lunedì 26 settembre 2011

TROVARE SOLUZIONI AI PROBLEMI


TROVARE SOLUZIONI AI PROBLEMI





Imparare a TROVARE SOLUZIONI AI PROBLEMI è importante nella vita sentimentale e nella SEDUZIONE.
Come si sviluppano i problemi


1) Quando la soluzione è il problema


In certe circostanze i problemi sorgono perchè si è tentato in modo erroneo di cambiare una
diffiicoltàesistente o, il che è anche più assurdo, una difficoltà inesistente.
Le forme di intervento errato sono sostanzialmente tre:
a) Si tenta una soluzione negando che il problema è un problema, bisognerebbe agire ma
non si agisce.
In apparenza può sembrare improbabile che possa venire in mente di affrontare situazioni
difficili negando che un problema è un problema, si tratta però di un meccanismo piuttosto
diffuso.
Un meccanismo tipico degli esseri umani (ma si riscontra anche negli animali) è quello di
continuare a ripetere la medesima soluzione anche quando le circostanze sono drasticamente
mutate.
I genitori che non capiscono di non poter trattare il figlio diciottenne come quando aveva
otto anni sono destinati a creare problemi enormi con la loro”soluzione del problema”.
b) Si tenta di cambiare una difficoltà che, atutti i fini pratici, è immutabile( il divario
generazionale, ecc.) o inesistente, si agisce quando non si dovrebbe.
Queste persone si comportano all’esatto opposto rispetto al caso precedente, mentre nel caso
precedente non si vede un problema dove c’è, in questo caso si vede una soluzione dove non
c’è.
Se uno è convinto di avere in mano la soluzione giusta è logico che cerchi di metterla in
atto.
Definiamo sindrome di utopia il comportamento che una simileconvinzione comporta.
tra le forme possibili che tale comportamento può assumere le principali sono tre:
1) La prima forma potemmo definirla introiettiva . le sue conseguenze portano ad una forma
di depressione che deriva dall’essersi posti un obiettivo irragiungibile e quindi si genera un
sentimento di impotenza.
2) La seconda possibile conseguenza è molto meno dannosa della prima e ed il suo motto è
il noto aforisma di Stevenson”è meglio viaggiare pieni di speranza che arrivare”
Piuttosto che lamentarsi del fatto che non si è riusciti ad effettuare un cambiamento
utipistico , il soggetto adotta la tecnica del rinvio.
poichè la meta è lontana il viaggio sarà lungo, ed in fondo quello che conta è il viaggio e
non l’arrivo.
È come l’innamorato che dopo un lungo assedio conquista la sua bella ardentemente
desiderata e non appena l’ha conquistata si rende conto che larealtà è molto inferiore al
sogno.
Ci sono due tragedie nella vita : la prima è non ottenere quel che si desidera, la seconda è
riuscire ad ottenerlo.
3) La terza variante della sindrome di utopia è sostanzialmente proiettiva , la sua
componente fondamentale è un atteggiamento morale basato sulla convinzione di aver
trovato la verità e sostenuto dal conseguente senso di responsabilità necessario ad un’azione
tesa a cambiare il mondo.
Se le cose non funzionano si proietta sull’esterno la colpa: la natura mi ha fatto buono e
felice,se non lo sono la colpa è della società.


c) Si commette un errore di tipizzazione logica e si stabilisce un gioco senza fine tentando
un cambiamento1 in una situazione che potrebbe cambiare soltanto agendo ad un livello
logico superiore.
Oppure si tenta un cambiamento2 quando basterebbe un cambiamento1 (ad esempio quando
basterebbe un cambiamento di atteggiamento e non di comportamento).
Si agisce al livello sbagliato.
Fanno parte di questo gruppo le comunicazioni paradossali ed i paradossi in genere.
Quando si parla degli effetti comportamentali del paradosso nella comunicazione umana si
intende la particolare impasse che sorge ogni volta che vengono scambiati messaggi aventi
la medesima struttura dei paradossi classici della logica formale.
Un esempio è il paradosso “sii spoontaneo” in qualcuna delle sue possibili varianti.
:
-Sono stata pazza a sposarti. Ero convinta che sarei riuscita a fartidi ventare un vero uomo.
(se fosse stato un vero uomo no si sarebbe fatto manipolare comunque dalla moglie).
Il paradosso “sii spontaneo”compare anche pesantemente nel modo in cui le persone tentano
d icambiare le difficoltà sessuali.
Una erezione od un orgasmo sono fenomeni spontanei , quanto più sono voluti, attesi e
desiderati, tanto minori sono le probabilità che si verifichino.
Un modo quasi sicuro per trasformare un incontro sessuale in un fiasco è programmarlo e
premeditarlo con estrema cura.
L’esperienza clinica dimostra che molti casi di apatia sessuale si possono far risalire ai
tentativi disperati compiuti dalla femmina durante il coito per provocare in qualche modo
sensazioni che secondo le sue attese o le promesse di qualche manuale sul sesso dovrebbe
avere in certi precisi momenti dell’atto sessuale.
In linea di principio i problemi che si incontrano nella terapia del matrimonio vertono il più
delle volte sulla difficoltà quasi insormontabile di cambiare il quid pro quo su cui in origine
si è basato il rapporto.
Naturalmente tale quid pro quo non è mai il risultato di un negoziato aperto, ma piuttosto ha
la natura di un contratto tacito ed i partner possono essere del tutto incapaci di
verbalizzarne le condizioni anche se al tempo stesso sono molto sensibili ad ogni violazione
di tali clausole non scritte.
Se sorge un conflitto la reazione tipica dei partner è quella è quella di cercare di risolverlo
entro lo schema del contratto e quindi restano presi in una sorta di problema che essi stessi
hanno creato.
Il necessario cambiamento deve essere un cambiamentodel contratto stesso (un
cambiamento2) e non un semplice cambiamento1, compiuto entro i limiti del contratto.



Analizzeremo in questa sezione come si può produrre il cambiamento2.
Da una prima analisi del cambiamento2 si possono trarre le seguenti conclusioni:
a) Il cambiamento2 viene effettuato sulla soluzione adottata per produrre un cambiamento1,
perchè mettendo in atto il cambiamento2 si scopre che tale soluzione in effetti è la chiave di
volta del problema che si voleva in tal modo risolvere.
b)Mentre il cambiamento1 è sempre basata sul senso comune, il cambiamento2 di solito è
bizzarro, inatteso, illogico, il modo con cui si produce è caratterizzato dalla presenza di un
elemento paradossale, sconcertante.
c)Applicare le tecniche di cambiamento2 alla soluzione comporta il trattamento della
situazione qual è qui ed ora.
Tali tecniche trattano gli effetti e non le presunte cause, di conseguenza la domanda cruciale
è che cosa? e non perchè?
d) L’impiego di tecniche di cambiamento2 fa uscire la situazione fuori dalla trappola creata
dalla riflessivilità della soluzione tentata, e la colloca in un quadro diverso.
Nella storia della scienza la domanda perchè? ha sempre giocato un ruolo fondamentale,
praticamente dogmatico.
Che per risolvere un problema occorra prima capire i suoi perchè è però un mito così
saldamente ancorato nel pensiero scientifico che si giunge a condiderare il colmo della
superficialità qualunque tentativo di trattare il problema soltanto in termini dela sua struttura
e delle conseguenze immediate.
Si ritiene che quando si interviene con un atto deliberato nei problemi umani l’approccio più
pragmatico non verte sul perchè ma sul che cosa?, cioè he cosa avviene qui ed ora e che
perpetua il problema, e che cosa si può fare qui ed ora per produrre un cambiamento ?
Consideriamo adesso un esempio di comunicazione paradossale;
Consideriamo ad esempio il rapporto tra un soggetto in libertà vigilata ed il funzionario che
lo vigila.
Dovrebbe essere un rapporto di piena fiducia perchè il funzionario dovrebbe essere colui
che aiuta il soggetto ad adempiere alle sue funzioni.. Ma il funzionario rappresenta anche
l’autorità dello stato che può denunciare il soggetto qualora questo violi una qualche
prescrizione.
Pertanto se il funzionario dicesse: “dovresti aver fiducia in me” è chiaro che la fiducia è un
sentimento spontaneo e tale dichiarazione porta il soggetto a non avere fiducia..
Se invece il funzionario dichiara: “Non dovresti avere mai piena fiducia in me nè dirmi mai
tutto”.
L’asserzione del funzionario lo rende degno di fiducia nella misura in cui si è dichiarato non
degno di fiducia.
Un altro esempio di comunicazione paradossale utilizzato è quello della prescrizione del
sintomo.
Se un soggetto che soffre di isonnia cerca di costringersi a dormire cadrà nel paradosso “sii


spontaneo”, per cui conviene accostarsi al sintomo in modo paradossale, cioè invece di
combattere il sintomo del soggetto glielo abbiamo maggiormente acutizzato, cioè chiediamo
al soggetto di costringersi a stare sveglio.
Si dice al paziente: “anche se ti verrà sonno devi sforzarti d icontrollarlo e di restare
sveglio”.
Un altro caso in cui può essere usata la prescrizione del sintomo è quella della terapia
sessuale dove si chiede all’uomo che soffre di impotenza psicogena di baciare e toccare la
moglie , ma di non avere assolutamente rapporti sessuali, nè erezioni. In questo modo
l’uomo si libererà innanzitutto dall’ansia di non poter avere erezioni.
Anzi si può accentuare ancora di più la situazione dicendo alla moglie di respingere le
avances del marito, di non farsi ne baciare ne toccare, in questo modo l’uomo viene
completamente liberato da ogni responsabilità in quanto è la moglie che impedisce il
rapporto.

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