sabato 8 ottobre 2011

IL TEMPO DELL'AMORE


IL TEMPO DELL'AMORE





Qual è IL TEMPO DELL'AMORE e della SEDUZIONE


Nella vita di tutti i giorni la relazione tra 
l’amore e il tempo appare continuamente, ad esempio negli anniversari. Da quanto 
tempo stiamo insieme? È un anno che ci amiamo: è poco o è molto? È stato un tempo 
felice o un tempo infelice? È una data da festeggiare o una data da dimenticare? 
Vorremmo che continuasse a che finisse? Se misuriamo il tempo con gli orologi e i 
calendari un anno è un tempo oggettivo che ha per tutti la stessa durata. Ma un anno 
può essere percepito come un tempo brevissimo se è stato un tempo pieno o come un 
tempo lunghissimo se è stato un tempo vuoto: ora il tempo è un tempo soggettivo, la 
cui durata cambia a seconda di chi l’ha vissuto. D’altra parte, tu potresti dire che 
l’anno trascorso ti è sembrato un attimo mentre a me è sembrato che non passasse 
mai. Se ce lo diciamo appare un’altra dimensione del tempo, il tempo intersoggettivo: 
siamo stati insieme un anno, per me è stato tanto, per te poco: come stanno le cose tra 
noi? Il tempo del nostro amore ora dipenderà da ciò che desidereremo fare nel futuro.

Oggigiorno, col crescere delle separazioni da un lato e del periodo di permanenza nella casa dei genitori dall’altro, molte persone finiranno per trascorrere con questi ultimi la convivenza più lunga della propria vita, invece che con un compagno o una compagna.
A pensarci… eppure… ma perché succede?
C’è più libertà, certo: le donne non sono più costrette a subire come prima, la reputazione e i moralismi sono meno costringenti, le opportunità fra cui le “tentazioni” di ciascuno sono molte di più… Ma non è questo: tantissimi, se potessero scegliere, se fossero liberi abbastanza, vorrebbero passare gran parte della propria vita con una persona amata, magari tutta.
Alla maggior parte di costoro, invece, non succede o, se succede – come a molti dei nostri avi – capita di trascorrere sì tutta la vita con qualcuno, ma qualcuno di non amato, se va bene stimato, accettato o almeno ben sopportato. Ma se il problema non è la libertà, allora si vede che costruire delle storie d’amore liete, piene e rigogliose è proprio difficile. Perché?
Naturalmente, dipende: tutti gli amori sono diversi e così le ragioni della loro fine. Ma forse c’è qualcosa in comune, in molti casi. Forse, un bel giorno capiremo che ci sono alcune trappole insite nel modo stesso di vivere i rapporti amorosi; che l’amore è qualcosa che forse potrà anche essere eterno, infinito, trascendente la nostra immaginazione, ma che è vulnerabile e ha dei punti deboli.
Quel giorno scopriremo anche da dove vengono queste trappole, che cosa hanno in comune, come fanno a colpirci al cuore e a finirci seccandocelo. E allora noteremo che una delle caratteristiche più naturali di un grande amore contiene in sé le ragioni che, se non condotte da ragioni più forti, possono rovinare o anche distruggere quell’amore.


Ci sono amori in cui prevale la durata 
oggettiva, amori dominati dalla durata soggettiva e amori ispirati alla durata 
intersoggettiva.  
Gli amori basati sulla durata oggettiva (quelli in cui conta il tempo degli orologi e dei 
calendari) sono quelli basati sui bisogni oggettivi: ti ho incontrato, mi sei piaciuto, ti 
ho conosciuto, mi hai soddisfatto nei miei bisogni fondamentali, mi sono attaccato a 
te, è un anno che mi dai quello che volevo da te e non te ne sei andato perché è un 
anno che anch’io soddisfo i tuoi bisogni fondamentali. Questi amori durano finché lo 
scambio di soddisfazioni è equo, vanno in crisi e finiscono tanto più probabilmente 
quanto più dura (oggettivamente) l’insoddisfazione di uno o di entrambi gli amanti. 2
La formula con la quale possiamo indicare questo tipo d’amore è: ama il prossimo 
tuo pensando a te stesso. 
Gli amori basati sulla durata soggettiva (quelli in cui conta di più il tempo percepito) 
sono quelli basati sui bisogni soggettivi: ti ho incontrato, mi sei piaciuto, ti ho 
riconosciuto, mi hai fatto sentire me stesso, ti ho portato dentro, ti ho fatto 
diventare una parte di me, è passato un anno ma mi sembra un giorno da quando mi 
hai fatto sentire come volevo sentirmi e sento che anche tu con me ti sei ritrovato, che 
ti senti a casa e vuoi anche tu che il nostro amore duri tutta la vita. Questi amori 
durano finché gli amanti si sentono se stessi grazie all’altro e finiscono quando il 
comune sentire s’incrina e non si riconoscono più. 
La formula con la quale possiamo indicare questo tipo di amore è: ama il prossimo 
tuo in quanto te stesso. 
Gli amori basati sulla durata intersoggettiva (quelli in cui conta di più l’avvenire) 
sono quelli basati sul desiderio dell’altro: ti ho incontrato, mi sei piaciuto, ho 
desiderato farti felice, mi sono dedicato a te, in quest’anno ho capito che forse il 
tempo non mi basterà per farti felice e ti ringrazio perché anche tu non hai fretta e 
desideri che il nostro amore duri per sempre. Questi amori possono durare anche oltre 
la vita se resta vivo il desiderio di farsi felici e finiscono quando non si riesce per 
amare l’altro a sacrificare l’amore di sé tutte le volte che è necessario. 
La formula con la quale possiamo indicare questo tipo d’amore è: ama il prossimo 
tuo in quanto se stessi

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