martedì 13 settembre 2011

SODDISFAZIONE NEL LAVORO




SODDISFAZIONE NEL LAVORO


Si ha SODDISFAZIONE NEL LAVORO quando impariamo ad applicare le regole della SEDUZIONE al  mondo del lavoro.
Organizzarsi meglio, per svolgere più lavoro in meno tempo, con maggiore soddisfazione e meno 
stress,  è uno degli imperativi del manager oggi: 
non solo per il benessere fisico e mentale suo e dei  suoi collaboratori;  ma anche per il bene 
dell’azienda  per cui, lavora. 
Tutto questo presuppone però un programma di efficienza personale basato 
sull’autostima, sull’impegno quotidiano  a “crescere” ed a sviluppare al massimo ed al meglio 
le proprie risorse fisiche, mentali, emozionali: un self empowerment continuo all’insegna 
dell’automotivazione e della sfida vissuta con gusto e, al tempo stesso, con classe. 
Un impegno continuo all’eccellenza, sia personale che manageriale, vincendo la 
tendenza a procrastinare, ci permetterà, come dicono Kerry Gleeson e Connie Palladino, di 
allenarci  a risolvere i problemi finchè sono piccoli

Il gruppo di ricercatori guidato da E. Mayo iniziarono a condurre una serie di studi sull’affaticamento dei lavoratori della Western Electric Company di Hawthorne (Chicago).
L'attenzione fu indirizzata sul "significato del lavoro“,
mettendo da parte il legame tra motivazione e retribuzione e l'importanza di quest'ultima come
elemento di soddisfazione.
L’impostazione inadeguata degli “esperti del  rendimento lavorativo” fu messa in evidenza dalle
ricerche sul campo” che manifestarono l’importanza determinante delle strutture e delle situazioni sociali, delle immagini e degli atteggiamenti correlativi.





La motivazione al lavoro può essere definita come la spinta interiore che porta l'individuo ad applicarsi con impegno nel lavoro. Può essere definito come una sorta di forza interna che stimola, regola e sostiene le principali azioni compiuti dalla persona e può essere descritto in modo ciclico: dall'origine del bisogno, avvertito come una tensione interiore, l'individuo ricerca in mezzi per poterlo soddisfare; quando il soggetto riesce a soddisfare il proprio bisogno rivaluta la situazione e verifica la presenza di nuovi ed ulteriori bisogni. Essa è intrinseca all'individuo e non può essere indotta dall'esterno. Mediante interventi esterni si riesce a sollecitarla o, al più, ad alimentarla. 




Il tempo, risorsa per definizione non rinnovabile, è forse la variabile più critica di tutte
le attività manageriali: questa criticità può diventare addirittura drammatica in ambito
ospedaliero; ma qualunque madre di famiglia che lavori fuori casa, che abbia dei bambini
piccoli e qualche parente ammalato, si trova quotidianamente in situazioni così complesse
da gestire che, al confronto, la classica “quadratura del cerchio” sembra un gioco da
ragazzi!
Da questo punto di vista, una adeguata gestione del tempo può diventare un prezioso
fattore di riduzione dello stress e di miglioramento della qualità della vita per chiunque si
trovi ad operare, quasi costantemente, in un clima di “emergenza” (anche magari solo
simbolica, ma non per questo meno angosciante)

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