sabato 5 novembre 2011

BASI DELLA PNL




BASI DELLA PNL


Le BASI DELLA PNL ed i presupposti della Programmazione Neurolinguistica L si sviluppano  all'università di Santa Cruz in California nel 1974, università di grande prestigio internazionale perché ha prodotto i maggiori studiosi del cervello: neurologi,
psicologi, neurochirurghi. In quell'anno due giovani americani, Richard Bandler, un
matematico informatico e John Grinder, un linguista, quindi persone lontane dalla
psicologia, scoprirono, studiando i comportamenti umani,  alcuni processi cerebrali.  
                   In verità avvenne tutto in modo abbastanza casuale, grazie al
loro desiderio di indagare e grazie alla possibilità che ebbero di incontrare e studiare tre
figure molto note in quel periodo, che hanno dato contributi fondamentali ancora applicati
oggi: Frederick Perls (che aveva dato un grande contributo allo sviluppo della teoria
Gelstat), Virginia Satir (la psicoterapeuta che creò la terapia della famiglia) e Milton H.
Erickson (inventore della terapia ipnotica o ipnosi clinica). Richard Bandler aveva avuto una
giovinezza molto problematica, nato e vissuto in un ambiente povero, difficile e violento.
Gli anni avevano portato con loro le conseguenze di questo fatto e mentre studiava
all'Università sentì parlare di Fritz Perls così volle conoscerlo nella speranza che potesse
aiutarlo a risolvere i problemi che aveva dentro di sé


La programmazione neuro linguistica è oggi una disciplina che riunisce vari ambiti dello studio della comunicazione umana, e si propone come strumento per influenzare fattori quali l'educazione,la SEDUZIONE  l'apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building. Ha trovato applicazione anche nei processi decisionali e creativi, nello sport e nel counseling.
In Italia ha cominciato a diffondersi all'inizio degli anni ottanta, inizialmente nel settore della formazione manageriale.



COSA SIGNIFICA PNL
Letteralmente sta per Programmazione Neuro-Linguistica. Scomponendo il nome
possiamo individuarne le tre componenti principali.
• Programmazione, ossia lavoro mentale che avviene nell'individuo nel momento in
cui riceve un’informazione. 
• Neuro, perché l'esperienza è filtrata ed elaborata dal nostro sistema nervoso
attraverso i cinque sensi. 
• Linguistica, ovvero risposta agli stimoli ricevuti o affiorati internamente, per cui
avviene la relazione con l'esterno in modo verbale e non verbale. 

La COMUNICAZIONE  NON VERBALE è alla base della PNL ed anche della PNL applicata alla SEDUZIONE e della PNL per insegnanti.


La comunicazione non verbale analizza l'espressività del corpo in tutte le sue forme,
dalla mimica facciale alla gestualità istintiva.
La mimica facciale è l'insieme di tutte le espressioni del viso. Il volto come ricorda
Lowen A. è la parte del corpo presentata apertamente al mondo ed è la prima che si
esamina in una persona. L'espressione assunta dal volto sta ad indicare o ciò che siamo
e proviamo realmente o ciò che fingiamo di essere o di sentire. Perciò quando non vi è
congruenza tra la nostra vera natura e ciò che esprimiamo spesso il conflitto si rivela
come tensione nei muscoli della nostra faccia.
Per affrontare lo studio della mimica facciale è indispensabile qualche cenno di
anatomia.
I muscoli facciali possono dividersi in
muscoli temporali, sono quelli che contraggono le mascelle
muscoli oculari, quelli che fanno muovere gli occhi
muscoli pellicciai, che attraversano il viso in lungo ed in largo ed è grazie alla loro
azione che le espressioni si manifestano sul volto
Suddivisione della mimica facciale:
Per quel che riguarda la mimica è ormai d’uso comune basarsi sulla seguente
separazione:
regione frontale (incluse le sopracciglia);
parte mediana : regione degli occhi naso e guance;
bocca e mento
Le pieghe della fronte orizzontali indicano che qualcosa attrae fortemente la tensione.
Quelle verticali invece indicano la focalizzazione della tensione su qualcosa. Gran parte
dei movimenti delle sopracciglia avviene in concomitanza o in preparazione della
formazione delle pieghe. I movimenti fondamentali posso essere: i movimenti
dell’attenzione, della tristezza, del dolore, della disperazione e dell’aggrottamento.
Gli occhi in base alla loro morfologia posso essere suddivisi in: occhi grandi e tondi che
riflettono una personalità affettuosa ricca di calore umano, occhi sporgenti che indicano

un modo di essere nervoso, occhi incassati spesso indicano una tristezza repressa ed
espressione trattenuta, occhi da neonato sono caratterizzati da un’espressione aperta e
supplichevole.

Se voglio comunicare efficacemente devo innanzitutto comprendere qual è la mappa della
realtà che appartiene al mio interlocutore: per capire l'altro è preferibile incontrarlo sul suo
terreno.
La persona mi offrirà una serie notevole di informazioni, quasi del tutto inconsciamente e
lo farà attraverso le parole ma soprattutto attraverso il tono, il timbro e il volume della voce
e attraverso le componenti non verbali (gesti, postura, colorito della pelle, ecc.). La prima
cosa da fare è dunque imparare ad osservare.
Per raccogliere e decodificare le informazioni, quindi per costruire la propria mappa,
l'uomo si serve dei suoi cinque sensi: si guarda in giro, osserva, si crea delle immagini,
ascolta ed discorsi, suoni e rumori, tocca le cose, avverte delle sensazioni dentro di sé,
sente profumi ed odori, gusta dei sapori. Vista, udito, tatto, gusto e olfatto sono i nostri
punti di contatto con l'esterno, le porte della percezione come le definisce Huxley: servono
per ricevere gli innumerevoli segnali dall'esterno ma servono anche per l'elaborazione la
propria esperienza interna e, in un secondo momento, esprimerla.
La PNL ha scoperto il legame stretto tra le modalità di raccolta ed elaborazione da parte
dei sensi, le modalità sensoriali, e il modo in cui "pensiamo" il mondo. -Ciò che
percepiamo esternamente (consciamente o inconsciamente) - scrive Lankton - lo
traduciamo in rappresentazioni interne che, alternativamente, condizionano il nostro
comportamento- ogni volta che un essere umano interagisce con il mondo circostante, lo
fa tramite rappresentazioni sensoriali.  - Sebbene ciascuno utilizzi tutte le modalità a
disposizione, ci sarà un canale che la persona utilizzerà in modo preferenziale a seconda
di quanto richiesto dal contesto (canale auditivo per l'ascolto di un concerto, ad esempio).
Invece, quando pensiamo o rielaboriamo informazioni, tenderemo a preferire uno di questi
canali, senza tenere in considerazione l'oggetto del nostro agire o dei nostri pensieri.
Possediamo dunque un sistema rappresentazionale preferenziale (o primario).
Individuare e gestire i sistemi rappresentazionali permette di:sintonizzarsi con l'interlocutore e rendere quindi più efficace la comunicazione, utilizzando
consapevolmente il suo sistema rappresentazionale
I Sistemi rappresentazionali sono tre:
Visivo
Auditivo
Cenestesico
Ogni persona utilizza, è stato detto, un canale primario. Si serve poi in misura minore un
secondo canale mentre mantiene per lo più inutilizzato il terzo.
Esistono molti elementi che manifestano i sistemi rappresentazionali utilizzati: i movimenti
delle mani, la postura del corpo ed il tono muscolare, i movimenti degli occhi, la
respirazione, le caratteristiche della voce, i movimenti del capo. Spesso poi la persona
tocca direttamente gli organi di senso corrispondenti al sistema. Anche il linguaggio, la
scelta delle parole è una fonte importante che fornisce indicazioni chiare.

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