lunedì 22 agosto 2011

OBIETTIVO BENESSERE

OBIETTIVO BENESSERE


L'obiettivo del benessere è SEDUZIONE di se stessi.


Il benessere è strettamente correlato all’armonia con se stessi. Non è possibile sentirsi
in uno stato di benessere se manca quest’armonia. E nemmeno è possibile ottenere
benessere dalla vita o dagli altri senza prima essere in armonia con se stessi.
All’interno di ciascuno di noi vi è come un interlocutore con cui dovremmo dialogare
ma molto spesso risulta estremamente difficile entrare anche solo in contatto con
questo interlocutore. Stiamo parlando dell’intelligenza emotiva, la nostra parte
istintuale definita quotidianamente come “inconscio”. Questa parte emotiva entra
continuamente in relazione con l’altra parte di noi stessi che definiamo intelligenza
logica.
Per condizionamento culturale, nelle società come la nostra, siamo portati a
identificarci con la nostra parte logica, con la nostra razionalità e non con la nostra
emotività. Questo perché fin dai primissimi anni di vita veniamo invitati (con le
buone o con le cattive) a prendere le distanze dall’emotività che, nella nostra cultura,
viene considerata come un dato negativo, una “fonte di peccato e di guai” nonché
sinonimo di debolezza.
Ecco che quindi, a causa di questi paradigmi sociali, ci ritroviamo con tutta una serie
di disarmonie provocate dai continui tentativi di comprimere l’emotività. L’emotività
infatti può solo essere compressa e non eliminata e, come tutte le cose compresse,
prima o poi genera delle tensioni che sono appunto originate da questo voler a tutti i
costi comprimere la nostra parte emotiva.


l'abilità di superare
gli ostacoli, compiere imprese significative, tener fede ai nostri valori più importanti,
ottenere la felicità e dare il proprio contributo agli altri con le nostre doti speciali e
uniche. In breve, possiamo assumerci la responsabilità di far andare la nostra vita in
maniera ottimale. Sfortunatamente, mentre affrontiamo le sfide della vita, spesso
perdiamo di vista questi fatti. Dalla nascita e continuando per tutta la nostra vita,
viviamo innumerevoli esperienze che possono accrescere la nostra autostima o
eroderla.
Il processo di diminuzione della nostra autostima inizia con una semplice
osservazione del fatto che in qualche modo non siamo all’altezza. Ci giudichiamo
diversi e carenti in qualche modo, decidiamo di non essere capaci. Da questo punto,
la nostra vita si svolge secondo queste aspettative che ci siamo creati. Queste
convinzioni negative sono direttamente correlate al modo in cui ci sentiamo riguardo
a noi stessi: o siamo degni di tutte le cose buone che la vita può offrire o ci meritiamo
dolore e sofferenza perché non abbiamo valore.
Quando ci giudichiamo duramente, riduciamo radicalmente la nostra abilità di
meritare amore e raggiungere il successo e l’abbondanza che il mondo riserva.
Quando basiamo le nostre azioni sulla convinzione che ci manchi quel che ci vuole
per meritare salute, amore, ricchezza materiale e felicità, non facciamo altro che
attrarre nella nostra vita proprio quelle cose che temiamo di più. Mentre la nostra
autostima continua insidiosamente a diminuire, ci ritroviamo incapaci di dirigere la
nostra vita e le nostre azioni in maniera produttiva.
La rassegnazione si instaura come un tarlo, indebolendo il nostro spirito. Ciò fa sì che
il fatto di considerarsi non meritevoli creerà un circolo vizioso che porterà a risultati
coerenti con questa aspettativa e rafforzerà la nostra convinzione di non valere niente.
E’ come se ci fosse dentro di noi una forza invisibile che fa di tutto per assecondare
questa fissazione di essere dei falliti.
Per la maggioranza degli esseri umani, negli anni subito dopo la nascita la vita va
bene. I nostri genitori soddisfano ogni nostra necessità, dandoci l’amore e la
sicurezza dai quali veniamo a dipendere per svilupparci e diventare individui sicuri di
sé e ben inseriti. Nella vita, impariamo presto ad attribuire un valore all’identità che
ci creiamo.



molti sono convinti che per coinvolgere o nella SEDUZIONE di una o più persone, sia
sufficiente “farle ragionare”. L’errore qui sta nel non tener conto che soltanto una
piccolissima parte del nostro cervello è preposta al ragionamento di tipo logico. Tutto
il resto lavora per EMOZIONI (o stati emozionali). E’ quindi di fondamentale
importanza imparare a comunicare in un modo tale da coinvolgere attivamente sia la
parte logica che quella emozionale dei nostri interlocutori, per guadagnare la loro
fiducia a la loro attenzione!
Il Linguaggio del corpo gioca davvero un ruolo così importante nella SEDUZIONE? La risposta è assolutamente SI’! In particolar modo, il
nostro linguaggio del corpo, influenza enormemente il giudizio che gli altri si fanno
su di noi. Ad esempio, se esci ad un appuntamento con una persona del sesso
opposto, i messaggi che il tuo corpo manda rivelano un sacco di cose su di te. La
persona che avrai di fronte riceverà questi messaggi e il suo cervello li processerà a
livello inconscio. Il risultato di questo processo inconscio e automatico, contribuirà in
maniera decisiva a formare l’opinione che quella persona avrà di te.
Per capire meglio la natura inconsapevole di ciò che ciascuno di noi recepisce dai
messaggi non verbali che le altre persone ci inviano, facciamo un esempio pratico.
Supponiamo che tu provi un’antipatia istintiva per qualcuno. Fondamentalmente
quella persona non ti ha detto o fatto niente di male ma rimane il fatto che tu proprio
non la sopporti! Se ti venisse chiesto il perché di questa tua avversione probabilmente
non sapresti rispondere in quanto il giudizio che ti sei creato su quella persona
proviene da un meccanismo di percezione e di elaborazione che lavora al di sotto
della soglia di volontà.

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