venerdì 23 settembre 2011

SCOPRIRE BUGIE E TRADIMENTO


SCOPRIRE BUGIE E TRADIMENTO



 SCOPRIRE  BUGIE E TRADIMENTO è utile nella SEDUZIONE, nel business e nella vita in generale.
Nella SEDUZIONE ci permette di scoprire il tradimento.
Si dice che le bugie hanno le gambe corte, questo detto però non sempre
corrisponde al vero, ci sono infatti persone molto abili nel dissimulare il
loro pensiero, persone che riescono a mentire in modo sfacciato, veri
“professionisti della menzogna”.
Sono stati fatti numerosi studi per riuscire a cogliere l’essenza della bugia,
cioè tutti quei segnali che possano indicare che il nostro interlocutore non
è sincero.
Riuscire a decodificare i segnali della bugia ovviamente è utilissimo in
moltissimi settori, da quelli privati, soprattutto nel campo sentimentale e nella SEDUZIONE ma
anche in quello lavorativo, politico, della investigazione, ecc.
Tra la tanta letteratura che si trova sull’argomento studi interessanti sono
stati realizzati da Paul Ekman, 
Iniziamo ad analizzare quelle che sono le tattiche che utilizzano,
consciamente od inconsciamente i più agguerriti mentitori.
Imparare queste tattiche ci può essere utile sia per smascherare le bugie,
sia, ogni tanto serve, per imparare a dirle senza farsi sgamare.
Dissimulare le emozioni
I mentitori devono innanzi tutto imparare a dissimulare le emozioni che
provano.
Il modo migliore per farlo è quello di “mettersi una maschera”, cioè
fingere un’emozione diversa.
La maschera più utilizzata in assoluto è il sorriso.
I sorrisi non sentiti, “forzati” vengono però percepiti a livello inconscio,
per cui se vogliamo imparare a diventare bravi bugiardi dobbiamo
allenarci a sorridere in modo naturale, anche quando si tratta di un sorriso
dissimulato.


Per fare questo si può iniziare ad immedesimarsi in situazioni in cui
abbiamo sorriso di gusto ed ancorarci a queste situazioni, in modo che al
momento opportuno potremmo “gettare l’ancora” e sfoggiare a piacimento
un sorriso smagliante.
Un’altra maschera molto utile per dissimulare le proprie emozioni che
dobbiamo imparare a padroneggiare è il pianto, molte utile se siamo
donne, se invece siamo uomini è da usare con moderazione, se impariamo
a calibrarlo si rivelerà molto utile soprattutto se impariamo ad usarlo con le
donne.
Ovviamente se l’allenamento per imparare a sorridere a comando può
richiedere un certo tempo ed un certo allenamento imparare a piangere
richiede senza dubbio un allenamento più intenso, ma sarà sicuramente
tempo speso bene.
Per imparare a farlo bene è necessario usare un sistema simile a quello del
“metodo Staniwlawnski” usato dagli attori, bisogna cioè, per piangere
calarsi in un ruolo od in una situazione in cui il pianto è un evento
normale.
Possiamo ad esempio pensare alla scena di un film che ci ha commosso
particolarmente facendoci piangere.
Dobbiamo imparare ad entrare dentro questo film, pensare al film dopo un
po’ di tempo diventerà un ottimo ancoraggio al pianto.
Utilizzando questo sistema superata la fase di allenamento avremo un
sistema per poter fare emergere le lacrime quando avremo l’esigenza di
farlo, cioè per dissimulare un’altra emozione o per riuscire a fare breccia
nell’emotività che ci interessa, in particolari circostanze le lacrime ci
possono servire per avvalorare quello che stiamo dicendo e quindi essere
credibili.
Lo stesso metodo può essere usato anche per rendere il sorriso reale.
Sorridere è facile, ma se il sorriso non è sentito viene percepito dalla parte
emotiva del nostro interlocutore e quindi corriamo il rischi di venire
etichettati come persone “false” o ancora peggio come manipolatori.
È quindi importanti imparare a rendere vero il sorriso.
Per fare questo possiamo anche in questo caso il metodo illustrato in
precedenza.
Dobbiamo cioè richiamare alla mente, non en pasant ma in modo vivido,
un’immagine e le sensazioni di una situazione in cui abbiamo realmente
vissuto una situazione di sano divertimento, immedesimarsi ad esempio


nella situazione di un film che ci ha fatto particolarmente divertito od una
situazione analoga vissuta nella realtà.
Con questo sistema il nostro sorriso sarà reale, anche se non riferito alla
situazione che stiamo vivendo in quel momento, ma comunque verrà
percepito dall’emotività del nostro interlocutore come sincero e questo ci
consentirà di conseguire il nostro obiettivo.
Dissimulare un evento
Per dissimulare un evento la tecnica migliore è quella di esagerare l’evento
stesso.
Si tratta in pratica di mentire dicendo il vero.
Esagerare la verità serve a mettere in ridicolo i sospetti altrui e gli rende
difficile approfondire le indagini.
Ad esempio se veniamo colti mentre facciamo una telefonata con la nostra
amante anziché addurre delle scuse dicendo è una collega, un’amica
eccetera è meglio dire : “ ah si era la mia amante, sai vado a letto con lei
cinque volte al giorno, per cui dobbiamo restare sempre in contatto”
La frase ovviamente va pronunciata con un tono ironico in modo da
rendere ridicola l’ipotesi di chi ci accusa”.
Come scoprire le bugie
Il metodo migliore per renderci conto della menzogna del nostro
interlocutore è quello di prestare attenzione alla sua comunicazione “non
verbale”.
La comunicazione non verbale viene gestita direttamente dalla nostra parte
emotiva , non transita attraverso la logica , ma viene espressa in modo
subliminale.
Per questi motivi segnali particolari di CNV possono essere indizi
attendibili della falsità del nostro interlocutore.
Vediamo quali sono questi segnali a cui prestare attenzione:
1. Sfregamento del naso
Lo sfregamento del naso è indice di rifiuto da parte della nostra parte
emotiva di quello che la nostra parte logica sta affermando.


È un po’ come se la nostra parte emotiva non vedesse l’ora di svergognarci
o meglio di svergognare la nostra parte razionale.
Per cui se il nostro fidanzato o la nostra fidanzata ci dice “ti amo” e mentre
lo dice si sfrega il naso in senso orizzontale o da basso verso l’alto, il naso
significa che il realtà non ci ama oppure che vorrebbe “logicamente”
amarci, ma la sua parte emotiva non è per nulla coinvolta con noi.
Ovviamente il prurito al naso può manifestarsi anche per altri motivi, però
se avviene in sincronica risposta ad una frase pronunciata
principali stili linguistici della menzogna sono:
1. ambiguità e prolissità: alla presenza di un ascoltatore silenzioso, uso di molti
modificatori con valore dubitativo(circa, forse ecc.), di livellatori (tutti, nessuno ecc.) e
predicati epistemica (penso, credo ecc.), lunghe frasi, variazione delle parole con molte
informazioni irrilevanti. Il bugiardo cerca di confondere la menzogna e renderla meno
individuabile.
2.assertività ed evitamento ellittico: ascoltatore sospettoso, reticenza nell’espressione
per dire il minimo indispensabile con frasi brevi, pause
piene e vuote molto lunghe per esimersi dal dire.
3. impersonalizzazione: pochi auto-riferimenti, uso frequente della terza persona (si
dice ecc.) per evitare la responsabilità
diversi tipi di menzogna comportano una variazione dell'impegno cognitivo.
Si distingue tra:
-> Menzogne preparate (pianificate in anticipo)
-> Menzogne impreparate (spontanee)
-> Menzogne a basso contenuto (nelle interazioni di tutti i giorni, senza premeditazione
e giustificate dagli standard culturali ed hanno un
adeguato livello di accettabilità sociale. Richiedono impegno cognitivo modesto).
-> Menzogne ad alto contenuto (conseguenze sia per colui che mente, sia per
l’ascoltatore. Dette in situazioni di relazione difficili con conflitti).
Riguardo la competenza della comunicazione menzognera sono state proposte due
ipotesi, la prima delle quale prende il nome di PERSONALITA' MACHIAVELLICA.
La personalità machiavellica è un costrutto psicologico per la manipolazione altrui a
propri fini. Questa personalità ha tre aspetti:
1. si utilizzano strategie di manipolazione e strumentalizzazione degli altri (inganno,
raggiro ecc.)
2. percezione cinica degli altri come inaffidabili e deboli
3. indifferenza verso le regole convenzionali della moralità
I soggetti di questo tipo sono abili mentitori e sono in grado di incrementare il contatto
oculare e appaiono sinceri e affidabili e non hanno paura di “perdere la faccia”.


La comunicazione è un flusso continuo di azioni reciproche dalle quali sono prodotte le
qualità emergenti della relazione. La menzogna riflette i pensieri e le azioni degli
interlocutori in base alla gestione locale che richiede una forte aderenza contestuale.
Le menzogne a basso contenuto non sono pianificate con anticipo e sono il prodotto
della scelta di un percorso che porta all’ottimo locale, mentre quelle ad alto contenuto
necessitano di pianificazione ed il mentitore deve produrre un messaggio coerente con il
contesto e con le competenze del destinatario mentre deve apparire al tempo stesso
sincero e credibile. Egli può fallire per iper controllo o mancanza i controllo.
Per mentitori ingenui si intendono coloro che producono indizi di smascheramento,
mentre i mentitori abili sono coloro che utilizzano i sistemi linguistici e quelli non
verbali come nei messaggi veritieri
L’inganno è diverso dall’errore e dalla finzione, quindi la menezogna è un atto
comunicativo consapevole e deliberato di ingannare un altro che che non è consapevole
e non desidera essere ingannato.
L’inganno è suddiviso in sottocategorie:
-> Auto – inganno e falsità patologica (menzogne sistematiche nelle interazioni)
-> Bugie pedagogiche (rassicurazione del bambino)
-> Menzogne preparate (per evitare punizioni)
-> Menzogne impreparate (per fronteggiare situazioni imbarazzanti)
-> Bugie innocenti (dette per buona educazione)
4 sottogruppi d’inganno:
-> Omissione (omissione d’informazioni essenziali per gli scopi dell’ingannato)
-> Occultamento (nascondere informazioni importanti primarie, riportando solamente le
secondarie)
-> Falsificazione (invio d’informazioni che si è consapevoli siano false)
-> Mascheramento (si celano importanti informazioni e se ne inviano di false)
Chi parla può attuare inganno per omissione o inganno per commissione.
I meccanismi regolatori di verità e menzogna sono gli stessi, anche se non esistono
segnali fissi ma solo più frequenti.
E' stata analizzata, prima di tutto, la comunicazione non verbale:
Sintomo di menzogna può essere l’attività motoria (aumento dei battiti delle ciglia,
automanipolazione o manipolazione di oggetti, cambio ripetuto di postura).
Può verificarsi, però anche un decremento di tale attività grazie all’ipercontrollo. Nella
menzogna sono possibili l’evitamento dello sguardo, incremento di sorrisi e contatto
oculare prolungato per distogliere l'attenzione da quanto è detto.
Gli indizi di smascheramento, di conseguenza,sono molti e variabili.
oggetto di studio è stato il movimennto delle mani, nonostante quanto si pensi, infatti,


sembra vi sia una diminuzione di questo ( anche se cambia da persona a persona); anche
la voce è più alta e variabile, ma pure questo dato dipende dal soggetto.
La terza teoria relativa alla comunicazione menzognra prende il nome di
MANIPOLAZIONE DELL'INFORMAZIONE (IMP)
McCORNACK: la comunicaione menzognera è una classe specifica dei fenomeni di
comunicazione.
L’informazione è manipolata e trasformata in contemporanea lungo dimensioni diverse
mentre si inganna l’altro e viola il principio di Cooperazione e le massime (Qualità,
Quantità, Pertinenza e Modo) di Grice.
Siamo capaci di controllare la qualità e il grado informativo sulle quattro dimensioni:
a. Quantità
b. Veracità
c. Pertinenza
d. Chiarezza
I messaggi d’inganno violano le regole conversazionali in maniera obliqua.
La menzogna suppone una complessità intenzionale di diversi livelli:
-> Intenzione nascosta o latente (intenzione di ingannare manipolando e falsificando le
informazioni senza far trapelare l’intenzione)
-> intenzione manifesta o apparente(intenzioni di trasmettere informazioni già
manipolate e falsificate), questo livello si suddivide in:
1: intenzione informativa (il mittente vuole che il destinatario creda le informazioni
manipolate trasmesse come vere)
2: intenzione di sincerità (il destinatario deve credere vero ciò che è detto in conformità
alla regola della sincerità).
Quindi la menzogna possiede una gradazione intenzionale (bassa nelle menzogne a basso
contenuto e massima in quelle ad alto contenuto). Le persone che mentono possiedono
una razionalità limitata che gli permette di raggiungere l’ottimo locale.
Goffman ha definito le motivazioni come menzogne benevole in contrapposizione alla
menzogna di sfruttamneto.

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