lunedì 12 settembre 2011

SEDUZIONE COMUNICATIVA



SEDUZIONE COMUNICATIVA





La SEDUZIONE COMUNICATIVA affonda le sue radici nella comunicazione e SEDUZIONE subliminale.
La SEDUZIONE si costruisce con i vincoli.

I vincoli sono importanti perché ci permettono di desiderare, ci permettono di innamorarci.
Se io avendo sete non avessi nessuna difficoltà a bere, non mi innamorerei della fonte che mi
eroga l’acqua, per innamorarmi serve quindi un vincolo, un impedimento.
Il vincolo quindi ha l’importante funzione di crearci il desiderio, di alimentare l’inconscio.
Il vincolo però poi deve essere abbattuto altrimenti diventa un problema.
Ora come si possono abbattere i vincoli che ci impediscono di vivere una vita sentimentale
felice, che ci impediscono di sedurre chi ci interessa?
Essenzialmente attraverso la comunicazione con la nostra parte emotiva ed imparare ad usare in
modo attivo le sue potenzialità.







 L’abilità comunicativa è pertanto basata sul presupposto e sull’intento di riuscire a prevedere il tipo di risposta del nostro interlocutore e di “leggere”, dalle sue stesse risposte, 
qualcosa che probabilmente neanche lui sa di avere emesso (o, almeno, che non si è reso conto a livello logico di aver comunicato). 
 In questo modo possiamo avere delle informazioni aggiuntive importantissime, che ci permetteranno di adottare, e di adattare in “tempo  reale”, ancora meglio la nostra 
“contromossa” comunicativa. 
 Tornando alla metafora del gioco degli scacchi, il primo emittente fa la prima mossa; 
ma il secondo giocatore, il destinatario del messaggio, non può che effettuare una contromossa 
e così via, per quanto riguarda l’insieme delle transazioni e dei giochi comunicativi: 
programmabili e riprogrammabili sia sul piano neurolinguistico, sia sul piano della scelta dei 
simbolismi analogici più congrui a motivare quello specifico interlocutore, in funzione del suo 
“attuale” stato dell’IO



Un abile ed esperto operatore comunicativo non perde tempo a cercare di convincere la 
mente razionale del proprio interlocutore: infatti, se il messaggio da comunicare è già condiviso (o quantomeno condivisibile sul piano dei valori, degli interessi, della cultura e della 
competenza tecnica) la comunicazione procederà senza particolari difficoltà, essendo in genere sufficiente riformulare in modo diverso, o con nuovi particolari, il messaggio 
originario. 
In questi casi, basandosi su dati che ambedue gli interlocutori considerino oggettivi, prima o poi si raggiungerà un accordo.



Ma se, per qualunque motivo, non si raggiunge un accordo entro un paio di 
riformulazioni, sappiamo tutti per esperienza personale che l’insistere a convincere l’altro porta con molta probabilità ad una “chiusura” sempre più ostinata ed insuperabile, che può 
addirittura arrivare al “blocco totale della comunicazione e dell’ascolto”. 
In questi casi il tipo di persuasione che avrà sicuramente un riscontro positivo sarà quella analogica e subliminale: sarà solo una questione di tempo! 
Questo tipo di comunicazione sarà mirata a far scattare nel soggetto delle motivazioni che, seppure apparentemente non avranno nulla a che vedere con l’argomento affrontato, saranno tuttavia in grado di generare una tensione  che permetterà di portare il messaggio direttamente all’emozione  dell’interlocutore attraverso i meccanismi della comunicazione subliminale



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