venerdì 5 agosto 2011

EROS E THANATOS


EROS E THANATOS


Eros e Thanatos non sono banalmente "amore e morte" ma gli impulsi creatori e distruttori rappresentano la SEDUZIONE della vita e la PAURA della morte
Il primo è il Desiderio universale, cosmico, che attrae gli elementi e che spinge la Natura a dare i suoi frutti. Il secondo è la tendenza alla disgregazione degli elementi. In questo ritengo vi sia anche una certa base materialista anche nella mitologia greca.
Nell’antica mitologia greca Thanatos, il Dio della morte, è rappresentato nei panni di un uomo anziano, sinistro e barbuto, a volte alato, che avanza con le forme celate in un nero mantello. Eros e Thanatos sono eternamente contrapposti nelle culture antiche come anche in letteratura, venendo a identificarsi con il ciclo continuo della vita e della morte. Eros genera, crea, avvicina, riscalda e unisce, Thanatos distrugge, disperde, frammenta, allontana e separa per sempre ciò che è stato unito. Moltissimi autori si sono lasciati incantare da questo tema profondo della Morte, comunemente intesa sotto le sue varie forme, dando risalto a varie angolazioni di quello che è in fondo il momento supremo della vita di ogni uomo, che va incontro alla fine della sua esistenza, o è chiamato ad assistere, impotente, a quella dei suoi ca


Inoltre, leggendo Esiodo, non sorprenderà il fatto che Eros e Thanatos sono posti all'inizio della genealogia e della cosmogonia, in quanto è proprio Eros che permette a Chaos di generare, ad esempio. Eros non è l'angioletto con arco e frecce che la tradizione più tarda ci ha tramandato, ma proprio questo impulso creatore.
Diceva Lucrezio che la morte della natura è divenuta la sua sostanza immortale, il chè è perfettamente coerente nella sua ascendenza epicurea.

Per quanto riguarda la discordia, anche lì è difficile cogliere una distanza, dal momento che discordia è espressione in negativo di un rapporto chepersiste. Immagino l'unica contrapposizione essenzialmente fondata capace di coinvolgere davvero l'eros, riguardi la freddezza immota dell'inesistente, dell'absolutus.
 



Freud formula il conflitto psicologico in termini dualistici fin dai suoi primi scritti, ma è solo in questo testo che egli presenta un simile conflitto mediante concetti desunti dal pensiero di Empedocle, il quale parla d'un dissidio cosmico fra i princìpi o forze di Amore (o Amicizia) e Odio (o Discordia).



Nel testo del '20 Freud sostiene che «nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere la quale si afferma anche a prescindere dal principio di piacere.» Sulla falsariga del motto errare humanum est, perseverare autem diabolicum, essa viene definita per quattro volte «demoniaca»è riscontrabile nella nevrosi traumatica dei reduci della prima guerra mondiale oppure di chi tende a rivivere o reinterpretare gli eventi più violenti.
Freud rileva questa coazione anche nelle circostanze più ordinarie e naturali, persino nel gioco dei bambini come quello con il rocchetto usato dal suo piccolo nipote di diciotto mesi. Il bimbo, lanciando il rocchetto lontano da sé, simboleggia la perdita della madre e, ritraendo il rocchetto a sé, rappresenta il ritorno della madre. 
Dopo l'esposizione d'una serie di ipotesi (in particolare l'idea che ogni individuo ripete le esperienze traumatiche per riprendere il controllo e limitarne l'effetto dopo il fatto), Freud considera l'esistenza di un essenziale desiderio o pulsione di morte, riferendosi al bisogno intrinseco di morire che ha ogni essere vivente. Gli organismi, secondo quest'idea, tendono a tornare a uno stato preorganico, inanimato – ma vogliono farlo in un modo personale, intimo.

Un'altra interpretazione più idealistica spiegherebbe questa opposizione col fatto che il concetto di vita avrebbe un'accezione più ristretta rispetto a quello dell'amore. Ad esempio per amore di un ideale si potrebbe perdere la vita.

Nel metabolismo di qualsiasi essere vivente esistono due funzioni, una anabolica che riguarda il nutrimento e l'assimilazione della materia organica ed inorganica indispensabile per il funzionamento biologico (glucidi, protidi, lipidi, sali minerali ossigeno, vitamine) ed una catabolica che riguarda l'eliminazione delle sostanze prima utilizzate: come c'è una inspirazione in cui si immette nei polmoni l'ossigeno che sarà distribuito attraverso i vasi capillari a tutte le cellule c'è una espirazione in cui viene espulsa l'anidride carbonica: ci sono cellule che nascono utilizzando i nuovi materiali ed altre che muoiono. Una alterazione di questo equilibrio significa malattia. Quando una cellula finita la sua funzione non risponde più al messaggio chimico interno ed esterno di morire, inizia una fase tumorale: affinché tutto funzioni bene i due processi metabolici devono seguire la loro ritmica alternanza,
Anche a livello mentale avvertiamo le pulsioni di vita e di morte: amiamo ed odiamo, creiamo e distruggiamo nella vita di tutti i giorni. Perfino   la lettura di un giornale comodamente seduti su una poltrona ci vede impegnati a simpatizzare con certi argomenti che ci interessano e rifiutarne un'altra parte considerata negativa e inutile, approviamo certe cose e ne disapproviamo delle altre, alcune notizie ci spronano ad impegnarci in qualche modo ed altre ci indignano

Nessun commento:

Posta un commento