sabato 15 ottobre 2011

EMOZIONI E LOGICA


EMOZIONI E LOGICA


EMOZIONI E LOGICA sono spesso contrapposte, riuscire a creare un'alleanza è utilissimo in tutte le aree della vira per raggiungere gli obiettivi sentimentali, nella SEDUZIONE, nella vita lavorativa e sociale.
Il benessere è strettamente correlato all’armonia con se stessi. Non è possibile sentirsi
in uno stato di benessere se manca quest’armonia. E nemmeno è possibile ottenere
benessere dalla vita o dagli altri senza prima essere in armonia con se stessi.
All’interno di ciascuno di noi vi è come un interlocutore con cui dovremmo dialogare
ma molto spesso risulta estremamente difficile entrare anche solo in contatto con
questo interlocutore. Stiamo parlando dell’intelligenza emotiva, la nostra parte
istintuale definita quotidianamente come “inconscio”. Questa parte emotiva entra
continuamente in relazione con l’altra parte di noi stessi che definiamo intelligenza
logica.

Il cervello umano funziona fondamentalmente su due sistemi primari : un
funzionamento conscio che equivale al 10% delle potenzialità della mente, ed un
funzionamento inconscio che copre un 90%. Se calcoliamo che quello che si conosce
del funzionamento della nostra mente è un 10%, possiamo immaginare il nostro
cervello come un secretaire in cui ci sono molti cassetti nascosti, mai aperti. In
realtà, quello che più ci determina è quello che meno conosciamo, e ciò non fa forse
parte di quel grande mistero della vita di cui tanto si parla ?
Aprire uno di questi cassetti rappresenta già un grande cambiamento. Per fare questo
non é necessario credere in qualcosa, se non nel nostro grande potenziale.
Il 90% che ci sfugge é quello che ci detta ogni emozione, reazione, stato d’animo,
azione. Ma ci sfugge veramente ? O é li a portata di mano ? Certo non lo si potrà
conoscere e gestire tutto in una seduta di ipnosi, e forse non lo conosceremo mai
interamente, ma il fatto di poter attingere a questo vasto potenziale della nostra mente
apre grandi prospettive. Se entriamo in semplici automatismi « schiavizzanti » per cui
ragioniamo del tipo « Ho reagito cosi perché ero sotto stress », non ci rendiamo conto
che in realtà lo stress non é un qualcosa di esterno che ci piove addosso, ma é una
nostra dimensione. Noi pensiamo spesso che il nostro « essere » dipenda quasi
esclusivamente dal fattore « esterno ». Questo é vero perché la realtà esterna é molto
determinante nel comportamento di una persona, tra schemi culturali, modelli sociali,
ma il tutto viene filtrato dal nostro cervello in modo da diventare una realtà
interiorizzata.





Per condizionamento culturale, nelle società come la nostra, siamo portati a
identificarci con la nostra parte logica, con la nostra razionalità e non con la nostra
emotività. Questo perché fin dai primissimi anni di vita veniamo invitati (con le
buone o con le cattive) a prendere le distanze dall’emotività che, nella nostra cultura,
viene considerata come un dato negativo, una “fonte di peccato e di guai” nonché
sinonimo di debolezza.
Ecco che quindi, a causa di questi paradigmi sociali, ci ritroviamo con tutta una serie
di disarmonie provocate dai continui tentativi di comprimere l’emotività. L’emotività
infatti può solo essere compressa e non eliminata e, come tutte le cose compresse,
prima o poi genera delle tensioni che sono appunto originate da questo voler a tutti i
costi comprimere la nostra parte emotiva.
Ad esempio, ti è mai capitato di sperimentare la cosiddetta “paura di amare”? Oppure
di dire fra te e te “Non mi concederò fino a che non sarò sicuro/a che lei (o lui) mi
ami veramente”? Ebbene, ogni volta che ci vietiamo di fare qualcosa oppure ci
imponiamo di effettuare soltanto scelte a rischio zero, non facciamo altro che andare
a comprimere, impedendole di esprimersi, la nostra parte emotiva la quale, per tutta
risposta, ci procura tensioni, frustrazioni e disarmonia. Spesso queste compressioni,
soprattutto se coinvolgono la sfera affettiva o sessuale, si ripercuotono anche a livello
fisiologico: ad esempio tabagismo e sovrappeso sono fra le più comuni
manifestazioni fisiologiche di una compressione emotiva.
Attraverso semplici e opportune tecniche è possibile intervenire su questi punti di
compressione, allentando così quelle tensioni con un conseguente e drastico
miglioramento dell’autostima e della capacità di relazionarsi serenamente con gli
altri.

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