mercoledì 31 agosto 2011

MOTIVATI E FELICI

MOTIVATI E FELICI




Essere MOTIVATI E FELICI contribuisce a raggiungere i propri obiettivi, nella vita, nella SEDUZIONE, nelle relazioni sentimentali.
Per essere MOTIVATI E FELICI è importante imparare la creatività.

1) La creatività può essere sviluppata attraverso la motivazione
2) Creare è realizzare qualcosa di nuovo, più bello, più semplice e più utile, partendo da 
elementi preesistenti. 
3) Si può creare in ogni campo della nostra vita: arte e letteratura, scienza e tecnica, 
società e politica, vita quotidiana professionale e familiare. 
4) La creatività e la capacità di risolvere creativamente i problemi sono potenzialmente 
presenti in tutti gli individui, come un qualsiasi altro organo psicofisiologico. Esistono 
però dei blocchi che possono talvolta rendere difficoltoso scoprire e sfruttare tale 
potenziale creativo, peraltro esistente in ognuno di noi. 
5) L’educazione alla creatività si propone pertanto di aiutare le persone a prendere 
coscienza della ricchezza del proprio potenziale creativo, dei blocchi che lo fermano, 
dei mezzi idonei per superare tali blocchi.
Il concetto di motivazione viene spesso inteso come spinta o pulsione, per l'influenza nel discorso e nel pensiero comune di concezioni comportamentiste (motivazione come bisogno) e psicodinamiche (motivazione come pulsione). Il difetto di questa convinzione è che semplifica indebitamente il problema della motivazione, mettendone in rilievo le manifestazioni più vistose e trascurandone altri aspetti rilevanti.
Nella ricerca sulla motivazione si è avuto in tempi recenti un interessante cambiamento di prospettiva, che ha portato al superamento dell'idea che la motivazione dell'individuo - nella fattispecie, la motivazione ad apprendere - possa essere ricondotta a una "spinta" unitaria.


attraverso la ”comunicazione 
motivante” e l’uso dei “modelli comunicativo-relazionali” il  manager  potrà finalmente 
sganciarsi dal criterio di “equità” (trattare cioè  tutti allo stesso modo), per adottare invece, 
lucidamente e consapevolmente, il mistico criterio dell’”unicuique suum“: assolutamente più 
adatto per motivare alla prestazione quello specifico individuo, anche nel caso che faccia parte 
di un complesso team  di collaboratori, ovviamente orientati, almeno in teoria, tutti allo stesso 
scopo del benessere.

Una motivazione si manifesta quando per una qualsiasi ragione si è perso uno stato di equilibrio, e permane sino a quando l'equilibrio non si è ristabilito. P.es. dopo un certo numero di ore di digiuno intervengono dei meccanismi che ci segnalano la necessità di reintegrare il cibo metabolizzato.
Il comportamento motivato è caratterizzato dalla presenza di tre fattori:
  • mobilitazione di energia (se è molta, la motivazione è molto forte);
  • persistenza (se c'è reiterazione, nonostante sforzi e insuccessi, la motivazione è molto intensa);
  • variabilità (lo scopo non raggiunto, può esserlo modificando il comportamento o i mezzi).






  • I principali modelli operativi della “comunicazione motivante”, splendidi riduttori di 
    complessità, sono variamente integrabili in un “super modello interattivo” che ognuno, 
    deliberatamente o per pura abitudine, può costruirsi ed adattarsi alle proprie specificità 
    personali, caratteriali e situazionali. 
    Storicamente, dopo l’Enneagramma, il primo modello moderno di efficace gestione della 
    complessità tipologica nei rapporti interpersonali  è l’Analisi Transazionale-AT, con i suoi 
    specifici strumenti:(stati dell’”IO” GAB / Genitore-Adulto-Bambino, “giochi transazionali”, 
    “carezze” positive e negative, “buoni premio”, sentirsi e far sentire l’altro “OK” o “non OK” 
    L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice", la cui radice "fe-" significa abbondanza, ricchezza, prosperità.
    La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri[
    La nozione di felicità, intesa come condizione (più o meno stabile) di soddisfazione totale, occupa un posto di rilievo nelle dottrine morali dell'antichità classica, tanto è vero che si usa indicarle come dottrine etiche eudemonistiche (dal greco eudaimonìa) solitamente tradotto come "felicità".


     
    Quello che forse spesso ci manca è un qualcosa di importante per andare avanti nella vita di tutti i giorni, per decidere cosa fare, quasi per poter “giustificare” il fatto di essere felici, anche se non ci sarebbe bisogno di giustificazioni...  
    Be’ secondo questo ragionamento, siccome la nostra vita va avanti come la impostiamo noi, la nostra felicità dipende da noi, e quindi ognuno di noi ha il suo particolare tipo di felicità: non esiste “la felicità”, esiste la tua felicità, la mia felicità, la felicità di ciascuna singola persona che vive nel mondo. 




    “Gli obiettivi essenziali da raggiungere in ogni interazione comunicativa,  
    soprattutto in ambito lavorativo”. 
    1. Ottenere il massimo di consenso, 
    2. con la minima conflittualità, 
    3. nel più breve tempo possibile, 
    4. al nostro minimo costo  
    (esistenziale, non soltanto economico!), 
    5. con la massima soddisfazione per tutti (verifica “ecologica”, “giochi a 
    somma 2”, logica del “win-win”.




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