martedì 4 ottobre 2011

IMMAGINI MENTALI


IMMAGINI MENTALI





Le IMMAGINI MENTALI direzionano il cervello, anzichè sostituire un comportamento
specifico con uno altrettanto specifico, si crea una direzione genrerativa di cambiamento ed
evolutiva.
'Con la gestione delle immagini mentali possiamo facilitare l'apprendimento della SEDUZIONE, della capacità di vivere bene AMORE ed INNAMORAMENTO.
È anche una metafora del cambiamento in quanto genera la credenza di poter effettuare
rapidamente dei cambiamenti nella direzione voluta.
Lo schema standard è il seguente:
1) Identificare un comportamento che si vuole cambiare, un asituazione in cui si è in crisi o
bloccati.
2) Identificare l’immagine che da l’avvio al comportamento, può essere utile fare relamente
ciò che deve precedere il comportamento stesso in modo da identificare l’immagine che da
l’avvio alla reazione indesiderata. Associarsi a questa immagine.
2) Creare un’immagine di noi stessi mentre stiamo realizzando il comportamento desiderato.
Creare cioè l ímmagine di come ci si vedrebbe se si avesse già ottenuto il cambiamento
desiderato.
La domanda è: “Se tu facessi questo cambiamento in cosa ti vedresti diverso”.


3) Vedere, su uno schermo mentale, l’immagine che si vuole modificare in grande , molto
nitida e luminosa, mentre nell’angolo destro dello schermo mettere una piccola immagine
scura di come si vorrebbe comportarsi.
4) Far aumentare di dimensioni e luminosità l’immagine piccola in modo tale che
letteralmente invada l’immagine del comportamento indesiderato mentre si pronuncia la
parola “via !“
Terminato una prima volta oscurare lo schermo o aprire gli occhi.
Ripetere il tutto per un totale di cinque volte.
La chiave del modulo dello scatto sta nella velocità e nella ripetizione.
5) Verifica:
Si chiede al soggetto di ricreare la prima immagine.
Se la scozzata è stata efficace gli sarà difficile farlo, l’immagine tenderà a svanire e a essere
sostituita dalla seconda immagine quella di come si desidera essere.
Un secondo tipo di verifica è quella comportamentale, create una situazione in cui si sarebbe
innescato il comportamento indesiderato.
Se al momento della verifica il comportamento è rimasto lo stesso tornate indietro e ripetete
lo schema della scozzata.
Cercate di capire che cosa si è trascurato o che altro potreste fare per fare funzionare il
processo.



Le submodalità sono un modello di arricchimento dell’esperienza soggettiva, con esse le
persone strutturano l’ esperienza.
Sono un codice del pensiero che fa capire le differenze tra stati ed esperienze, se sono felici
o sono depresse, se esitano o sono motivanti.
Sono la specificazione , il dettaglio dei Sistemi rappresentazionali, di conseguenza sono
Uditive, Visive, Cenestesiche.
Molte submodalità sono particolarmente efficaci nel cambiare il significato di
un’esperienza, queste submodalità prendono il nome di submodalità critiche.
Le submodalità critiche sono personali anche se lacune come la brillantezza, la dimension, il
colore, la musica hanno effetti su più persone.


L’effetto multiplo che produce una submodalità , per esempio visiva sulla sensazione
cenestesica, si chiama sinestesia.
Ad esempio di solito aumentare la luminosità intensifica le sensazioni e viceversa, ma non
per tutti deve essere così.
Le submodalità consentono di costruire e dare significato alla realtà.
All’interno de Sistemi Rappresentazionali ci sono due tipologie di submodalità, che sono:
1) Analogiche se permettono di cambiare gradualmente l’esperienza, come ad esempio da
piccolo a grande, da leggero a pesante, da silenzioso a rumoroso.
2) Digitali , se una esclude l’altra, come ad esempio da interno ad esterno, da associato a
dissociato.
Ci sono due modi per cambiare i comportamenti nostri ed altrui:
1)Modificare gli stati d’animo e quindi la fisiologia
2) Modificare le rappresentazioni interne
Modificare le rappresentazioni interne vuol dire modificarne le submodalità
Un’altra importante differenza consiste nel fatto che un’immagine sia associata o dissociata
Submodalità visive:
-Colore-bianco/nero
-Luminosità
-Dimensione
-Intensità colore,Bianco/nero
-Movimento: veloce/lento
Submodalità uditive:
-Volume
-Ritmo
-Inflessioni
-Cadenza
-Pause
-Tonalità
-Timbro
Submodalità cenestesiche:
-Temperatura
-Vibrazione
-Intensità
-Peso
-Densità
-Tensione muscolare
-Pressione

Prendere un ricordo (prima farlo con uno piacevole e poi con uno spiacevole) ed iniziare a
modificare le submodalità visive, uditive, cenestesiche finchè non si rende il ricordo più
gradevole di quanto non fosse prima.
Prendere il ricordo negativo e rendere l’immagine più piccola, sfumata e remota.
Abbassare il volume delle voci e dei suoni che si sentono, rallentare il ritmo.
Modificare le percezioni cenestesiche rendendole prive di consistenza, flaccide
Verificare come i sentimenti negativi abbiano perso il loro potere
Come già detto una credenza è un forte stato di certezza circa particolari persone, cose, idee
od esperienze esistenziali.
Come si fa a creare le credenze in questione?
Un modo è quello di usare specifiche submodalità.
Si possono usare submodalità per motivarsi scoprendo le submodalità di qualcosa nella
quale crediamo fortemente o per la quale siamo fortemente motivati e scoprendo
successivamente le submodalità di qualcosa di cui non siamo certi o non siamo motivati
ma vorremmo esserlo.
Prendiamo nota delle differenze tra le submodalità di queste due esperienze.
Procedere quindi a modificare le submodalità della seconda esperienza fino a farle
coincidere con quelle della prima, anche la seconda esperienza diventerà una credenza o,
comunque ne saremo motivati.
Quello che si fa lavorando sulle submodalità consiste nel ridefinire il sistema di stimoli che
dice al cervello come atteggiarsi nei confronti di un’esperienza.
Si possono usare le submodalità anche per eliminare il dolore.
Il cervello fornisce dolore solo quando riceve stimoli rappresentati in modo tale da dirgli di
provare dolore.
Quindi possiamo, per eliminare il dolore, rappresentarci le submodalità del dolore per poi
iniziare a dissociarsene mettendosi al di fuori di se stessi, quindi si può uscire dalle proprie
sensazioni vedendo la forma e le dimensioni della sofferenza collocata a tre metri di
distanza.
Possiamo poi iniziare a modificare le submodalità finchè il dolore scompare.
La cosa più importante per iniziare lavori di questo tipo è imparare ad acquisire la
consapevolezza delle proprie rappresentazione interne e delle submodalità.


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