giovedì 15 settembre 2011

QUANTO DURA L'AMORE

QUANTO DURA L'AMORE


QUANTO DURA L'AMORE? dipende.


L’attrazione fisica con gli anni inevitabilmente  si attenua, ma se si sono costruiti i legami di amore e di complicità,  si può continuare a vivere saldamente insieme



non solo per dovere, per abitudine, per paura , ma per piacere e per affinità.

Amore come emozione d'amore, come slancio, languore, desiderio, spasimo, sogno, é quindi l'energia creativa nel suo manifestarsi. Dell'energia creativa che, attraversandomi, mi usa come sostanza per edificare un nuovo mondo e un nuovo me stesso. Noi perciò amiamo ciò che ci sta creando e che stiamo creando. Di cui siamo ad un tempo figli e genitori. Questo nell'innamoramento. 


questo periodo magico dura mediamente  dai 4 ai  6 anni, poi, poco a poco, a meno di SEDUZIONE all'interno della relazione, l'euforia da coppia inizia ad attenuarsi.
Dopo questo periodo, in genere si verificano due condizioni e due percorsi differenti per gli innamorati e  questo segna spesso la fine del rapporto di coppia
Così, probabilmente, i due ex innamorati preferiranno  cercare un'altra conquista e quindi cercheranno di ricreare gli effetti delle emozioni dell'innamoramento
Ovviamente, la povera persona lasciata, invece, andrà molto probabilmente in deficit di emozioni e vivrà  l'inizio del "mal di amore".



La vita è piena di tranelli, di spaesamenti, di dispiaceri e anche di lusinghe.
Crescendo e invecchiando insieme può capitare di cambiare, ognuno a modo suo, tanto da non ritrovare nell’altro il partner particolarmente caro e indispensabile.

Capitano altri amori, talvolta, o tanti desideri di nuovi amori.
Sono in tanti a resistere a passioni anche travolgenti, perché misurano il valore irrinunciabile di ciò che si è costruito con quella persona che suscitò tanto amore anni prima e ciò induce a riconoscerle un amore speciale.
Bisogna sapere accettare i mutamenti senza mai dare tutto per scontato e comportarsi talvolta come se tutto fosse nuovo

Se la fedeltà è un cammino, una costruzione, devo imparare a rispettare quei segnali che mi aiutano a restare fedele e a camminare dritto. L'indifferenza verso l'altro ucciderà la fedeltà: non avere un po' di tempo da dedicargli, mettere prima di tutto la mia carriera, la mia realizzazione personale, le mie attività sportive, musicali... i miei amici... “Sono libero, voglio conservare la mia libertà”,... A poco a poco la comunicazione non esiste più, ognuno vive per se stesso invece di vivere per l'altro e a questo punto, insoddisfatti e messi davanti alle molteplici tentazioni della vita, si è tentati di rompere la fedeltà promessa. Questo vale nel matrimonio, ma non solo: vale per tutto nella vita!



L'amore è un'esperienza che tutti facciamo, prima o poi, e che perciò crediamo di conoscere.
Hai mai notato, però, che nella nostra civiltà la parola amore viene usata in diverse accezioni, anche del tutto contraddittorie?
Se, per esempio, amare significa essere disposti a dare fino al sacrificio di se stessi, se significa volere il bene della persona amata, come può essere definito amore quell'oscuro impulso che spinge talora a farle del male, a vendicarsi di lei, perfino ad ucciderla? Perché la gelosia è in generale considerata sintomo inequivocabile, e addirittura indispensabile complemento, dell'amore, quando è evidente che essa nasce dal bisogno infantile ed egoistico di avere, e non certo da quello altruistico di dare
La cronaca riferisce quotidianamente casi terribili di persone disperate che compiono gesti insani "per amore", contribuendo così ad alimentare una confusione di idee che appare davvero grande (e pericolosa); e spesso noi ascoltiamo queste notizie con malcelato gusto scandalistico, senza chiederci come possa l'amore portare a tanto e se abbia un senso parlare di amore in casi del genere: insomma senza porci alcun problema, quasi la cosa fosse normale e scontata. 
In una società dell'apparire, dove gli imperativi categorici sembrano essere la chiacchiera fine a se stessa ("chattare" su Internet), il divertimento coatto, il riempire la vita di mercanzie colorate, è inevitabile che l'atteggiamento generale verso i grandi problemi esistenziali diventi di giorno in giorno più acritico. Un banale indizio: le trasmissioni che "fanno più audience" sono proprio quelle che hanno per oggetto triviali esibizioni di sentimenti elementari e becere chiacchiere di gente che non sa esattamente che cosa dice, ma si esprime per luoghi comuni e per "sentito dire".
Non sarà il caso di ricominciare a chiederci di che cosa stiamo parlando
I Greci, per distinguere i vari sentimenti che noi definiamo genericamente "amore", usavano addirittura quattro vocaboli diversi, e non certo per pignoleria: alcuni di questi sentimenti sono infatti profondamente positivi, altri invece sono nefasti e distruttivi e bisognerebbe imparare a guardarsene, cosa che assolutamente nessuno ci insegna a fare, men che meno la scuola, che si avvia inesorabilmente ad essere luogo di trasmissione "fredda" e burocratica di conoscenze apparentemente neutre (il che, sia detto per inciso, è a nostro parere un errore gravissimo, oltre che un controsenso pedagogico, come ben sa chiunque abbia letto Quintiliano).
In questo senso può esserci di aiuto Platone, il filosofo che proprio all'amore ha riservato un ruolo centrale all'interno del suo sistema filosofico. 
Due sono i dialoghi da lui dedicati specificamente all'amore: il Simposio per intero e la prima parte del Fedro. La necessaria premessa per la comprensione del discorso è ilFedone, dedicato alla natura dell'anima umana: se infatti non si comprende quest'ultima, non è possibile neppure comprendere che cosa sia l'amore, che per Platone è per l'appunto un'affezione dell'anima.

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