mercoledì 31 agosto 2011

ARMONIZZAZIONE INTERIORE



ARMONIZZAZIONE INTERIORE


L'armonizzazione interiore è sinonimo di SEDUZIONE verso se stessi.
Vivere bene o vivere male, vivere in armonia o in disarmonia, con se stessi e con gli altri non dipende da fortuna o sfortuna, ma solo dalla capacità di scegliere. 

Quindi la prima cosa da ricordare è: una relazione cresciuta nell'infelicità non potrà che essere amara. Sii prima felice, sii gioioso, festoso; solo allora troverai un'altra anima gioiosa e vi sarà l'incontro di due - anime danzanti, e da questo nascerà un'immensa danza. Non cercate una relazione perché siete soli, no. In questo caso vi muovete nella direzione sbagliata: userete l'altro come un mezzo, e l'altro userà voi come un mezzo. E nessuno vuole essere usato come un mezzo! Ogni singolo individuo è fine a se stesso. Dobbiamo imparare ad accettarci, perdonarci, concederci un po' di tempo per la nostra mente e il nostro corpo.
Stare bene, anche da soli, ci può far guadagnare un'autonomia e un'indipendenza dagli altri la cui presenza potrà essere piacevole, ma non indispensabile.

E quando dai, ricevi: non è mai il contrario. Allora nasce il bisogno di amare qualcuno. Normalmente il bisogno è di essere amato da qualcuno. È un bisogno sbagliato. È un bisogno infantile: non sei maturo. È un atteggiamento da bambino. Nasce un bambino. ovviamente il bambino non è in grado di amare la madre; egli non sa cos'è l'amore e non sa chi è la madre o chi è il padre. È completamente inerme. Il suo essere deve ancora integrarsi: non è un individuo, non è ancora un insieme.
Vivete pienamente il presente
E' difficile poter godere di ogni attimo che passa: la vita odierna è fatta di ritmi veloci ed incalzanti che ci fanno perdere il senso delle cose: cercate di ritrovarle e di assaporare lentamente tutti i momenti.
Riconoscete la vostra soglia di resistenza allo stress
Lo stress è un brutto ostacolo per la tranquillità: d'altronde un po' di stress è anche indispensabile a non impigrirci, l'importante è acapire quale sia il nostro limite e correre ai ripari qualora lo superassimo.
Fate progetti
E' indispensabile avere degli obiettivi nella vita: in questo modo avrete una maggiore sensazione di pienezza della vostra vita.
Capire le proprie modalità di comportamento, analizzare il proprio assetto cognitivo, 
costruire una buona immagine di sé, superare le inibizioni, comunicare con sicurezza ed 
efficacia, perfezionare la propria competenza “sociale”, realizzando un comportamento 
equilibrato e costruttivo nonostante le provocazioni che l’ambiente lavorativo ed umano 
che lo circonda gli invia continuamente, sono le nuove quotidiane sfide alle quali 
l’operatore sanitario, quale che sia il suo ruolo istituzionale,  deve saper rispondere. 
E la risposta deve essere data sempre, o quasi, con tempestività, coerenza, professionalità 
ed una molteplicità di altre buone qualità, non sempre facili da possedere e tutt’altro che 
facili da conservare nelle situazioni stressanti, sia di tipo medico-infermieristico, che di tipo 
manageriale-organizzativo e tecnico, come in genere avviene nella realtà del  laboratorio di 
patologia clinica, per esempio. 
Individuare ed attuare strategie interpersonali calibrate sulle esigenze delle situazioni e 
degli obbiettivi (propri e del team) è, infatti, una delle caratteristiche fondamentali dei 
managers naturalmente assertivi, specie  se dotati di un forte autocontrollo emotivo: capaci, 
cioè, di giocare al meglio anche nei contesti di stressante imprevedibilità . 
Per questa loro capacità di trasformare gli imprevisti in una sfida   che sicuramente 
vinceranno, le persone dotate della capacità di governare e di sfruttare l’emotività, sia 
propria che degli altri (pazienti, collaboratori, colleghi, familiari e addirittura superiori 
gerarchici) vengono spesso considerati dei leaders carismatici o, addirittura, veri “maestri” 
di vita:
Anche la comunicazione telefonica può avvalersi degli 
strumenti di SEDUZIONE della  comunicazione analogica e 
subliminale: il sorriso si  “sente”, infatti,  anche 
all’altro capo del filo.            
E, anche se manca il contatto “cenestesico”, l’uso sapiente 
delle domande, delle pause, dei segnali paralinguistici di attenzione, del tono della 
voce, del mirroring verbale,  
trasmettono all’altro la 
sensazione di ricevere da noi 
sia “ascolto attento”, sia 
“buona disponibilità”
Ecco alcuni errori che vanno evitati
• Ascoltare in modo negativo ed ipercritico; 
• Basare il “sistema premiante” sull’anzianità, o sull’attività manifesta in 
orario ed ambito lavorativo, o sui titoli di studio formali, o sulla razza ed 
il colore della pelle, o sul nepotismo, o sulle raccomandazioni; 
• Essere avaro di complimenti e di gratificazioni, sia logiche che
analogiche (le “carezze” positive dell’Analisi Transazionale-AT); 
• Imporre comportamenti inutilmente formalizzati anche per cose 
irrilevanti; 
• Incoraggiare la conflittualità all’interno dei membri della squadra, 
anziché sviluppare il gusto dell’ empowerment  e della competizione con 
sé stessi verso mete sempre più ambiziose; 
• Mettere sempre sé stesso al primo posto; 
• Ostentare indifferenza verso le attività formative, privilegiando il  “to 
do” piuttosto che il “Know  why and how”; 
• Ostentare una preconcetta opposizione verso qualcosa o qualcuno; 
• Preoccuparsi eccessivamente, ed in chiave negativo-pessimistica, degli  
eventuali punti deboli del Collaboratore; 
• Pretendere che la squadra si conformi sempre ed ossequiosamente alle 
regole stabilite; 
• Privilegiare la lettera anziché lo “spirito” delle norme; 
• Reagire ai sintomi di malessere espressi da qualche membro del team, 
anziché cercare di appurare ed approfondire le vere cause del problema;
• Richiedere continuamente prove e documentazioni su qualsiasi richiesta 
avanzata dai Collaboratori; 
• Rispondere bruscamente e senza tenere alcun conto delle osservazioni 
dei Collaboratori; 
• Stare sempre attento e sulla difensiva nei riguardi di qualsiasi proposta 
dei Collaboratori.
l’”inconscio” è un insieme di “servomeccanismi” orientati ad uno scopo; 
2. per l’inconscio tutto è possibile e “logico”; 
3. l’inconscio possiede “energie” e risorse di creatività impensabili per la mente 
cosciente 
4. una volta che, sulla base di meccanismi pulsionali  inconsci, sia stata presa una 
decisione o effettuata un’azione, la “mente cosciente” tenderà per sua natura a 
“razionalizzarla” e giustificarla; anche se “prima” l’aveva considerata assurda ed 
inaccettabile. 
5. è più facile convincere una folla che un piccolo gruppo, convincere un piccolo gruppo 
che un individuo;

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