sabato 27 agosto 2011

ATTRAZIONE ISTINTUALE


ATTRAZIONE ISTINTUALE



Questa fase di  ATTRAZIONE ISTINTUALEcome obiettivo produrre attrazione e SEDUZIONE SESSUALE a livello subliminale.
A livello subliminale significa al di sotto della soglia di consapevolezza
cosciente.
Questo significa che il nostro target dovrà provare, in nostra presenza, un non
so chè piacevole ma non deve razionalizzare il fatto che potrebbe avere una
relazione sentimentale con noi.
L'attrazione non è governata dalla logica.
È però studiabile attraverso la logica.
L'attrazione deve avvenire su molti livelli, istintivo ed emotivo.
Le modalità per essere considerati attraenti sono differenti tra uomo e donna.
Questo in quanto le esigenze istintive nel corso dell'evoluzione si sono
differenziate tra maschio e femmina.
L'istinto risponde essenzialmente a due bisogni fondamentali, già identificati da
Freud:
· la sopravvivenza individuale
· la sopravvivenza della specie
fisiologicamente maschi e femmine sono diversi:
- i maschi ottimizzano le probabilità di sopravvivenza della specie
accoppiandosi con quante più femmine possibili, in questo modo
differenziano maggiormente il loro patrimonio genetico.
Gli uomini sono attratti quindi dalla libido che la donna emana perchè la
libido ricorda “il calore” o l'estro che le femmine primitive avevano in
certi periodi dell'anno ed era un potente eccitatore dei maschi.
· Le femmine ottimizzano invece le probabilità di sopravvivenza individuale
accoppiandosi con un maschio che sia in grado e che abbia intenzione di
proteggerla ed aiutarla durante la fase critica della gravidanza e durante
i primi anni di vita della prole.
Quando gli esseri umani vivevano in branco i maschi si differenziavano in
maschi dominanti e maschi gregari.
I maschi dominanti erano quelli che avevano accesso al maggior numero
di femmine i gregari potevano accoppiarsi solamente con le femmine
scartate dai dominanti.
Le caratteristiche che rendevano un maschio dominante erano
sicuramente la forza fisica ma solamente in seconda battuta.
Infatti la specie umana era più preda che predatore per cui le
caratteristiche che ne hanno permesso la sopravvivenza erano l'astuzia,
l'intelligenza, la capacità di organizzare e guidare il branco, la capacità di
essere indipendente e non bisognoso.
L'essere umano primitivo infatti non era particolarmente sviluppato
fisicamente rispetto ai suoi tradizionali nemici come l'orso o la tigre dai
denti a sciabola.
Nemmeno l'esemplare umano più dotato fisicamente avrebbe potuto
affrontare vittoriosamente da solo uno di questi predatori.
Il fattore che rendeva un maschio dominante era principalmente
“l'intelligenza sociale” cioè la capacità di avere ascendente e riuscire
attraverso la razionalità ad ottimizzare le capacità di sopravivenza del
gruppo nella lotta contro i nemici naturali.
Sulla base di queste caratteristiche si può capire quali comportamenti
deve mettere in atto un uomo per essere istintivamente (e quindi non
consapevolmente) identificato dalla donna come dominante in un certo
contesto sociale.

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