mercoledì 10 agosto 2011

NOTTE DI SAN LORENZO

NOTTE DI SAN LORENZO


La NOTTE DI SAN LORENZO la seduzione è nel desiderio.
Perché la notte fra il 10 e l’11 agosto, la notte di San Lorenzo, è detta la “notte delle stelle cadenti”? Perché questa è la notte in cui, talvolta, in presenza di certe caratteristiche meteorologiche, nell’oscurità, possono vedersi le famose “lacrime” di San Lorenzo, cioè quella “polvere di stelle” cadenti che poi non sono stelle, come si vedrà. Sta di fatto che questa notte ha sempre esercitato un fascino particolare, e sono tanti che la considerano in qualche modo magica. Dico la verità, questa notte ha sempre affascinato anche me. Forse perché il cronista è nato proprio in una notte di San Lorenzo, di un po’ troppi anni fa



quelle luci in movimento che qualcuno poeticamente identifica come “le lacrime del santo durante il martirio”, hanno una precisa origine cosmica nello “sciame delle Perseidi”, costituito da corpi celesti, più propriamente meteoriti, cosiddetti perché sembrano irradiati dalla costellazione di Perseo. La nostra Terra “incontra” la parte più intensamente luminosa delle Perseidi proprio fra il 9 e l’11 agosto, e così la notte del 10 è quella più adatta per scrutare il cielo.
In realtà, più che di notte delle stelle, bisognerebbe parlare di “notte delle comete”. Vediamo perché. Intanto, nell’accezione popolaresca del termine, le comete indicano un po’ tutti i corpi celesti che lasciano una scia luminosa. Ma c’è molto di più, e soprattutto di più scientifico, a supporto di tale definizione. Infatti, bisogna ricordare intanto che l’astronomo tedesco Ernesto Tempel (1821-1899) individuò una grande cometa, che da lui prese il nome, e che è apparsa per l’ultima volta nel 1862. Successivamente, l’illustre astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910) dimostrò l’origine cometaria delle “Lacrime di San Lorenzo”, cioè delle Perseidi che, percorrendo la stessa orbita della cometa di Tempel, altro non sono che il prodotto della dissoluzione del suo nucleo. Ecco dunque spiegato il mistero: le “stelle cadenti” sono dei pezzi di cometa, che disegnano delle scie luminose nell’oscurità del cosmo.

La notte di San Lorenzo è, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.
In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Quest’anno, le stelle cadenti, sebbene abbondanti, arriveranno un po’ in ritardo.
Secondo le previsioni degli esperti, lo sciame di meteore avrà  il suo picco il 12 agosto anziché il 10, ma si potranno comunque avvistare anche nella sera del 10 con minore frequenza. Il massimo si avrà  il 12 tra le 13.30 e le 16, quindi invisibile per noi, quindi meglio allontanarsi dalla città  e guardarle la notte tra l’11 e il 12. Per osservare al meglio lo spettacolo si consiglia di aspettare il tramonto della luna, dopo mezzanotte, e guardare a nord nord-est, fra la costellazione di Cassiopea, a forma di W, e quella di Perseo


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