prendere le decisioni.
    Imparare la SEDUZIONE e le TECNICHE DI SEDUZIONE consente di imparare un metodo per gestire efficacemente la propria scala dei valori.